Il ritorno di Casanova

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 59)

3.8
(895)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 149 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000040839 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: Giuseppe Farese

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 5

    In occasione della riduzione teatrale che vedrò tra pochi giorni, ho riletto "Il ritorno di Casanova". L'ho trovato bellissimo e forse uno dei più importanti romanzi brevi che abbia mai letto. Schnitz ...continua

    In occasione della riduzione teatrale che vedrò tra pochi giorni, ho riletto "Il ritorno di Casanova". L'ho trovato bellissimo e forse uno dei più importanti romanzi brevi che abbia mai letto. Schnitzel attraverso una smagliante forma narrativa riesce a trasmettere nel lettore il sentimento di dissoluzione psicofisica di Casanova nell'angoscia dell'incipiente vecchia e della morte. Pagina dopo pagina, si sviluppa l'immagine drammatica della solitudine legata alla consapevolezza dell'incombere della vecchiaia. Tutto, passo dopo passo, porta all'inesorabile sconfitta e al degrado morale di Casanova. Credo che mai nessuno sia riuscito raccontare, come invece in questo romanzo ha fatto Schnitzel, in maniera così "plastica" la metafora di cosa possa essere la vecchiaia. Mi rendo conto che in realtà il "Nostro non è un paese per vecchi" ma, forse, questo romanzo è destinato proprio a quel "paese per giovani" perchè capiscano (anche nel loro futuro interesse) quanto importante sia la tutela della felicità delle persone e cosa significhino parole come solitudine, degrado morale e angoscia della vecchia.

    ha scritto il 

  • 3

    lo scrittore ricostruisce efficacemente l'ambiente del settecento dove si muovono i personaggi. In un crescendo di colpi di scena, Casanova emerge con la sua figura protagonista, l'ipocrisia di un'int ...continua

    lo scrittore ricostruisce efficacemente l'ambiente del settecento dove si muovono i personaggi. In un crescendo di colpi di scena, Casanova emerge con la sua figura protagonista, l'ipocrisia di un'intera società sconvolge sicurezze, equilibri, intrighi. Sullo sfondo scontro eterno, amore e morte.

    ha scritto il 

  • 0

    Io sono Casanova

    Propongo un commento all'opera di Schnitzler che ho inserito in "Carta forbice sasso". A scrivere è uno dei personaggi principali, Piergiorgio Zevi, ebreo erotomane; quella che segue è una pagina del ...continua

    Propongo un commento all'opera di Schnitzler che ho inserito in "Carta forbice sasso". A scrivere è uno dei personaggi principali, Piergiorgio Zevi, ebreo erotomane; quella che segue è una pagina del suo diario.

    Ho riletto Il ritorno di Casanova di Schnitzler – un libro salubre, scevro da facili nostalgie: la vecchiaia dell’avventuriero non si presta al tedio allegorico di un tramonto, ma, al contrario, ribadisce quella facoltà maligna, bizantina, d’imbrogliare gioco e giocatori... In questo romanzo mi ci specchio; e ora vi trovano un riflesso adeguato persino alcuni ospiti di Villa Zevi. Marta, per esempio, è l’erudita Marcolina che vola giovane sull’ala di un’alta spiritualità. Rifiuta il matrimonio col sottotenente Lorenzi, ma poi, emancipata, lo accoglie in camera... L’insonne Casanova, ospite nello stesso edificio, scopre la tresca e pregusta il modo in cui saprà trarne profitto. Egli è tattico, freddo – solo una donna così altera può scaldarlo... Smanioso, elucubra, trama. Ecco, si traveste da Lorenzi, s’introduce nella camera di Marcolina: è notte, l’oscurità gli è complice, e la ragazza si abbandona – un gusto doppio: il vizio che trionfa sulla virtù; i sensi redivivi appagati dalla morbidezza della femmina e, non di meno, dall’assoluta perfezione della beffa. Si amano, giacciono l’uno accanto all’altra fino all’alba, quando l’orrore si delinea in una luce tenue che ancora lo smorza: c’è un corpo sfatto sotto gli occhi increduli di Marcolina... Lei si dispera, la assale uno schifo retroattivo per ogni singola carezza, per ognuno dei baci più licenziosi che l’hanno fatta gemere. Casanova fugge senza nemmeno rivestirsi. Lorenzi, disotto, già lo attende per vendicarsi. Ma, pizzaiolo o pugile, nel duello che va profilandosi alla spada, il sottotenente finirà col perdere. Il Mito non può tramontare: una voce interiore ripete: Costui è bello e giovane, ma io... Io sono Casanova.

    "Carta forbice sasso" di Giulio Neri. Asterios editore, Trieste. In libreria ad Aprile.

    ha scritto il 

  • 5

    Perfetto e forse più denso di Gioco all'alba

    La citazione successiva non toglie il dubbio che Marcolina comunque sapesse e - non potendo cedere, diremmo, per le vie ufficiali - si sia concessa segretamente, accettando consapevolmente l'inganno. ...continua

    La citazione successiva non toglie il dubbio che Marcolina comunque sapesse e - non potendo cedere, diremmo, per le vie ufficiali - si sia concessa segretamente, accettando consapevolmente l'inganno. Per curiosità? per dispetto alla vecchia amante Amalia? Per umiliare Casanova?
    "Non riusciva a distogliere lo sguardo da lei, né lei da lui. In quello di lui c'erano collera e vergogna, vergogna e orrore in quello di lei. Casanova sapeva come lei lo vedeva, perché lui stesso si vide, per così dire, nello specchio dell'aria, e si vide come il giorno prima allo specchio nella stanza della torre: un volto giallo e malvagio solcato da rughe profonde, labbra sottili, occhi penetranti... e per giunta tre volte devastato dalle dissolutezze della notte, dall'affannoso sogno del mattino, dalla terribile scoperta del risveglio.
    E quanto lesse nello sguardo di Marcolina non fu quello che avrebbe preferito mille volte leggervi: ladro, libertino, canaglia. Vi lesse un'unica parola, che però lo abbatté più ignominiosamente di qualsiasi altra ingiuria, vi lesse la parola più terribile di tutte, che pronunciava la sentenza definitiva: vecchio".

    ha scritto il 

  • 4

    Valeva una rilettura

    Incipit mozzafiato e il resto viene di conseguenza.
    “A cinquantaté anni Casanova, da tempo non più spinto a vagare per il mondo dal giovanile piacere dell'avventura, ma dall'inquietudine dell'avanzant ...continua

    Incipit mozzafiato e il resto viene di conseguenza.
    “A cinquantaté anni Casanova, da tempo non più spinto a vagare per il mondo dal giovanile piacere dell'avventura, ma dall'inquietudine dell'avanzante vecchiaia, fu preso da una così intensa nostalgia per la sua città natale, Venezia, che cominciò a girarle intorno simile a un uccello che vien giù a morire calando da libere altezze in sempre più strette volute”.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Cosa dire di questo romanzo su Casanova....eccellente nella prosa nella descrizione del leggendario personaggio,di un indiscutibile seduttore, di un uomo fortunato quasi fino alla fine della sua vita. ...continua

    Cosa dire di questo romanzo su Casanova....eccellente nella prosa nella descrizione del leggendario personaggio,di un indiscutibile seduttore, di un uomo fortunato quasi fino alla fine della sua vita.
    Il ritorno di Casanova colpisce anche non solo per la storia ben congeniata, ma soprattutto a mio parere per la descrizione del "ritorno" appunto nella sua amata Venezia dopo anni d forzato esilio al punto da rifiutare con sprezzante e presuntuoso gesto la locandiera che a lui all'ultimo si offre.

    ha scritto il 

  • 3

    Giacomo Casanova, già grande seduttore, avventuriero, uomo d’affari, diplomatico, scrittore e giocatore, è ormai vecchio e dopo tante peregrinazioni si accinge a tornare nella sua Venezia. Stimolato d ...continua

    Giacomo Casanova, già grande seduttore, avventuriero, uomo d’affari, diplomatico, scrittore e giocatore, è ormai vecchio e dopo tante peregrinazioni si accinge a tornare nella sua Venezia. Stimolato dalla giovane Marcolina, bella e intelligente ma poco sensibile al suo fascino in declino, deve ricorrere all’inganno per averla: andrà che… Eventualmente occorre leggere per sapere, ma si può anche soprassedere: il romanzo è vecchio (1917) e alquanto provato, pure lui.

    ha scritto il 

  • 4

    Onorevoli epiloghi

    La versione di Schnitzler di una delle avventure di Giacomo Casanova è interessante già soltanto come concetto. Non è la prima volta che un autore austroungarico si riappropria della fantomatica figur ...continua

    La versione di Schnitzler di una delle avventure di Giacomo Casanova è interessante già soltanto come concetto. Non è la prima volta che un autore austroungarico si riappropria della fantomatica figura del seduttore (e non solo) veneziano. Retaggi storici persi, da recuperare? Lo ha fatto, trent'anni dopo e splendidamente, anche Sàndor Màrai in "La recita di Bolzano", così come Zweig nel 1945 (da leggere!).
    Schnitzler, intanto, ha anticipato questi autorevoli biografi e, ispirandosi alle poderose memorie del protagonista, inventa di sana pianta un episodio, collocandolo nell'età più avanzata di Casanova. La deduzione che l'incipiente anzianità sia l'offesa più grave per l'avventuriero e scrittore della Serenissima è ovvia. L'autore declina, onorevolmente, le riflessioni su questo tema a brevi monologhi, in cui si rivelano anche altre qualità del seduttore: una certa dignità pubblica, l'amor patrio, forse anche la fratellanza con uomini della sua stessa natura.
    Il confronto (dagli esiti non anticipabili) più notevole resta comunque quello con il suo doppio, un alter ego più giovane, avversario in amore.
    Unica piccola delusione: che l'autore non abbia approfondito ampiamente la figura di Marcolina, giovane donna singolarmente dotata di sapienza e talenti scientifici.
    Un'opera, tuttavia, consigliata agli appassionati dello stile di Schnitzler che in queste pagine rende davvero appassionante una storia di decadenza e di avventure che volgono al termine, e dirime abilmente la lotta fra inganno e verità anche a chi non sopporta granché le biografie "in costume".

    (ebook)

    ha scritto il 

  • 4

    Incorreggibile Giacomo

    Passata la boa dei cinquanta, il nostro eroe non disdegna di architettare ancora una volta la macchinazione amorosa volta a sedurre una giovane fanciulla. C'è la coscienza del declino, ma ciò non inta ...continua

    Passata la boa dei cinquanta, il nostro eroe non disdegna di architettare ancora una volta la macchinazione amorosa volta a sedurre una giovane fanciulla. C'è la coscienza del declino, ma ciò non intacca minimamente le tecniche e il fiuto avventuroso di Giacomo. Indimenticabile il duello all'alba di due uomini nudi nelle campagne mantovane.

    ha scritto il 

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