Il rosso e il nero

Cronaca del XIX Secolo

Di

Editore: Garzanti (I grandi libri)

4.0
(5796)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 541 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Portoghese , Spagnolo , Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Olandese , Catalano , Chi semplificata

Isbn-10: 8811364310 | Isbn-13: 9788811364313 | Data di pubblicazione:  | Edizione 23

Curatore: Mario Lavagetto

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Copertina morbida e spillati , Non rilegato , Tascabile economico , eBook , Rilegato in pelle

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
"Il punto di partenza è offerto da un fatto di cronaca: tra il 28 e il 31 dicembre 1827 "La Gazette des Tribunaux" pubblica, in quattro puntate, il resoconto del processo ad Antoine Berthet, un ex seminarista che nella chiesa di Brangues, piccola città dell'Isère, aveva sparato, durante una funzione religiosa, a M.me Michould de la Tour, madre dei ragazzi di cui era stato, per qualche tempo, istitutore. La condanna a morte fu eseguita a Grenoble il 23 febbraio 1828. Più tardi Stendhal dichiarerà con spavalda civetteria, di non aver inventato proprio nulla. In realtà - anche se la cronaca giudiziaria gli fornisce uno spunto più significativo di quanto non si riconosca abitualmente- Stendhal ha inventato "tutto"." (dall'introduzione di Mario Lavagetto)

Introduzione, traduzione e note di MARIO LAVAGETTO

XXVI - 541 pagine
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  • 0

    Diario di bordo:
    pag 62 (su 315) : mi barcameno tra la noia e la considerazione che tuttavia Julien Sorel non è arrivista senza cuore, ma anzi propulsore di grande passione, di fuoco che arde. Si può ...continua

    Diario di bordo:
    pag 62 (su 315) : mi barcameno tra la noia e la considerazione che tuttavia Julien Sorel non è arrivista senza cuore, ma anzi propulsore di grande passione, di fuoco che arde. Si può essere disposti a tutto per un ideale e la sete di rivalsa sociale? La risposta esatta probabilmente è sì, ma a me piacciono quelli che rispondono no.

    Sto pensando di mollare, anche se è una cosa che non sopporto (mollare). Stringo i denti ancora un po', via.

    ha scritto il 

  • 4

    Posso spiegare...

    ...tutto.
    Il masssimo per un romanzo e' di tre stelle. Ve ne e' una in piu' poiche' tutta la storia e' impregnata, avvolta, circondata da connotazioni storico politiche della Francia del 1830 che so ...continua

    ...tutto.
    Il masssimo per un romanzo e' di tre stelle. Ve ne e' una in piu' poiche' tutta la storia e' impregnata, avvolta, circondata da connotazioni storico politiche della Francia del 1830 che sono lo sfondo ( serio) dove le vicissitudini (romanzesche) del protagonista si sviluppano.
    Amore , ambizione , politica, intrigo, religione, delitto, insomma tutto ciò che caratterizza gli uomini da sempre e in quel momento di restaurazione in particolare, sono ingredienti presenti ed attivi nell'opera anche se qualche volta, a mio avviso, non miscelati coerentemente.
    Lo stesso Julien , delle volte appare incomprensibile in alcuni atteggiamenti e non sembra mai avere una direzione precisa.
    Qualcosa non mi ha convinto ma siamo pur sempre in serie A.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    “Un romanzo è uno specchio”, ci dice Stendhal ad un certo punto del suo racconto. Il Rosso e il Nero è, infatti, lo specchio di un’epoca, quella della Francia post-napoleonica, e della società che la ...continua

    “Un romanzo è uno specchio”, ci dice Stendhal ad un certo punto del suo racconto. Il Rosso e il Nero è, infatti, lo specchio di un’epoca, quella della Francia post-napoleonica, e della società che la caratterizza.

    A stagliarsi tra tutti i personaggi che popolano il romanzo, ovviamente, il protagonista, Julien Sorel e il suo cammino verso l’affermazione di sé. Nato in una famiglia di umili origini (il padre è proprietario di una segheria), si rammarica, fin dalla prima giovinezza, di non essere nato in un’altra epoca. Il giovane Sorel sogna il periodo eroico appena trascorso e farebbe di tutto per riviverlo. Fin dal suo primo apparire, quindi, Julien appare come un essere insoddisfatto di sé e della propria epoca, disposto a tutto per elevarsi dalla sua condizione e affermarsi nella società.

    Stendhal ci racconta magistralmente e senza mai annoiare il lettore, di come Julien, pur disprezzando quel mondo dominato dall’ipocrisia e dal conformismo, pur di avere successo, si adegui e sfrutti i meccanismi di quella stessa società. Vedremo, così, il giovane Sorel decidere di intraprendere la carriera ecclesiastica, vista come l’unica strada per elevarsi dalla sua umile condizione. Egli sceglie l’ipocrisia; tuttavia, Julien non è un gretto calcolatore. Assunto da Monsieur de Rênal come precettore, egli ne seduce la moglie, inizialmente per un sentimento di sfida e rivalsa sociale, per poi innamorarsene perdutamente. L’amore per Madame de Rênal accompagnerà Julien, tra alti e bassi, per tutto il romanzo, fino alla sua tragica fine.

    Stendhal ci mostra il cammino di ascesa di Sorel all’interno del seminario, a Besançon, e poi al palazzo dei De La Mole, nobilissima famiglia parigina. Julien conquisterà la fiducia del grande aristocratico e ne sedurrà la figlia Mathilde, suscitando in lei un amore capriccioso e appassionato.

    Dalla provincia alla capitale. Da ‘abatino’ di campagna a dandy di città. Dall’abito nero del seminario all’abito rosso da tenente degli ussari. Proprio la sua indole ‘rossa’, che verrà allo scoperto durante il suo processo, si scrolla di dosso quegli stralci di ipocrisia dell’abito ‘nero’: egli andrà deliberatamente e lucidamente incontro alla morte per ritrovare la sua piena libertà.

    Un classico della narrativa mondiale, emozionante e piacevolissimo da leggere. Consigliato a tutti gli appassionati della grande letteratura.

    ha scritto il 

  • 4

    Singolare creatura, in lui era quasi ogni giorno tempesta

    Oh misero, meschino Julien! Chi ti salverà da te stesso, chi frenerà la tua ambizione? Ma possiamo in fondo biasimarti? Chi come te viene dal basso, chi come te non conosce che il suo piccolo villaggi ...continua

    Oh misero, meschino Julien! Chi ti salverà da te stesso, chi frenerà la tua ambizione? Ma possiamo in fondo biasimarti? Chi come te viene dal basso, chi come te non conosce che il suo piccolo villaggio e pochi libri che ottundono il pensiero, condannerrebbe il tuo animo? La tua ambizione, la tua voglia di riscatto, in fondo sono così ignobili? Un orgoglio sconfinato, ma anche una purezza di sentimenti sconvolgente, ti porteranno ad una tragica fine. Stendhal è un pittore dell'animo, così caratteristico è il personaggio che dipinge!

    ha scritto il 

  • 5

    La difficoltà di lettura dei romanzi dell'Ottocento è mica piccola.
    Quanto siamo distanti dal lettore ideale che Stendhal si prefiggeva di affascinare? Tanto da capirci poco e niente di tutti i rimand ...continua

    La difficoltà di lettura dei romanzi dell'Ottocento è mica piccola.
    Quanto siamo distanti dal lettore ideale che Stendhal si prefiggeva di affascinare? Tanto da capirci poco e niente di tutti i rimandi all'epoca di ambientazione di questo romanzo. Rimandi (soprattutto politici) che dovevano essere chiari o quasi ovvi per i lettori del tempo, che a noi invece paiono indigeribili anche dopo un'endovena di storia moderna.
    Eppure la cura del dettaglio -a cui non corrisponde la cura nelle citazioni, dato che Stendhal "cita a memoria", come ci fa notare l'amareggiato editore - il profumo dell'avventura, dei paesaggi, dei vezzi dei personaggi non può che costringerci a rimanere lì, a naso in su, a rimuginare su quanto sia vero che "stendhaliano" non è solo un aggettivo, che Stendhal è i suoi personaggi, Stendhal è noi.
    Detta così sembra la descrizione della sindrome che porta il suo nome, ma non siamo poi così lontani: finire un romanzo così articolato che pare il meccanismo di un orologio lascia una sensazione di quiete, di calma.

    Di libri così, di orologi così, oggi non se ne fanno più.

    ha scritto il 

  • 3

    Impressioni finali! Ho per quasi tutto il libro avuto degli alti e bassi, non perché sia pesante, semplicemente perché non riuscivo a sintonizzarmi coi vari personaggi e nemmeno Stendhal ha voluto far ...continua

    Impressioni finali! Ho per quasi tutto il libro avuto degli alti e bassi, non perché sia pesante, semplicemente perché non riuscivo a sintonizzarmi coi vari personaggi e nemmeno Stendhal ha voluto farmeli amare. Non era certamente il suo intento. In compenso ho avuto un quadro completo e particolareggiato di quell’epoca, il diciannovesimo secolo; di come funzionavano le cose, la politica , il clero, gli intrighi, le classi sociali. Nessuna fede, solo avidità e arrivismo. Tutto sommato come oggi. Julien Sorel l’ho disprezzato per il suo modo di vivere, di rinunciare al suo ideale pur di farsi una posizione, per aver finto nove volte su dieci dei sentimenti che non provava. Però negli ultimi capitoli mi è piaciuto, è venuto fuori allo scoperto e questo povero ragazzo ha dimostrato fermezza e coraggio. Amato dalle donne, giovane brillante con un destino crudele, scopre i suoi veri sentimenti e vorrebbe che dopo di lui le cose andassero in un certo modo, ma naturalmente non sarà così . Insomma, alla fine l’ho amato anche io.

    ha scritto il 

  • 4

    Adorabile Stendhal

    Anche se la prima parte potrebbe risultarvi noiosa, non demordete! La seconda è decisamente più bella. Mi son piaciuti soprattutto le conservazioni tra i personaggi. Un romanzo unico nel suo genere. ...continua

    Anche se la prima parte potrebbe risultarvi noiosa, non demordete! La seconda è decisamente più bella. Mi son piaciuti soprattutto le conservazioni tra i personaggi. Un romanzo unico nel suo genere.

    Nota storica.
    Viene pubblicato alla fine del 1830, sebbene per una scelta dell’editore compaia come data di prima edizione il 1831. La trama del romanzo è ispirata a un fatto di cronaca che ebbe notevole risalto nel 1827: il cosiddetto affaire Berthet, ovvero l’uccisione della figlia di un notaio da parte dell’amante, figlio di un fabbro.
    Il titolo può essere interpretato in due sensi differenti. Il “rosso” può infatti rappresentare la vita militare a cui Julien Sorel, il protagonista, ambisce mentre il“nero” indicare l’abito talare e, quindi, la vita in seminario. Allo stesso modo il rosso può essere anche inteso come il colore della passione e il nero come quello della morte.

    ha scritto il 

  • 2

    All'inizio mi è sembrato di leggere "gossip dalla provincia francese del XIX secolo". Poi mi è venuto in mente un possibile contro-titolo: "I pasticci del giovane Julien". Alla fine mi sono chiesta: m ...continua

    All'inizio mi è sembrato di leggere "gossip dalla provincia francese del XIX secolo". Poi mi è venuto in mente un possibile contro-titolo: "I pasticci del giovane Julien". Alla fine mi sono chiesta: ma stiamo scherzando? Cos'è? Fantascienza sociale ante litteram? Un romanzo d'appendice con velleità intellettuali? Per non parlare degli svarioni narrativi... Ma lo Stendhal si era letto Jane Austen per capire come si costruisce con intelligenza un romanzo "rosa"? Perchè alla fine questo è.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un romanzo è uno specchio che viene portato su una strada maestra. Ora riflette ai vostri occhi l'azzurro del cielo, ora il fango dei pantani.

    Il rosso e il nero è probabilmente il romanzo più conosciuto di Stendhal. Il protagonista della storia è il giovane Julien Sorel, un giovane di umili natali deciso a tutti i costi ad ottenere un posto ...continua

    Il rosso e il nero è probabilmente il romanzo più conosciuto di Stendhal. Il protagonista della storia è il giovane Julien Sorel, un giovane di umili natali deciso a tutti i costi ad ottenere un posto di prestigio nella società.
    Inizialmente Julien tenta la scalata sociale attraverso la carriera militare ma poi cambia direzione e sceglie la carriera ecclesiastica da cui pensa di poter ottenere di più.
    Ma del tutto inaspettatamente Julien viene scelto da M. de Renal, il sindaco della cittadina di Verrières, per diventare il precettore dei suoi figli. In quella casa Julien conosce Mme de Renal, la giovane e bella moglie del sindaco, con cui intraprende una relazione dettata, più che dai veri sentimenti che nutre per la donna, dall'ambizione.
    Il rosso e il nero parla dell'ascesa e della caduta di Julien, personaggio controverso che ben rappresenta secondo Stendhal la doppia faccia della società all'epoca della Restaurazione.
    Durante il periodo della Restaurazione francese Julien Sorel cerca il modo di innalzarsi nella società, le sue azioni, le sue stesse parole, sono spinte esclusivamente dall'ambizione e dal desiderio di potere.
    La relazione con Mme de Renal e successivamente quella con Mathilde sono dettate proprio da questa ambizione smisurata, quella stessa ambizione che lo porterà poi alla caduta.
    Mi aspettavo molto di più da questo romanzo, amo i classici e finora non avevo mai fatto così fatica a finirne uno. Solitamente le prose ricche e le descrizioni super dettagliate non mi dispiacciono affatto, ma in questo caso non hanno fatto altro che rendere un romanzo già di per sè pesante nei temi, ancor più pesante e lento.
    La storia non mi ha catturata e credo che il problema principale sia il protagonista. Julien è un personaggio che non mi è piaciuto affatto, l'ho trovato fin troppo controverso e la sua eccessiva ambizione e il fatto che calcolasse praticamente ogni sua mossa, l'hanno reso ai miei occhi insopportabile. E' vero che era intento di Stendhal creare un personaggio del genere, ma per i miei gusti è troppo freddo e calcolatore, quasi inumano.
    Per quanto riguarda la storia ho apprezzato i riferimenti politici e storici, ma spesso l'autore si dilunga su aspetti che fanno perdere un po' il filo del romanzo e rendono la narrazione troppo lenta.
    Sullo stile non ho nulla da dire ovviamente, Stendhal è un maestro nelle descrizioni, alcune sono talmente belle da riuscire a vedere esattamente quello che descrive!
    I temi principali del romanzo sono interessanti e molto attuali ma da soli, almeno per quanto mi riguarda, non sono riusciti a risollevare la storia.
    Sicuramente darò un'altra chance a Stendhal, magari con La certosa di Parma. Per quanto riguarda questo romanzo credo proprio che la pecca maggiore sia Julien, per me è stato impossibile comprenderlo ed entrare in sintonia con lui e questo ha guastato tutta la lettura. Un classico controverso e sicuramente non adatto a tutti!

    ha scritto il 

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