Il rumore dei tuoi passi

Di

Editore: Longanesi

4.0
(914)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8830431141 | Isbn-13: 9788830431140 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Altri , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato «la Fortezza», Beatrice e Alfredo sono per tutti «i gemelli». I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un’amicizia ruvida come l’intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un’amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi.
Ma alle soglie dei vent’anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.
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  • 4

    Ottimo esordio di un'autrice italiana.

    Davvero ottimo questo esordio di Valentina D'Urbano. E chi mi segue sa che io non ci vado mai leggero nelle recensioni. La storia è ben costruita e lo stile è fresco, veloce, diretto e non si perde ma ...continua

    Davvero ottimo questo esordio di Valentina D'Urbano. E chi mi segue sa che io non ci vado mai leggero nelle recensioni. La storia è ben costruita e lo stile è fresco, veloce, diretto e non si perde mai in lungaggini inutili. L'unica cosa che ho trovato troppo scontato è il finale (non mi riferisco ovviamente alla morte di Alfredo che già c'era stata anticipata nel primo capitolo, ma all'altra cosa... che eviterò di dire per non fare spoiler, ma insomma chi ha letto il libro capirà a cosa mi sto riferendo).

    ha scritto il 

  • 0

    Valentina D'Urbano è stata coraggiosa. Non perché abbia scritto di droga, tutti lo fanno, ma lei si differenzia perché ha avuto il coraggio di parlare della vera, inesorabile conseguenza di quest'ult ...continua

    Valentina D'Urbano è stata coraggiosa. Non perché abbia scritto di droga, tutti lo fanno, ma lei si differenzia perché ha avuto il coraggio di parlare della vera, inesorabile conseguenza di quest'ultima. La gente muore, non c'è scampo, non c'è una vera salvezza. D'Urbano ha gettato sotto i piedi questa società che ci impone false soluzioni, false speranze. Mi piace pensare che l'apertura del libro sia una grossa metafora. Il libro si apre con il funerale di Alfredo, come se l'autrice non volesse darci neanche la minima speranza. Anche se ci confonde, alla fine sembra che i due protagonisti si salvino da questo tunnel, ma il lettore già sa che non ci sarà via d'uscita. Eppure questa storia ne valeva la pena di leggerla perché come l'autrice dice "Anche l'ultimo dei poveracci ha bisogno di una storia".

    ha scritto il 

  • 5

    Conoscevo già questa autrice perché avevo letto Acquanera, e già sapevo che sa scrivere bene. Ma in questa storia io mi sono ritrovata catapultata alla Fortezza, ho conosciuto Alfredo e Beatrice e la ...continua

    Conoscevo già questa autrice perché avevo letto Acquanera, e già sapevo che sa scrivere bene. Ma in questa storia io mi sono ritrovata catapultata alla Fortezza, ho conosciuto Alfredo e Beatrice e la loro storia che mi ha emozionato, mi ha fatto arrabbiare e mi ha fatto piangere. perché fondamentalmente è un racconto triste seppur bellissimo e ora che è finita mi sento come un vuoto e mi manca la storia. Bea e Alfredo sono chiamati "I gemelli. Era per via di come ci muovevamo. Camminavamo in sincrono, con lo stesso identico passo sciatto e ciondolante. Avevamo le stesse espressioni facciali, le stesse abitudini, gli stessi gesti nervosi."
    Da quando sono piccoli sono inseparabili, ma quando crescono qualcosa cambia, il loro rapporto si incrina e alla fine quella crepa li porterà alla rovina, perché Bea è forte ed è lei che starà vicino ad Alfredo sempre, nonostante tutto. Ma se uno dei gemelli muore, l'altro come fa da solo?
    Anche l'ambientazione rende la storia più vera, più cruda, più bella. E ti fa pensare a come sarebbe stata la vita di Bea e Alfredo se fossero vissuti altrove, forse non sarebbe stata così triste ma nemmeno così intensa. La loro amicizia, il loro amore, la loro passione non sarebbe stata così travolgente se non fosse ambientata in un posto degradato, abbandonato, dove possono contare solo l'una sull'altro e viceversa, dove uno non poteva vivere senza l'altra. Avrei quasi voglia di rimettermi a leggere tutto daccapo e penso che proverei le stesse emozioni che ho percepito la prima volta. Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che lascia il segno. Si fa ricordare per i personaggi, ben caratterizzati e per l'ambiente altrettanto ben descritto. Uno stile dettagliato, a tratti poetico. Quando si finisce, si ha vogli ...continua

    Un libro che lascia il segno. Si fa ricordare per i personaggi, ben caratterizzati e per l'ambiente altrettanto ben descritto. Uno stile dettagliato, a tratti poetico. Quando si finisce, si ha voglia di saperne di più anche se si sa che non si hanno sperenze di un "lieto fine" perché la storia è reale e cruda così come è, un pungo nello stomaco che però va preso. Merita di essere preso.
    Bella storia. Bei personaggi. Bello stile. Quattro stelle per il coraggio, e la creatività di mettere su una storia così forte, piena e realistica.

    ha scritto il 

  • 5

    Un amore, un'amicizia, una passione, Bea e Alfredo nel degrado. Un amore così struggente, forte, che ti dà colpi al cuore, che te lo massaggia e te lo massacra. Non ha bisogno di altre parole, perché ...continua

    Un amore, un'amicizia, una passione, Bea e Alfredo nel degrado. Un amore così struggente, forte, che ti dà colpi al cuore, che te lo massaggia e te lo massacra. Non ha bisogno di altre parole, perché Bea e Alfredo sono così, ti distruggono. In senso positivo.

    ha scritto il 

  • 4

    PENSA

    “Il dolore che ti fa piegare in due è quello allo stomaco.”
    Ecco questo libro è un pugno allo stomaco.
    “Degrado. Ecco come ci descrivevano da fuori. Ecco quello che eravamo per loro.”
    Periferie, Banl ...continua

    “Il dolore che ti fa piegare in due è quello allo stomaco.”
    Ecco questo libro è un pugno allo stomaco.
    “Degrado. Ecco come ci descrivevano da fuori. Ecco quello che eravamo per loro.”
    Periferie, Banlieux, Bronx, Quartieri Spagnoli, Sant’Elia, Clandestini, Extracomunitari …
    Il volto di Dio nell’Uomo che soffre………
    Questo libro fa pensare, pensare, pensare…………

    ha scritto il 

  • 4

    Stile un po' spinto.

    A me questo romanzo è piaciuto. Tema sempre spinoso e personaggi un po' spinti così come lo stile dei dialoghi. A parte questo direi che la trama è ben strutturata e decisamente accattivante. Consigli ...continua

    A me questo romanzo è piaciuto. Tema sempre spinoso e personaggi un po' spinti così come lo stile dei dialoghi. A parte questo direi che la trama è ben strutturata e decisamente accattivante. Consigliato.

    ha scritto il 

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