Il secondo sesso

Di

Editore: Il Saggiatore

4.4
(544)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 850 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Francese , Portoghese

Isbn-10: 8842805807 | Isbn-13: 9788842805809 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Andreose , R. Cantini

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Filosofia , Scienze Sociali

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  • 5

    De Beauvoir ha mostrato l'invisibile che tutti avevano davanti all'occhi: il primo dominio è quello dell'uomo sulla donna e i caratteri maschili sono potuti restare tali e non si sono rivelati a lungo ...continua

    De Beauvoir ha mostrato l'invisibile che tutti avevano davanti all'occhi: il primo dominio è quello dell'uomo sulla donna e i caratteri maschili sono potuti restare tali e non si sono rivelati a lungo trappola e ideologia poiché ogni donna "normale" faceva dell'altro (marito e figlio che fosse) il complemento.

    Io ho passione per questa autrice perché ha reso in romanzo (L'invitata) il problema della lotta hegeliana, accentuando forse troppo un aspetto fra tutti, ma dandoci modo di riflettere sul problema (maschile e contagioso) del voler vincere l'altro. Nel saggio invece c'è una, fra le tante cose, che potrebbe aiutarci a cambiare davvero: la strada per la libertà - lei dice - non sta nell'essere l'uno per l'altra complementi ma nel conoscersi e nel volersi nella imperfetta relazione fra due pari. Pari e multiformi nel patire e nell'agire, nell'iniziativa e nella resa.

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere

    Ho conosciuto gli studi gender all' università e precisamente al corso di letteratura inglese. Mi aprirono un mondo. Oggi finisco di leggere "Il secondo sesso" della De Beauvoir e riconosco che è un t ...continua

    Ho conosciuto gli studi gender all' università e precisamente al corso di letteratura inglese. Mi aprirono un mondo. Oggi finisco di leggere "Il secondo sesso" della De Beauvoir e riconosco che è un testo imprescindibile. Quando uscì finì nell'indice dei libri proibiti per i cattolici. Ma non vi trovo nessun problema di fede. Se non la convinzione che il matrimonio, così come concepito dalla società borghese del Novecento, era concezione opprimente per le donne e da superare. Concetto che oggi facilmente diamo per sacrosanto ma che è costato migliaia di diagnosi di isterismo alla generazioni di donne che ci hanno preceduto, classificate come malate quando in realtà erano semplicemente con la vita già segnata per il fatto di essere nate con un sesso invece che un altro. La prima parte è molto filosofica e l'ho trovata noiosa. La seconda invece vale tutta la fatica. Lo stile è eccessivamente verboso per i miei gusti ma si fa leggere bene. Oggi di certe abitudini possiamo sorridere, il libro è datato. Ma è grazie ad esso che le nostre madri hanno iniziato la lotta per la parità. Sarebbe bene capire da dove veniamo per sapere dove andiamo. E in un mondo dove la crisi risveglia gli istinti peggiori e il femminicidio è purtroppo alla ribalta, scopriamo che le donne hanno fatto un percorso che non tutti gli uomini e a volte neppure le donne stesse hanno capito e a loro volta camminato. Gli studi gender possono anche essere estremisti. Ma prima di condannarli in toto andrebbero letti. Con la coscienza che se oggi siamo quelli che siamo lo dobbiamo anche alla capacità contestatoria di chi ha mostrato un'altra via. Quanto servirebbe oggi un cervello libero e critico ad analizzare la situazione odierna, con il disfacimento della famiglia tradizionale e l'emergere dei diritti Lgbt, per chiarirci quali successi sono stati acquisiti, quali sono inutili, quali mancano...

    ha scritto il 

  • 5

    Imprescindibile

    dovrebbe essere imprescindibile nell'educazione di ragazze e ragazzi. Nonostante questo saggio, anzi questa enciclopedia, abbia più di 60 anni descrive meccanismi ancora più o meno subdolamente in aug ...continua

    dovrebbe essere imprescindibile nell'educazione di ragazze e ragazzi. Nonostante questo saggio, anzi questa enciclopedia, abbia più di 60 anni descrive meccanismi ancora più o meno subdolamente in auge. Una lettura tardiva e davvero illuminante.

    ha scritto il 

  • 5

    "...per raggiungere questa suprema vittoria è necessario che uomini e donne, al di là delle loro differenziazioni naturali affermino, senza possibilità di equivoco, la loro fraternità".

    Recensione com ...continua

    "...per raggiungere questa suprema vittoria è necessario che uomini e donne, al di là delle loro differenziazioni naturali affermino, senza possibilità di equivoco, la loro fraternità".

    Recensione completa su http://bookshelf54.blogspot.it/2015/10/simone-de-beauvoir-il-secondo-sesso.html

    ha scritto il 

  • 0

    Non ho mai letto niente di Simone de Beauvoir, e sono quindi arrivata ignara a questa lettura, il che sicuramente ha influenzato il mio modo di recepire il Manifesto del femminismo. La ricezione di qu ...continua

    Non ho mai letto niente di Simone de Beauvoir, e sono quindi arrivata ignara a questa lettura, il che sicuramente ha influenzato il mio modo di recepire il Manifesto del femminismo. La ricezione di quest'opera è stata mediata da me come persone vivente in questo secolo e il continuo tener presente che si sta parlando di un libro pubblicato nel 1949. Ho quindi dovuto sempre mediare tra quello che pensavo istintivamente di quello che leggevo e del contesto storico in cui è apparso. Inoltre, io sono tendenzialmente poco predisposta ai libri lunghissimi, che tendono a farmi sentire perseguitata, se continuo a vedermeli in giro, e quindi sono arrivata alla fine un po' stremata.
    Ho apprezzato moltissimo la prima parte, i capitoli dedicati alla biologia, ai miti, alla psicanalisi, all'analisi delle opere di alcuni scrittori. Non ho apprezzato (o forse, capito), il senso della seconda parte con le categorizzazioni delle tipologie di donne, con spiegazioni che, secondo me, non erano scientifiche neanche nel 1949 e con spiegazioni di comportamenti così generalizzanti senza basi solide che mi stupivo di quello che stavo leggendo. Inoltre, l'ho trovata molto ripetitiva. Perchè, secondo me, i concetti di cui parla sono comprensibili già alla prima espressione, non capisco perchè diventare così prolissa fino alla noia dicendo sempre le stesse cose, la nascita della proprietà privata, la sottomissione, donne non si nasce si diventa per tutto il libro. Avevo capito e li avevo fatti miei anche la prima volta, devo dire. Immagino che per l'epoca sia stato un libro rivoluzionario, e che non sia stato facile verbalizzare e interiorizzare dei concetti messi nero su bianco. Mi rimane comunque la sensazione che si poteva tagliare un quarto di libro.
    Sono ovviamente contenta di aver avuto l'entusiasmo e la motivazione per leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Testo fondamentale per ragionare, in primis, sull'evoluzione del ruolo della donna e, secondariamente, sul femminismo. Lungo, articolato, ricco di esempi e non provo di ironia. La prima parte (nella v ...continua

    Testo fondamentale per ragionare, in primis, sull'evoluzione del ruolo della donna e, secondariamente, sul femminismo. Lungo, articolato, ricco di esempi e non provo di ironia. La prima parte (nella versione originale il volume I) un po' faticosa ma necessaria per comprendere a fondo la seconda. È stata dura, ma sono molto felice di averlo letto e lo consiglio a tutte le persone che si interrogano sulla differenza di genere.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è una perla. Era tanto che accarezzavo l'idea di iniziarlo, ma il suo volume mi aveva sempre scoraggiata; cominciando a leggerlo mi sono invece resa conto di trovarlo scorrevole come un r ...continua

    Questo libro è una perla. Era tanto che accarezzavo l'idea di iniziarlo, ma il suo volume mi aveva sempre scoraggiata; cominciando a leggerlo mi sono invece resa conto di trovarlo scorrevole come un romanzo e non ho potuto far altro che divorarlo.
    Fin da quando ho ricordi so di essermi sempre interrogata sul significato del mio essere femmina, ma nel leggere quest'opera è stato come se i miei pensieri in proposito, caoticamente ammassati, potessero finalmente dipanarsi con chiarezza davanti a me.
    Essendo scritto nel '49 il libro è chiaramente da ritenersi superato in varie sue parti - come d'altronde già ammetteva sarebbe successo la stessa SdB, essendo ben cosciente di aver intrapreso l'analisi di un soggetto in continua evoluzione -, rimanendo tuttavia un interessante documento storico; vi sono poi temi, tra tutti quello della maternità, che alla luce della società attuale, necessiterebbero di essere sviscerati in modo molto più accurato. Tuttavia pochi autori sono mai riusciti a farmi sentire tanto in sintonia con loro come la dB.
    Questo libro sprona a considerare con occhio lucido i traguardi già raggiunti e le battaglie ancora da combattere riguardo alla condizione femminile, gli riservo un posto d'onore tra i miei scaffali.

    ha scritto il 

  • 4

    Donna non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell’uomo; è l’insieme della storia e della civiltà a e ...continua

    Donna non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell’uomo; è l’insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna.

    Pag. 271

    Sono probabilmente le righe più famose di un testo che ha fatto epoca, Il secondo sesso di Simone De Beauvoir. Il libro è stato pubblicato per la prima volta in Francia nel 1949, e da allora molte cose sono cambiate, ma rimane il fatto che nella percezione generale la donna rimane l’altro contrapposta a quell’essere che è l’uomo.
    (...)
    Quella del Secondo sesso è una lettura forte. Impegnativa, richiede concentrazione e attenzione, ma non è sempre sullo stesso livello. Il libro è lungo, 700 pagine, ed è difficile mantenere la stessa tensione e chiarezza espositiva in un testo di questa mole. E non tutto per me risuona allo stesso modo, ma questo non è un problema.
    (...)
    è importante leggere certi testi, ascoltare certi pareri, per avere spunti di riflessione su cose che altrimenti ignoreremmo. Si può non condividere la tesi di fondo, ci si può pure annoiare in alcuni passaggi, ma Il secondo sesso è un libro che va letto e su cui bisogna riflettere perché siamo tutti esseri umani.
    Il testo completo: http://librolandia.wordpress.com/2013/07/26/simone-de-beauvoir-il-secondo-sesso/

    ha scritto il 

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