Il segreto del bosco vecchio

Di

Editore: Oscar Mondadori

3.9
(1746)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8804598948 | Isbn-13: 9788804598947 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback , CD audio

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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  • 4

    Un'altra piccola grande perla firmata Dino Buzzati, allora 29enne, ma già con tutti i suoi tipici temi.

    "...lasciò passare adagio il tempo, il tempo meraviglioso che s'ingrandisce d'ora in ora, inghio ...continua

    Un'altra piccola grande perla firmata Dino Buzzati, allora 29enne, ma già con tutti i suoi tipici temi.

    "...lasciò passare adagio il tempo, il tempo meraviglioso che s'ingrandisce d'ora in ora, inghiottendo senza pausa la vita, e accumula con pazienza gli anni, diventando sempre più immenso."

    Questa storia è come una fiaba che racconta della paura di mostrarsi davvero per ciò che si è e di quel magico periodo dell'infanzia che precede la caduta delle illusioni e dell'innocenza col passaggio ad un'altra età.
    E poi io resto incantata quando a parlare sono i venti e gli animali della foresta, quando gli alberi sono abitati da genii e a mezzanotte i fantasmi bussano letteralmente all'uscio di casa...

    "...il tuo cuore sentiva bisogno di caldo e non lo hai voluto mai dire. Ti vergognavi, colonello? Ti vergognavi d'essere un uomo? D'essere come tutti gli altri?"

    ha scritto il 

  • 4

    Come si vede dalle stelle, resto convinto che Buzzati sia stato uno scrittore formidabile - penna raffinata, educata, garbata. Il suo rimane uno scrivere semplice, con nomi che ricordano l'Italia cont ...continua

    Come si vede dalle stelle, resto convinto che Buzzati sia stato uno scrittore formidabile - penna raffinata, educata, garbata. Il suo rimane uno scrivere semplice, con nomi che ricordano l'Italia contadina di 60 anni fa e le sue leggende, che racconta con ariosità fantasia e compostezza; stile meravigliosamente soave e composto, secondo me, sia che tratti di argomenti angosciosi e drammatici che si occupi di buffi e surreali intermezzi.

    Questa, come dicono in altre recensioni, è una fiaba ma fa impressione l'abilità narrativa di un Buzzati appena 28enne, che si cala in un genere difficile come il racconto fantastico con grande mestiere. L'humus è quello dei racconti della società contadina italiana di un tempo, sospesi fra il reale e il fantastico: tutto richiama quell'epoca, a partire dai nomi, che più tradizionali non si può.
    Poi c'è anche la metafora, quella duplice del rapporto uomo-ambiente e più marcatamente adulto-ambiente (che il punto di vista dei bambini è tutta un'altra cosa) e il percorso di redenzione di chi ha perso la retta via e di chi l'inutilità si è divorato.

    Bello, dolce, intelligente, composto. Non a caso Ermanno Olmi, uno a cui l'umanità e la semplicità delle cose sono sempre interessate molto, ci ha fatto un film. Racconto che è un pò fiaba e un pò romanzo di formazione (non so perché, ma a leggerlo mi è sovvenuto alla mente quel brogliaccio odioso e iper-mega-super-sopravvalutato de Il giovane Holden ). Si legge in un fiato. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    Il segreto del Bosco Vecchio era presente quest’anno nella lista di libri consigliati per le vacanze estive tra la prima e la seconda media - …ops, scusate, tra il primo e il secondo anno di “scuola s ...continua

    Il segreto del Bosco Vecchio era presente quest’anno nella lista di libri consigliati per le vacanze estive tra la prima e la seconda media - …ops, scusate, tra il primo e il secondo anno di “scuola secondaria di primo grado” – e, nonostante l’età, per soddisfare la fame di libri, lo divoro in un paio di sere. 11 – 12 anni è l’età giusta per immergersi in questo breve romanzo a metà tra il reale e il fantastico, dove i personaggi sono esseri umani, animali ed elementi naturali, che tra loro comunicano e si influenzano vicendevolmente. Non è proprio una fiaba, perché scritto in uno stile quasi giornalistico, e neppure trasgressivo, perché a suo tempo doveva convincere la censura fascista. Ci sono l’ex colonnello Sebastiano Procolo che ha ricevuto in eredità il Bosco Vecchio e lo vuole far fruttare, suo nipote Benvenuto a cui resta l’altra parte dei terreni del defunto (quella più produttiva) e deve risolvere una serie di problemi di salute, i “geni”, entità fantastiche che custodiscono il Bosco e con lui vivono in simbiosi, il vento Matteo che vuole dimostrare la sua forza. Tutti comunicano con tutti. Sebastiano, per avarizia ed egoismo, trascina se stesso nei peggiori pensieri per poi riscoprire il contatto con la natura, l’affetto per il nipote e la redenzione finale; Sebastiano lascia l’infanzia per affrontare il mondo degli adulti; i “geni” devono difendere il Bosco dai propositi distruttivi del colonnello che raggiunge un accordo con il vento Matteo, già occupato ad accettare l’avanzata di una lenta ma inesorabile debolezza. In questo confluire di interessi si intravede un’unica possibilità di sopravvivenza: il rispetto reciproco nella convivenza tra esseri umani e tra uomo e natura.

    ha scritto il 

  • 5

    80 anni sono trascorsi dalla pubblicazione di questo libro, non c'è più la guerra in Etiopia, non ci sono più Mussolini ed Hitler...ma il tema della salvaguardia della propria libertà intellettuale e ...continua

    80 anni sono trascorsi dalla pubblicazione di questo libro, non c'è più la guerra in Etiopia, non ci sono più Mussolini ed Hitler...ma il tema della salvaguardia della propria libertà intellettuale e della difesa delle proprie idee, anche se fuori dal coro, è più che mai attuale...
    Così, ora, come allora, se non si vuole perdere il contatto con i valori veri e profondi della vita, è fondamentale conservare uno sguardo innocente e uno spirito puro...come i bambini...
    ...ovunque ci troveremo, potremo sentire la voce degli alberi, degli uccelli e degli animali...potremo ascoltare la voce...e anche il silenzio del vento...magari mentre riposa fra le maglie della rete di un peschereccio o cullato dal dolce rollio di un trabaccolo ormeggiato in porto...
    Il "Bosco Vecchio" può essere ogni luogo...lo vedi? Lo senti?

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro veramente molto bello, fa sognare, immergere e immedesimare in questo mondo di creature magiche e sagge. L'unica pecca è che il ritmo del libro è spesso molto lento, e la trama è interessante ...continua

    Un libro veramente molto bello, fa sognare, immergere e immedesimare in questo mondo di creature magiche e sagge. L'unica pecca è che il ritmo del libro è spesso molto lento, e la trama è interessante ma non eccezionale.

    ha scritto il 

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