Il segreto di Lady Audley

Di

Editore: Fazi (Le porte, 84)

3.8
(111)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 497 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8881124882 | Isbn-13: 9788881124886 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Chiara Vatteroni ; Postfazione: Sandra Petrignani

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Rosa

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Descrizione del libro
Uscito a puntate tra il 1861 e il 1862 sulle pagine delle riviste letterarie del tempo, riscuotendo uno straordinario successo di pubblico, il racconto è caratterizzato dal meccanismo dell'indagine a ritroso. L'eroina del romanzo, abbandonata dal marito, riesce a rifarsi una vita inventandosi una nuova identità. La ritroviamo Lucy Audley, moglie di un rispettabile gentiluomo. Ma la sua nuova sicurezza rischia di andare in pezzi quando il giovane e sfaccendato rampollo di casa, Robert Audley, incontra un vecchio compagno di scuola che non vede da anni e che si rivela essere proprio George Talboys, il precedente marito della protagonista. D'un tratto George scompare misteriosamente. Sarà l'amico Robert a intraprendere le indagini...
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  • 4

    « No, cara: morire di fame è facile, difficile è chinare la testa. »

    In un’epoca in cui i thriller (legal, medical &c. &c.) sono considerati grande letteratura, nel senso che neppure sono piú un genere, come invece continua a essere la fantascienza – si dice infatti: L ...continua

    In un’epoca in cui i thriller (legal, medical &c. &c.) sono considerati grande letteratura, nel senso che neppure sono piú un genere, come invece continua a essere la fantascienza – si dice infatti: La fantascienza non è il mio genere, mai: Il thriller non è il mio genere; – in un’epoca come questa, dicevo, forse è normale che il Sensation novel sia come tanti altri generi, e come, in generale, la letteratura non canonizzata, sconosciuto, e in quanto letteratura di genere, giudicato sulla base di profondi giudizi di profondità…
    —Cosí, anche nel caso di questo comunque famoso romanzo di Braddon, a cui è permesso gentilmente di sedere ai piedi di Wilkie Collins – accade che nella postfazione se ne possa notare la superficialità di certi passaggi e il lieto fine: aspetti quali gli eccessi melodrammatici hanno una loro ragione, che va spiegata piuttosto che darne un giudizio di per sé scontato; il finale non è infatti privo d’ironia, e è lieto perché non poteva esser altrimenti: è una fantasia certo, che risolve le contraddizioni, ma anche questo vuol dire qualcosa.
    —È dunque un altro caso, come –noiosamente– mi scopro troppo spesso a scrivere nelle recensioni, di delusione per quelle che qui sono la striminzita postfazione e la nota biobibliografica, che d’una prolifica autrice come Braddon non sa trovare che due titoli! Inutile dire che in un’edizione che si presenta piú costosa del solito è inaccettabile.

    Il Sensation novel è figlio del suo tempo –come ogni cosa d’altra parte– e nel caso degli anni ’60 dell’Ottocento inglese alcuni aspetti sono la passione per la cronaca nera e giudiziaria; la crisi della famiglia borghese, che si scopre ben diversa dall’idillio di protezione che si vorrebbe che fosse, col carico dell’ipocrisia di voler conciliare aspirazioni sentimentali e interessi economici; il dibattito generale sulla questione femminile: non ostante la nascita del mito dell’« Angelo del focolare » entra in crisi la dottrina delle sfere separate…
    —Tutto questo è naturalmente presente in questo buon romanzo che procede a ritroso: sappiamo o immaginiamo ciò ch’è successo fin dall’inizio, ma ci troviamo a seguire il disvelarsi di segreti e misteri – ci troviamo a seguire l’« epica borghese » di Robert Audley, apatico avvocato, lettore di romanzi francesi (la peggior cosa che un sano uomo inglese possa fare!), quella in cui la ricerca cavalleresca si fa indagine da detective, portandolo a raggiungere la propria maturità col tentativo di smascherare la giovane moglie dello zio, eroina complessa e ambigua, bellezza preraffaellita, ma anche all’apparenza perfetta espressione dell’ideale femminile dell’epoca…
    —Per quanto mi riguarda dunque lettura soddisfacente, Braddon si rivela autrice tanto godibile quanto interessante, che m’introduce a un altro filone e a un altro pezzo di storia dell’Ottocento inglese ch’era ormai tempo d’iniziare ad approfondire…

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  • 4

    All'ombra di Wilkie Collins un'autrice , per me sconosciuta, rivela un bellissimo intrigo letterario nell'Inghilterra tardo-vittoriana.
    Una vera scoperta.
    Consiglio vivamente questo romanzo , nonost ...continua

    All'ombra di Wilkie Collins un'autrice , per me sconosciuta, rivela un bellissimo intrigo letterario nell'Inghilterra tardo-vittoriana.
    Una vera scoperta.
    Consiglio vivamente questo romanzo , nonostante alcuni tratti stereotipati nella definizione psicologica dei personaggi. Lo consiglio per lo svelarsi lento dei dettagli che porteranno il protagonista a sbrogliare la matassa intricata, ordita dal personaggio di stampo "preraffaelita".
    Piacevole lettura .

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  • 4

    una storia avvincente e piena di colpi di scena- incentrata su una donna dal passato oscuro che si svela pian piano, delineando una vicenda torbida e ricca di intrighi. un romanzo in cui non manca nul ...continua

    una storia avvincente e piena di colpi di scena- incentrata su una donna dal passato oscuro che si svela pian piano, delineando una vicenda torbida e ricca di intrighi. un romanzo in cui non manca nulla: un plot ben congegnato, personaggi perfettamente delineati, una scrittura rapida eppure capace di descrivere luoghi e atmosfere con grande precisione e pure un lieto fine consolatorio e rilassante. mary elizabeth braddon è stata una scrittrice di successo (sebbene sia stata dimenticata) e leggendo questa sua opera se ne capisce il motivo alla perfezione.

    ha scritto il 

  • 4

    “Non ho letto Alexandre Dumas e Wilkie Collins per niente” fa dire la Braddon ad uno dei suoi personaggi, ma ad aver imparato (ed anche troppo bene) la lezione dei grandi di questo genere letterario è ...continua

    “Non ho letto Alexandre Dumas e Wilkie Collins per niente” fa dire la Braddon ad uno dei suoi personaggi, ma ad aver imparato (ed anche troppo bene) la lezione dei grandi di questo genere letterario è proprio lei, riuscendo ad imbastire una trama avvincente e sconvolgente (almeno per la mentalità vittoriana dell'epoca). Di sensation novel si tratta ed in quanto tale il romanzo va gustato. È inutile aspettarsi chiaroscuri nella caratterizzazione dei personaggi o finezze psicologiche di chissà quale livello, perché a definire i tratti salienti di ognuno è piuttosto la descrizione dettagliata dell’aspetto fisico, su cui la scrittrice sembra voler insistere in modo particolare. Nel caso della misteriosa Lady Audley del titolo i volti presentati al lettore sono addirittura due, ben distinti tra loro: il primo ha folti riccioli d’oro, limpidi occhi azzurri ed un dolce sorriso infantile; il secondo (che altro non è se non il ritratto della stessa signora) vede inquietanti lingue di fuoco far capolino tra la chioma ed offuscare lo sguardo, come se l’autore del dipinto fosse riuscito a scorgere ed intrappolare nella sua opera tracce di un’anima invisibili ad un occhio meno attento. Quanto l’artista abbia colto nel segno lo si potrà scoprire solo con il progressivo svelamento del grande segreto che avvolge il passato di Lady Audley.
    Il compito di portare alla luce questo segreto, e con esso tutti i misteri che vi sono collegati, viene affidato al più improbabile dei personaggi, ovvero a Robert Audley, giovane avvocato che non ha mai esercitato la professione e che trascorre il tempo collezionando pipe e leggendo romanzi francesi, senza ricavarne però alcun piacere, dato che secondo la sua filosofia di vita non esiste nulla sulla terra che abbia veramente uno scopo.
    La trasformazione dell’ottuso, inamovibile Bob in un investigatore, che avviene contro la volontà del diretto interessato, porta a pagine di schietto umorismo ed a qualche traccia di ironia e ciò ripaga appieno anche di un finale piuttosto semplicistico, dove i buoni ed i cattivi vengono incasellati e ricondotti per mano al destino che si suppone giusto per loro.

    ha scritto il 

  • 4

    News from the past

    Mary Eliabeth Braddon, autrice oggi dimenticata, fu una delle penne più seguite nel cosiddetto genere "sensazionale", che non è noir (non esisteva), non è thriller (nemmeno), non è gotico (niente sopr ...continua

    Mary Eliabeth Braddon, autrice oggi dimenticata, fu una delle penne più seguite nel cosiddetto genere "sensazionale", che non è noir (non esisteva), non è thriller (nemmeno), non è gotico (niente soprannaturale nemmeno presunto), non è poliziesco, ma ti tiene - fidatevi - comunque inchiodato alle pagine. Portato al cinema una mezza dozzina di volte, l'ultima nel 2000. Io non l'ho letto nell'edizione che ho messo in catalogo, ma in una gratuita Kindle fatta a regola d'arte. Poi ho comprato le Opere Complete nell'edizione Delphi. Raccomandatissimi tutti i volumi della collana (tranne l'edizione italiana di Dante!).

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo "a sensazione" ambientato, e scritto, nell'Inghilterra della metà dell'ottocento.
    Mette in scena vicende sul filo del brivido e, tra le righe, uno scontro di classe e di genere. Difficile non ...continua

    Romanzo "a sensazione" ambientato, e scritto, nell'Inghilterra della metà dell'ottocento.
    Mette in scena vicende sul filo del brivido e, tra le righe, uno scontro di classe e di genere. Difficile non prendere le parti della cattiva, almeno a tratti, e difficile non adorare il protagonista, sorta di detective suo malgrado, nonostante il ruolo di "tutore dell'ordine" che si assume.
    Nonostante alcune lungaggini, alcuni errori nella trama e alcune ingenuità, è un romanzo assolutamente godibile in cui tutti i problemi sono riscattati dalla meravigliosa ironia dell'autrice.
    "Again, had he been in love with her himself, I fancy that the tender passion would, with him, have been so vague and feeble a sentiment that he might have gone down to his grave with a dim sense of some uneasy sensation which might be love or indigestion [...]"; p. 50.

    ha scritto il 

  • 4

    Un mistero descritto con uno stile alla Jane Austen, un personaggio doppio così angelico e diabolico allo stesso tempo, un pò di suspence e qualche banalità e personaggi stereotipati.
    Comunque un roma ...continua

    Un mistero descritto con uno stile alla Jane Austen, un personaggio doppio così angelico e diabolico allo stesso tempo, un pò di suspence e qualche banalità e personaggi stereotipati.
    Comunque un romanzo appassionante.

    ha scritto il 

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