Il senso del dolore

L'inverno del commissario Ricciardi

Di

Editore: Fandango

3.9
(1761)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 247 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Catalano , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8860440734 | Isbn-13: 9788860440730 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Napoli, 1931. Marzo sta per finire, ma della primavera ancora nessuna traccia.
La città è scossa dal vento gelido e da una notizia: il grande tenore Arnaldo Vezzi – voce sublime, artista di fama mondiale, amico del Duce – viene trovato cadavere nel suo camerino al Real Teatro di San Carlo prima della rappresentazione di Pagliacci. La gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi.

A risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua insofferenza agli ordini ed evitato dai sottoposti per il carattere introverso, Ricciardi coltiva nell’animo tormentato un segreto inconfessabile: fin da bambino vede i morti nel loro ultimo attimo di vita e ne sente il dolore del distacco.

Mentre i giorni passano e il vicequestore incalza, timoroso dell’impazienza del regime che da Roma chiede chiarezza ed esige che i colpevoli siano consegnati alla giustizia, la città freme sotto un alone cupo e livido, il risentimento cova nei vicoli e nei bassi, i raggi del sole illuminano a squarci le facciate degli antichi palazzi. Attento alle esigenze dei più deboli, il commissario segue il suo senso di giustizia per dare un nome all’assassino. Cominciano con l’inverno le stagioni di Ricciardi: il cammino al confine tra due mondi di un uomo condannato a guardare e amare da una finestra, interprete del disagio di un luogo sospeso tra luce e ombra.
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  • 0

    "-Mmh.. chiedimi che cosa mi piace di questa città, e io ti dirò: la sfogliatella! Non il mare, non il sole; la sfogliatella."

    Il commissario Ricciardi è stata proprio una bella scoperta, mi chiedo come ho potuto tardare così tanto a leggere De Giovanni. Ho amato particolarmente la Napoli degli anni '30: che emozione veder ri ...continua

    Il commissario Ricciardi è stata proprio una bella scoperta, mi chiedo come ho potuto tardare così tanto a leggere De Giovanni. Ho amato particolarmente la Napoli degli anni '30: che emozione veder rievocati luoghi, vie, edifici così familiari e immaginarli in un'altra epoca, dove ancora circolavano le carrozze. Questo romanzo in particolare offre un'ambientazione ancora più affascinante: il teatro San Carlo, il mondo dell'opera, la lirica, la musica con le passioni, le rivalità, i trionfi e le cadute.
    Continuerò sicuramente ad appassionarmi alle indagini del Commissario Ricciardi.

    ha scritto il 

  • 4

    Qualcuno ha molto insistito affinché lo leggessi, pur sapendo quanto io non ami particolarmente il genere; ma avendomi visto leggere volentieri le vicende dell'avvocato Guerrieri di Carofiglio, ha pen ...continua

    Qualcuno ha molto insistito affinché lo leggessi, pur sapendo quanto io non ami particolarmente il genere; ma avendomi visto leggere volentieri le vicende dell'avvocato Guerrieri di Carofiglio, ha pensato che potessi apprezzare anche le vicende del commissario Ricciardi di De Giovanni. Effettivamente, ho apprezzato, ma la differenza tra i due personaggi (nonché tra i due scrittori) mi sembra notevole e con pochissimi punti di contatto.
    Ricciardi è una figura inquietante e struggente. Un uomo talmente intriso del dolore che lo circonda (un dolore che continua ad assorbire grazie a certe sue sgradevoli percezioni extrasensoriali), da risultare fragile, esposto, vulnerabile, pur nella sua durezza e ieraticità; decisamente un uomo contraddittorio e per questo teneramente umano, ma sicuramente non un simpaticone: d'una pignoleria esasperante, duro, legalista, ossessionato ed ossessivo, non avvezzo alla piaggeria, eppure solidale in modo inaspettato e decisamente dolce, quando meno ce lo saremmo aspettato. Una personaggio che può far innamorare, ma che, purtroppo, non ha fatto innamorare me: troppo oscuro, troppo profondo, troppo oltre.
    Due parole sullo stile dell'opera: mi sembra che l'Autore abbia optato per uno stile narrativo molto coerente con il personaggio, con l'ambiente e con la storia narrata: un ritmo pressante, un una scrittura densa, a volte pesante; un vocabolario raffinato, tagliente e vagamente antico, un sapiente uso di grigio e nero in un tripudio di rosso; solo qualche rara pennellata di colori pastello e un'assenza quasi totale di bianco: un vestito perfetto per trama, personaggi e, soprattutto, atmosfere: quelle di una città, Napoli, in bilico tra l'abisso della povertà endemica e la luce fittizia di un regime che tutto vuole lindo e in ordine.

    P.S. Ma, che dire... il mio preferito, tra i due (sempre che sia legittimo il confronto), rimane l'avvocato Guerrieri di Carofiglio, forse perché è figlio del mio tempo e un fratello della mia generazione. Troppe cose (musica, cinema, letteratura, stile, colori, vicende politiche e giudiziarie, umanità, senso della giustizia, approccio con l'amore, il senso dell'amicizia, la solitudine) mi avvicinano a lui e, tra queste, soprattutto l'amore per quel senso dell'umorismo che, inaspettatamente, sdrammatizza e conforta nel dolore. Sarà che mi innamoro sempre delle persone che mi fanno ridere, ma di Guerrieri sono già innamorata.

    ha scritto il 

  • 5

    Il debutto del commissario Ricciardi

    Nel primo romanzo di Maurizio De Giovanni con protagonista il commissario Ricciardi, alla accurata e bellissima descrizione della Napoli degli anni '30 (con avvento del fascismo compreso) si aggiunge ...continua

    Nel primo romanzo di Maurizio De Giovanni con protagonista il commissario Ricciardi, alla accurata e bellissima descrizione della Napoli degli anni '30 (con avvento del fascismo compreso) si aggiunge una trama geniale, un intreccio giallo che mescola il mistery al soprannaturale. Un gioiello da leggere più e più volte.

    ha scritto il 

  • 4

    E’ il primo libro di De Giovanni che leggo e quindi ho incontrato per la prima volta il commissario Ricciardi. Sono rimasta molto soddisfatta; la vicenda è impostata in modo ineccepibile e secondo i c ...continua

    E’ il primo libro di De Giovanni che leggo e quindi ho incontrato per la prima volta il commissario Ricciardi. Sono rimasta molto soddisfatta; la vicenda è impostata in modo ineccepibile e secondo i canoni del genere poliziesco. Mi piace molto lo sfondo partenopeo su cui si svolgono i fatti, ricco di umori, e di tanta umanità. Il commissario è “sui generis” ma ha la gentilezza, il riserbo, la nobiltà del pensare e dell’agire unite ad una grande sensibilità e ad un pudore dei propri sentimenti. Tutte queste doti potrebbero rendere la sua inchiesta meno incisiva; invece no. Lui è metodico, preciso, attentissimo ai particolari ; non molla mai e non si piega mai. Possiede un profondo senso della giustizia che non gli permette di tralasciare nulla pur di arrivare al vero colpevole. In questo modo le persone coinvolte vengono messe a nudo ed intimamente studiate. Questo suo atteggiamento mi è piaciuto molto; come ho gradito anche la figura molto realistica del suo fedele brigadiere Maione.

    ha scritto il 

  • 3

    La prima indagine di Ricciardi

    Finalmente ho conosciuto il commissario Ricciardi! In realtà avevo già letto un suo libro (Vipera) ma devo ammettere che solo adesso sento di conoscerlo per bene (leggere sempre i libri delle serie in ...continua

    Finalmente ho conosciuto il commissario Ricciardi! In realtà avevo già letto un suo libro (Vipera) ma devo ammettere che solo adesso sento di conoscerlo per bene (leggere sempre i libri delle serie in ordine!!!). E' sicuramente un personaggio originale ed interessante, mi intriga parecchio. Continuerò a seguire le sue avventure; oltre ad esserci delle indagini gradevoli sono curiosa di sapere come si svilupperanno le sue vicende personali. Voto: 3+

    ha scritto il 

  • 5

    Ambeientato nel 1931, Ricciardi è un commissario trentenne con un dono: vede i morti nel momento in cui sono morti. Deve trovare l'assassino del famoso cantante lirico Vezzi, morto nel proprio camerin ...continua

    Ambeientato nel 1931, Ricciardi è un commissario trentenne con un dono: vede i morti nel momento in cui sono morti. Deve trovare l'assassino del famoso cantante lirico Vezzi, morto nel proprio camerino poco prima della rappresentazione.

    ha scritto il 

  • 4

    La serie del commissario Ricciardi

    Estate, voglia di noir, di letture non eccessivamente impegnative. Ho iniziato dal primo romanzo della serie ed inevitabilmente sono andata avanti con la lettura fino all'ultimo. Scrive bene de Giovan ...continua

    Estate, voglia di noir, di letture non eccessivamente impegnative. Ho iniziato dal primo romanzo della serie ed inevitabilmente sono andata avanti con la lettura fino all'ultimo. Scrive bene de Giovanni, riesce a coinvolgere il lettore con le storie che hanno come protagonista Ricciardi, il commissario timido, introverso particolarmente sensibile verso le persone più deboli e con la propria esistenza segnata dal tragico dono ereditato dalla madre, "il Fatto" . Interessanti e belle le ambientazioni a Napoli negli anni '30, in particolare ho trovato suggestive quelle durante il periodo natalizio in "Per mano mia". Letture piacevoli dunque, pagine scritte in modo scorrevole e personaggi molto ben delineati e così capita di affezionarci al commissario, a lui come ad Enrica, a Maione, a Rosa, a Livia e con loro si riesce ad immaginare di camminare nei vicoli di quella Napoli così ben descritta dall'autore. Ora, incuriosita dai suoi romanzi, penso che leggerò anche la serie con protagonista l'ispettore Lojacono.

    ha scritto il 

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