Il senso delle cose

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi, 414)

4.0
(478)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 125 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8845927032 | Isbn-13: 9788845927034 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Laura Servidei

Genere: Educazione & Insegnamento , Scienza & Natura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
A un uditorio che si presume esilarato un Feyn­man in forma smagliante lancia le sue provocazioni intellettuali, spiegando col suo stile immediato e antiretorico in che consiste il metodo scientifi­co; mostrando, ad esempio, come sovente un'ipo­te­si da «quasi certamente» falsa possa diventare «quasi certamente» vera. O viceversa. Nel «quasi» è il succo di tutto il suo argomentare, un misto accattivante di vera-falsa ingenuità e di spietata astuzia analitica che lo porta a vagabondare al di fuori della fisica, nelle regioni di confine, dall'etica alla religione alla politica, a chiedersi il perché delle cose, della vita, di tutto, mosso da una curiosità insopprimibile, fanciullesca.
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  • 2

    Si lascia leggere, anche se è un'opera a mio parere sopravvalutata. Interessante il punto di vista di un uomo di scienza, interessante anche in contesto storico in cui questo punto di vista viene a fo ...continua

    Si lascia leggere, anche se è un'opera a mio parere sopravvalutata. Interessante il punto di vista di un uomo di scienza, interessante anche in contesto storico in cui questo punto di vista viene a formarsi, anche se sono troppi gli argomenti che si addensano ed il testo si estende molto in orizzontale penalizzando la dimensione verticale.

    ha scritto il 

  • 5

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/11/29/il-senso-delle-cose-richard-p-feynman/

    “Il sogno dell’umanità è trovare il canale giusto. Qual è il significato di tutto quanto? Cosa possiamo dire, oggi ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/11/29/il-senso-delle-cose-richard-p-feynman/

    “Il sogno dell’umanità è trovare il canale giusto. Qual è il significato di tutto quanto? Cosa possiamo dire, oggi, intorno al mistero dell’esistenza? Se teniamo conto di tutto, non solo di quanto sapevano gli antichi, ma anche di quello che loro ignoravano e noi abbiamo scoperto, allora credo che l’unica risposta onesta sia: nulla. Ma credo anche che con questa ammissione abbiamo probabilmente fatto un passo nella direzione giusta.
    Ammettere di non sapere, e mantenere sempre l’atteggiamento di chi non sa quale direzione è necessario prendere, ci dà modo di variare, di riflettere, di scoprire cose nuove e di avanzare nella conoscenza di noi stessi, per riuscire a fare quello che veramente vogliamo, anche quando non sappiamo cosa vogliamo.
    Guardando indietro, si ha l’impressione che i periodi peggiori della nostra storia siano quelli in cui era più forte la presenza di persone che credevano in qualcosa con fede cieca e dogmatismo assoluto, prendendosi tanto sul serio da pretendere che il mondo intero la pensasse come loro. E poi facevano cose espressamente in contrasto con i loro stessi princìpi al fine di dimostrare la verità della propria dottrina.
    Come ho già detto in precedenza, e qui lo ribadisco, l’unica speranza per un progresso dell’umanità in una direzione che non ci porti in un vicolo cieco (come già tante volte è successo in passato) risiede nell’ammissione dell’ignoranza e dell’incertezza. Io dico che non sappiamo quale sia il significato della vita e quali i giusti valori morali, e non abbiamo modo di sceglierli.”
    (Richard P. Feynman, “Il senso delle cose”, ed. Adelphi)

    “Il senso delle cose” è la trascrizione di un ciclo di tre conferenze tenute da Richard P. Feynman, già presente in questo blog con “Sei pezzi facili”, “Sei pezzi meno facili” e “QED, la strana teoria della luce e della materia”. A differenza dei citati titoli, che nonostante il loro intento divulgativo richiedono comunque un certo interesse per la materia (la fisica), “Il senso delle cose” risulta leggibile e gradevole a chiunque voglia interrogarsi sì sulla scienza e i suoi metodi, ma anche sui concetti di dubbio, probabilità, possibilità e altri che viviamo (o dovremmo vivere) quotidianamente, prescindendo dalla nostra concreta attività.
    Nel primo capitolo, intitolato “L’incertezza della scienza”, Feynman si e ci chiede cosa debba intendersi per scienza, cosa per tecnologia e se e perché attribuirle un valore. In particolare, si sofferma sul dubbio e sull’incertezza come momenti fondanti di una scienza che voglia davvero essere tale e non schiava di preconcetti e dogmi. Oltre a rimarcare l’emozione derivante dalla scoperta/conferma delle leggi naturali, l’autore sottolinea l’importanza dell’osservazione come metodo, unitamente al ragionamento scientifico, rilevando come le leggi siano delle “estrapolazioni nell’ignoto” che ci circonda e del quale siamo riusciti, comunque, a scoprire molto.
    La seconda parte, “L’incertezza dei valori”, è sull’ardua impresa di definire una scala valoriale. La scienza, afferma Feynman, non insegna né il bene né il male, non ci è dato un libretto d’istruzioni, sta a “noi” stabilire se con i mezzi oggi a nostra disposizione preferiamo creare una bomba atomica o un vaccino. In sostanza, Feynman, con un ragionamento efficace e che qui chiaramente non posso sintetizzare, rileva l’indipendenza tra scienza e questioni morali, adducendo anche esempi divertenti. In questo capitolo c’è inoltre una breve analisi del rapporto tra scienzata, o meglio scienzati, e religione.
    L’ultima parte, “Un’epoca scientifica, la nostra?”, è la più corposa e prende il là dalla considerazione che in ambito scientifico è fondamentale il quasi, laddove, attraverso esperimenti, confutazioni, verifiche, si giunge a ritenere una teoria da “quasi completamente falsa” a “quasi completamente vera”. Il problema, quindi, non è attenersi a verità assolute e incontrovertibili, oppure escludere del tutto la possibilità che qualcosa possa accadere in natura, ma piuttosto scoprire se dalla mera possibilità si può dedurre una probabilità che qualcosa accada, trattando l’incertezza con metodo scientifico e senza lasciarsi sviare da generalizzazioni, semplificazioni o deduzioni errate. Molto divertenti sono i passaggi nei quali Feynman critica certi modi di agire dell’essere umano, tuttora immerso nella nebbia quando si affida ad astrologi, maghi, ciarlatani, imbonitori e complottisti di varia natura.
    Gli spunti offerti dalla lettura di questo libro sono molti, anche se chiaramente, proprio per la vastità degli argomenti trattati e la natura divulgativa, si tratta (appunto) di spunti e non approfondimenti analitici, il che probabilmente è anche meglio. 125 pagine che si leggono tutte di fila. Consigliatissimo.
    “Ma il problema - ed è questo che la gente si ostina a non capire - è un altro, e qui vengo al quarto tipo di atteggiamento verso le idee: non si tratta di decidere cosa sia teoricamente possibile, ma di cercare di capire cosa è probabile, che cosa sta succedendo. Non serve dimostrare ogni volta che non si può essere sicuri al cento per cento che lo strano oggetto lassù non sia un disco volante. Quello che dobbiamo fare è cercare di prevedere se dovremo o no preoccuparci di un’invasione marziana, se quello è un disco volante, se è ragionevole che lo sia. E tutto questo in base ai dati dell’esperienza, una cosa ben più impegnativa che dire semplicemente se è possibile o meno. In genere la gente non ha una percezione chiara del numero di cose possibili. E quindi non ha nemmeno chiaro il numero di cose possibili che tuttavia non stanno accadendo, né il fatto che è impossibile che tutte le cose possibili accadano. Ce n’è una tale varietà che molto probabilmente la stragrande maggioranza delle cose che vi vengono in mente come possibili sono fasulle. In fisica teorica è un principio generale: qualunque ipotesi vi venga in mente è sempre falsa. Ci sono cinque, o forse dieci teorie rivelatesi giuste, nella storia della fisica, e sono quelle che vogliamo. (Non che tutto quanto sia falso, ma di questo parleremo più avanti).”

    ha scritto il 

  • 3

    L'elogio del dubbio

    Tre conferenze del Nobel Richard P. Feynman, il quale è a proprio agio nel disquisire di metodo scientifico e di logica sperimentale e molto più incerto nell'affrontare temi come politica internaziona ...continua

    Tre conferenze del Nobel Richard P. Feynman, il quale è a proprio agio nel disquisire di metodo scientifico e di logica sperimentale e molto più incerto nell'affrontare temi come politica internazionale, religione, sociologia. Ma la filigrana del tutto è la capacità di costruire sui propri dubbi e le proprie incertezze, come un fisico sperimentale fa ogni giorno - il dubbio come leva con la quale salire in coscienza e conoscenza e non fantasma da temere....

    ha scritto il 

  • 3

    Ora mi occuperò di un altro principio, o concetto, cioè che non ha senso calcolare la probabilità di un evento dopo che è già avvenuto. Perfino molti scienziati non l'hanno ben chiaro.[...]
    Per esempi ...continua

    Ora mi occuperò di un altro principio, o concetto, cioè che non ha senso calcolare la probabilità di un evento dopo che è già avvenuto. Perfino molti scienziati non l'hanno ben chiaro.[...]
    Per esempio, questa sera è successa una cosa davvero straordinaria. Mentre venivo qui, ho visto una macchina targata ANZ 912. Potreste per favore calcolarmi la probabilità che di tutte le targhe dello Stato di Washington io vedessi proprio ANZ 912? Vedete bene che è ridicolo.[…]
    Anch'io mi ricordo di eventi speciali nella mia vita; vi racconterò di due esperienze personali veramente degne di nota.
    La prima fu quando ero studente al MIT e vivevo in una fraternity. Stavo al piano di sopra, alle prese con un componimento di filosofia, ed ero completamente immerso nel mio lavoro, non stavo pensando ad altro, quando all'improvviso, in modo misterioso, attraversò la mia mente il pensiero: «La nonna è morta». Esagero, naturalmente, raccontando questo tipo di storie si fa sempre. In realtà ho avuto solo una mezza idea del genere per qualche istante, niente di trascendentale. Ora viene il bello. Subito dopo è suonato il telefono, al piano di sotto. (Me lo ricordo distintamente, e ora capirete perché). Qualcuno rispose al telefono e chiamò: «Ehi, Pete!». Io non mi chiamo Peter, era per qualcun altro. Mia nonna stava benone, e la storia è finita lì. Dovremmo registrare un bel numero di episodi così, quando si presentano, per bilanciare i pochi casi in cui invece suona il telefono e la nonna è morta davvero. Può succedere. Poteva succedere, quella volta. Non è impossibile, ma allora io da quel momento avrei dovuto credere nel miracolo che riesco a sentire nel cervello la morte di mia nonna?[…]
    Quindi, in breve, un paio di casi non dimostrano nulla. Bisogna controllare tutto con cura, altrimenti si diventa come quelli che bevono qualunque cosa e non capiscono nulla del mondo in cui viviamo. (Nessuno capisce il mondo in cui viviamo, ma alcuni se la cavano un po' meglio).

    ha scritto il 

  • 0

    "Quindi ciò che oggi chiamiamo ‘conoscenze scientifiche’ è un corpo di affermazioni a diversi livelli di certezza. Alcune sono estremamente incerte, altre quasi sicure, nessuna certa del tutto." ...continua

    "Quindi ciò che oggi chiamiamo ‘conoscenze scientifiche’ è un corpo di affermazioni a diversi livelli di certezza. Alcune sono estremamente incerte, altre quasi sicure, nessuna certa del tutto."

    ha scritto il 

  • 4

    Stimolamte

    Ricco di spunti di riflessione. Un bel viaggio tra scienza religione e politica. Immagino che assistere a quelle conferenze deve essere stato entusiasmante! Ecco una persona che avrei voluto incontrar ...continua

    Ricco di spunti di riflessione. Un bel viaggio tra scienza religione e politica. Immagino che assistere a quelle conferenze deve essere stato entusiasmante! Ecco una persona che avrei voluto incontrare e con cui avrei goduto nel discutere confrontarmi e magari anche litigare :)

    ha scritto il 

  • 3

    Richard Feynman è uno scienziato, premio nobel per la fisica nel 1965;
    Questo libro è una raccolta di 3 conferenze da lui tenute.

    è piu interessante finchè si attiene al suo campo, cioè la scienza;
    Di ...continua

    Richard Feynman è uno scienziato, premio nobel per la fisica nel 1965;
    Questo libro è una raccolta di 3 conferenze da lui tenute.

    è piu interessante finchè si attiene al suo campo, cioè la scienza;
    Diventa un pò superficiale quando abbandona il suo campo per applicare il metodo scientifico alla società,la politica o la religione.

    Feynman ha sicuramente un approccio molto scientifico alla vita.

    è comunque una lettura breve e apprezzabile.

    ha scritto il 

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