Il sentiero dei nidi di ragno

!! SCHEDA INCOMPLETA !!

Di

3.9
(9466)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Polacco

Isbn-10: A000063164 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

Ti piace Il sentiero dei nidi di ragno?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    “…quel furore antico che è in tutti noi, e che si sfoga in spari, in nemici uccisi, è lo stesso che fa sparare i fascisti, che li porta a uccidere con la stessa speranza di purificazione, di riscatto."

    “Il sentiero dei nidi di ragno” è il primo romanzo di Calvino pubblicato a pochissimi anni dalla fine della seconda guerra mondiale.
    Ben sapendo che la fine del conflitto darà modo a numerosi scrittor ...continua

    “Il sentiero dei nidi di ragno” è il primo romanzo di Calvino pubblicato a pochissimi anni dalla fine della seconda guerra mondiale.
    Ben sapendo che la fine del conflitto darà modo a numerosi scrittori di intervenire su quanto successo, nell’ambito di un risveglio letterario dovuto al nuovo corso che si intravedeva in Italia e che vedrà la pubblicazione di molte opere famosissime dedicate alla lotta di liberazione partigiana, Calvino sceglierà anche lui di raccontare queste vicende, di cui fu anche partecipe, con una prospettiva diversa ma non per questo meno interessante.

    La prospettiva è quella di un bambino, che si trova per varie cause coinvolto nella guerra degli adulti, inserito nel contesto di una brigata composta tutta di persone, compreso il capo, definite difficili dagli stessi vertici dei comandi partigiani.

    La tragicità dell’evento appena terminato non è minimamente scalfita dal modo in cui Calvino sceglie di raccontarlo, il bambino vivrà e vedrà questi eventi in maniera diversa ma non falsata, accentuando in più di un'occasione il contraddittorio comportamento degli uomini più grandi di lui e in molti casi senza capirlo.

    La brigata stessa nella sua composita criticità intende alludere, oltre che alla fallibilità del meccanismo bellico soggetto anch’esso alla variabile delle imperfezioni umane con risvolti non sempre interpretabili in maniera chiara e lineare, anche a sottolineare aspetti più critici di una lotta partigiana di cui vengono poste forme e problematiche fuori dai canoni usuali.

    Un esordio all’altezza di quella che sarà la sua fama per Italo Calvino che racconta una storia di guerra partigiana che induce, dal suo punto di vista, decentrato ma non distorto, a riflessioni e considerazioni sulla guerra di liberazione in Italia spostando più l’attenzione, in questo caso, sul comportamento degli uomini coinvolti in quegli eventi…

    ha scritto il 

  • 0

    ho letto la trilogia di Calvino e l' ho amata. ma questo libro proprio non mi è piaciuto: forse perché mi sembrava troppo finto ( anche se potrebbe essere stato la realtà del periodo) comunque ho fatt ...continua

    ho letto la trilogia di Calvino e l' ho amata. ma questo libro proprio non mi è piaciuto: forse perché mi sembrava troppo finto ( anche se potrebbe essere stato la realtà del periodo) comunque ho fatto fatica a leggerlo

    ha scritto il 

  • 5

    Per capire a fondo questo romanzo, pubblicato nel 1947, quindi immediatamente dopo la fine della guerra di liberazione, può aiutare la prefazione dell'autore, scritta nel 1964 e presente in quest'ediz ...continua

    Per capire a fondo questo romanzo, pubblicato nel 1947, quindi immediatamente dopo la fine della guerra di liberazione, può aiutare la prefazione dell'autore, scritta nel 1964 e presente in quest'edizione Garzanti: "volevo combattere contemporaneamente su due fronti, lanciare una sfida ai detrattori della Resistenza e allo stesso tempo ai sacrdoti di una Resistenza agiografica ed edulcorata". A poco più di un anno dalla fine della Guerra mancava ancora una romanzo sui partigiani di montagna, mentre però la corrente di pensiero revisionista era già pesantemente all'attacco (l'Italia repubblicana ha le sue radici più profonde nel fascismo). E allora Calvino mette al centro della scena un gruppo di partigiani, visti con gli occhi di un bambino, fatta di storti, di reietti, ma che comunque ha scelto di combattere contro il fascismo non per un ideale astratto ("troschista") ma per "una spnta di riscatto umano, elementare, anonimo , da tutte le nostre umiliazioni"

    ha scritto il 

  • 5

    Calvino è geniale.

    Questo è un piccolo grande romanzo. Racconta vicende terribili con un linguaggio semplice, tagliente. Attraverso Pin un bambino adulto, cresciuto nella guerra, nello sporco, senza gli affetti della fa ...continua

    Questo è un piccolo grande romanzo. Racconta vicende terribili con un linguaggio semplice, tagliente. Attraverso Pin un bambino adulto, cresciuto nella guerra, nello sporco, senza gli affetti della famiglia, in cerca di amici che non trova, sempre pronto a “canzonare” gli adulti con le loro misere vite, eppure bisognoso di approvazione e per questo disposto ad accettare soprusi. Pin che personaggio! Lui si ribella, a modo suo, con la cattiveria; vorrebbe essere buono, ma non può, si deve difendere dagli altri bambini, dai grandi, dalla sorella; in cerca del Grande Amico incontra Cugino, il solitario gigante che odia le donne e alla fine si intravede un po’ di serenità.
    Non ci sono i buoni in questo racconto, solo cattivi che però stanno dalla parte giusta o sbagliata. Calvino sa come raccontare le storie, cattura l’attenzione, fa riflettere e pare che i personaggi, anche solo abbozzati con pochi tratti, siano vivi.

    ha scritto il 

  • 3

    Una narrazione secca, evocativa e poetica. Una prospettiva sulla Resistenza poco ideologica e commovente, se si fa eccezione per il capitolo "introspettivo" su Kim, così retorico da sembrare lo stralc ...continua

    Una narrazione secca, evocativa e poetica. Una prospettiva sulla Resistenza poco ideologica e commovente, se si fa eccezione per il capitolo "introspettivo" su Kim, così retorico da sembrare lo stralcio di un altro romanzo inserito per errore. Bello, comunque.

    ha scritto il 

  • 2

    Sono ingrata?

    Dispiace fare critiche quando si usufruisce di qualcosa gratuitamente ma non posso esimermi dall'essere onesta e sincera nelle mie recensioni, per quanto amatoriali esse siano. La mia critica va alla ...continua

    Dispiace fare critiche quando si usufruisce di qualcosa gratuitamente ma non posso esimermi dall'essere onesta e sincera nelle mie recensioni, per quanto amatoriali esse siano. La mia critica va alla lettura di Manuela Mandracchia più che al libro, del quale parlerò dopo questa mia digressione iniziale. Ho ascoltato questo romanzo mediante il podcast di Ad Alta Voce supportato dall'ebook di Mondadori e devo dire con molto dispiacere che ho trovato l'interpretazione della Mandracchia insopportabile. Già non mi aveva fatto impazzire nella lettura de Il buio oltre la siepe, ma il libro era talmente bello che riuscii a distrarmi dalle vocette odiose della lettrice...ma in questo caso temo che sia riuscita a rovinare del tutto l'apprezzamento che potevo avere della storia.

    Anche per quanto concerne Calvino ormai credo di poter affermare che non sia tra i miei scrittori preferiti, questo racconto non si può definire brutto e sicuramente è una storia adatta anche ai ragazzi, utile per far vivere loro un'esperienza letteraria di ciò che è stata la Resistenza, ma da un punto di vista alternativo e originale. Il piccolo protagonista, con tutte le sue attenuanti, non è riuscito a suscitare in me affezione e nemmeno altri personaggi della storia si sono distinti per simpatia; insomma, non me la sento di gridare al capolavoro e non mi sento nemmeno di consigliarne l'ascolto visto quanto ho trovato irritante la lettrice.

    D'altronde non si può amare tutto, non si può essere buonisti o generosi nel giudizio a prescindere e soprattutto non si può essere falsi, comunque citazioni che vale la pena riportare le ho trovate e ve le propongo.

    Citazioni:

    Gente che s'accomoda nelle piaghe della società, e s'arrangia in mezzo alle storture, che non ha niente da difendere è niente da cambiare. Oppure tarati fisicamente, o fissati, o fanatici. Un'idea rivoluzionaria in loro non può nascere, legati come sono alla ruota che li macina. Oppure nascerà storta, figlia della rabbia, dell'umiliazione, come negli sproloqui del cuoco estremista. Perché combattono, allora? Noia hanno nessuna patria, né vera né inventata.”

    “Questo è il significato della lotta, il significato vero, totale, al di là dei vari significati ufficiali. Una spinta di riscatto umano, elementare, anonimo, da tutte le nostre umiliazioni: per l'operaio dal suo sfruttamento, per il contadino dalla sua ignoranza, per il piccolo borghese dalle sue inibizioni, per il paria dalla sua corruzione. Io credo che il nostro lavoro politico sia questo, utilizzare anche la nostra miseria umana, utilizzarla contro se stessa, per la nostra redenzione, così come i fascisti utilizzano la miseria per perpetuare la miseria, e l'uomo contro l'uomo.”

    “Tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo.”

    ha scritto il 

  • 4

    "la storia è fatta di piccoli gesti anonimi"

    La Resistenza di Pin. Orfano di madre, il padre imbarcato chissà dove. La sorella prostituta. Cresce troppo in fretta tra i vicoli e il carrugio. Troppo esperto delle cose del mondo per stare con i ba ...continua

    La Resistenza di Pin. Orfano di madre, il padre imbarcato chissà dove. La sorella prostituta. Cresce troppo in fretta tra i vicoli e il carrugio. Troppo esperto delle cose del mondo per stare con i bambini. Ancora troppo bambino per stare tra i grandi.
    Il suo sguardo disincantato e fanciullesco mi ha dato una prospettiva diversa - e meno cupa rispetto a Fenoglio - della Resistenza.
    Un bel racconto.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa recensione sarà più breve delle altre, trattandosi di un libro su cui si è scritto e riscritto di tutto.
    Già a partire dalle prime pagine di questo libro ho provato un enorme dispiacere: perchè ...continua

    Questa recensione sarà più breve delle altre, trattandosi di un libro su cui si è scritto e riscritto di tutto.
    Già a partire dalle prime pagine di questo libro ho provato un enorme dispiacere: perchè nessuno dei miei professori - tra medie e liceo – me lo ha fatto leggere? "Il sentiero dei nidi di ragno", romanzo di esordio di Italo Calvino, racconta la Resistenza italiana attraverso gli occhi malinconici del piccolo Pin, un bambino di dieci anni orfano di entrambi i genitori che vive da solo con la sorella, nota prostituta del Carrugio Lungo.
    Pin è un bambino di strada, un monello impertinente che trascorre le giornate facendo scherzi agli adulti e azzuffandosi con i bambini della sua età, troppo piccolo per gli uni e troppo cresciuto per socializzare con gli altri. La sua situazione di estrema instabilità, infatti, lo ha costretto a maturare, ad abbandonare in fretta l'innocenza dell'infanzia per imparare a cavarsela sulla strada. La scintilla del fanciullo, tuttavia, non è del tutto sopita in lui. Pin infatti custodisce un segreto che conferisce alla storia un'atmosfera quasi fiabesca: conosce il posto dove fanno il nido i ragni.
    Questa informazione è il suo più grande tesoro, e Pin la custodisce gelosamente in attesa - e con la speranza - di trovare qualcuno di speciale con cui condividerla.
    Inutile dilungarsi comunque, perchè le parole più appropriate per raccontare questo romanzo e per iniziare a leggerlo con il giusto spirito sono quelle dello stesso Calvino, nella prefazione della seconda edizione. Si tratta di una riflessione non solo sulla Resistenza, ma anche sulla letteratura e il piacere di scrivere che vale la pena leggere. Giusto per rendere l’idea ne riporto un pezzettino: "Questo romanzo è il primo che ho scritto, quasi la prima cosa... Cosa ne posso dire, oggi? Dirò questo: il primo libro sarebbe meglio non averlo mai scritto. Finché il primo libro non è scritto, si possiede quella libertà di comunicare che si può usare una sola volta nella vita, il primo libro già ti definisce mentre tu in realtà sei ancora lontano dall'esser definito...”

    Se vi va passate a trovarmi sulla mia pagina Facebook: "La piccola biblioteca dei libri dimenticati". Ecco l'indirizzo: www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    ha scritto il 

  • 4

    Il sentiero dei nidi di ragno è un romanzo di Italo Calvino pubblicato nel 1947 da Einaudi. In questa edizione da Mondadori nel 1993.

    Pin è un bambino cresciuto troppo in fretta nei carrugi di Sanremo ...continua

    Il sentiero dei nidi di ragno è un romanzo di Italo Calvino pubblicato nel 1947 da Einaudi. In questa edizione da Mondadori nel 1993.

    Pin è un bambino cresciuto troppo in fretta nei carrugi di Sanremo dopo l’8 Settembre 1943: orfano di madre, cerca di procurare i clienti alla sorella prostituta. E’ troppo grande per essere un bambino ed è troppo bambino per essere grande, degli adulti non riesce a capire i continui voltafaccia e la voglia delle donne. Gira le osterie per prendere in giro i clienti e per cantare le canzoni che gli chiedono di cantare, quando si trova all’improvviso coinvolto con il GAP che si sta formando nel quartiere. Gli chiedono di rubare una pistola al marinaio tedesco cliente della sorella. Pin riesce nell’impresa, e dopo aver nascosto la pistola sul sentiero dei nidi di ragno, un luogo che solo lui conosce, si ritrova sui monti in una brigata partigiana fatti di scarti, emarginati e uomini improbabili.

    Non è sicuramente il miglior romanzo sulla resistenza, ma Calvino ci mostra i partigiani (di cui ha tra l’altro fatto parte) dal punto di vista di una creatura troppo giovane per capirne la politica e troppo semplice per riuscire ad andare oltre le ideologie. E’ la poetica della Resistenza del Fanciullino, che forse bisognerebbe riuscire a spolverare in un’epoca che ha fatto di un cambiamento epocale un ricordo torbido, nebbioso e istituzionalizzato.

    A mio avviso uno dei migliori romanzi di Calvino. Ed è solo il primo.

    ha scritto il 

  • 3

    La lotta partigiana vista con gli occhi di un bambino

    Primo libro di Italo Calvino, riletto dopo anni dalla prima volta, ai tempi del liceo.
    Romanzo scorrevole e interessante (soprattutto per la visione della lotta partigiana da parte di un bambino), con ...continua

    Primo libro di Italo Calvino, riletto dopo anni dalla prima volta, ai tempi del liceo.
    Romanzo scorrevole e interessante (soprattutto per la visione della lotta partigiana da parte di un bambino), con descrizioni meravigliose del paesaggio ligure e di personaggi davvero intensi.
    La dicotomia tra bene e male, bambino e adulti, resistenza e fascisti, paura e coraggio pervade l'intera opera, che però non mi ha fatto emozionare particolarmente.
    Preferisco il Calvino surreale de 'Le città invisibili' o de 'Il barone rampante'.
    Comunque, testo assolutamente da leggere e da conservare nella propria libreria.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per