Il sogno di mia madre

Di

Editore: Einaudi

4.0
(400)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 362 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8806153420 | Isbn-13: 9788806153427 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Susanna Basso

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
La bontà perseguita a tutti i costi nasconde un abisso di rancore. Una madrefrustrata potrebbe abbandonare la figlia nella neve. A un uomo e una donnasulla soglia della vecchiaia si prospettano percorsi assai diversi. Negli ottoracconti di Alice Munro protagoniste sono le donne di ogni età e condizione,raccontate con lucida serenità.
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  • 4

    Le donne modificano il corso delle cose

    Qua ritroviamo otto racconti di donne. In questa raccolta la Munro conferma le sue qualità narrandoci una manciata di esistenze dove avvenimenti inattesi o particolari dimenticati modificano il corso ...continua

    Qua ritroviamo otto racconti di donne. In questa raccolta la Munro conferma le sue qualità narrandoci una manciata di esistenze dove avvenimenti inattesi o particolari dimenticati modificano il corso delle cose. Una cameriera dai capelli rossi, nuova arrivata in una vecchia dimora, viene per caso coinvolta nello scherzo di una ragazzina. Una studentessa universitaria si reca per la prima volta in visita a un'anziana zia e, riconoscendo un mobile di famiglia, scopre un segreto di cui non era a conoscenza. Una paziente giovane e in fin di vita trova un'inaspettata speranza di proiettarsi nel futuro. Una donna ricorda un amore brevissimo e che tuttavia ha modificato per sempre il suo vivere.

    Antonia S. Byatt pone la Munro a fianco di Cechov, di Maupassant e del Flaubert dei ‘tre racconti’. Ma qui il realismo non è mai assuefazione documentaristica o refertazione oggettiva, ma semmai volontaria e strategica incomprensione del fenomeno: la Munro assomiglia a chi, cercando di focalizzare il meglio possibile la propria vista su di un certo oggetto, avvicina ad esso così tanto la lente da non ottenere più chiarezza e nitore, ma caos visivo e frammentazione pulviscolare: il paradosso del ‘più si è vicini, più si è ciechi’. Ed è facile immaginare il godimento perfido di chi costruisce questa ‘trappola’ narrativa che gioca ad illudere e deludere, ad libitum, nello spazio di una riga, di una pagina, di un racconto. La precisa collocazione temporale, la cristallina definizione dello spazio, l’eclisse dell’autore, l’utilizzo di uno stile freddamente denotativo e poi, alla fine, la sensazione di essere stati depistati, il trionfo dell’inesplicato e dell’ineffabile. Viene in mente Manganelli quando affermava che la letteratura era tout court fantastica e che quella cosiddetta ‘realista’ era solo equivoco balzano, invenzione bislacca di scoliasti malsanamente pedagogici.

    ha scritto il 

  • 5

    Spiegazione di Alice Munro (lunghetto, ma non posso spiegare Munro con meno righe)

    Quando ho letto per la prima volta i racconti di Alice Munro - si trattava della raccolta "Il sogno di mia madre" - l ...continua

    Spiegazione di Alice Munro (lunghetto, ma non posso spiegare Munro con meno righe)

    Quando ho letto per la prima volta i racconti di Alice Munro - si trattava della raccolta "Il sogno di mia madre" - li lasciai andare a metà, li ripresi mesi dopo e ne finii alcuni, con una certa irritazione pensai che sì, era brava, ma niente di speciale. Credo capiti a molti lettori della Munro, pensare che sia brava ma non averne inteso quanto. Quando con il terzo tentativo lessi altri racconti di un'altra raccolta, forse erano passati tre anni. Ebbi allora la sensazione, netta, come una rivelazione, che Alice Munro è una scrittrice grandissima, forse l'unico vero grande scrittore contemporaneo. Per grande intendo originale. Quello che non c'era. Molti tra i ritenuti grandi non lo sono, sono propaggini di scrittori precedenti. Alice Munro non assomiglia a nessuno. Ho riavuto la conferma ultimamente rileggendo il primo racconto di quella raccolta, Una donna di cuore. Lunghezza 80 pagine.
    Una donna di cuore è un racconto che solo Alice Munro può concepire e lo si capisce solo alle ultime pagine, il lettore, come è capitato anche a me con i primi racconti di Alice Munro, cerca di intuire dove sta andando la storia, sembra di averlo capito ma non è mai così, non è mai incredibilmente così. E a fine lettura si capiscono due cose, la prima è che Alice Munro deve aver raggiunto una perfezione, tra naturalezza e improvvisazione, che riesce a smontare tutte le possibili anticipazioni mentali del lettore, e la seconda è che ad Alice Munro interessa principalmente mostrare come una sofferenza - e spesso le sofferenze sono i nostri stessi pensieri sulle cose - può cambiare radicalmente come una pura rappresentazione di pensieri che si scontrano nella nostra testa. Il racconto Una donna di cuore è un capolavoro in questo senso.
    Ora provate a far leggere questo racconto a un lettore che non ha mai letto Alice Munro, vi dirà probabilmente, brava, sì, ma niente di speciale. Ecco perché quando posso scrivo e riscrivo di Alice Munro, perché nonostante abbia vinto meritatamente il Nobel temo che molti lettori non riescano a entrare nel suo mondo come peraltro non ero riuscito io; troviamo scritto sulle quarte di copertina nomi classici da Cechov a James fino ai più recenti americani Carver e Cheever e tendiamo a fare inconsciamente confronti. Questa è una rilassatezza comprensibile della critica perché Alice Munro è ancora in pieno corso di identificazione. Cechov è grandissimo, è autore che amo, ma Alice Munro NON è Cechov e NON è Carver. Alice Munro ha intuito benissimo Citati, è una scrittrice nuova, che ha portato il racconto in un altro ambito, ne ha esteso i limiti delle possibilità, tra qualche anno si dirà, di un autore, che scrive 'alla Alice Munro' come si è detto scrive 'alla Cechov' o 'alla Kafka'.
    Provo a spiegarmi sul racconto in questione. Una donna di cuore.

    Tre ragazzini scoprono un'auto nel fiume, nell'auto trovano il cadavere di un optometrista, siamo in Canada, nel 1951. Alice Munro nelle prime trenta pagine si sofferma a parlare delle famiglie dei tre ragazzini e ci fa capire perché tutti e tre nei primi giorni non diranno nulla del fatto, fino a quando andranno a raccontarlo al commissariato. Perché trenta pagine per dirlo se poi il racconto passa a narrare la vita di una donna, Enid, che assiste in casa persone malate? Questo è già un motivo che rende Alice Munro una scrittrice rischiosa da leggere perché i nessi tra le cose sono labili. Come nella vita.
    Infatti i ragazzini scompaiono dalla storia, e badate bene, non ricompaiono. Adesso si parla di Enid e dell'assistenza a una donna di 27 anni, la signora Queen, che è gravemente malata di reni e si sa che morirà. Enid è la 'donna di cuore' del titolo, una donna che non si è sposata e che come tanti personaggi di Alice Munro vive nella certezza della propria libertà interiore. Il marito della signora Queen, Rupert, è andato a scuola con Enid per cui il lettore si sposta mentalmente sul rapporto tra Enid e Rupert: quando morirà la signora Queen che cosa accadrà tra lei e Rupert? Sì, ma il morto iniziale che c'entra. Nel frattempo Alice Munro descrive la vita di Enid, una donna curiosa in un mondo un po' ottuso, e il lettore si chiede 'ma se questa donna è una donna di cuore dove sta il cuore?' La signora Queen straparla, fa insinuazioni sul marito, e lei amorevolmente sopporta.
    - Ogni sera lui esce di casa e va a cercarsi una donna, giusto?
    - Per quanto ne so io, va da sua sorella
    - Per quanto ne sai tu. Ma non ne sai granché.
    Alice Munro va avanti, la signora Queen confessa che un giorno l'optometrista, il signor Willens, è andato a visitarla, non si sa bene se sapesse tenere le mani a posto, il fatto è che mentre sta visitandola entra suo marito, si allarma e lo colpisce in testa. L'uomo morirà e marito e moglie insceneranno la morte del signor Willens, nel fiume con l'auto. A questo punto il lettore pensa che sì la donna è stata complice, il marito è stato brutale e cattivo e lei Enid che cosa dovrebbe fare ora che è morta la signora Queen? Dovrebbe costringere il marito a confessare, e come potrebbe farlo? E poi lui andrà in prigione e lei dovrà rinunciare a questo possibile uomo, per sé. Vuole invitarlo ad accompagnarla a una gita in barca e confessandogli di non saper nuotare fargli domande scomode, lui non avrà il coraggio di gettarla in acqua proprio perché lei lo sta mettendo davanti a una cosa troppo facile e in questo modo vuole suscitare la sua confessione, approfittando anche del fatto che sono stati vecchi amici e stanno vivendo insieme un momento importante delle loro rispettive vite.
    Il lettore immagina la scena, loro due nella barca e lei che cerca le parole per dire, Rupert tua moglie mi ha confessato... a questo punto siamo ancora nella testa di Enid, e come Enid iniziamo a essere stanchi, ECCO giungere e affiorare la grandezza di Alice Munro; siamo entrati nei pensieri di Enid che ricorda come da bambina avesse detto una bugia a sua madre, aveva visto suo padre in casa insieme a un'altra, quando aveva 4 anni, e sua madre non le aveva creduto. I seni di quella donna erano come coni di gelato. I coni di gelato erano un'immagine della bambina che non sapeva cosa fossero i seni di una donna e la scena era frutto di un sogno. Di quei sogni strani che sanno inventare solo i bambini. La signora Queen ha inventato tutto in fin di vita per il solo gusto di gettare scompiglio tra le cose, per pura cattiveria. Tutta diavoleria. È questa la cosa che sta pensando ora Enid, un'intuizione che la farà commuovere e piangere (un po') e porterà Rupert, ignaro dei pensieri di lei, a dirle consolandola "non ha avuto fortuna nella vita". E ora la avrà?
    Sono righe bellissime in cui non importa più capire se Ingrid se la sta raccontando affinché la sua vita possa prendere una piega nuova o se una donna di cuore voglia poter dire, per Alice Munro, la consapevolezza banale che prende corpo nella mente di Enid: "Quanti benefici potevano sbocciare dal suo silenzio. Benefici per gli altri, come per se stessa. Era questo che la maggior parte delle persone sapeva. Una cosa banale che lei aveva impiegato così tanto tempo a capire. Era in quel modo che si manteneva abitabile il mondo".
    Ho cercato di ricostruire in sintesi un racconto di Alice Munro, ce ne sono molti bellissimi. Anche se posso aver sciupato il gusto di leggere "Una donna di cuore" (spero di no) ve ne sono molti altri, capolavori, da scoprire. Nello stesso volume c'è un racconto dal titolo "Le bambine restano". È una magnifica storia di adulterio, ma non ve la racconto. Ciao.

    ha scritto il 

  • 5

    Io amo questa donna. Scrivi, Alice, scrivi.

    «Credo che la gente legga le mie sto­rie per le stesse ragioni per cui io le scrivo. Per­ché non cerco lo happy ending, per­ché scrivo per un momento di choc, di stu­pore, di rive­la­zione - ciò che r ...continua

    «Credo che la gente legga le mie sto­rie per le stesse ragioni per cui io le scrivo. Per­ché non cerco lo happy ending, per­ché scrivo per un momento di choc, di stu­pore, di rive­la­zione - ciò che rende la vita appas­sio­nante per me. E se rie­sco a susci­tare negli altri que­sto effetto, è mera­vi­glioso. Lo so, parlo di cose dif­fi­cili, di sof­fe­renza, di come si soprav­vive alla sof­fe­renza».
    Alice Munro

    «Smetterò di scrivere quando semplicemente non ci sarò più»,
    Camilleri

    "Perché continuo a scrivere? E allora perché non mi chiede per quale motivo continuo a RESPIRARE?».
    Lawrence Ferlinghetti

    «Scrisse libri. Poi morì».
    Faulkner

    ha scritto il 

  • 3

    Preso come tappabuco ma rivelatosi molto di più

    Stavo aspettando che arrivasse un libro in biblioteca e per coprire la settimana di attesa mi sono fatta consigliare dalla bibliotecaria una raccolta di racconti (volevo qualcosa di poco impegnativo e ...continua

    Stavo aspettando che arrivasse un libro in biblioteca e per coprire la settimana di attesa mi sono fatta consigliare dalla bibliotecaria una raccolta di racconti (volevo qualcosa di poco impegnativo e da riconsegnare a cuore leggero in caso non fossi riuscita ad arrivare alla fine).
    Ed ecco come mi sono ritrovata a leggere la Munro.
    Non avevo mai letto dei racconti e devo dire che ho impiegato un paio di storielle per abituarmici. La mancanza di un finale certo, l'ambiguità di ciò che accade, la volatilità di certi episodi, descritti con minuziosità e poi abbandonati come se niente fosse; tutto ciò mi lasciava un po' di amaro in bocca.
    Poi ho capito: non era tanto il senso complessivo della storia ciò che la Munro voleva trasmettere ma la reazione dei personaggi a ciò che capitava loro, il loro affrontare le sfide della vita, le loro debolezze, i propri sentimenti.
    Era tutta una questione di accettare ciò che la scrittrice voleva farti sapere, senza dover per forza andare oltre e conoscere il finale e le conseguenze delle reazioni dei protagonisti.

    Per me, una nuova sfaccettatura della lettura!

    ha scritto il 

  • 4

    Confesso che all’inizio la lettura di questi racconti di Alice Munro non mi aveva granché conquistato; anzi, procedevo un po’ a fatica; man mano però li ho trovati sempre più coinvolgenti, e alla fine ...continua

    Confesso che all’inizio la lettura di questi racconti di Alice Munro non mi aveva granché conquistato; anzi, procedevo un po’ a fatica; man mano però li ho trovati sempre più coinvolgenti, e alla fine mi sono convinto anch’io delle alte qualità di quest’autrice canadese, di cui sinora non avevo letto nulla. D’altronde, personaggi e ambientazione delle sue storie di questa raccolta, un Canada di tanti anni fa così duramente, irrimediabilmente provinciale che, al confronto, le nostre Ariano Irpino e Busto Garolfo al cospetto apparirebbero insigni per sofisticazione metropolitana, sembrerebbero concepite apposta per costituire l’esatto contrario di ciò che di solito in un libro piace a me: la Munro mi ha invece coinvolto e ha saputo farmi amare il suo mondo, vuol dire proprio che è una grande scrittrice.

    ha scritto il 

  • 4

    Brava Alice! Non delude mai anche se le raccolte più recenti ('In fuga', 'Segreti svelati' etc.) contengono racconti che mi sono piaciuti complessivamente di più, con storie più definite, quasi dei mi ...continua

    Brava Alice! Non delude mai anche se le raccolte più recenti ('In fuga', 'Segreti svelati' etc.) contengono racconti che mi sono piaciuti complessivamente di più, con storie più definite, quasi dei mini-romanzi. Qui è tutto più sfuggente, impalpabile, ambiguo. Ma la qualità della scrittura non si discute. Sono storie di donne, inquiete, problematiche, tormentate e accanto o sullo sfondo, uomini assenti anche quando sono presenti, inetti, narcisi 'meglio perderli che trovarli'.

    ha scritto il 

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