Il sole dei morenti

Di

Editore: e/o

4.2
(1730)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Tedesco

Isbn-10: A000034276 | Isbn-13: 9788876416101 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Scienze Sociali

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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Poco da aggiungere : una bella scoperta Izzo. Umano e disperato. È la storia di un Signor Nessuno : Rico, uomo come tanti che perde tutto a cominciare dalla moglie; la sua discesa verso il basso dell ...continua

    Poco da aggiungere : una bella scoperta Izzo. Umano e disperato. È la storia di un Signor Nessuno : Rico, uomo come tanti che perde tutto a cominciare dalla moglie; la sua discesa verso il basso della gerarchia sociale è direttamente proporzionale al suo grado di umanità. Ma poco importa chi è a raccontare la storia di come si finisce a vivere per strada. Rico prende il testimone di Titì, da più tempo di lui clochard e ne raccoglie la memoria, ne ripete fatalmente le scelte che lo portano alla fine. Credendo di sfuggire a morte e malattia idealizza l'ultimo viaggio : Marsiglia , scelta in memoria della prima innamorata. Qui si lascia finalmente andare alla deriva ma non prima di aver scelto il suo "figlio spirituale", Abdou. Sarà Abdou a raccontare la storia di Rico, così come Rico aveva narrato al lettore quella di Titì, a dimostrazione che nella vita i veri legami fraterni sono quelli che scegliamo e non quelli di sangue e anche del fatto che sono coloro che "scegliamo" a continuare idealmente la nostra storia e la Storia. Anche la donna idealizza da Rico cambia contorni ad ogni racconto ma anche questo importa poco a chi, come Izzo, intende narrare una storia che è appunto di Tutti e di Nessuno.

    ha scritto il 

  • 4

    romantico e disperato

    L’ ultimo dei romantici o dei post romantici, di un romanticismo disperato, esasperato e struggente in un un libro testamento, visto la prematura scomparsa dello scrittore marsigliese. Il sole dei m ...continua

    L’ ultimo dei romantici o dei post romantici, di un romanticismo disperato, esasperato e struggente in un un libro testamento, visto la prematura scomparsa dello scrittore marsigliese. Il sole dei morenti potrebbe essere definita come una sorta di epopea dei barboni, dei traditi dalla vita e dall’ amore, persone sconosciute che hanno dentro ognuno la loro storia, insospettabile e alla quale il compito ed il merito di uno scrittore come un atto di amore verso di loro è dare voce, voce a esseri umani con matrimoni naufragati, lavori incerti o inesistenti, affetti ora trasformatisi in qualcos’ altro o finiti, distrutti, come non si sospetterebbe vedendoli questi reietti e dimenticati agli angoli delle strade o nelle stazioni ferroviarie o a racimolare un pasto alle associazioni caritatevoli, come se non potessero costoro aver avuto una vita, una famiglia, dei figli. Rico, Titì, Dedè, nomi dei personaggi in gran parte bisillabici, con l’innocenza dei bambini, come un canto, un gioco, un errore. Vecchi e nuovi traumi anche sociali come il ricordo degli orrori della guerra dei Balcani degli anni 90 negli occhi di alcuni protagonisti, una visione ultrapessimistica, vite distrutte, lavori incerti, mogli che li hanno abbandonati. Eppure tutti hanno un ultimo barlume di speranza, un loro vitalismo sfrenato alla Bukowski senza il suo cinismo, Celine senza l’abiezione, persone che cercano una qualche forma di solidarietà dei e fra gli ultimi, crudi, feriti, narrati con una scrittura, senza tanti fronzoli, intercalata da poesie, canzoni, struggimenti melodrammatici vari che alcune volte appaiono anche eccessivi. Ma la poesia di questo sole che cala su questi morenti eppur vivi affascina e commuove.

    ha scritto il 

  • 0

    Izzo ci fa immergere nella vita da clochard, disperante e disperata, umiliante, durissima. Ed è agghiacciante e spaventoso perché è un incubo in cui tutti possiamo finire quando, con poche curve della ...continua

    Izzo ci fa immergere nella vita da clochard, disperante e disperata, umiliante, durissima. Ed è agghiacciante e spaventoso perché è un incubo in cui tutti possiamo finire quando, con poche curve della vita, perdiamo tutto ciò che abbiamo, soprattutto gli affetti e la dignità, "perché quello che oggi è vero può non esserlo più domani" e "solo quando il mondo ti crolla addosso scopri l'orrore, che nel mondo esiste l'orrore, perché sei sbattuto in un'altra vita e incontri gente di cui non avevi nemmeno immaginato l'esistenza".
    E non c'è via d'uscita, la fine è nota e tragica. Ma qualcosa rimane, i ricordi di amori dolcissimi, la tenerezza dei rapporti umani tra i compagni di viaggio, "attimi guadagnati contro la solitudine, contro la tristezza delle notti, rubati al tempo che passa, attimi di niente", e, soprattutto, la luce i colori le scogliere e il mare di Marsiglia.

    ha scritto il 

  • 5

    "Sembra falso affermare che questo romanzo è pura immaginazione.
    Non ho fatto altro che esasperare le logiche del reale e dare nomi e inventare storie per esseri che possiamo incrociare ogni giorno pe ...continua

    "Sembra falso affermare che questo romanzo è pura immaginazione.
    Non ho fatto altro che esasperare le logiche del reale e dare nomi e inventare storie per esseri che possiamo incrociare ogni giorno per strada.
    Esseri per cui perfino lo sguardo ci è insopportabile.
    Voglio dire che leggendo queste pagine chiunque può riconoscersi.
    I vivi e i morenti."
    Ecco inizia così questo fantastico romanzo...

    Quando incontri un altra persona, non giudicarla per suo aspetto o per come si pone, perché non sai cosa sta passando.
    Questo vale anche per quei poveri cristi buttati in mezo alla strada, a patire il caldo il freddo, a seconda della stagione e la fame, perché non hanno di meglio dove andare e da mangiare, oltretutto la maggioranza di loro si trovano così, contro la loro volontà.
    Il futuro è imprevedibile, quindi cerchiamo di essere più clementi...
    Questa lettura mi ha aperto gli occhi, su una questione fin ora a me sconosciuta.
    Lo consiglio e le do il massimo dei voti.
    foto di Pamela Palozzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Parigi – Marsiglia, solo andata ...

    dalla quarta di copertina: Le Point: «Questo romanzo è bello come un sole nero, tragico e disperato.».
    Rico ha perso tutto, moglie, figlio, casa, amici. Inizia una ineluttabile ‘discesa agli inferi’. ...continua

    dalla quarta di copertina: Le Point: «Questo romanzo è bello come un sole nero, tragico e disperato.».
    Rico ha perso tutto, moglie, figlio, casa, amici. Inizia una ineluttabile ‘discesa agli inferi’. Troverà solidarietà e affetto, ma anche cattiveria, tanta e gratuita, come sempre. Tanto che non riesco più ad essere d’accordo con monsieur Renaud ... «Te raconter enfin, qu’il faut aimer la vie, et l’aimer mȇme si le temps est assassin et emporte avec lui le rires des enfants ...».
    Per dirla con Felix, uno dei personaggi ‘minori’ che mi ricorda tanto Bartleby ... “preferisco non dire altro” ... anche perché è talmente bello e struggente che verrebbe solo da chiedersi ... “e se andassimo a vedere il mare?” ...

    ha scritto il 

  • 4

    Basta un passo per cadere nell'abisso e la distanza diventa insuperabile. Anche se in fondo non si sa da quale parte sia voltato l'abisso. Un romanzo che trascina, soprattutto per l'attualità delle te ...continua

    Basta un passo per cadere nell'abisso e la distanza diventa insuperabile. Anche se in fondo non si sa da quale parte sia voltato l'abisso. Un romanzo che trascina, soprattutto per l'attualità delle tematiche e per la veridicità dei personaggi.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo dolore serve

    Ogni parola scritta da Jean Claude Izzo è un azzardo: è sempre sul punto di cadere nel manicheismo e nel giustificazionismo; e fino alla fine della frase ti sembra che ci stia per cadere, anzi è lì, u ...continua

    Ogni parola scritta da Jean Claude Izzo è un azzardo: è sempre sul punto di cadere nel manicheismo e nel giustificazionismo; e fino alla fine della frase ti sembra che ci stia per cadere, anzi è lì, un piede già nel burrone, ma poi arriva l'ultima parola, il punto, e accade il miracolo, ancora una volta restituisce al lettore solo l'umanità autentica e spigolosa dei suoi personaggi, solo l'amore per la sua Francia, solo il rispetto sempre e comunque dovuto a uomini divenuti criminali, clochard, prostitute, violentatori, immigrati clandestini.
    Perchè sempre di uomini e donne si tratta e davvero, davvero il confine tra noi e loro è fatto di carta velina.

    ha scritto il 

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