Il terrazzino dei gerani timidi

Di

Editore: Rizzoli (BUR Narrativa)

3.1
(545)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8817053643 | Isbn-13: 9788817053648 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Altri

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Per la bambina che attraversa le pagine del racconto, come per ogni bambino, le esperienze sono tutte prime volte, che si tratti di avvertire il frullo d'ali di una farfalla che trema dentro le sue dita e poi ruzzola a terra senza vita, oppure del timore permanente che anche la mamma farà come quella farfalla. La vita scoppia dentro la sua minuscola esistenza, la vita sì ma anche la morte, tuttavia le cose, le voci, le impressioni e le vite degli altri non si possono sentire nel tramestio quotidiano che scorre col tempo dell'orologio. La bambina che abita "II terrazzino dei gerani timidi" scopre piano piano che può ascoltarle nel silenzio immenso in cui annega quell'angolo di casa che si affaccia sui tetti, il luogo solitario che col tempo diventerà la sua stanza tutta per sé. Là dentro le sarà possibile riconoscere le invisibilità che corrono sotto la crosta del mondo e avvertire il turbamento che suscita in lei l'offerta della vita. Proprio quella bimba, cui la mamma ha insegnato a camminare sul dolore, in silenzio assisterà alla nascita del sogno e ancora per lei, seduta là dove solo regnano silenzio e piccioni, finalmente emergeranno, vita della vita, la poesia, gli scrittori, la letteratura e le parole dei libri, la scoperta che le vite sbucciate e naufragate, che nella realtà non fanno che nascondersi, che cessare di amare, invece nel sofisticato rammendo che l'arte è in grado di ricamarvi intorno, possono diventare esistenze immortali.
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  • 3

    Ho letto una Marchesini inaspettata, malinconica ma anche così poco ironica da non sembrare quasi lei. La scrittura è molto elegante ma non ti tiene incollata al libro, la storia è delicata e sensibil ...continua

    Ho letto una Marchesini inaspettata, malinconica ma anche così poco ironica da non sembrare quasi lei. La scrittura è molto elegante ma non ti tiene incollata al libro, la storia è delicata e sensibile ma non abbastanza profonda. Non so cosa ci fosse nell'animo di Anna quando ha scritto questo libro, ma a me piace ricordarla come quella donna intelligente e appassionata piuttosto che come questa bambina nascosta dietro i suoi gerani

    ha scritto il 

  • 3

    Mi ha sorpreso e fatto male. Perché potevo (avrei dovuto) essere io quella bambina, perché avrei dovuto (ma non ho saputo) scriverlo io un libro così dolente per raccontare quello che è solo mio, dunq ...continua

    Mi ha sorpreso e fatto male. Perché potevo (avrei dovuto) essere io quella bambina, perché avrei dovuto (ma non ho saputo) scriverlo io un libro così dolente per raccontare quello che è solo mio, dunque di nessuno. Ed è un peccato. Mi ha aiutato a dare un nome a molte cose e a disegnare i contorni di alcune altre cose sfocate, quelle che se le le puoi dire, allora sì, significa che sono autorizzate ad esistere. Devo ancora finire di pensarci.

    ha scritto il 

  • 3

    Relazioni familiari e personaggi immersi in una cittadina della provincia di un'Italia degli anni 50. Il tutto raccontato attraverso l'escamotage del personaggio della bambina. Parte con pagine che ra ...continua

    Relazioni familiari e personaggi immersi in una cittadina della provincia di un'Italia degli anni 50. Il tutto raccontato attraverso l'escamotage del personaggio della bambina. Parte con pagine che racchiudono un trionfo di aggettivi snocciolati frase dopo frase alternando momento di scrittura più asciutta. Non mi è dispiaciuto.

    ha scritto il 

  • 2

    «Questi gerani, pensai allora, sollevando lentamente il capo senza smettere di fissarli, sono gli stessi di quando ero piccola, sono rimasti allo stesso posto, solo un po' cresciuti, in quella stagion ...continua

    «Questi gerani, pensai allora, sollevando lentamente il capo senza smettere di fissarli, sono gli stessi di quando ero piccola, sono rimasti allo stesso posto, solo un po' cresciuti, in quella stagione si erano tutti di nuovo inutilmente riempiti di fiori: provai allora una tenerezza immensa, non tanto per il fatto che fossero cresciuti con me, quanto perchè li avevo sempre considerati bruttini e tuttavia essi avevano resistito alla mia disaffezione, di cui sicuramente dovevano essersi accorti, mi avevano aspettato, erano rimasti in piedi, senza cambiare aspetto e adesso mi guardavano insignificanti, senza ostentazione e sembravano chiedermi se un po' di bene almeno avrei potuto provarne per loro che avevano visto tutto. Avevano visto e sentito tutto, sapevano tutto».

    Marchesini scrittrice, mi aspettavo qualcosa di diverso da questo libro, o forse dalla Anna che tutti conoscono per il suo lavoro teatrale.
    Credo che in questa opera prima l’autrice non sia distaccata molto dal modus operandi proprio del suo teatro caratteristico: eccesso, e fiumi di parole, che se nel teatro ben ci stanno nella sua opera prima affaticano il lettore, lo disorientano, lo fanno anche arrabbiare.
    Il libro non ha una vera e propria trama, se non questa ragazzina, Anna, – e dal nome già si evince che è una semibiografia forse – che combatte con la vita, con la solitudine, col silenzio, e nel suo terrazzino di gerani timidi, ma soprattutto nell’amore per i libri trova la sua oasi felice, il suo centro d’esistenza, e nella prolissità, e nell’ampollosità che la Marchesini presenta al lettore si leggono pagine felici come questa:
    «[...] leggere, poi, leggere sarebbe diventato un istinto, più di una inclinazione primitiva e naturale
    [...]
    Nella bella stagione, andavo a sedermi nel terrazzino fiorito, portando con me tutti i libri letti e da leggere, in quei pomeriggi così intensi mi circondavo di volumi impilati l'uno sull'altro, li stringevo intorno al corpo, negli spazi lasciati liberi dai gerani li disponevo, li tenevo in grembo, li assicuravo a me con una tale voluttà come fosse pane, come fosse una provvista di acqua, leggere non era un bisogno solo del pensiero, era un bisogno del corpo ed era anche un bisogno d'amore.
    [...]
    Entravo ed uscivo dai libri, almeno parte di me lo faceva, e mentre leggevo, sentivo un amore dentro i miei occhi e un amore fuori, sulle pagine, sulle parole del discorso intimo e perfetto dei personaggi, dei loro colloqui appassionati con sé e con me, sulle loro avventure; un amore esterno che specchiava quello interno immenso, di me che leggevo.
    Avrei letto cinquemila libri, diecimila libri nella mia vita; feci un rapido calcolo di quanti anni all'incirca avevo ancora a disposizione per leggere e decisi che avrei potuto farcela.
    La letteratura era il mio grande amore».

    Non sono entrato in sintonia con Anna come scrittrice, e di ciò me ne dispiaccio, non so se sia mia la colpa o se sua data da un eccesso di verbosità ed elargizione di aggettivi.
    Sta di fatto che ritenterò con altro suo, sperando in meglio.
    Sperando in meno artificiosità.

    ha scritto il 

  • 2

    Il terrazzino degli aggettivi ridondanti

    Si vede che la Marchesini ama la lettura e la scrittura, si capisce la dolcezza e la sensibilità di quella bimba che attraverso mille domande e attente osservazioni di ciò che la circonda, riflette su ...continua

    Si vede che la Marchesini ama la lettura e la scrittura, si capisce la dolcezza e la sensibilità di quella bimba che attraverso mille domande e attente osservazioni di ciò che la circonda, riflette sulle sue prime emozioni, sui suoi dubbi, sulle sue paure. Anche l'ironia di Anna Marchesini si avverte..ma tutto questo dopo aver tolto la ridondanza di aggettivi e descrizioni, che a tratti rendono la lettura non agile e tolgono incisività ai validi concetti espressi. Sembra quasi che l'autrice abbia voluto mostrare la sua "cultura" ,peccato, personalmente avrei preferito una più efficace semplicità e perciò maggiore scorrevolezza. Concedere il beneficio del dubbio e leggere qualcosa d'altro della Marchesini ? Si certo, vada per la prova di appello...non mi deludere Anna...

    ha scritto il 

  • 3

    Una bambina, dal suo suggestivo terrazzino, vede la vita del paese e dei suoi abitanti con le loro dolorose vite e
    la loro quotidianità.Il terrazzino diventa il suo spazio e sarà lì dove deciderà il s ...continua

    Una bambina, dal suo suggestivo terrazzino, vede la vita del paese e dei suoi abitanti con le loro dolorose vite e
    la loro quotidianità.Il terrazzino diventa il suo spazio e sarà lì dove deciderà il suo futuro.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche io ero quella bambina

    Un racconto molto intimo, dove la Marchesini mette a nudo la bambina che è stata. Alcuni passaggi risultano un po' lenti e macchinosi, ma nel complesso la lettura scorre senza troppi intoppi.
    Mi sono ...continua

    Un racconto molto intimo, dove la Marchesini mette a nudo la bambina che è stata. Alcuni passaggi risultano un po' lenti e macchinosi, ma nel complesso la lettura scorre senza troppi intoppi.
    Mi sono riconosciuta in alcune parti e pensieri che emergono da questo libro.
    Da leggere senza fretta.

    ha scritto il 

  • 4

    Forse troppe deviazioni lungo il percorso della narrazione, con qualche divagazione in forma di bozzetto qua e là, giusto per ribadire il concetto che molti romanzi italiani sono in realtà una raccolt ...continua

    Forse troppe deviazioni lungo il percorso della narrazione, con qualche divagazione in forma di bozzetto qua e là, giusto per ribadire il concetto che molti romanzi italiani sono in realtà una raccolta di racconti ricuciti insieme. Tant'è che quello che parrebbe essere il cammino della ragazzina protagonista verso la sua Prima Comunione diviene, in ultimo, quello verso l'epifania del piacere della lettura.
    Faticoso arrivare in fondo, ma alcune pagine sono veramente bellissime.

    ha scritto il 

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