Il testamento di Nobel

Di

Editore: Marsilio

3.4
(376)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 347 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Norvegese , Inglese , Olandese , Danese , Svedese , Polacco

Isbn-10: 8831730843 | Isbn-13: 9788831730846 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Cangemi

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Stoccolma, City Hall: per la prima volta, Annika Bengzton prende parte al ricevimento di gala in onore del Premio Nobel. I notabili da tutto il mondo si divertono nelle danze, ma improvvisamente uno sparo echeggia nella sala. Un uomo cade in ginocchio, subito dopo la sua compagna viene colpita al cuore da un secondo colpo. Annika viene spinta a terra da una figura che fugge dalla sala, forse l'assassino. Si ritrova testimone chiave in un omicidio, mentre continua a tentare di salvare il suo matrimonio.
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  • 0

    Il testamento di Nobel

    Bel giallo accentrato sulle lotte intestine del gruppo che assegna i Nobel e la loro commistione con le grosse multinazionali farmaceutiche.

    Non conoscevo questa scrittrice svedese. Leggerò altro. ...continua

    Bel giallo accentrato sulle lotte intestine del gruppo che assegna i Nobel e la loro commistione con le grosse multinazionali farmaceutiche.

    Non conoscevo questa scrittrice svedese. Leggerò altro.

    ha scritto il 

  • 4

    Non male. Intrigante la trama e piena di interessanti approfondimenti su Alfred Nobel. Un po' surreale forse in certi momenti, ma a un romanzo in fondo non si chiede sempre di essere troppo verista. F ...continua

    Non male. Intrigante la trama e piena di interessanti approfondimenti su Alfred Nobel. Un po' surreale forse in certi momenti, ma a un romanzo in fondo non si chiede sempre di essere troppo verista. Forse la più surreale di tutti è proprio Annika Bengtzon, troppo isterica per i miei gusti, al limite dell'antipatia. Nonostante per affinità di situazione (due bimbi più o meno della stessa età) ne comprenda le debolezze e difficoltà dovute alla maternità, è difficile stare dalla sua parte perché sembra remare sempre contro. Contro se stessa, contro il marito, contro il direttore del giornale... Comunque il romanzo in generale mi ha fatto apprezzare di più l'autrice, di cui avevo letto solo Studio Sex concludendo che come approccio alla Marklund mi sarebbe bastato a tempo indeterminato.

    ha scritto il 

  • 3

    Il giallo scorre bene, l'ho letto volentieri e ho trovato molto interessanti le parti sulla vita di Nobel e sui rapporti tra i ricercatori del Karolinska Institutet. In certe parti però scadeva un po' ...continua

    Il giallo scorre bene, l'ho letto volentieri e ho trovato molto interessanti le parti sulla vita di Nobel e sui rapporti tra i ricercatori del Karolinska Institutet. In certe parti però scadeva un po' nell'inverosimile...
    Il personaggio di Annika mi è piaciuto, credo che leggerò altri libri che la vedono protagonista.

    ha scritto il 

  • 2

    Di questo giallo, anni fa, nella trasmissione "Per un pugno di libri", aveva parlato Dorfless, facendomi venire il desiderio di leggerlo.
    A distanza di tempo finalmente sono riuscita ad esaudire il mi ...continua

    Di questo giallo, anni fa, nella trasmissione "Per un pugno di libri", aveva parlato Dorfless, facendomi venire il desiderio di leggerlo.
    A distanza di tempo finalmente sono riuscita ad esaudire il mio desiderio.
    Il libro mi ha deluso: la trama regge poco, si sfilaccia attraverso personaggi appena accennati e poco credibili, in prima fila la giornalista protagonista, moglie e madre coscienziosa che pulisce bene la casa e qualche volta prepara pranzetti e cene deliziose (ma non sa cucinarsi a dovere il marito), che paga la sua diligenza con nevrosi varie, e ha pure (ma è proprio sfigata!) un'amica - se così si può chiamare - opportunista e maleducata. E taccio sui comprimari, che sono uno più sfuggente dell'altro, si salvano solo i due bambini, Kalle ed Ellen (per tutta la lettura, ogni volta che leggevo Kalle, pensavo ad una bambina, sbagliato! è il maschietto e sì che lo sapevo, ma tant'è!)
    Finisce in parità: il giallo è assai deludente, Dorfless è inattendibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Quinto capitolo - 2006

    Interessanti alcune informazioni su Nobel, il fondatore del premio Nobel. Per il resto, un romanzo sempre ben scritto e la storia della vita della protagonista che inizia a coinvolgere sempre più... e ...continua

    Interessanti alcune informazioni su Nobel, il fondatore del premio Nobel. Per il resto, un romanzo sempre ben scritto e la storia della vita della protagonista che inizia a coinvolgere sempre più... e anche a far arrabbiare qualche volta.. ma succedono tutte a lei!?!??!
    E ora a corsa a leggere il prossimo!

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante le inutili descrizioni delle impronunciabili vie di Stoccolma, come giallo mi è parso carino e avvincente. Costruiti bene anche gli incisi riguardanti la vita di Nobel.

    ha scritto il 

  • 3

    Annika Bengtzon, giornalista della "Stampa sera" di Stoccolma partecipa alla cerimonia di premiazione dei vincitori del Nobel e durante la festa assiste all' omicidio di un membro del comitato designa ...continua

    Annika Bengtzon, giornalista della "Stampa sera" di Stoccolma partecipa alla cerimonia di premiazione dei vincitori del Nobel e durante la festa assiste all' omicidio di un membro del comitato designato a vagliare le varie candidature. Tra un trasloco, problemi lavorativi, difficoltà coniugali, Annika si troverà ad indagare su una storia che affonda le radici in un passato lontano. Bello l' inizio ma la trama diventa poi dispersiva tra riferimenti storici e questioni etico-politiche. Anche la soluzione del giallo risulta abbastanza semplice, la polizia non dà una bella immagine di sé e delle sue capacità visto che la cattura del colpevole avviene, per puro caso, solo in seguito alla segnalazione per un' auto parcheggiata male, da parte di un vicino di casa di Annika, noioso e rompiscatole. Tra i libri della Marklund che ho letto, questo é quello che più mi ha delusa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    L'ho preso in biblioteca e l'ho iniziato a leggere, andando anche un bel po' avanti, convinta che fosse della stessa autrice di "La principessa di ghiaccio", che ho letto tempo fa senza entusiasmarmi ...continua

    L'ho preso in biblioteca e l'ho iniziato a leggere, andando anche un bel po' avanti, convinta che fosse della stessa autrice di "La principessa di ghiaccio", che ho letto tempo fa senza entusiasmarmi tanto. Mi stavo chiedendo se non si trattasse di un'altra serie, dato che Annika chiaramente non era la stessa protagonista dell'altra opera, e solo inserendo la lettura qui su aNobii mi sono resa conto che le due autrici sono accumunate unicamente dalla nazionalità.
    In effetti non solo ho trovato la lettura scorrevole (anche se forse questo era vero anche per l'altro romanzo), ma i personaggi hanno un po' più di spessore e problematicità rispetto a quelli della Lackberg, che sembravano sciocchi adolescenti anche in situazioni che avrebbero richiesto un minimo di profondità.
    Per quanto riguarda il giallo in sé non sono entusiasta, però. Anzi, direi che il romanzi finisce più che altro per essere una riflessione: sulla condizione della donna moglie-madre-lavoratrice, sul cambiamento nel mondo dei media con l'avvento di internet, sulle rivalità ed il gioco sporco in ambito accademico, su molte cose insomma, affrontate anche in modo intelligente, ma che sicuramente esulano dal giallo come viene normalmente inteso. Non che la cosa mi dispiaccia, intendiamoci. Infatti sarei stata pronta ad assegnare 4 stelline, se non fosse stato per il finale tronco: non mi si fanno leggere 520 pagine per poi lasciarmi così in sospeso, con l'idea che se voglio sapere come va a finire la protagonista devo procurarmi il prossimo romanzo della serie!!

    ha scritto il 

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