Il vangelo secondo Gesù

Di

Editore: Bompiani (Le finestre)

4.4
(4541)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese , Tedesco , Catalano , Polacco , Olandese

Isbn-10: 8845219690 | Isbn-13: 9788845219696 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Religione & Spiritualità

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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    L'autore lo conosco: ho letto Cecità e Saggio sulla Lucidità, non è quinei stato un grosso problema riapprocciarmi allo stile che ormai conosco. Ammetto che per un credente si tratta di un libro scomo ...continua

    L'autore lo conosco: ho letto Cecità e Saggio sulla Lucidità, non è quinei stato un grosso problema riapprocciarmi allo stile che ormai conosco. Ammetto che per un credente si tratta di un libro scomodo da leggere e spesso irrirante: un Dio che non si interessa in maniera particolare degli uomini, se non per "avere un'assemblea più grande", un Dio che al primo incontro con il figlio risulta quasi scocciato di sentimenti e dei dubbi di quest'ultimo. Gesù che non è più figlio di Dio, ma è uomo e si lascia guidare dallo scorrere delle cose, nel finale è forse emblema della fatalità del Destino? Ci sta forse divendo che è tutto già scritto? Particolarmente emblematica l'esclamazione finale "Uomini, perdonate mio padre, perché non sa quello che fa".
    Uno schiaffo in pieno viso a qualunque credente, questo è certo. Ho vissuto come veri plot twist la morte di Giuseppe in croce, la non resurrezione di Lazzaro e ovviamente la questione di Giuda.

    ha scritto il 

  • 5

    “Non domandare uomo, non cercare di sapere, ma vivi il tuo giorno”.

    Credo che Josè Saramago sia uno dei più grandi scrittori del secolo. Affrontare un suo libro è sempre difficile, ma ciò che ti lascia dentro alla fine è indescrivibile e ineguagliabile.
    Descrivere la ...continua

    Credo che Josè Saramago sia uno dei più grandi scrittori del secolo. Affrontare un suo libro è sempre difficile, ma ciò che ti lascia dentro alla fine è indescrivibile e ineguagliabile.
    Descrivere la vita di Gesù e farlo senza lasciarsi condizionare da ciò che la religione ci ha sempre insegnato è come un po’ rinnegare se stessi o andare contro un principio in cui si crede. Devo dire che ci vuole coraggio per questo e Saramago ne ha davvero avuto molto, ma non si può non lodarlo perché il risultato finale è un capolavoro.
    Una versione realistica di quella che avrebbe potuto essere la vita di Gesù, questo è il sunto de “il Vangelo secondo Gesù Cristo”, un Gesù umano, venuto al mondo come tutti quanti noi, frutto di un rapporto intimo tra un uomo e una donna che si amano e partorito da quest’ultima e non frutto di uno spirito divino, un Gesù umano, pieno di insicurezze e di paure, incredulo davanti alla sua natura divina, alla sua capacità di saper compiere dei miracoli che si palesa a lui quasi per caso, un Gesù fortemente critico verso il suo Dio, un Gesù che non accetta il suo destino di vittima sacrificale per la salvezza dell’umanità ma al quale deve inevitabilmente sottomettersi.
    Da un ateo e anticattolico ci si aspetterebbe un’opera finalizzata a distruggere le fondamenta di codesta religione, invece Saramago ne riscrive la storia dandole un’ottica più umana, ma che agli occhi di un credente può risultare molto fastidiosa e dura da accettare.
    Un libro sconvolgente e bellissimo che tutti dovrebbero leggere, al di là di quello che è il loro credo.
    Grazie Momi per il consiglio.

    "Uomini, perdonate mio Padre, perché non sa quello che fa”.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Grido di protesta contro un Dio ingiusto

    Non ho difficoltà a considerare Il Vangelo Secondo Gesù Cristo di Josè Saramago un grande classico del 900. In esso avviene un completo ribaltamento dei valori e della personalità dei personaggi bibl ...continua

    Non ho difficoltà a considerare Il Vangelo Secondo Gesù Cristo di Josè Saramago un grande classico del 900. In esso avviene un completo ribaltamento dei valori e della personalità dei personaggi biblici più comuni. Il diavolo viene rappresentato come essere compassionevole legato alla terra, agli uomini. Si rifiuta di rispettare le leggi e le usanze divine, alleva gli agnelli senza mangiarli e sacrificarli, ed educa il giovane Cristo alla protesta contro l'assurdità di un mondo retto da un volere divino paradossalmente irrazionale. E' un Gesù ingannato, costretto ad essere mero strumento di Dio. Il potere con cui Dio muove gli uomini e le cose, intervenendo o meno nella vita dei suoi figli, è oggettivamente ingiusto. A un tale dominio Gesù si ribella, conquistando una propria forma di autodeterminazione. Maria, personaggio tratteggiato come nobile e puro nella cultura cristiana, diventa qui un emblema della visione antica della donna: senz'anima, incapace di formulare pensieri e interpretazioni personali in merito alle vicende che la riguardano; ella è asservita esclusivamente al potere di Dio e dei sacerdoti. Alla concezione negativa di Maria madre di Cristo fa da contraltare l'esaltazione della figura di Maria di Magdala, donna segnata dal dolore, che ha rifiutato l'ipocrita purezza e scelto la vita carnale, il piacere e la passione, affermando con forza il suo disperato desiderio di libertà. In ultimo, il genio di Saramago trasforma Giuseppe, sempre ai margini nella cultura tradizionale, in un eroe etico dilaniato dal senso di colpa, martire giusto ma vittima di irrazionale ingiustizia.
    Il vangelo di Saramago è un atto di protesta che mostra tutto il suo anti-convenzionalismo. Al di là delle opinioni religiose e culturali del singolo lettore, credo che esso vada letto ed amato perché intriso di umanesimo. Ecco, è un'opera che mette al centro l'uomo.

    ha scritto il 

  • 2

    Il vangelo secondo José

    Che uno scrittore dichiaratamente ateo si proponga l’impresa di affrontare la storia di Gesù per elaborarne una sua interpretazione può apparire paradossale, e in buona sostanza lo è. Tanto più che al ...continua

    Che uno scrittore dichiaratamente ateo si proponga l’impresa di affrontare la storia di Gesù per elaborarne una sua interpretazione può apparire paradossale, e in buona sostanza lo è. Tanto più che alcuni punti fondamentali del racconto dei quattro Vangeli canonici restano immutati; di altri viene offerta una diversa interpretazione o vengono mutate circostanze e modalità, a volte recuperando spunti dagli apocrifi (gli uccelli di fango trasformati in esseri viventi, pag. 314) o invenzioni già presenti in altri scrittori (i rapporti amorosi con la Maddalena), a volte con autonome invenzioni. Tuttavia non è tanto questo che stupisce, quanto il fatto che il soprannaturale non è affatto bandito dalla storia, ma ha una sua parte di rilievo, a partire dalla nascita e poi via via negli snodi fondamentali della vicenda. Non mancano cadute di gusto, con riferimento a tradizioni popolari (lo scherzo su “chi è il padre dei figli di Zebedeo?”, pag. 215) o l’irriverente assimilazione double-face del nome e dei ruoli di Dio e del Diavolo all’eteronimia di Pessoa (p. 307, tenendo presente che in portoghese il nome equivale al nostro “persona”). Un altro limite è dato dal riferimento esclusivo alla tradizione del cattolicesimo, quasi che le altre confessioni cristiane non siano da tenere in conto se non come trascurabili episodi di deviazione (cfr. l’accenno ai calvinisti a p. 302). Ma il difetto sostanziale del libro è l’incredibile lentezza dello svolgimento, soprattutto nella prima parte (ben oltre la pagina 100, quindi per un terzo o poco più dell’insieme), aggravata dallo stile personale dell’autore, caratterizzato, come si sa, dall’intreccio di narrazione e discorso diretto e dalla particolare punteggiatura nonché dalla quasi totale rinuncia a scandire le pagine ricorrendo a più frequenti paragrafi. Ho faticato molto a non buttare via il libro, e pur avendolo trovato migliore nella seconda metà, in definitiva non mi ha lasciato molto. Il messaggio sostanziale: che bene e male (e quindi dio e diavolo) sono complementari, e che l’uomo non riesce a non incorrere in colpe da cui nascono disgrazie per lui e per gli altri – non sembra una grande scoperta (qualcuno ricorda la Leggenda del grande inquisitore?).

    ha scritto il 

  • 5

    Non avrai altro Vangelo all'infuori di me

    Una meraviglia. Ecco cos'è il Vangelo di Saramago. Tutti i personaggi sono strepitosi, seppur rimodellati dai cliché che tutti conosciamo. Ma tra tutti emergono Dio e il Diavolo. Nella loro eterna lot ...continua

    Una meraviglia. Ecco cos'è il Vangelo di Saramago. Tutti i personaggi sono strepitosi, seppur rimodellati dai cliché che tutti conosciamo. Ma tra tutti emergono Dio e il Diavolo. Nella loro eterna lotta, non importa chi sarà il vincitore, perché l'uno non può esistere senza l'altro. Nel mezzo, un umanissimo Gesù, con tutte le debolezze di un uomo, il suo non riuscire a comprendere i disegni di Dio, il suo tentativo di ribellione e la consapevolezza che ribellarsi non servirà a nulla. Alcune pagine sono vere opere d'arte, come i dialoghi sull'amore tra Gesù e Maria Maddalena, o sul potere tra il Diavolo e Dio. Un finale forse un po' troppo affrettato, ma ugualmente strepitoso. Anzi di più, considerata la forza del messaggio che ci rimane.

    ha scritto il 

  • 5

    Un Vangelo che mette al centro il Gesù Cristo uomo, che non accetta la propria natura di Figlio di Dio ma la subisce.
    Non è l'amore a spingere Dio a metterlo al mondo, la divinità in questo romanzo è ...continua

    Un Vangelo che mette al centro il Gesù Cristo uomo, che non accetta la propria natura di Figlio di Dio ma la subisce.
    Non è l'amore a spingere Dio a metterlo al mondo, la divinità in questo romanzo è paragonabile a quelle della mitologia greca e latina, vuole affermare la propria grandezza e destina al sacrificio un suo Figlio solo per avere maggiore adorazione. Gesù sa di non poter fuggire la volontà del Padre, ma ci prova perché conosce il futuro di sangue che nascerà dal suo sacrificio.

    Confesso di aver avuto la pelle d'oca quando alla fine Gesù sulla croce chiede agli uomini di perdonare il Padre: "Uomini, perdonatelo, perché non sa quello che fa".

    Di Saramago avevo già letto La Zattera di Pietra e Saggio sulla Lucidità, ma questo è di sicuro il suo lavoro che ho apprezzato di più.

    ha scritto il 

  • 5

    Il vangelo secondo Gesù Cristo, di Saramago

    "Ma un uomo, come può essere figlio di Dio, se sei il figlio di Dio, non sei un uomo, io sono un uomo, vivo, mangio, dormo, amo come un uomo quindi sono un ...continua

    Il vangelo secondo Gesù Cristo, di Saramago

    "Ma un uomo, come può essere figlio di Dio, se sei il figlio di Dio, non sei un uomo, io sono un uomo, vivo, mangio, dormo, amo come un uomo quindi sono un uomo e da tale morirò" ( cit. 288)
    Saramago, ci ha descritto un uomo normale con le sue debolezze, paure e tutto ciò che la natura umana comporta.
    Una scrittura particolare, all'inizio un po' ostica, poi una volta ingranato, non ci si ferma più.
    Invita a riflettere, una delle tante cose che mi ha dato da pensare, è il fatto che credere in un Dio, non necessariamente vuoldire essere buoni, ancora oggi si muore in nome di Dio, la brava persona è colei che rispetta gli altri e se stessa.
    Lo consiglio vivamente, buone letture a tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    Riflessione su Il Vangelo di José Saramago

    Prima che venisse la Pasqua di questo anno (2016) ho deciso di leggere il libro di José Saramago Il Vangelo Secondo Gesù Cristo per avvicinarmi a questa Santa Figura ancora di più di quanto già la co ...continua

    Prima che venisse la Pasqua di questo anno (2016) ho deciso di leggere il libro di José Saramago Il Vangelo Secondo Gesù Cristo per avvicinarmi a questa Santa Figura ancora di più di quanto già la conoscessi. Mi ha colpito molto il lato umano che questo scrittore da Premio Nobel ha tirato fuori. Tra i suoi discorsi diretti non punteggiati e la sua narrativa fedelmente ispirata ai Vangeli mi ha colpito il suo andare avanti narrando di un uomo, seppur figlio di Dio. Ecco come mi appare questo libro, una visione sincera e antropomorfa dell’anima di Gesù, con le sue paure, i suoi dubbi, il suo incarnare l’uomo semplice e profondo al tempo stesso anche i quelli che potrebbero essere considerati “i peccati”. la figura che Saramnago delinea di Gesù è di un uomo buono e disilluso al tempo stesso, lungimirante, preoccupato, solo, che ama e viene amato per la sua sincerità e le sue azioni concrete, desiderate.

    ha scritto il 

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