Il vangelo secondo Gesù

Di

Editore: Bompiani (I grandi tascabili)

4.4
(4524)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese , Tedesco , Catalano , Polacco , Olandese

Isbn-10: 8845224309 | Isbn-13: 9788845224300 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Rita Desti ; Prefazione: Luciana Stegagno Picchio

Disponibile anche come: Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Religione & Spiritualità

Ti piace Il vangelo secondo Gesù?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 2

    Il vangelo secondo José

    Che uno scrittore dichiaratamente ateo si proponga l’impresa di affrontare la storia di Gesù per elaborarne una sua interpretazione può apparire paradossale, e in buona sostanza lo è. Tanto più che al ...continua

    Che uno scrittore dichiaratamente ateo si proponga l’impresa di affrontare la storia di Gesù per elaborarne una sua interpretazione può apparire paradossale, e in buona sostanza lo è. Tanto più che alcuni punti fondamentali del racconto dei quattro Vangeli canonici restano immutati; di altri viene offerta una diversa interpretazione o vengono mutate circostanze e modalità, a volte recuperando spunti dagli apocrifi (gli uccelli di fango trasformati in esseri viventi, pag. 314) o invenzioni già presenti in altri scrittori (i rapporti amorosi con la Maddalena), a volte con autonome invenzioni. Tuttavia non è tanto questo che stupisce, quanto il fatto che il soprannaturale non è affatto bandito dalla storia, ma ha una sua parte di rilievo, a partire dalla nascita e poi via via negli snodi fondamentali della vicenda. Non mancano cadute di gusto, con riferimento a tradizioni popolari (lo scherzo su “chi è il padre dei figli di Zebedeo?”, pag. 215) o l’irriverente assimilazione double-face del nome e dei ruoli di Dio e del Diavolo all’eteronimia di Pessoa (p. 307, tenendo presente che in portoghese il nome equivale al nostro “persona”). Un altro limite è dato dal riferimento esclusivo alla tradizione del cattolicesimo, quasi che le altre confessioni cristiane non siano da tenere in conto se non come trascurabili episodi di deviazione (cfr. l’accenno ai calvinisti a p. 302). Ma il difetto sostanziale del libro è l’incredibile lentezza dello svolgimento, soprattutto nella prima parte (ben oltre la pagina 100, quindi per un terzo o poco più dell’insieme), aggravata dallo stile personale dell’autore, caratterizzato, come si sa, dall’intreccio di narrazione e discorso diretto e dalla particolare punteggiatura nonché dalla quasi totale rinuncia a scandire le pagine ricorrendo a più frequenti paragrafi. Ho faticato molto a non buttare via il libro, e pur avendolo trovato migliore nella seconda metà, in definitiva non mi ha lasciato molto. Il messaggio sostanziale: che bene e male (e quindi dio e diavolo) sono complementari, e che l’uomo non riesce a non incorrere in colpe da cui nascono disgrazie per lui e per gli altri – non sembra una grande scoperta (qualcuno ricorda la Leggenda del grande inquisitore?).

    ha scritto il 

  • 5

    Non avrai altro Vangelo all'infuori di me

    Una meraviglia. Ecco cos'è il Vangelo di Saramago. Tutti i personaggi sono strepitosi, seppur rimodellati dai cliché che tutti conosciamo. Ma tra tutti emergono Dio e il Diavolo. Nella loro eterna lot ...continua

    Una meraviglia. Ecco cos'è il Vangelo di Saramago. Tutti i personaggi sono strepitosi, seppur rimodellati dai cliché che tutti conosciamo. Ma tra tutti emergono Dio e il Diavolo. Nella loro eterna lotta, non importa chi sarà il vincitore, perché l'uno non può esistere senza l'altro. Nel mezzo, un umanissimo Gesù, con tutte le debolezze di un uomo, il suo non riuscire a comprendere i disegni di Dio, il suo tentativo di ribellione e la consapevolezza che ribellarsi non servirà a nulla. Alcune pagine sono vere opere d'arte, come i dialoghi sull'amore tra Gesù e Maria Maddalena, o sul potere tra il Diavolo e Dio. Un finale forse un po' troppo affrettato, ma ugualmente strepitoso. Anzi di più, considerata la forza del messaggio che ci rimane.

    ha scritto il 

  • 5

    Un Vangelo che mette al centro il Gesù Cristo uomo, che non accetta la propria natura di Figlio di Dio ma la subisce.
    Non è l'amore a spingere Dio a metterlo al mondo, la divinità in questo romanzo è ...continua

    Un Vangelo che mette al centro il Gesù Cristo uomo, che non accetta la propria natura di Figlio di Dio ma la subisce.
    Non è l'amore a spingere Dio a metterlo al mondo, la divinità in questo romanzo è paragonabile a quelle della mitologia greca e latina, vuole affermare la propria grandezza e destina al sacrificio un suo Figlio solo per avere maggiore adorazione. Gesù sa di non poter fuggire la volontà del Padre, ma ci prova perché conosce il futuro di sangue che nascerà dal suo sacrificio.

    Confesso di aver avuto la pelle d'oca quando alla fine Gesù sulla croce chiede agli uomini di perdonare il Padre: "Uomini, perdonatelo, perché non sa quello che fa".

    Di Saramago avevo già letto La Zattera di Pietra e Saggio sulla Lucidità, ma questo è di sicuro il suo lavoro che ho apprezzato di più.

    ha scritto il 

  • 5

    Il vangelo secondo Gesù Cristo, di Saramago

    "Ma un uomo, come può essere figlio di Dio, se sei il figlio di Dio, non sei un uomo, io sono un uomo, vivo, mangio, dormo, amo come un uomo quindi sono un ...continua

    Il vangelo secondo Gesù Cristo, di Saramago

    "Ma un uomo, come può essere figlio di Dio, se sei il figlio di Dio, non sei un uomo, io sono un uomo, vivo, mangio, dormo, amo come un uomo quindi sono un uomo e da tale morirò" ( cit. 288)
    Saramago, ci ha descritto un uomo normale con le sue debolezze, paure e tutto ciò che la natura umana comporta.
    Una scrittura particolare, all'inizio un po' ostica, poi una volta ingranato, non ci si ferma più.
    Invita a riflettere, una delle tante cose che mi ha dato da pensare, è il fatto che credere in un Dio, non necessariamente vuoldire essere buoni, ancora oggi si muore in nome di Dio, la brava persona è colei che rispetta gli altri e se stessa.
    Lo consiglio vivamente, buone letture a tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    Riflessione su Il Vangelo di José Saramago

    Prima che venisse la Pasqua di questo anno (2016) ho deciso di leggere il libro di José Saramago Il Vangelo Secondo Gesù Cristo per avvicinarmi a questa Santa Figura ancora di più di quanto già la co ...continua

    Prima che venisse la Pasqua di questo anno (2016) ho deciso di leggere il libro di José Saramago Il Vangelo Secondo Gesù Cristo per avvicinarmi a questa Santa Figura ancora di più di quanto già la conoscessi. Mi ha colpito molto il lato umano che questo scrittore da Premio Nobel ha tirato fuori. Tra i suoi discorsi diretti non punteggiati e la sua narrativa fedelmente ispirata ai Vangeli mi ha colpito il suo andare avanti narrando di un uomo, seppur figlio di Dio. Ecco come mi appare questo libro, una visione sincera e antropomorfa dell’anima di Gesù, con le sue paure, i suoi dubbi, il suo incarnare l’uomo semplice e profondo al tempo stesso anche i quelli che potrebbero essere considerati “i peccati”. la figura che Saramnago delinea di Gesù è di un uomo buono e disilluso al tempo stesso, lungimirante, preoccupato, solo, che ama e viene amato per la sua sincerità e le sue azioni concrete, desiderate.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere Saramago è come camminare sempre in salita. Tutta salita, neanche una curva per rilassare le gambe. Ma si sa, la strada finisce e la ricompensa sarà un panorama mozzafiato. Con questo autore s ...continua

    Leggere Saramago è come camminare sempre in salita. Tutta salita, neanche una curva per rilassare le gambe. Ma si sa, la strada finisce e la ricompensa sarà un panorama mozzafiato. Con questo autore si ha la stessa soddisfazione. La scrittura è contorta, nessuna regola grammaticale, alle volte il senso del periodo sfugge. Ma alla fine ci si ritrova davanti ad un capolavoro. Forse non con questo libro, qui si è soffermato troppo nell'ESSERE umano di Gesù. Forse mi aspettavo qualche cosa d'altro o di diverso, forse la scrittura è troppo arzigogolata, forse perchè conoscevo il finale?

    ha scritto il 

  • 3

    Parte bene...

    ... con Maria e Giuseppe che fanno sesso, cominciando la demolizione della favoletta che ci hanno propinato per duemila anni.
    Continua discretamente con l'introspezione delle colpe del padre che egois ...continua

    ... con Maria e Giuseppe che fanno sesso, cominciando la demolizione della favoletta che ci hanno propinato per duemila anni.
    Continua discretamente con l'introspezione delle colpe del padre che egoisticamente salvava da Erode solo suo figlio, condannando con l'inazione un altro manipolo di neonati.
    Ma via via tutte queste letture altre rispetto al vangelo tramandato, vengono assorbite da un vangelo parallelo che man mano si sovrappone a quello ufficiale; una favoletta al posto di una favoletta.
    Se l'obiettivo è quello di dirci che le religioni si basano su favolette : grazie, ma lo sapevamo già.
    Il tutto con la difficoltà di lettura del Nobel, notoriamente ostico nella costruzione di frasi e dialoghi.
    Ho fatto fatica, non ne so di più, e quindi sono un pò deluso.
    O forse, semplicemente, non ho capito.

    ha scritto il 

  • 3

    impegnativo, impegnativo, impegnativo.

    ho aspettato il momento giusto per leggerlo. sapevo che la lettura sarebbe stata cosa ardua, e così è stata. lo stile è il suo: periodi lunghissimi, punteggiatura fatta quasi sempre con virgole e bast ...continua

    ho aspettato il momento giusto per leggerlo. sapevo che la lettura sarebbe stata cosa ardua, e così è stata. lo stile è il suo: periodi lunghissimi, punteggiatura fatta quasi sempre con virgole e basta, una fatica non perdere il filo. difficile commentarlo. non so bene nemmeno se mi sia piaciuto. a tratti è immenso, con quel suo tratteggiare il Gesù più umano che c'è, la sua " pietas" che lo fa struggere per l'agnello da sacrificare e che non sacrificherà, ma si vedrà poi costretto a sacrificare la pecora. Gesù pieno di tormenti, dubbi e domande. Gesù uomo che gode i piaceri dell'uomo rimanendo figlio di Dio.
    ma poi quel Dio, il dio di Saramago, quella entità crudele e spietata, irritante e impietosa, espressione del potere e dell'amore per se stesso, immaginato come gli dei dell'Olimpo, che riesce ad essere più spietato del diavolo. difficile accettarlo, inimmaginabile crederlo.
    la fede cristiana fatta a pezzi e ridicolizzata, sbattuta in faccia ai credenti nella sua realtà di sangue e orrori della storia.
    un boccone che a volte risulta troppo grosso da mangiare giù, troppo pesante sullo stomaco degli uomini burattini che non hanno scampo nelle mani di questo Dio sprezzante e crudele.
    difficile farselo piacere, e difficile abbandonarlo. e forse in questo sta la sua grandezza.

    ha scritto il 

  • 5

    un libro bellissimo, sotto tutti i punti di vista.
    Saramago racconta la vita di Gesù-uomo, partendo da Giuseppe e Maria, normale coppia in una palestina di villaggi poveri, con stili di vita segnati d ...continua

    un libro bellissimo, sotto tutti i punti di vista.
    Saramago racconta la vita di Gesù-uomo, partendo da Giuseppe e Maria, normale coppia in una palestina di villaggi poveri, con stili di vita segnati da riti, usi, religione. Quindi sono descritti i rapporti marito-capo - moglie-sottomessa, i rapporti con i vicini, i viaggi a piedi da un villaggio all'altro, il poco da mangiare e l'unica tunica e l'unico paio di sandali che ciascuno aveva.
    la prima parte del libro ci da' il contesto in cui la storia si svolge, con una lucidità e una descrizione precisa, come leggere un saggio di storia o geografia.
    quando gesù diventa adolescente e vede il padre morire per opera dei romani e eredita da lui gli incubi, inizia a chiedere, a voler sapere cosa è successo a Betlemme. per questo litiga con la famiglia e lascia la madre e i numerosi fratelli per iniziare il proprio percorso.
    A questo punto Saramago da spazio ai dubbi di Gesù, che diventa sovversivo, a suo modo, sovversivo verso le regole della famiglia e della religione, Paga questo con la solitudine.
    finchè non incontra prima Dio e le sue pretese e poi l'amore con Maria di Magdala che gli sta vicino per tutto il periodo seguente, per tutto il periodo in cui lui ingaggia la sua guerra contro Dio.
    Fino alla fine Gesù cerca di sovvertire anche il volere di Dio, valgono da sole tutto il libro le pagine della conversazione a due tra Dio e Gesù, con il Diavolo presente ad ascoltare, in cui il contrasto è massimo.
    Dio è insopportabilmente ambizioso, egoista e estremamente cinico. un vero despota.
    Il finale del libro è il finale della vita di Gesù e non c'è spoiler se scrivo che finisce sulla croce, nello stesso tempo è un finale sorprendente, una conclusione geniale, da non svelare.

    E' un libro pieno di forti spunti per riflessioni filosofiche, etiche, storiche. E' un libro che colpisce la spiritualità di ciascuno.

    Lo stile è un altro punto di merito.
    i dialoghi nascosti nel testo, un uso sovversivo della punteggiatura, contribuiscono a rendonre il romanzo un capolavoro assoluto.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per