Il visconte dimezzato

Di

Editore: Einaudi

4.0
(10969)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 114 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Finlandese , Portoghese , Polacco , Catalano

Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Un classico..

    Mi sono approcciata a questa lettura perché era da tempo che volevo leggere un classico ed una mia amica me l'ha prestato. Sarò sincera, inizialmente è stato "difficile" entrare in sintonia con la scr ...continua

    Mi sono approcciata a questa lettura perché era da tempo che volevo leggere un classico ed una mia amica me l'ha prestato. Sarò sincera, inizialmente è stato "difficile" entrare in sintonia con la scrittura e con quello che lo scrittore voleva trasmettere al lettore. Ma pian piano la lettura è diventata più semplice e volevo sapere cosa sarebbe successo.
    La storia viene narrata dal nipote di Medardo di Terralba, un visconte che si reca in guerra contro i Turchi e ne esce a metà. Ma realmente dimezzato. Una palla di cannone, infatti, gli porta via metà corpo. Tornato a casa, tutti i suoi sudditi si rendono conto che nel loro padrone c'è qualcosa che non va: è diventato cattivo. O sarebbe meglio dire, è tornata la metà cattiva. Ne combina di tutti i colori, tant'è che tutti hanno paura della figura a metà del visconte che si aggira di notte per le sue terre.
    Il significato alla base è profondo e ti fa riflettere sulla condizione dell'uomo: sempre diviso tra bene e male, e molto spesso ne è talmente sopraffatto che si annulla. Nessuna delle due parti prevale sull'altra.
    Un classico molto breve.. che tiene compagnia al lettore per qualche ora, lasciandogli anche qualche spunto di riflessione.

    Voto: 3.5 stelle.

    ha scritto il 

  • 4

    “Questo è il bene dell’essere dimezzato:il capire d’ogni persona e cosa al mondo per la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza”

    Sembrerebbe alla prima impressione un racconto sull’eterno conflitto tra il bene e il male, le due metà una buona e una cattiva…
    Ma la nettezza della divisione del visconte, ottenuta con la palla di c ...continua

    Sembrerebbe alla prima impressione un racconto sull’eterno conflitto tra il bene e il male, le due metà una buona e una cattiva…
    Ma la nettezza della divisione del visconte, ottenuta con la palla di cannone, sembra alludere più ad una drastica scissione che a una blanda divisione.
    In primis il visconte stesso che sembra dare il meglio, o il peggio, di sé solo quando è diviso, tornando nuovamente anonimo quando è unito, a significare forse le troppe spinte interne alla nostra personalità che alla fine, invece di prevalere le une o le altre, si annullano a vicenda, costringendoci delle volte a rimanere nell’incertezza o nell’anonimato.
    C’è poi il tema della contrapposizione: quando le pulsioni sono libere una parte vuole sempre prevalere sull’altra con tutti i mezzi possibili, salvo poi rendersi conto che si tratta il più delle volte di due facce della stessa medaglia.
    Ci sarebbe da continuare parecchio, sono molti i messaggi che Calvino dissemina nei suoi scritti, ma ci vorrebbe pure uno più pratico per interpretarli!
    Nel mio piccolo posso sicuramente affermare che questo raccontino è godibilissimo anche senza scavare in profondità, le due parti del visconte risultano, nei loro eccessi, incredibilmente comiche, prestando la loro metà della faccia a stereotipi di persone che fanno spesso parte del nostro vissuto quotidiano.
    Un buon approccio con Calvino, almeno in questo miniromanzo, mi riservo di approfondire altri messaggi di questo racconto, soltanto per mia somma curiosità, cercando di non “dividermi” troppo con altre cose da fare…

    ha scritto il 

  • 3

    2 e mezzo

    Il grande Calvino ,mi dicono tutti.Questo è il suo primo libro che leggo e ne sono rimasta molto delusa.Il libro è privo di descrizioni e di senso,è come leggere un riassunto di un riassunto di un ria ...continua

    Il grande Calvino ,mi dicono tutti.Questo è il suo primo libro che leggo e ne sono rimasta molto delusa.Il libro è privo di descrizioni e di senso,è come leggere un riassunto di un riassunto di un riassunto fatto male.Nonostante le poche pagine ho fatto fatica a finirlo.Carino è il finale che appassiona almeno un po' e ha una trovata carina.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi vergogno un po' ad ammetterlo ma questo è il primo Calvino che leggo, e devo dire che me ne sono innamorata all'istante.
    Questa storia è incredibilmente surreale ma anche incredibilmente bella! I t ...continua

    Mi vergogno un po' ad ammetterlo ma questo è il primo Calvino che leggo, e devo dire che me ne sono innamorata all'istante.
    Questa storia è incredibilmente surreale ma anche incredibilmente bella! I temi trattati sono importanti e molteplici, dal dualismo interno delle persone alla lotta contro se stessi.
    E' un libro che fa ridere, che fa scorrere i brividi lungo la schiena, ma soprattutto è un libro che fa riflettere.

    ha scritto il 

  • 3

    Il bene, il male e altre sfaccettature.

    3.5*
    L'argomento principale tratta del bene e del male insito nell'animo di ogni umano e del loro "uso specifico".
    Il visconte Medardo di Terralba ha subito un incidente di guerra: è stato colpito da ...continua

    3.5*
    L'argomento principale tratta del bene e del male insito nell'animo di ogni umano e del loro "uso specifico".
    Il visconte Medardo di Terralba ha subito un incidente di guerra: è stato colpito da una palla di cannone che lo ha dimezzato in due metà identiche.
    Inizialmente, a Terralba torna solo il Gramo, ovvero quella parte di Medardo che semina panico e terrore fra i suoi cittadini.
    Poi, incontriamo Il Buono: l'altra metà dedita al bene del popolo, alla carità e ai buoni sentimenti.
    Insomma, Calvino ci ha donato una piccola fiaba matura: la visione dell'uomo intera e separata in lotta perenne fra il bene e il male, dove l'una non può esistere senza l'altra perché entrambe sono ciò che determinano la nostra interezza.
    Lettura consigliata assieme agli due romanzi che completano la trilogia: Il barone rampante e Il cavaliere inesistente.

    ha scritto il 

  • 3

    Il primo come secondo

    Dopo 5 anni dalla lettura de "Il barone rampante", che affascinò un piccolo me che stava da poco iniziando sistematicamente a divorare romanzi su romanzi, ho fatto una reunion con Calvino. Dall'inevit ...continua

    Dopo 5 anni dalla lettura de "Il barone rampante", che affascinò un piccolo me che stava da poco iniziando sistematicamente a divorare romanzi su romanzi, ho fatto una reunion con Calvino. Dall'inevitabile confronto questo "Visconte dimezzato" non può uscire vincitore: sebbene quest'opera mantenga il fascino fantasioso (ma allo stesso tempo legato alla tradizione) che fa di Calvino un autore così particolare, l'ho trovato meno onirico, magnetico e poetico del secondo capitolo della trilogia "I nostri antenati". Ciò non toglie che io l'abbia comunque apprezzato, specialmente in alcuni punti che fanno riflettere, tramite situazioni assurde, sulla vera natura umana, vera forza di quest'opera.
    Spero di non far passare altri cinque anni prima di leggere "Il cavaliere inesistente".

    ha scritto il 

  • 3

    Il primo romanzo della trilogia che comprende anche "Il cavaliere inesistente" e "il barone rampante" non mi ha particolarmente emozionato, tuttavia ci sono senza dubbio alcuni concetti interessanti. ...continua

    Il primo romanzo della trilogia che comprende anche "Il cavaliere inesistente" e "il barone rampante" non mi ha particolarmente emozionato, tuttavia ci sono senza dubbio alcuni concetti interessanti.

    Il visconte Medardo di Terralba a causa di una palla di cannone si divi­de in due personaggi, il Gramo e il Buono, momento in cui inizia la lotta tra bene e male, questo è il perno su cui tutto ruota.

    ha scritto il 

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