Iliade

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Editeur: Auguste Delalain

4.4
(3171)

Language: Français | Number of pages: | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Portuguese , Spanish , German , Italian , Dutch , Catalan , Chi traditional , Slovenian , Polish

Isbn-10: A000017464 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , History , Référence

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Description du livre
Testo greco con analisi e note in francese.
Stampato a Parigi, Imprimerie d'Auguste Delalain, MDCCCXXXII
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  • 5

    "Al tempo degli dei dell'Olimpo, dei signori della guerra e dei re..."

    Inutile fare i finti intellettuali: la traduzione di Monti è una palla incomprensibile. Non è più il suo tempo e deve, deve, DEVE essere messa da parte in favore di traduzioni in prosa, più vicine ai ...continuer

    Inutile fare i finti intellettuali: la traduzione di Monti è una palla incomprensibile. Non è più il suo tempo e deve, deve, DEVE essere messa da parte in favore di traduzioni in prosa, più vicine ai nostri tempi nel linguaggio e tuttavia più fedeli al testo originale. Io ho comprato quella di Maria Grazia Ciani ed è stato un vero e proprio orgasmo letterario.
    Quando gli dei partivano con un balzo da e per l'Olimpo, ho sentito l'onda d'urto travolgermi.
    Ho assaporato vino dolcissimo e carne grassa e succosa.
    Ho sentito nel torace dardi e punte di lancia trapassarmi senza pietà.
    Ho grondato sudore come mai nella vita, mangiato polvere presso le grandi navi nere e sentito la fatica di una guerra che non stavo combattendo.
    Ho pianto per Patroclo, per Ettore e per il destino di Achille.
    Mi sono angosciata per Danai e Troiani, in egual misura.
    Le mie orecchie erano tappate dalle urla dei feriti e dal grido del possente Aiace di Telamone che incitava a resistere all'avanzata dei Troiani.
    Ho sentito gli dei infondere in me il coraggio e l'ardore.
    Mi sono sentita spaventosamente attratta dall'accorto Odisseo, ingegnoso al pari di Zeus.
    Ho provato profonda tristezza per la forza e la giovinezza perdute degli eroi feriti a morte, mentre, cadendo nella polvere, le armi su di loro risuonavano.
    Mi sono goduta questo libro come se fosse una caramella deliziosa, assaporando ogni singola parola grazie a questa traduzione che mi ha dato l'impressione di essere lì, sotto Ilio dalle alte mura e battuta dai venti.
    Romperò il cazzo ad ogni anima vivente che ha la sfortuna di conoscermi per fargli leggere questa Iliade così forte, viva e vibrante, che mi ha regalato un'emozione indescrivibile e che mi ha portata per mano in un viaggio straordinario.

    dit le 

  • 5

    Sono stato anch'io convinto per molto tempo, come molti credo, che l'Odissea avesse più fascino dell'Iliade e fosse capace di parlarci con una voce "moderna", che ci rappresentasse inquietudini più vi ...continuer

    Sono stato anch'io convinto per molto tempo, come molti credo, che l'Odissea avesse più fascino dell'Iliade e fosse capace di parlarci con una voce "moderna", che ci rappresentasse inquietudini più vicine a noi e ci presentasse personaggi più sfaccettati. Forse agiva ancora la forte impressione provata alle scuole medie alla lettura del brutale trattamento inflitto da Achille al corpo del nobile Ettore. Ne ho letto sei libri in greco all'Università e una certa freddezza non era scomparsa. Poi uno cresce, si pone altre domande.
    L'ho riletta integralmente alcuni anni fa con un occhio costante al greco, in questa traduzione di Guido Paduano che svecchia il linguaggio aulico e autoreferenziale tradizionale, rendendo la lettura fluida e intima, ma nel contempo riesce a conservare quel nobile ed elevato tono di canto, che ci avverte che siamo di fronte a una storia eccezionale di eroi.
    Un'altra Iliade: tra quelle storie di perenni duelli, di rancori inestinguibili, di prede e di onore difeso dal sangue, in quello stile formulare che blocca analoghe situazioni con uguali stilemi e spesso con uguali sequenze di versi, affiorava qualcos'altro che ci appartiene non meno delle storie dell'Odissea.
    L'Iliade è il poema dell'onore che che cerca una sua codificazione, della forza brutale che cerca una sua legge e una sua logica. Gli eroi omerici sono padroni brutali e crudeli sterminatori ma sono anche schiavi di quell'etica dell'onore che li spinge a non poter essere mai al di sotto delle aspettative della loro comunità. "Società della vergogna" ha definito questo mondo un filologo impregnato di antropologia culturale. Capiamoci: "vergogna" è la parola greca che possiamo tradurre con "onore", significa stare sotto gli occhi della comunità che ti guarda e ti riconosce solo se mantieni il tuo livello di efficienza guerriera e quindi di potere. L'eroe ha "vergogna" se delude i suoi pari e questa "vergogna" costituisce il suo senso dell'onore. E l'onore ha anche delle regole che riguardano il nemico che è anch'egli un'eroe. Allora scopriamo che l'Iliade è anche la prima storia che ci racconta della furia distruttrice che è dentro di noi e che siamo costretti a disciplinare se non vogliamo distruggerci. Vi dice qualcosa Hiroshima?
    Ma l'eroe omerico è anche sottoposto al destino e alla morte e il grande Achille conforta in un modo che ci appare sorprendente Licaone, che lo implora di risparmiarlo: di che ti lamenti? Io sono più bello e forte e nobile di te ma anche su di me piomberà un giorno la morte. Achille è un eroe triste.
    Forza, onore personale, odio per il nemico ma anche riconoscimento della sua umanità: Achille è un eroe che piange per l'amico Patroclo ma anche con il re Priamo, in quel momento solamente il padre dell'eroe che ha ucciso e sul cui corpo ha crudelmente infierito. Non è un mondo poi tanto lontano. E su tutto l'ala del destino e della morte che leviga rancori ed eroismi e introduce la riflessione centrale nel mondo greco su come vivere la propria mortalità.
    Ci sono alcuni elementi del grande codice genetico dell'umanità. Questo mondo che ci piace sentire come primitivo e barbarico e che è invece già il prodotto di una sensibile evoluzione culturale, forse a volte ci respinge anche per la sua singolare, arcana vicinanza che ci sfiora dalla voragine dei secoli.

    dit le 

  • 5

    sublime

    pensare che un'opera così vecchia possa essere così perfettamente adattabile alla sensibilità odierna fa capire cosa sia un classico..
    Certo..sono presenti lunghe descrizioni di guerre, che si svolgon ...continuer

    pensare che un'opera così vecchia possa essere così perfettamente adattabile alla sensibilità odierna fa capire cosa sia un classico..
    Certo..sono presenti lunghe descrizioni di guerre, che si svolgono sempre con uno stile formulare e ripetitivo, atteggiamenti e usi arcaici, ma la profonda umanità dei protagonisti è commovente..
    Bellissima la pulita descrizione delle similitudini che non sono mai puro abbellimento, ma arricchiscono la narrazione di sfumature nuove..
    Bellissima!

    dit le 

  • 5

    Dire la propria sull'Iliade ha senso? C'è davvero qualcosa da aggiungere su un'opera madre della letteratura occidentale?
    Sì, c'è e ci sarà sempre da dire. Ci sarà sempre una sfumatura, un punto di vi ...continuer

    Dire la propria sull'Iliade ha senso? C'è davvero qualcosa da aggiungere su un'opera madre della letteratura occidentale?
    Sì, c'è e ci sarà sempre da dire. Ci sarà sempre una sfumatura, un punto di vista, un risvolto nascosto con cui il poema potrà stupire e istruire l'umanità.
    Io però ho semplicemente ritenuto giusto specificare le ragioni fondamentali per cui per me l'Iliade non è semplicemente un'opera fondamentale nella storia della letteratura o uno dei libri importanti nella mia vita, nella mia costante formazione di essere umano. Questo poema, per me, è l'opera più importante mai letta, quella da cui si forma e delinea il mio personale gusto letterario: è il mio termine di paragone per i pensieri e i giudizi più profondi, sono le parole in cui andare a ritrovare e interpretare le mie sensazioni, i miei sentimenti più intimi. Per me, come per altri, l'Iliade è stata la lettura del destino.
    Da bambina ha segnato il mio innamoramento per la mitologia, da adolescente mi sono formata sulle imperfezioni dei guerrieri che brulicavano per il campo acheo, da giovane donna rileggo me stessa, ciò che sono stata, chi sono e chi potrei essere, nelle similitudini, nel ritmo, in ciò che il non detto sui personaggi ti rende perfettamente chiaro.
    Dell'Iliade amo il fatto che i personaggi siano molteplici, ciascuno riflesso di una necessità umana, nessuno simile e confondibile con un altro. Sono intrappolati in un attimo eterno, schiacciati e compressi tra un accampamento lambito dalle onde del mare e una città celata da ampie e inespugnabili mura. Nel mezzo, una pianura dove zoccoli di cavalli imbizzarriti e piedi resi rapidi da rabbia, paura ed esaltazione, sollevano banchi di polvere che è sudario di morte per chi bagna il suolo di sangue; dove stridore di carri, nitriti, cozzare di lame e di bronzei scudi, fischiare di frecce e urla di dolore ed esaltazione, di incitamento, risuonano incessanti e spietati, una melodia caotica e terrificante, eppure inconfondibile ed esplicita, un racconto senza parole reso magistralmente con altre parole. E' una gabbia d'oro, acqua, bronzo, terra e sangue. Non c'è una vera via di scampo, non per Achei e Troiani, che qui sopravvivono o soccombono, forse solo così in parte liberi.
    E allora, come dare un senso a tutto ciò? Esistendo.
    Parlando e scontrandosi in consiglio, ingiuriandosi ed elogiandosi a vicenda, primeggiando terribilmente in battaglia, organizzando banchetti a base di carne saporita e di vino che addolcisca il cuore, suonando la lira o avventurandosi in imboscate notturne. Pregando gli Dèi o maledicendoli, ribellandosi al destino o assecondandolo con ardore. Amando con la totalità di chi sa di avere poco tempo o di chi vuole credere di avere l'eternità davanti.
    In fondo, chi non è imprigionato in un campo di battaglia, come unica soluzione finale la morte? Il problema è cosa faremo, soprattutto chi saremo durante l'assedio della nostra vita, da chi e come verremo ricordati.
    E' una condizione eterna, spesso difficile da accettare, per questo credo si preferisca leggerla attraverso le vicende di Eroi, eterni perché sempre vivi e veri in ciascun essere umano; oppure ci si limiti ad essere quei guerrieri, incoraggiandosi nell'illusione che prima o poi la città di pietra possa essere espugnata e, nel frattempo, lottando ogni giorno per lasciare una traccia della nostra esistenza, del nostro passaggio su quella pianura polverosa.
    Ecco, questa è la ragione per cui l'Iliade è il mio libro del destino, la mia ispirazione e il mio rifugio durante la mia permanenza su questa terra assediata che, in fin dei conti, è tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che ci dà qualche certezza e un po' di sicurezza, ciò che ci rende umani.

    dit le 

  • 5

    Cantami, oh Diva...!

    Dopo aver letto l'Iliade, si guarda con occhi diversi a tutta la letteratura Occidentale successiva. E molte espressioni, come "pietra miliare" e "classsico senza tempo", assumono un significato nuovo ...continuer

    Dopo aver letto l'Iliade, si guarda con occhi diversi a tutta la letteratura Occidentale successiva. E molte espressioni, come "pietra miliare" e "classsico senza tempo", assumono un significato nuovo e più vero.
    Omero aveva scritto tutto, già prima che noi scrivessimo tutto il resto.
    Ed intendo dire che l'Iliade ha in sé le idee e i semi della poesia, del teatro, della prosa, del fumetto futuri.
    Non solo è pregna di temi universali, come l'amicizia, l'amore, il destino, l'onore, la guerra, la pietà, il rapporto tra la divinità e gli uomini. Ma è anche un'opera arricchita da immagini altamente poetiche, come la terra che fiorisce, mentre Zeus ed Era fanno l'amore su di essa.
    Secondo me, una delle immagini più belle della letteratura.
    E' davvero piacevole da leggere e i suoi circa 2800 anni se li porta proprio bene.
    Consigliato!

    dit le 

  • 0

    L’Iliade è una delle basi della nostra cultura; capita spesso di vederla citata, interpretata, commentata, presa come modello per raccontare altro, ad esempio i meccanismi della nostra psiche. Alla fi ...continuer

    L’Iliade è una delle basi della nostra cultura; capita spesso di vederla citata, interpretata, commentata, presa come modello per raccontare altro, ad esempio i meccanismi della nostra psiche. Alla fine, mi è venuta la curiosità di leggermela tutta di persona.
    Temevo un po’ la traduzione ottocentesca di Monti, invece -a parte che in qualche pezzo- la lettura è stata godibilissima. Una volta iniziato a leggere non si smette più, presi dal ritmo delle parole.
    A prescindere da qualsiasi analisi, l’Iliade è semplicemente molto bella da leggere.

    dit le 

  • 4

    Brillano le corazze e gli occhi azzurri

    Nere sono le navi, sempre belli i sandali, e lunghi i capelli degli Argivi tagliati solo per onorare Patroclo, come le gole di 12 giovani principi di Ilio immolati da Achille sulla pira, inter alia. ...continuer

    Nere sono le navi, sempre belli i sandali, e lunghi i capelli degli Argivi tagliati solo per onorare Patroclo, come le gole di 12 giovani principi di Ilio immolati da Achille sulla pira, inter alia. Menelao è un re secondario, suo fratello Agamennone rimprovera quasi tutti, anche Odisseo. Gli Achei sono carnivori e giusta è la porzione nei pasti. Era governa Zeus che non governa niente, se non l’applicazione dei destini che gli tocca di volere. Achille scappa da un fiume, Ettore da lui. Si uccide con la lancia acuta da 11 piedi, di preferenza in testa o al collo o al basso ventre; la spada al più conclude, rapsodici i dardi. Anche i sassi sono ammessi tra gli eroi che, prima di tutto, spogliano delle armi il nemico. Tanto bronzo in battaglia e un po’ d’oro, a fregio sugli scudi e sui carri. Achille è gigantesco, elementare e disperato. Paride pavido, Elena una cagna che Ettore non disdegna. Per 50 giorni non piove, ma di notte i re Danai sono coperti da pelli. Gli animali dei sacrifici sono perfetti, mai domati. Un tripode vale dieci schiave, un vaso quattro. Se gli dei non fermavano la forza di Ettore, le concave navi sarebbero andate bruciate. Nessuna notizia qui del cavallo di legno e dell’astuzia: prevale lyssa su taxis tra l’Ellesponto e le porte Scee, e nella nebbia combatte Enea, senza pietà ancora.

    dit le 

  • 5

    ILIADE

    Lettura scolastica, ma da me molto molto amata. soprattutto il pezzo dell'incontro di Ettore ed Andromaca alle porte Scee

    dit le 

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