Ilona llega con la lluvia

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Publisher: Punto De Lectura

3.9
(383)

Language: Español | Number of Pages: 208 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , German

Isbn-10: 8466308113 | Isbn-13: 9788466308113 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature

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Book Description
Una bella escritura, una bella novela de amor y de amistad. Maqrol el Gaviero -cuya vida nos viene contando Álvaro Mutis desde hace lustros- va a bordo del Hansa Stens, con rumbo a Panamá; pero la nave es objeto de secuestro por sus acreedores, y el marinero se ve obligado a abandonar los ritos y las ceremonias del mar. Quedará en tierra firme, sin esperanzas, incapaz de orientarse en las insidias de una libertad no deseada. Hasta que, con las lluvias del trópico, llega Ilona, amiga y amante, siempre perdida y siempre recuperada por los caminos del ancho mundo, en los momentos difíciles. Con ella, Maqroll montará un singular prostíbulo en Panamá. Pero otra mujer, Larissa, va a oscurecer el precario sol de Ilona para señalar al Gaviero nuevos caminos de inquietud y viajes.
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  • 5

    "All things must pass"

    Il male delle crisi come quella che hai appena finito di attraversare è che minano la fiducia nel caso, quella fede nell'inatteso che sono le condizioni essenziali per trovare la via d'uscita. Lascia ...continue

    Il male delle crisi come quella che hai appena finito di attraversare è che minano la fiducia nel caso, quella fede nell'inatteso che sono le condizioni essenziali per trovare la via d'uscita. Lascia che le cose scorrano, in esse è nascosta la chiave. Se la si cerca, si perde la facoltà di trovarla."

    said on 

  • 4

    "Ognuno di noi si coltiva il proprio piccolo inferno personale"

    Quando a vent'anni leggevo L'insostenibile leggerezza dell'essere, il mio personaggio preferito del quartetto era Sabina, la pittrice leggera e libertina. Ma poi, leggevo e mi rendevo conto che quella ...continue

    Quando a vent'anni leggevo L'insostenibile leggerezza dell'essere, il mio personaggio preferito del quartetto era Sabina, la pittrice leggera e libertina. Ma poi, leggevo e mi rendevo conto che quella a cui assomigliavo di più era la pesante e gelosa Tereza, che soffriva come un cane essendo innamorata di un uomo costituzionalmente infedele. Raggiungere questa consapevolezza fu doloroso. Forse il primo vero dolore che un libro mi abbia inflitto, tanto che lo ricordo ancora adesso con estrema chiarezza.

    Ecco, Ilona è un altro di quei personaggi a cui mi piacerebbe assomigliare, almeno un po'. Non che voglia aprire un bordello o avere molteplici amanti, non fraintendetemi. E' che questa donna sembra attraversare con leggerezza una vita piena di avventure, non è mai troppo coinvolta nei suoi amori e tuttavia è un'amica fedelissima. E soprattutto ha quella "fiducia nel caso, quella fede nell'inatteso, che sono le condizioni essenziali per trovare la via d'uscita. Lascia che le cose scorrano, in esse è nascosta la chiave. Se la si cerca, si perde la facoltà di scoprirla."

    Io invece attraverso la mia monotona vita con la distruttiva pesantezza di un bulldozer, sono sempre troppo coinvolta in qualunque cosa mi capiti, e ho fiducia decisamente scarsa nell'inatteso - la mia è un'indole troppo pessimista.

    Eppure.
    Eppure anche Ilona ha un suo lato oscuro, al quale finisce per rimanere incagliata.

    In ogni caso, Mutis mi affascina e mi ammalia con le sue storie, e anche questo episodio della vita di continua deriva del Gabbiere mi è piaciuto.

    Per "quelli a cui quelli a cui non piace il mondo come si dà, ma come loro decidono di adattarlo". O anche per gli "irredenti sognatori che lottano a oltranza contro ciò che chiamano realtà e che mai finiscono col sapere bene in che cosa consista".

    said on 

  • 4

    ILONA ARRIVA CON LA PIOGGIA

    “Lascia che le cose scorrano, in esse è nascosta la chiave. Se la si cerca, si perde la facoltà di scoprirla”.
    Maqroll il Gabbiere, protagonista del romanzo, antieroe per scelta, fa di questa massima ...continue

    “Lascia che le cose scorrano, in esse è nascosta la chiave. Se la si cerca, si perde la facoltà di scoprirla”.
    Maqroll il Gabbiere, protagonista del romanzo, antieroe per scelta, fa di questa massima il suo stile di vita. Un’esistenza vissuta nella ‘disperanza’, quella condizione di totale mancanza di speranza capace di rendere gli esseri umani veramente liberi. Affiancano il protagonista una serie di emarginati, tra i quali emerge la figura di Ilona, amica complice e amante, tutti accomunati dalla “solidarietà imbattibile di quelli a cui non piace il mondo come si dà, ma come loro decidono di adattarlo”.
    In una sorta di celebrazione di quell’umanità che, come canta De Andrè, omaggiando l’opera dello scrittore colombiano, “viaggia in direzione ostinata e contraria / col suo marchio speciale di speciale disperazione / e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi / per consegnare alla morte una goccia di splendore / di umanità di verità”.
    Non c’è molto altro da aggiungere su questo romanzo (il secondo della trilogia delle Tribolazioni di Maqroll il Gabbiere). Bisogna solo leggerlo. Un piccolo gioiello.

    said on 

  • 1

    Un'altra avventura per il gabbiere Maqroll che insieme con l'Ilona del titolo mette su un bordello a Panama (e mio giudizio che si affossa sempre più).
    Mutis mi provoca lo stesso tedio di certi tizi c ...continue

    Un'altra avventura per il gabbiere Maqroll che insieme con l'Ilona del titolo mette su un bordello a Panama (e mio giudizio che si affossa sempre più).
    Mutis mi provoca lo stesso tedio di certi tizi che la mattina hanno la petulanza di raccontarti i loro sogni,tutti esaltati per gli avvenimenti fantasiosi vissuti nella notte,tu puoi solo annuire poco convinto perchè quella storia non ti apparterrà mai.
    Peccato che il talento di questo scrittore sia messo al servizio di vicende così inutili.

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  • 3

    Un passo indietro

    La penna di Mutis è musica per le mie orecchie,ma non ho respirato la sublime atmosfera che si percepisce durante la discesa dello Xurando ne "La neve dell'ammiraglio".Poco approfondito il legame tra ...continue

    La penna di Mutis è musica per le mie orecchie,ma non ho respirato la sublime atmosfera che si percepisce durante la discesa dello Xurando ne "La neve dell'ammiraglio".Poco approfondito il legame tra Ilona e Larissa. Lettura piacevole,ma niente di più.

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  • 4

    Torno nuovamente a sprofondare in qualcosa di simile alla felicità

    Io e Alvaro avevamo un appuntamento, dovevamo discutere di una certa Ilona e di un libro che avevo regalato, pur non possedendolo.
    Nel mio viaggio a fianco di Maqroll ho fatto scalo a Città di Panama ...continue

    Io e Alvaro avevamo un appuntamento, dovevamo discutere di una certa Ilona e di un libro che avevo regalato, pur non possedendolo.
    Nel mio viaggio a fianco di Maqroll ho fatto scalo a Città di Panama “dove tutto può accadere in mezzo ad un'autentica e anonima libertà di disporre della nostra vita.. promessa di una sorpresa dove ci aspetta acquattata la felicità”.
    Il libro non lo ricordavo quasi più, salvo che per un paio di citazioni che rubai all'epoca della prima lettura e delle quali mi son servito negli anni come se fossero versetti biblici. Che bello rileggerle e sottolinearle a matita, sulla mia copia, quella che si affiancherà sulla mensola a “La neve dell'ammiraglio”, il primo episodio della saga di Maqroll il Gabbiere.

    Noodlesse:
    -Ma una donna come Ilona esiste?
    Alvaro:
    -Mia moglie afferma che una donna del genere non può esistere e io aggiungo che se esistesse non si innamorerebbe certo di te..
    Noodlesse:
    -Già.. son d'accordo, ma la prima volta che lessi il libro credetti che una donna del genere esistesse e che sarebbe arrivata a sparigliare le mie carte
    Alvaro:
    -Quanti anni avevi all'epoca?
    Noodlesse:
    -Meno di trenta
    Alvaro:
    -La vita riserva sempre sorprese molto più complesse e imprevedibili, il segreto sta nel lasciarle arrivare senza inframezzarle con castelli in aria
    Noodlesse:
    -Credo che l'equivoco nacque nell'immedesimarmi in Maqroll, nel sognare una vita altrettanto avventurosa, nel desiderare la facoltà di mollare tutto e ripartire per un'altra destnazione, di avere in una vita, mille vite
    Alvaro:
    -Gli dèi inviano un infausto messaggero per ricordarci che non sta nelle nostre mani modificare neppure la più lieve particella del nostro destino
    Noodlesse:
    -Avevo dimenticato che pioveva ad Ostenda al vostro primo incontro, pioveva sul ferry diretto all'isola di Man, e pioveva anche a Panama il giorno in cui la vedesti di spalle e la riconoscesti incredulo.
    Se uno ha amato in codesto modo una donna, ogni volta che piove, spererà che lei arrivi di nuovo.

    Ho preferito il ricordo di Ilona ad Ilona, ma caspita, quanto mi appaga leggere Mutis.

    1998 ★★★★★
    2014 ★★★★

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  • 4

    Fairy of Trieste

    Ilona.
    Ilona è alta, i modi un po' bruschi, i capelli corti, color miele,che si aggiusta costantemente con un gesto della mano che la rende riconoscibile a prima vista.Ha delle gambe slanciate e sode ...continue

    Ilona.
    Ilona è alta, i modi un po' bruschi, i capelli corti, color miele,che si aggiusta costantemente con un gesto della mano che la rende riconoscibile a prima vista.Ha delle gambe slanciate e sode che imprimono al suo corpo quell' elastico dondolio tipico degli adolescenti e parla spagnolo con una voce roca e un accento triestino -polacco. È una donna passionale e indipendente, una capace di scomparire e poi riapparire ,con la pioggia; un'amica leale e generosa, con una scorta inesauribile di soluzioni rocambolesche per cavarsela, sempre.
    La vita con Ilona si svolgeva indefettibilmente su due livelli, o meglio in due sensi simultanei e paralleli. Da un lato, c'era uno stare sempre con i piedi per terra , in una vigilanza intelligente ma mai ossessiva su quanto ogni giorno ci va proponendo come soluzione alla quotidiana incognita di continuare a vivere. Dall'altro, un'immaginazione, una fantasia sfrenata che instaurava, successivamente, spontaneamente e a sorpresa, scenari ,orizzonti sempre orientati verso una radicale sedizione contro ogni norma scritta e stabilita. Si trattava di una sovversione permanente, organica e rigorosa,
    che mai permetteva di transitare per cammini battuti, sentieri cari alla maggior parte della gente, modelli tradizionali in cui si rifugiano quelli che Ilona chiamava, senza enfasi né superbia, ma anche senza concessioni, " gli altri".

    Per sovversivi e anche per gli altri! :)
    (fidatevi!
    ...di Mutis ,eh )

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  • 4

    Se dovessi scegliere, per me che non sono un fanatico della letteratura sudamericana, la dote che ha reso apprezzabile questo romanzo, indicherei la brevità: con questo tipo di narrazione multimetasen ...continue

    Se dovessi scegliere, per me che non sono un fanatico della letteratura sudamericana, la dote che ha reso apprezzabile questo romanzo, indicherei la brevità: con questo tipo di narrazione multimetasensoriale io ci metto un attimo ad andare fuori giri, invece la pienezza barocca condensata in così poche pagine mi ha permesso di goderne a pieno.
    E ci ho ritrovato diversi punti che sposo in pieno: il fascino delle donne mezze italiane mezze austro ungariche come Ilona (un po’ tipo Mikappa tanto per rimanere nel microcosmo anobico), l’utilizzo dei vestiti come amuleti e il vero significato della morte che uccide la memoria.
    Non fa niente che abbia iniziato una trilogia, se ho capito bene, dalla puntata sbagliata, sono qua che cerco di vedere il film e sono proprio curioso della trasposizione quando più che la trama la storia la fanno le personalità dei singoli interpreti. Così come sono curioso della colonna sonora, pat metheny ne avrebbe potuta inventare di buona sul tema.
    Alla fine, la morale meramente terrena è che, come al solito, sono le donne a capire come va il mondo, vedono dieci anni avanti e indietro e irrimediabilmente decidono del nostro destino, per gli uomini invece, gabbiere(che poi qualcuno mi spiegherà che mestiere è) compreso, ogni buco è pertuso…a ripensarci non è mica poi così tanto un surrealismo della sensibilità!
    Da leggere non mentre si è in tutte altre faccende affacendati, come ho fatto io, piuttosto in un letto con tanto di ventilazione tropicale, sigarette, alcolici e una beltade stesa affianco post coitum, un po’ come nel bordello Villa Rosa ,che ironia del destino è il nome del posto dove vado in vacanza da 40 anni,ma ahimè più famoso per l’astinenza monacale che per lussureggianti avventure neanche immaginate, anche se a ripensarci, trasformare la destinazione d’uso del mega residence ivi sito in puttanodromo alzerebbe il pil della nazione.

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