Impronte degli dei

Alla ricerca dell'inizio e della fine

Di

Editore: Corbaccio

3.9
(628)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 675 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Francese , Olandese

Isbn-10: 8879722018 | Isbn-13: 9788879722018 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Traduttore: Eva Kampmann ; Fotografo: Santha Faiia

Disponibile anche come: Altri

Genere: Storia , Mistero & Gialli , Non-narrativa

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Descrizione del libro
L'autore intraprende una ricerca ad ampio raggio per mettere insieme i pezzi dell'enorme e misterioso puzzle della dimenticata preistoria dell'umanità. Nelle antiche rovine di diverse popolazioni, vengono alla luce non solo le impronte di un popolo sconosciuto che prosperò durante l'ultima glaciazione, ma anche i segni di un'intelligenza superiore. Mettendo insieme i miti e le leggende universali, Hancock scopre tracce di uno specifico linguaggio scientifico decodificando i risultati di millenni di accurate osservazioni astronomiche. Utilizza poi le tecniche più evolute di geologia e astronomia per dimostrare che la datazione di molti siti archeologici potrebbe essere molto più antica di quanto finora supposto.
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  • 3

    Gradevole manuale di Fantarcheologia

    La tesi di Hancock è davvero suggestiva e ben scritta, il suo stile è scorrevolissimo, questi sono i meriti delle tre stelline. Ma finiscono quì.
    Questo non è certamente un saggio scientifico, come in ...continua

    La tesi di Hancock è davvero suggestiva e ben scritta, il suo stile è scorrevolissimo, questi sono i meriti delle tre stelline. Ma finiscono quì.
    Questo non è certamente un saggio scientifico, come invece vorrebbe che fosse il suo autore, ma una lettura che suscita curiosità pur fondandosi sul nulla.
    Hancock ci propone la tesi che la storia della civiltà come la conosciamo non è che una parte di quella che è stata in realtà.
    Egli descrive dettagliatamente, ma con continue ripetizioni, le impronte che nel mondo odierno testimoniano l'esistenza di una civiltà remota, nettamente più evoluta della nostra, ma che è andata incontro ad una tragica estinzione di massa, dovuta ad una catastrofe che risale nella notte dei tempi.
    L'esistenza di questa civiltà, secondo l'autore, permetterebbe di spiegare molti aspetti controversi della storiografia attuale.
    Queste 'impronte degli dei' possono essere evidenti come le imponenti piramidi di Giza, oppure nascoste, come le proporzioni tra le dimensioni di queste costruzioni e le distanze cosmiche tra gli astri.
    E' pur vero che storicamente per innescare le rivoluzioni scientifiche è stato necessario dar credito al pensiero eterodosso, ma il problema in questo caso è che queste proporzioni numeriche possono essere manipolate a piacere riuscendo con ciò a sostenere qualunque cosa ed il suo contrario.
    Gli indizi hancockiani non sono dimostrabili, anzi pretendono di essere creduti come tali e quì la puzza di dogmatismo dilaga.
    Se volete dilettarvi con questa lettura prendetela per quello che è, una tesi affascinante senza fondamento alcuno.

    ha scritto il 

  • 2

    Sono certa che sia un mio limite, ma ho trovato il libro, seppur interessante, prevalentemente noioso ed eccessivamente arzigogolato per essere veramente avvincente.
    Non mi aspettavo certo un romanzo, ...continua

    Sono certa che sia un mio limite, ma ho trovato il libro, seppur interessante, prevalentemente noioso ed eccessivamente arzigogolato per essere veramente avvincente.
    Non mi aspettavo certo un romanzo, ma sicuramente qualcosa che fosse di più semplice lettura...
    Stufa di rileggere le stesse nozioni su pagine e pagine, ho deciso di lasciare perdere.
    Non è detto però che prima o poi non riprovi a leggerlo...

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggere senza indugio

    Invidio non poco la carriera di autori come Hancock, non soltanto per la possibilità di studiare, viaggiare, vivere le avventure e fare esperienze che ti segnano tutta una vita, ma anche prendere per ...continua

    Invidio non poco la carriera di autori come Hancock, non soltanto per la possibilità di studiare, viaggiare, vivere le avventure e fare esperienze che ti segnano tutta una vita, ma anche prendere per mano il lettore e renderlo partecipe delle teorie alternative che sempre più prendono piede man mano che si scava nei siti archeologici (vedi Gobleki Tepe in Turchia). C'è un passato tutto da indagare nella storia dell'uomo e tutto quello che fanno autori come Hancock non è nient'altro che farci ricordare che i libri di testo non vanno cambiati solo nella copertina di anno in anno, ma anche nei contenuti tutti da rielaborare. Ci vuole coraggio nell'affermare queste idee d'altra parte è una questione tutta umana che al grido di "la terra è tonda" tutti diano del pazzo a chi fa l'affermazione, poi i pazzi puntualmente cambiano il mondo. Lo consiglio a chi ha una mente aperta e che vuol intraprendere un viaggio affascinante grazie anche alle fotografie e le illustrazioni davvero di qualità.

    ha scritto il 

  • 3

    Beh simpatico dai, ricco di molte nozioni ma sapendo che (a detta degli altri recensori) l'autore non è andato veramente a fondo e comunque tutto quello che è detto è discutibile... l'ho letto con un ...continua

    Beh simpatico dai, ricco di molte nozioni ma sapendo che (a detta degli altri recensori) l'autore non è andato veramente a fondo e comunque tutto quello che è detto è discutibile... l'ho letto con un po' di superficialità

    ha scritto il 

  • 2

    Tutto fumo...

    Il valore di questo volume come saggio archeologico-storico è pressochè nullo. E' un continuo riferimento a tesi strampalate, superate e senza alcun fondamento. Inoltre ha il brutto “vizio” di adottar ...continua

    Il valore di questo volume come saggio archeologico-storico è pressochè nullo. E' un continuo riferimento a tesi strampalate, superate e senza alcun fondamento. Inoltre ha il brutto “vizio” di adottare la classica logica pseudo-scientifica del “coincidenze? Io non credo”, un pretesto narrativo che poteva forse avere impatto negli anni novanta (data di effettiva pubblicazione) ma che adesso riesce a funzionare solo sullo spettatore medio di Mistero su Italia 1.

    Come romanzo di fanta-archeologia può, almeno in alcune parti, risultare gustoso.

    ha scritto il 

  • 5

    Bene, che dire di questo libro che ho tenuto in lettura per ben un mese. Sensazionale. Potete pure chiamarla pseudo-archeologia, ma la logica non sbaglia. Questo libro è un viaggio nel tempo, dalle pr ...continua

    Bene, che dire di questo libro che ho tenuto in lettura per ben un mese. Sensazionale. Potete pure chiamarla pseudo-archeologia, ma la logica non sbaglia. Questo libro è un viaggio nel tempo, dalle prime scoperte, fino alle ultime. Dall'America, all'Egitto. Il tutto è collegato solo e soltanto seguendo la logica, non vuole fare storia, non vuole fare il maestro, non vuole essere uno pseudo-archeologo.
    L'unica cosa che vuole dal suo lettore è poter, grazie ai suoi ragionamenti (semplici, che potrebbero benissimo farli chiunque), farvi arrivare alla calotta cranica una piccola pulce che si insinua piano piano nel vostro cervello per farvi domandare. Perché è la domanda l'unica cosa fondamentale, non ti da risposte, ti chiede di domandarti. L'uomo è in cerca di risposte, l'uomo è in cerca di domande. L'uomo non conosce a fondo questo mondo, non conosce nemmeno sé stesso e allora domanda.
    Ed io aggiungo un piccolo ed insignificante, BASTA.
    Basta con queste risposte fittizie, basta con questo bigottismo.
    Domandate, domandate sempre.

    ha scritto il