In fuga

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.9
(1089)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 312 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi tradizionale , Francese , Spagnolo , Chi semplificata

Isbn-10: 8806171836 | Isbn-13: 9788806171834 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Susanna Basso

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Una serie di racconti brevi, collocati in quell'indefinito territorio che per alcuni altro non è che il "Paese di Alice Munro". La maggior parte delle storie si svolgono in piccole città della regione dell'Ontario; protagoniste sono per lo più donne: di tutte le età, anelanti passioni e bramose di libertà. Ma l'autrice racconta anche le ansie dell'adolescenza, i difficili rapporti fra genitori e figli, i diversi aspetti dell'amore, della malattia e della morte. Racconti che in poche pagine condensano un'intera vita. Una scrittrice che costruisce, utilizzando una prosa diretta e fintamente semplice, strutture narrative di grande profondità e complessità.
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  • 5

    .. quando leggi i suoi racconti non sei di certo più sola. Una miriade di personaggi ti girano per casa e ti insegnano la vita.
    Mai prevedibile, colpi di scena nel bene e nel male, ti chiedi quante vi ...continua

    .. quando leggi i suoi racconti non sei di certo più sola. Una miriade di personaggi ti girano per casa e ti insegnano la vita.
    Mai prevedibile, colpi di scena nel bene e nel male, ti chiedi quante vite abbia avuto la Munro o quante storie empaticamente abbia fatto sue. Perché niente di quello che scrive ha il sapore dell ' inventato.
    Un piacere puro leggerla.

    ha scritto il 

  • 4

    Non so quale sia la formula alchemica con la quale Alice Munro riesce sempre a creare un effetto così potente (e non trovo qui sui due piedi una definizione più precisa: potente è la prima parola che ...continua

    Non so quale sia la formula alchemica con la quale Alice Munro riesce sempre a creare un effetto così potente (e non trovo qui sui due piedi una definizione più precisa: potente è la prima parola che mi viene in mente) attraverso i la narrazione di avvenimenti apparentemente così comuni, talvolta anche di poco conto, che hanno per protagonisti personaggi (sempre femminili) altrettanto apparentemente scialbi, dalle vite che sembrano quasi sprecate.
    Eppure ogni volta che leggo suoi racconti ne rimango incantato. Pochi scrittori riescono a raggiungere una tale efficacia in così poche pagine, in ritratti che prendono vita (e vita vera) accumulando di pagina in pagina pochi tratti, ma fortemente significativi, seguendo un ritmo così nettamente scandito portandoci rapidamente alle conclusioni cui vuole arrivare. Che non sono necessariamente le conclusioni di una storia che spesso rimane sospesa, come una parentesi, chiusa la quale la storia potrà prendere mille direzioni. Comunque diverse da quelle iniziali, perché in quella parentesi sono racchiusi significati, motivazioni e prese di coscienza che potranno portare a cambiamenti, grandi o piccoli che siano.
    Qui anche i tre racconti (tre diversi episodi che condizionano la vita della stessa protagonista: Juliet) che Almodovar ha splendidamente fuso nel suo recente film “Julieta”, trasferendo le vicende in terra ispanica.
    Anche se forse non sono quelli che più mi hanno colpito in questa raccolta.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono tutte donne che fuggono, quelle della Munro, dalle madri, dalle figlie, dai mariti, dai fallimenti, ma le tristezze passate lasciano un presente senza rimpianti. Ho letto questi racconti dopo av ...continua

    Sono tutte donne che fuggono, quelle della Munro, dalle madri, dalle figlie, dai mariti, dai fallimenti, ma le tristezze passate lasciano un presente senza rimpianti. Ho letto questi racconti dopo aver visto Julieta di Almodovar, il quale secondo me ha rispettato i toni della Munro. Ma in questa raccolta, oltre i tre bei racconti che hanno ispirato il film ne ho trovato almeno un altro paio che sono dei veri gioielli, in particolare "Rimetti a noi i nostri debiti", e "Scherzi del destino", entrambi crudeli e tristissimi, ma incisivi senza essere mai sopra le righe.

    ha scritto il 

  • 2

    Ha ispirato Almodovar

    Da alcuni racconti il regista spagnolo ha realizzato il suo ultimo film...Sono riuscita a comprenderli bene (una mia pecca?) perché avevo visto la trasposizione cinematografica anche se il regista ha ...continua

    Da alcuni racconti il regista spagnolo ha realizzato il suo ultimo film...Sono riuscita a comprenderli bene (una mia pecca?) perché avevo visto la trasposizione cinematografica anche se il regista ha effettuato delle modifiche, non solo di ambientazione.
    In generale il libro non mi ha entusiasmato fino ad arrivare quasi alla fine con gli ultimi due racconti "Scherzi del destino" e "Poteri" molto belli, valgono tutto il libro a mio modesto parere.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho visto i film "Julieta"che del libro occupa lo spazio di qualche racconto... Ho percepito una solitudine profonda, un malessere che nei sensi di colpa trova il suo humus naturale..
    La sofferenza sem ...continua

    Ho visto i film "Julieta"che del libro occupa lo spazio di qualche racconto... Ho percepito una solitudine profonda, un malessere che nei sensi di colpa trova il suo humus naturale..
    La sofferenza sembra essere il luogo ideale di espiazione, mentre il perdono rimane l'unica linfa vitale, che fa tornare a vivere. Ma per arrivare a perdonare e personarsi il viaggio è lungo....punto di arrivo e punto di partenza per una nuova vita...

    ha scritto il 

  • 4

    Iniziato dopo aver visto "Julieta" di Almodovar, si tratta di otto racconti lunghi concernenti storie di donne che vivono non meglio precisati del Canada( stesso Paese de "L'assassino cieco"), spesso ...continua

    Iniziato dopo aver visto "Julieta" di Almodovar, si tratta di otto racconti lunghi concernenti storie di donne che vivono non meglio precisati del Canada( stesso Paese de "L'assassino cieco"), spesso in condizioni atmosferiche ed esistenziali difficili. La storia di Juliet, la "Julieta" del film, occupa lo spazio di tre racconti lunghi, in cui si dipana la sua esistenza. Trattandosi di racconti, per loro natura brevi, la Munro riesce a raccontare lunghi archi temporali attraverso bruschi passaggi da un'età della vita all'altra: nel caso di Juliet, la raffigura da giovane supplente, colta e appassionata della letteratura antica ( invece di occuparsi di cose pratiche, tema ricorrente anche in altri racconti) che solo per un incontro in treno vede prendere una direzione diversa alla sua vita; poi giovane madre, intenta a confrontarsi con il suo essere figlia e coi ricordi dell'infanzia; infine vedova abbandonata dalla figlia per ragioni non immediatamente comprensibili, angosciata e poi speranzosa di ricevere sue notizie, speranza che si affievolisce col passare del tempo. Il tema della fuga e quello della fatalità che cambia la vita è presente anche negli altri racconti. La fuga è immaginata da Carla, moglie di un uomo meschino che la disprezza, salvo poi mutare parere appena viene essa in condizione di attuare il suo desiderio per l'angoscia del vuoto che sentirà senza il marito.Grace e Robin rappresentano invece benissimo come il caso possa cambiare la vita. Grace, la protagonista di "Passione", che è uno di quelli che mi è piaciuto di più, torna nei luoghi della sua giovinezza ormai anziana, pensando ancora all'autunno che cambiò completamente una vita che pareva già destinata a svoltare verso una direzione precisa: stava per sposarsi con un ragazzo carino e benestante, anche se per nulla interessato alla passione fisica( almeno fino al matrimonio), quando le capitò per una serie di circostanze fortuite di incontrare il fratello più anziano, profondo e interessante di lui, che la attrasse immediatamente e a cui diede il consenso per portarla via in auto con lui. Dopo la fuga Grace vide sfumare il matrimonio ma aprirsi la possibilità di una nuova vita. Ancora Grace non si è rappacificata col passato e si intuisce che si chiede cosa sarebbe potuto succedere se si fosse sposata: sarebbe diventata come la madre del fidanzato, la signora Travers, donna intelligente, che amava leggere e imparare come Grace stessa, invece di limitarsi solo alle cose pratiche, ma che era soggetta a crisi isteriche, per cui veniva sbattuta senza complimenti in clinica dal premuroso secondo marito, dove la imbottivano di farmaci? O no? Robin di "Scherzi del destino", altro racconto che mi è piaciuto molto, ha visto sfumare la possibilità di cominciare una storia con un affascinante sconosciuto straniero proprio a causa del caso, che l'ha fatta arrivare nel momento sbagliato nel luogo dell'appuntamento con lui. Dopo quarant'anni si riconcilia col suo passato e con il ricordo di quell'uomo, da cui si era sentita ingannata. Bellissima anche la storia di Lauren in "Rimetti i nostri debiti": adolescente sola con due genitori iperprotettivi e nevrotici, che le rovesciano addosso le loro frustrazioni. Tenta di distaccarsi da loro almeno col pensiero,credendo di avere altre origini ma la verità le si rovescia addosso con tutta la sua crudeltà. Meno riuscito "Poteri", storia appena abbozzata dell'esistenza di una sensitiva attraverso gli occhi di un'amica, a cui non è chiaro cosa sia successo e nemmeno dove l'autrice voglia andare a parare.

    ha scritto il 

  • 5

    Il fantasma sconcertante della nostra voce passata e artefatta

    Per la munro nutro un'ammirazione sconfinata, e questa raccolta di racconti del 2004 è all'altezza delle altre sue opere. Finora non mi ha mai deluso: ogni storia è viva, reale e nitida come se si sv ...continua

    Per la munro nutro un'ammirazione sconfinata, e questa raccolta di racconti del 2004 è all'altezza delle altre sue opere. Finora non mi ha mai deluso: ogni storia è viva, reale e nitida come se si svolgesse dietro la finestra del vicino, ogni personaggio é di carne. Amo nei suoi libri il coraggio e la lucidità con cui sa raccontare il prezzo doloroso della libertà e dei distacchi. Di questa raccolta mi hanno colpito tre racconti collegati tra loro, Fatalità, Fra poco e Silenzio, con la stessa protagonista ,Juliet, in varie età. L'incontro con un uomo che sarà importante nella sua vita, la maternità, il rapporto con la madre malata, il rapporto con la figlia cresciuta: i nodi della vita, le cose davanti alle quali, ad un certo punto, tutte le altre rimpiccioliscono e impallidiscono.E la munro sa fare proprio questo: sfrondare da tutti gli addobbi i personaggi e metterne a nudo con abilità chirurgica i conflitti più profondi e irrisolti. Quelli che rimarranno probabilmente irrisolti, perché lo sono per loro natura. "Perché sono le cose che succedono a casa quelle che cerchi di proteggere meglio che puoi, più a lungo che puoi. "
    Da questi tre racconti Almodovar ha tratto il film Julieta. Chissà ?

    ha scritto il 

  • 3

    E' imbattibile, Alice Munro, nei racconti e anche in questi, che pure secondo me sono un pò inferiori ad altre sue raccolte, come sempre bravissima a dire dei molti modi in cui si fugge, dalle respons ...continua

    E' imbattibile, Alice Munro, nei racconti e anche in questi, che pure secondo me sono un pò inferiori ad altre sue raccolte, come sempre bravissima a dire dei molti modi in cui si fugge, dalle responsabilità, dagli affetti, dall'amore. E a dire di quelli che invece restano.

    ha scritto il 

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