Inchiesta su Gesù

Chi era l'uomo che ha cambiato il mondo

Di ,

Editore: Mondadori

3.6
(2148)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 249 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8852010203 | Isbn-13: 9788852010200 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Paperback

Genere: Storia , Non-narrativa , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Su Gesù sono proliferate nei secoli molte leggende e alcune autentiche fiabe, segno della curiosità di sapere chi lui fosse veramente prima che il mantello della teologia lo coprisse, celandone allo sguardo la figura storica. Corrado Augias ha dialogato su questo tema con uno dei massimi biblisti italiani, Mauro Pesce, rivolgendogli quelle stesse domande che molti di noi, cristiani e non cristiani, si pongono: sul periodo storico nel quale Gesù visse, sulle sue parole, sulla sua vita, sulla sua morte, sui tanti testi che ne parlano. Ma anche su ciò che seguì la tragica giornata del Golgota, fino alla nascita di una religione che da lui prese il nome, anche se egli non ha mai detto di volerla fondare. Il profilo di Gesù che questa "inchiesta" ci restituisce è quello di un ebreo, ligio alla Legge di Mosè, amante del suo popolo e delle sue tradizioni, eppure aspramente critico verso gli aspetti che giudicava 'superati' o 'secondari', e, soprattutto, portatore di un progetto di rinnovamento incentrato sul riscatto degli emarginati; una personalità complessa, mai svelata per intero nemmeno a chi gli era più vicino, una figura profondamente solitaria, coerente con i suoi principi fino alla morte in croce.
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  • 3

    Infarinatura generale per il grande pubblico

    Da storica che ha studiato nello specifico appunto il cristianesimo, sono rimasta un pochino delusa perché credevo che alcune questioni fossero maggiormente degne di essere approfondite, ma capisco ch ...continua

    Da storica che ha studiato nello specifico appunto il cristianesimo, sono rimasta un pochino delusa perché credevo che alcune questioni fossero maggiormente degne di essere approfondite, ma capisco che se si fosse voluto analizzare in profondità la lotta tra gnosticismo e il cristianesimo (che diede origine poi al canone dei libri riconosciuti come ispirati e quindi divenuti "ufficiali") ci sarebbe voluto un libro di 1000 pagine. Questa parte però l'ho trovata insufficiente, quasi da far apparire un capriccio quella che invece fu una lotta senza quartiere per difendere l'ortodossia e da cui uscì l'attuale Nuovo Testamento lasciando fuori i vangeli apocrifi (che ho letti tutti), proprio perché intrisi di enunciazioni mistiche che rasentavano pericolosamente lo gnosticismo (che rielaborò il cristianesimo in versione "setta mistica" sincretista, mescolando filosofia ellenistica e culti orientali, insomma un fritto misto). Sul resto invece il libro è interessante e accurato. Ovviamente un testo del genere non può dare risposte sicure, la figura storica di Gesù è avvolta per molti versi nel mistero e gli stessi vangeli sono stati redatti con intenti di insegnamento e quindi non oggettivi, e restano le uniche fonti. Gli studi storici che dall'800 in poi hanno portato avanti la verifica delle fonti bibliche restano una delle perle più preziose per il cristianesimo contemporaneo, anche se all'inizio furono osteggiate. La fede, ovviamente, resta un'altra cosa, e non la si può tirare fuori dagli studi storici. Ma molti di questi studi hanno reso più vero e più attuale il messaggio che era stato per secoli nascosto sotto la polvere del tempo o peggio, spesso annacquato. In conclusione, è un libro che può essere utile a chi vuole avvicinarsi allo studio storico del cristianesimo, ma che richiede un approfondimento separato.

    ha scritto il 

  • 4

    L’UOMO GESÙ

    “Inchiesta su Gesù”, sottotitolo “Chi era l’uomo che ha cambiato il mondo” è un’intervista effettuata dal giornalista Corrado Augias allo storico Mauro Pesce a ridosso del successo planetario del prim ...continua

    “Inchiesta su Gesù”, sottotitolo “Chi era l’uomo che ha cambiato il mondo” è un’intervista effettuata dal giornalista Corrado Augias allo storico Mauro Pesce a ridosso del successo planetario del primo romanzo di Dan Brown “Il codice da Vinci”, più volte citato nel volume (interrogandosi sul perché del successo di un’opera, a detta degli autori, tanto modesta).
    Il libro risente di una certa mancanza di organizzazione nell’affrontare i vari temi e di un buon numero di ripetizioni. Questi probabilmente sono difetti in buona parte connessi alla forma letteraria (l’intervista) scelta per la realizzazione di questo saggio.
    Tolto ciò, l’opera si presenta molto interessante e ben argomentata e apre interessanti quesiti sulla figura di Gesù, della madre, degli apostoli, su alcuni miti successivi, quali quello del Santo Graal, e sulle ragioni dell’antisemitismo.
    Il volume cerca di mantenersi obiettivo, non volendo essere né un supporto per la fede, né uno strumento per combatterla, ma solo un resoconto sullo stato dell’arte nelle indagini sulla figura storica di Gesù di Nazareth, distinguendo il Gesù ebraico, figura reale, dal Gesù Cristo, figura fondante del Cristianesimo e frutto di rielaborazioni filosofiche e teologiche.
    Il testo non è scritto per studiosi o esperti della materia, ma vuole essere opera divulgativa e fornire informazioni di base sulle conoscenze storiche di questa figura e della sua epoca, anche avvalendosi di fonti diverse, quali le ben ridotte fonti romane e i numerosi vangeli apocrifi, gnostici o meno, molti dei quali scoperti e tornati alla luce solo negli ultimi decenni.
    Interessanti anche i chiarimenti in merito ad alcuni errori di traduzione, che si sono trasformati in professioni di fede. Non si tratta solo del ben noto errore del cammello che non riesce a passare attraverso la cruna di un ago (mentre il termine originale voleva dire “grossa fune”), ma anche dell’equivoca interpretazione del passo Isaia in cui si annuncia la nascita di Emmanuele da una “vergine”, traduzione solo cristiana, mentre gli ebrei hanno sempre letto e continuato a leggere il termine solo come “giovane donna”. Da questo nasce e si sviluppa il tema della verginità della Madonna, con tutte le implicazioni.
    Importante è la riflessione sulla profonda ortodossia ebraica di Gesù e sul suo grande rispetto della religione della sua terra, su come mai abbia dato segni di voler creare una nuova religione o di voler “evangelizzare” non ebrei, essendo il suo un messaggio di un ebreo verso altri ebrei. Ortodossia affiancata, però, dall’aver creato attorno a sé un gruppo di persone che si muoveva al di fuori delle istituzioni, sia il tempio, sia lo stato, sia la famiglia.
    Appare in questo volume anche il concetto, non nuovo, che nulla è più lontano dal pensiero di Gesù di voler dare centralità alla famiglia, con i suoi inviti a lasciare mogli, figli e genitori per seguirlo, con il suo dire, quando la madre e i fratelli (ne aveva almeno 5) lo cercano, che la sua vera famiglia sono i suoi discepoli, con il suo respingere la madre, con la totale assenza di figure paterne tra gli apostoli (pur essendo alcuni di loro sposati e forse con figli), nel senso che sebbene tra di essi compaiano alcune figure che sembrerebbero essere fratelli di Gesù (per non parlare del suo ipotetico gemello), non vi compare il padre, né hanno un ruolo i padri degli altri apostoli.
    Insomma, un volume semplice, ma utile per una riflessione sulla storicità dei vangeli. Una lettura doverosa soprattutto per chi non ne abbia già fatte di simili.

    ha scritto il 

  • 0

    Cristo come non lo avete mai visto

    Cristo: l'unto, l'ebreo, l'agitatore di folle, il personaggio storico, il 'politico'...e molto altro (che mai oserebbe immaginare il frequentatore medio della parrocchia di quartiere). Lettura stimola ...continua

    Cristo: l'unto, l'ebreo, l'agitatore di folle, il personaggio storico, il 'politico'...e molto altro (che mai oserebbe immaginare il frequentatore medio della parrocchia di quartiere). Lettura stimolante ma impegnativa per chi, come me, deve laurearsi in medicina e passa la giornata a studiare l'iter diagnostico-terapeutico del tumore del polmone. Spero che il buon Augias non me voglia ma...il TNM è ad oggi la mia priorità

    ha scritto il 

  • 5

    Da ragazzo mi imbarazzava chiamarlo Gesù perché mi sembrava una definizione infantile, derivata dal "Gesù bambino" che dalle mie parti portava i doni a Natale al posto di Babbo Natale.
    Preferivo chiam ...continua

    Da ragazzo mi imbarazzava chiamarlo Gesù perché mi sembrava una definizione infantile, derivata dal "Gesù bambino" che dalle mie parti portava i doni a Natale al posto di Babbo Natale.
    Preferivo chiamarlo Cristo perché sembrava un nome più serio e aristocratico.

    Augias mi ha fatto capire tante cose, tra cui che il suo nome sarebbe stato Gesù, mentre Cristo è solo una sorta di titolo onorifico, comune amche ad altri ebrei emeriti di epoche antiche.

    Ma molte altre cose sono sotto gli occhi di tutti senza che ce ne rendiamo conto. La più importante che Gesù in fondo era un ebreo senza tanta intenzioni di fondare una nuova religione.

    Il libro, è didascalico, adatto ad un pubblico non specialistico. Augias è invero molto paternalistico, ma riesce a tenere bene l'idea della possibile storia e filosofia di un uomo chiamato Cristo, la cui vita è stata idealizzata a posteriori nei Vangeli.

    ha scritto il 

  • 5

    Da ragazzo mi imbarazzava chiamarlo Gesù perché mi sembrava una definizione infantile, derivata dal "Gesù bambino" che dalle mie parti portava i doni a Natale al posto di Babbo Natale.
    Preferivo chiam ...continua

    Da ragazzo mi imbarazzava chiamarlo Gesù perché mi sembrava una definizione infantile, derivata dal "Gesù bambino" che dalle mie parti portava i doni a Natale al posto di Babbo Natale.
    Preferivo chiamarlo Cristo perché sembrava un nome più serio e aristocratico.

    Augias mi ha fatto capire tante cose, tra cui che il suo nome sarebbe stato Gesù, mentre Cristo è solo una sorta di titolo onorifico, comune amche ad altri ebrei emeriti di epoche antiche.

    Ma molte altre cose sono sotto gli occhi di tutti senza che ce ne rendiamo conto. La più importante che Gesù in fondo era un ebreo senza tanta intenzioni di fondare una nuova religione.

    Il libro, è didascalico, adatto ad un pubblico non specialistico. Augias è invero molto paternalistico, ma riesce a tenere bene l'idea della possibile storia e filosofia di un uomo chiamato Cristo, la cui vita è stata idealizzata a posteriori nei Vangeli.

    ha scritto il 

  • 1

    Nulla di fatto...

    La sensazione che ho dopo aver letto questo libro è di non essere riuscita a farmi un’idea di Gesù in quanto figura storica ma di essere stata piuttosto subissata dall’elencazione delle innumerevoli f ...continua

    La sensazione che ho dopo aver letto questo libro è di non essere riuscita a farmi un’idea di Gesù in quanto figura storica ma di essere stata piuttosto subissata dall’elencazione delle innumerevoli fonti, ufficiali o apocrife, che si possono utilizzare per poter addivenire a una conoscenza più storica che religiosa della figura di Gesù.
    Ora ne so tanto quanto prima.
    Mi spiace ma se avessi saputo di cosa si trattava, ammetto, non lo avrei di certo letto.

    ha scritto il 

  • 3

    cosa mi insegna questo libro? che probabilmente gesù è esistito veramente e che sicuramente tutta la sovrastruttura mistico/religiosa che ci è stata costruita attorno è una marea di fesserie.

    mia umil ...continua

    cosa mi insegna questo libro? che probabilmente gesù è esistito veramente e che sicuramente tutta la sovrastruttura mistico/religiosa che ci è stata costruita attorno è una marea di fesserie.

    mia umilissima opinione, sia chiaro.

    ha scritto il 

  • 5

    Evidentemente stimolato sull’argomento dalla recente lettura della “Bibbia for dummies”, che ho già recensito, mi è venuta voglia di rileggermi questa “Inchiesta su Gesù” che Corrado Augias scrisse qu ...continua

    Evidentemente stimolato sull’argomento dalla recente lettura della “Bibbia for dummies”, che ho già recensito, mi è venuta voglia di rileggermi questa “Inchiesta su Gesù” che Corrado Augias scrisse qualche anno fa insieme allo storico del cristianesimo Mauro Pesce, e che avevo letto con interesse.

    Una lettura ancora interessantissima, soprattutto ora che posso farla con un po’ più di cognizione di causa. Il testo è svolto in forma di dialogo: Augias riflette su alcuni argomenti legati alla vita e al messaggio di Gesù, e poi rivolge domande in merito agli stessi a Pesce, che risponde in maniera esauriente ed approfondita. Si scopre così che le fonti che ci parlano di Gesù e dintorni non sono soltanto quelle canoniche - tra l’altro tutte scritte molti anni dopo l’età dei fatti, e da gente che il Cristo manco l’aveva conosciuto - ma anche svariate altre, testimonianze di un periodo storico e di una terra in cui i fermenti spirituali erano moltissimi, e - non a caso - molte sono state le interpretazioni delle azioni e delle parole di un tipo che probabilmente voleva solo parlare di Dio e fare del bene, e che a fondare una religione, peraltro “eretica” nei confronti dell’ortodossia ebraica, manco ci pensava.

    Un libro tanto bello quanto, a tratti, piuttosto difficile, che costringe a farsi delle domande e a provare a darsi delle risposte.

    Per puro caso - cosa che preferisco evitare di fare, per libri che ho già letto, soprattutto se mi sono piaciuti - prima di cominciare a scrivere mi è cascato l’occhio sulle recensioni anobiane. In mezzo a vari apprezzamenti non ho potuto fare a meno di cogliere alcune “perle”, non so se più avvilenti o esilaranti: “fastidioso ciarpame anticlericale senza la minima attendibilità storica” (ma l’hai letto? Su due enunciati non ne hai centrato nemmeno uno), “una vera patacca” (argomentazione incontrovertibile e ficcante), “che banalità” (il Codice da Vinci, invece, quello sì che…), “davvero uno scempio sia dal punto di vista letterario che di contenuto” (giusto, meglio Fabio Volo che vedo degnamente rappresentato nella libreria), “notizie inattendibili spacciate per verità storiche (...) cita solo chi gli fa comodo (...) il suo bersaglio finale è la Chiesa (...) condendo il tutto con un tono sarcastico che non si confà ad uno studio serio” (curioso, evidentmente il cromosoma del sarcasmo mi manca perché proprio tutto questo sarcasmo non l’avevo visto).

    Ah ragazzi: se proprio non ce la fate a leggere qualcosa che devia dalle vostre convinzioni, lasciate perdere Augias e Pesce, o anche gli altri numerosissimi studiosi, credenti o meno, che affrontano questi temi con serietà, e fatevi un Messori, che per voi è pure troppo.

    ha scritto il 

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