Indignation

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Editeur: Editions Gallimard

4.1
(1865)

Language: Français | Number of pages: 195 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Italian , English , Spanish

Isbn-10: 207012309X | Isbn-13: 9782070123094 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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  • 5

    Un pugno nello stomaco. Anche il più forte senso del dovere e della giustizia può portare alla morte, anche la scelta più insignificante può cambiare il tuo destino per sempre. L'empatia che si crea c ...continuer

    Un pugno nello stomaco. Anche il più forte senso del dovere e della giustizia può portare alla morte, anche la scelta più insignificante può cambiare il tuo destino per sempre. L'empatia che si crea con il protagonista è indescrivibile, unica per un libro di sole 140 pagine. Roth ti porta dentro la storia, ti fa provare la stessa rabbia, lo stesso senso del dovere, la stessa "indignazione".
    Libro stupendo.

    dit le 

  • 5

    "Le scelte più accidentali, più banali, addirittura più comiche, producono" nella nostra vita "gli esiti più sproporzionati".
    È ciò che Marcus Messner, il diligente e giovane figlio di un macellaio ko ...continuer

    "Le scelte più accidentali, più banali, addirittura più comiche, producono" nella nostra vita "gli esiti più sproporzionati".
    È ciò che Marcus Messner, il diligente e giovane figlio di un macellaio kosher di Newark non farà in tempo ad imparare prima di morire ammazzato a diciannove anni nella guerra di Corea.
    Non lo salveranno certo le apprensioni del padre iperprotettivo, che anzi lo spingeranno ad anticipare la fuoriuscita dal nido. Non lo salverà neppure il suo essere un tipino razionale e retto, già a capo della squadra di dibattito del liceo; né il suo essere un indipendente, uno fuori dai gruppi, non influenzabile. E nemmeno il suo senso del dovere (Marcus è un ragazzo che sa quel che deve essere fatto e lo fa, che una cosa gli piaccia o meno) né il fatto di essere un ragazzo che si è sempre accontentato, senza grilli per la testa.
    Marcus è tanto giovane e inesperto quanto intelligente e sfortunato: per lui, convinto estimatore del filosofo Bertrand Russell e delle sue tesi a favore dell'ateismo, un destino malignamente assonante ha in serbo invece il compagno Bertram Flusser, vendicativo genio del male, e una ragazza tanto bella e intelligente quanto triste e fragile, Olivia Hutton.
    E poi c'è la guerra, cieca sterminatrice, che scanna e trita tutta la carne giovane che riesce ad afferrare con le sue grinfie ottuse e malefiche, tutta quella carne che gli stretti binari della società e del vivere in comunità non riescono o non possono incanalare e mettono perciò ai margini per compattarsi al loro interno e nutrirsi meglio, la carne da macello appunto.
    Un romanzo breve perfettamente costruito e magnificamente scritto.

    dit le 

  • 5

    Se solo...

    Nell'America del 1951, durante la guerra di Corea, Marcus Messner è il diciottenne figlio di una famiglia di macellai ebrei del New Jersey.
    Marcus è uno studente dotato e figlio unico di genitori appr ...continuer

    Nell'America del 1951, durante la guerra di Corea, Marcus Messner è il diciottenne figlio di una famiglia di macellai ebrei del New Jersey.
    Marcus è uno studente dotato e figlio unico di genitori apprensivi. Soprattutto il padre .del ragazzo è ossessionato da ogni disgrazia o calamità che possa abbattersi sul figlio E' così che Marcus decide di interrompere gli studi all'università vicina a casa e di iscriversi al Winesburg College, in Ohio, lontano dalle angosciose protezioni paterne.
    Nell'anno di studi con esiti brillanti, Marcus si confronterà con molteplici traversie e problemi di interazione con compagni di corso, con un amore impossibile, con il rettore e con un'inaspettata tragedia finale.
    Splendida la scrittura di Roth, che descrive i tormenti ed i turbamenti di un ragazzo diviso tra la fedeltà alle tradizioni ebraiche familiari e il desiderio di liberazione da legami che sente soffocarlo, mentre incombe su di lui il terrore dell'espulsione dall'università e conseguente arruolamento in una guerra inutile e sanguinaria.
    Il racconto si sviluppa su tre fasi, in un misto di ironia e tragedia; Roth ci fa amare Marcus immensamente e solo nelle ultime pagine si aprirà il baratro che inghiottirà un personaggio difficile da abbandonare. I tanti, troppi "se solo..." che Marcus dirà a se stesso, sono gli stessi che tutti, prima o poi, dobbiamo ammettere di avere pensato, quando sarebbe bastato aggiustare anche solo un piccolo particolare alle nostre vite per vederle scorrere serenamente.
    Eccezionale.

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  • 5

    Una storia indimenticabile

    Leggere questo libro è stata una boccata d'aria fresca, non riuscivo a smettere di leggere, mi ha attirato al suo interno senza lasciarmi più andare. Philip Roth mi ha conquistata già dalle prime dodi ...continuer

    Leggere questo libro è stata una boccata d'aria fresca, non riuscivo a smettere di leggere, mi ha attirato al suo interno senza lasciarmi più andare. Philip Roth mi ha conquistata già dalle prime dodici pagine, perché Indignazione è un romanzo coraggioso, intellettuale, pieno di scoperte ed errori da parte di un giovane, Marcus, il quale si trova ad affrontare le difficoltà e gli impedimenti dell'America del 1951. Una storia indimenticabile che non può essere ignorata.

    dit le 

  • 5

    Philip Roth - Indignazione

    Solo Roth riesce a prendersi il massimo dei voti per un romanzo che in realtà è un racconto lungo. Solo lui riesce ad essere praticamente perfetto in 140 pagine. Altri sarebbero stati incompleti, altr ...continuer

    Solo Roth riesce a prendersi il massimo dei voti per un romanzo che in realtà è un racconto lungo. Solo lui riesce ad essere praticamente perfetto in 140 pagine. Altri sarebbero stati incompleti, altri non sarebbero riusciti a raggiungere questa perfezione. Roth sì, perché Roth sa scrivere e probabilmente è uno dei migliori.

    Indignazione è la storia di come molto spesso certe scelte possono rivelarsi sbagliate, di come certi genitori possono rovinare i propri figli persino con troppo amore, è la scoperta della sessualità di un ragazzo, ma soprattutto della difficoltà nelle relazioni interpersonali, nella difficoltà di andare d'accordo con le persone, di conviverci piuttosto che sfuggirci.

    Indignazione è anche la dimostrazione di come la guerra possa cancellare in un attimo quanto sopra, perché una guerra è sempre una sconfitta per tutti, ma soprattutto per dei genitori che perdono un figlio.

    Lo ripeterò fino alla nausea: leggete, leggete ed ancora leggete Philip Roth. Uno dei migliori se non il.

    dit le 

  • 5

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/06/01/indignazione-philip-roth/

    “- Reggerai di fronte alle sue grida isteriche, se si dovesse arrivare a tanto? Reggerai di fronte alle sue suppliche disperate ...continuer

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/06/01/indignazione-philip-roth/

    “- Reggerai di fronte alle sue grida isteriche, se si dovesse arrivare a tanto? Reggerai di fronte alle sue suppliche disperate? Riuscirai a guardare da un’altra parte mentre una persona sofferente ti implora, implora per qualcosa che vuole da te e che tu non sei disposto a concederle? Sì, a un padre potevi dire: . Ma hai il tipo di forza necessaria per questo? Perché tu hai anche una coscienza. E sono fiera che tu ce l’abbia, ma una coscienza può esserti nemica. Hai coscienza, hai compassione, hai anche dolcezza... allora dimmi, saprai fare le cose che si renderanno necessarie con questa ragazza? Perché la debolezza di un’altra persona può distruggerti tanto quanto la sua forza. Le persone deboli non sono innocue. La loro debolezza può essere la loro forza. Una persona tanto instabile è una minaccia per te, Markie, è una trappola.”
    (Philip Roth, “Indignazione”, ed. Einaudi)

    Nel 1951, in piena Guerra di Corea, Marcus Messner, ragazzo serio, diligente, studioso e appena iscrittosi all’università di Newark, scappa da quest’ultima per andarsene a studiare a Winesburg, nell’Ohio. Marcus scappa da suo padre, macellaio risoluto che da un po’ di tempo è diventato ossessivo, preoccupato com’è per la sorte del figlio, timoroso che possa darsi all’alcool, al gioco d’azzardo o che possa finire soldato in guerra. Giunto alla soglia della follia, sopportato anche dalla stoica moglie, il macellaio costringe il figlio a cercare altrove una certa libertà. Marcus, però, ben presto si accorgerà che il luogo dove è giunto, l’università di Winesburg, è una gabbia anch’essa, un groviglio di studenti fanatici religiosi, di compagni di stanza grotteschi con i quali non riesce ad instaurare alcun rapporto. A mitigare il tutto sembra pensarci Olivia, che però nasconde un passato tutt’altro che rassicurante.
    Fin qui le mie parole, il resto lo fa la solita graffiante, divertente, tragicomica penna di Philip Roth.

    “Avevamo dormito nella stesse stanza e studiato insieme - e adesso era morto a ventun anni. Aveva definito Olivia una mignotta - e adesso era morto a ventun anni. Quando sentii del fatale incidente di Elwyn, il mio primo pensiero fu che non mi sarei spostato dalla sua stanza se avessi saputo in anticipo che sarebbe morto. Fino ad allora, le uniche due persone di mia conoscenza che erano morte erano i due cugini più grandi uccisi in guerra. Elwyn era la prima persona morta che avessi odiato. Ora avrei dovuto smettere di odiarlo ed essere in lutto per lui? Avrei dovuto fingere di essere dispiaciuto per il fatto che era morto, e atterrito per il modo in cui era morto? Avrei dovuto fare il viso contrito e andare alla commemorazione funebre nella sede della sua confraternita e presentare le mie condoglianze ai confratelli, molti dei quali mi erano noti come ubriaconi che quando volevano richiamare la mia attenzione alla locanda fischiavano con le dita in bocca e mi si rivolgevano in un modo che suonava sospettosamente simile a ? Oppure avrei dovuto cercare di riottenere il mio posto nella stanza di Jenkins Hall prima che venisse assegnata a qualcun altro?”

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  • 4

    Scrittura accattivante, struttura teatrale con qualche incursione nel territorio della tragedia greca, le riflessioni sulle nostre scelte di vita, di credo religioso o politico sempre al centro del ra ...continuer

    Scrittura accattivante, struttura teatrale con qualche incursione nel territorio della tragedia greca, le riflessioni sulle nostre scelte di vita, di credo religioso o politico sempre al centro del racconto. Lo stile di Roth è asciutto, diretto e non fa sconti a nessuno. E' volgare a volte, irritante altre. Il nostro protagonista non è un ribelle, un fuori legge o un sobillatore; al contrario è quieto, determinato a diventare lo studente migliore del Campus. Riflette su ogni piccola azione. Ci medita a fondo… e infine “sbaglia”, a volte sapendo di cadere in errore, altre volte per difendere i diritti di un individuo troppo onesto ed intelligente per sentirsi a suo agio. L'A., comunque, entra nelle pieghe più recondite e nascoste della psicologia del suo personaggio che ci appare come un agnello sacrificale, come colui che ha un destino segnato da una consuetudine. Struggente il monologo di resoconto della vita del protagonista nelle parole dell' inno nazionale cinese urlato laddove Marcus cade ferito a morte nella collina coreana: la metafora del sangue ricorre in tutto il breve ma commovente romanzo malgrado il terribile ed epico finale.

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  • 4

    Scritto benissimo, accattivante. La storia di Marcus Messner e delle sue vicissitudini universitarie tiene attaccati fino alla fine anche perché l'autore anticipa alcune informazioni sul finale molt ...continuer

    Scritto benissimo, accattivante. La storia di Marcus Messner e delle sue vicissitudini universitarie tiene attaccati fino alla fine anche perché l'autore anticipa alcune informazioni sul finale molto presto.
    Personaggi difficili, problematici, a tratti folli eppure la trama è del tutto credibile.

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