Inimigos, uma história de amor

Por

Editor: Dom Quixote

4.0
(116)

Language: Português | Number of Páginas: 224 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Russian , Italian , German , Polish , Spanish

Isbn-10: 9722007548 | Isbn-13: 9789722007542 | Data de publicação:  | Edition 1

Translator: Marta Morgado

Category: Fiction & Literature

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  • 3

    "Com'era singolare che un gran numero di cervelli continuassero a porsi interrogativi e non riuscissero a pervenire a nessuna conclusione! Tutti tacevano: Dio, le stelle, i defunti. E le creature che ...continuar

    "Com'era singolare che un gran numero di cervelli continuassero a porsi interrogativi e non riuscissero a pervenire a nessuna conclusione! Tutti tacevano: Dio, le stelle, i defunti. E le creature che parlavano non rivelavano nulla..." (p. 135)

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  • 4

    EBREI IN AMERICA

    Una grande romanzo, ironico, sornione, strampalato e al tempo stesso un grande affresco delle contraddizioni delle comunità ebraiche che, scampate alla fine della seconda guerra mondiale allo stermini ...continuar

    Una grande romanzo, ironico, sornione, strampalato e al tempo stesso un grande affresco delle contraddizioni delle comunità ebraiche che, scampate alla fine della seconda guerra mondiale allo sterminio nazista, trovarono posto negli Stati Uniti dì'America. Una storia d'amore, come recita il sottotitolo, ma al tempo stesso una storia di rinunce e sotterfugi, superstizioni e paure. I miti ebraici, la punizione di Dio e il rispetto della legge di Mosè sono il filo rosso che corre attraverso l'intero romanzo. Da non perdere assolutamente.

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  • 4

    ...stato di lettura: dovrei dire stato di ascolto!
    Omaggiando i miei occhi stanchi, legge per me Patrizia Zappa Mulas.
    E' la prima volta che approfitto di un audiolibro e devo dire che e' un modo per ...continuar

    ...stato di lettura: dovrei dire stato di ascolto!
    Omaggiando i miei occhi stanchi, legge per me Patrizia Zappa Mulas.
    E' la prima volta che approfitto di un audiolibro e devo dire che e' un modo per me assolutamente nuovo, stimolante, piacevole e rilassante. E per fortuna ho scelto un libro adattissimo ad essere ascoltato. Fiduciosa, proseguo.

    Ad ..ascolto ultimato, riconfermo la mia previsione circa la fruizione dell’audiolibro: ottima scelta.
    Grazie all’ascolto affini nel dettaglio ogni immagine, ogni particolare. Sei inevitabilmente più attento e concentrato. E in più è una sorta di corso di dizione. Anche se…può lasciarti con interrogativi aperti che non ti privano comunque del sonno, certo!. Esempio banale: come si scriverà “Scifrapuà”, (scritto così come viene pronunciato), nome di donna? Shifrapois? Shifrapua?. Una Curiosa come me non poteva lasciare la questione sospesa. (così ho ampliato le mie conoscenze e ho scoperto che si scrive Shifra Pua. In base a quanto scritto sulla Parashah di Shemot (Esodo 1:1 – 6:1), Shifra (bella) e Pua (splendore o ragazza) sono i nomi di due levatrici egiziane o ebree – qui c’è discordanza - il cui compito era di assistere le partorienti ebree. Segue poi tutta una storia che non sto a riportare…sono già fuori tema da parecchio!)
    La storia è interessante e fa capire lentamente, attraverso le personalità dissestate e deturpate di ogni protagonista, quanto i “salvati” dell’Olocausto siano anche essi, dolorosamente, dei “sommersi”.
    Storia che si presta moltissimo a essere rappresentata in teatro.
    “Tre donne e un uomo”….”due mogli e un’amante”…titoli alternativi.
    Herman, un uomo fantoccio, senza ombra di sentimento, vigliacco e bugiardo fino al midollo; Tamara una moglie “revenant” intelligente, profonda e concreta; Jadwiga una moglie “colf” insignificante, buona e ingenua; Masha una amante bella e sensuale, nervosetta e capricciosa, volubile, drammaticamente teatrale. Poi vari personaggi secondari fanno da contorno alla vicenda di questo traballante, insostenibile intreccio.
    Reazioni che suscita, soprattutto quando il racconto si avvia alla conclusione, peraltro abbastanza precipitosa: una gran voglia di prendere a calci o a bastonate Herman, di fare una carezza a Jadwiga, di dare tutto il rispetto a Tamara, di mandare a quel paese Masha.

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  • 4

    Capolavoro di ironia e coraggio: Levi ha detto che Singer è un minore. Parlava come in sogno ... di se stesso. Pubblicato a puntate su "The Jewish Daily Forward" nel 1966. È stato scritto in lingua yi ...continuar

    Capolavoro di ironia e coraggio: Levi ha detto che Singer è un minore. Parlava come in sogno ... di se stesso. Pubblicato a puntate su "The Jewish Daily Forward" nel 1966. È stato scritto in lingua yiddish, tradotto in inglese da Aliza Shevrin ed Elizabeth Shub, e pubblicato in volume per la prima volta da Farrar, Straus and Giroux nel 1972 con il titolo Enemies, a Love Story.

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  • 4

    Ottimo

    "In ogni livello sociale, la pula abbonda sul frumento"
    Tante chicche, alcune spettacolari, per una storia ricca di colpi di scena, attesi ma imprevedibili, resi freschi e vividi da una scrittura sapi ...continuar

    "In ogni livello sociale, la pula abbonda sul frumento"
    Tante chicche, alcune spettacolari, per una storia ricca di colpi di scena, attesi ma imprevedibili, resi freschi e vividi da una scrittura sapiente.

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  • 0

    ✰✰✰✰ molto buono

    Ancora Singer. Come ha detto un anobiano, crea dipendenza.
    Decisive due ore e mezza di coda.

    Singer scriveva seduto in poltrona e trascriveva su una macchina da scrivere con i caratteri yiddish.
    Conti ...continuar

    Ancora Singer. Come ha detto un anobiano, crea dipendenza.
    Decisive due ore e mezza di coda.

    Singer scriveva seduto in poltrona e trascriveva su una macchina da scrivere con i caratteri yiddish.
    Continuava con quella lingua perché, diceva lui, era la lingua parlata nella cucina di sua madre, lingua nella quale aveva sentito decine di racconti reali o fantastici.
    Come dice all’inizio di Sosha “io venni educato sulla base di tre lingue morte – l’ebraico, l’aramaico e lo yiddish … e di una cultura che si sviluppò a Babilonia: il Talmud.””
    Penso che, nonostante da giovane abbia letto e frequentato libri e personaggi e ambienti non ammessi dalla stretta osservanza, il forzato abbandono della sua terra e la successiva tragedia che annullò l’universo da lui conosciuto, la lingua fosse un legame necessario al ricordo e alla sua personale testimonianza per conto di chi non poteva più farlo.
    Vende sempre, non molto, ma alla lunga. L’alibi, almeno di una certa critica, è quella della collocazione. Scrittore polacco perché è nato a Varsavia, ma profugo dal 1935? Americano, perché aveva la cittadinanza, ma ha abitato sempre in Via Krochmalna? Ebraico visto che scriveva in Yiddish, ma non era l’ebreaco della Torà o l’yiddish parlato dagli abrei americani?
    Torno al mio noioso discorso dei “generi”: ciò su cui non si può mettere un’etichetta è difficile da gestire. Non è previsto che Singer (o altri) sia solo Singer (o altri).

    Questo romanzo non si svolge nella perduta Polonia, ma negli Stati Untiti degli anni Cinquanta.
    Herman, che sa che la moglie Tamara è stata uccisa dopo aver visto morire i loro due bambini, è scampato perché per 3 anni Yadwiga, la serva polacca della sua famiglia, lo nascose nel proprio fienile.
    All’inizio del racconto lui è a Long Island, sposato con Yadwiga. Vive scrivendo brani che un rabbino “all’americana” legge in conferenze, prediche etc. Alla moglie polacca, che non sa parlare né inglese né yiddish, ha detto che va in giro a vendere libri. In realtà lui ha un’amante, Masha, molto bella, sposata/separata, sopravvissuta ai campi tedeschi e a quelli russi, non si sa come. Vive con la madre anziana, ebrea strettamente osservante. Nelle notti con Masha i ricordi di lei eccitano il loro amore.

    Tra queste due donne, il suo lavoro e la città, continua a vivere come se fosse ancora in quel fienile, una vita celata agli altri, fatta di menzogne, di sopravvivenza. Lui l’orrore non l’ha vissuto direttamente, quell’esperienza gli manca: questo l’ha reso un uomo a metà, un superstite che non ha visto nulla. Non rispetta più alcun precetto, ma ciò che frequenta dell’immensa città è sempre un percorso ebraico, come ebraiche tutte le pensioni dove alloggeranno in una settimana di vicinanza con Tamara. Infatti, poiché Dio non ha ancora finito di giocare con le loro vite, un bel giorno scopre che Tamara non è morta. In corpo porta ancora una delle due pallottole che le spararono contro, ma è riuscita a vivere.

    A Tamara, moglie con cui è sempre stato in conflitto, racconta la sua storia e quella delle due donne che sono nella sua vita. Ma lei non vuole nulla da lui, anzi un poco lo compatisce, un poco lo prende in giro.
    Masha vuole il matrimonio, magari finto, e un figlio. Un figlio lo vuole anche Yadwiga. Il solo che non vuole figli è lui, ma si rende conto che il nemico è più forte.
    La situazione s’aggroviglia. Herman non sa decidersi, dice sempre sì a tutte.
    Inutile dirsi “ma perché lui …” oppure “ma perché lei …”: se i personaggi avessero fatto quello che diciamo noi non ci sarebbe stata la storia.
    Il tono generale è quello della tragicommedia.
    La fine è quella giusta.

    14.05.2014

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  • 5

    Herman Broder è un povero diavolo senza inferno ma con tante pene. La prima delle quali è l'essere un sopravvissuto ai campi di concentramento senza esservi mai entrato. Diviso dal mondo dei vivi, sch ...continuar

    Herman Broder è un povero diavolo senza inferno ma con tante pene. La prima delle quali è l'essere un sopravvissuto ai campi di concentramento senza esservi mai entrato. Diviso dal mondo dei vivi, schiavo del libero arbitrio altrui, amante inetto e inadeguato ai sentimenti, Broder si barcamena tra tre donne - una madre, l'altra moglie, la terza puttana - impossibilitato a vivere senza di loro sebbene non voglia legarsi a nessuna. Dio è il convitato di pietra di questo romanzo, negato e anelato al contempo, lo si cerca ovunque e non si trova mai.

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  • 5

    Ad Alta Voce, legge Patrizia Zappa Mulas. A New York, lo sperdimento dei salvati, vivi ma morti dentro, incapaci di muoversi nel nuovo mondo, perseguitati dai ricordi e dall'annientamento da cui sono ...continuar

    Ad Alta Voce, legge Patrizia Zappa Mulas. A New York, lo sperdimento dei salvati, vivi ma morti dentro, incapaci di muoversi nel nuovo mondo, perseguitati dai ricordi e dall'annientamento da cui sono usciti. Ecco, non ci avevo pensato mai, che i salvati non si potessero salvare più.

    dito em 

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