Into the Wild

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Editeur: 10 X 18

4.0
(4763)

Language: Français | Number of pages: | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Chi traditional , Spanish , Italian , Finnish , Japanese , German , Portuguese , Catalan , Dutch

Isbn-10: 2264048301 | Isbn-13: 9782264048301 | Publish date: 

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Description du livre
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  • 3

    Mi avevano parlato un gran bene di questo libro, ma sono decisamente rimasta delusa. A tratti noioso, nel complesso poco coinvolgente. Gli do tre stelle solo perché ritengo possa essere di una qualche ...continuer

    Mi avevano parlato un gran bene di questo libro, ma sono decisamente rimasta delusa. A tratti noioso, nel complesso poco coinvolgente. Gli do tre stelle solo perché ritengo possa essere di una qualche utilità per chi non conosce minimamente le regole della natura e quanto questa possa essere cruda e implacabile. A contribuire al mio voto, di poco positivo, è di sicuro quel poco delle avventure personali che l'autore racconta cercando un qualche parallelo con Chris, quelle sono state delle pagine piacevoli.

    dit le 

  • 2

    Usare come scusa la storia di un altro per raccontare la propria

    Questo libro mi ha annoiata a morte. L'autore racconta la storia di Chris McCandless che un bel giorno parte per l'alaska senza prendersi la briga di avvisare la sua famiglia, perchè considerati mater ...continuer

    Questo libro mi ha annoiata a morte. L'autore racconta la storia di Chris McCandless che un bel giorno parte per l'alaska senza prendersi la briga di avvisare la sua famiglia, perchè considerati materialisti, capitalisti e bla bla bla. Pazzesco. Ho odiato ogni singola pagina, il protagonista nella sua totalità e lo scrittore che ovviamente ci ha piazzato il racconto della sua gita in alaska, per dire al mondo che anche lui ha scalato una montagna. Yuppi. Sono felicissima di averlo finito dato che non mi ha interessato neanche un pò conoscere cosa pensava la gente che ha conosciuto McCandless nè tutto il resto. Bocciatissimo.

    dit le 

  • 3

    Forse meno convincente di "Aria sottile", l'opera più nota di Krakauer procede un po' a strappi, alternando pagine molto belle a capitoli meno avvincenti, ma il nocciolo c'è, eccome: con stile narrati ...continuer

    Forse meno convincente di "Aria sottile", l'opera più nota di Krakauer procede un po' a strappi, alternando pagine molto belle a capitoli meno avvincenti, ma il nocciolo c'è, eccome: con stile narrativo ma piglio giornalistico, l'Autore ricostruisce con rigore (anche con documenti e interviste) la "fuga dalla civiltà" di Chris McCandless, cercando, con un'apertura nemmeno troppo celata all'analisi psicologica, di indagare perché sia successo tutto queso, cosa abbia spinto il ragazzo a lanciarsi in una siffatta avventura.

    dit le 

  • 5

    無數讀者以一種安全或者疏離的方式參與了主角受人爭議的後半生。
    無法做出任何評論,只願死者安息。

    dit le 

  • 4

    有點能理解當初chris為什麼要走入荒野生活
    不僅是表達對社會制度的無言的抗議
    也是探索自我回歸最純樸的原始
    最後誤食植物仍求生存
    可見並非想遺世獨立
    在探索過程中也發現
    追尋自我不一定要離群索居
    回到人群也可以有所改變

    dit le 

  • 4

    "Society, you're a crazy breed... I hope you're not lonely without me..."

    ...non potevo fare a meno di canticchiare mentalmente il ritornello di questa meravigliosa canzone di Eddie Vedder (colonna sonora del film "Into the wild") mentre leggevo la storia di Chris McCandles ...continuer

    ...non potevo fare a meno di canticchiare mentalmente il ritornello di questa meravigliosa canzone di Eddie Vedder (colonna sonora del film "Into the wild") mentre leggevo la storia di Chris McCandless, alias Alex Supertramp. "Società, sei una razza folle...spero che tu non sia sola senza di me..." Credo che in ognuno di noi risieda quell'istinto ancestrale di immergersi nella natura selvaggia, credo che ognuno di noi abbia una piccola parte di sè che rifiuta la società e che percepisce il richiamo primitivo della Madre Terra, del ritorno alle origini, all'essenzialità dell'esistenza.....solo che la stragrande maggioranza di noi ha messo a tacere da tempo quel richiamo e non riconosce più quell'istinto. Chris McCandless no. E anche se la sua ricerca e il suo percorso hanno avuto un tragico epilogo...per me non è una storia triste. A me la storia di Chris ha trasmesso un profondo senso di passione per la vita nel suo aspetto più puro, più vero...ingenuo sicuramente, ma pieno d'incanto. Per certi versi, sembrerà strano, mi ha trasmesso anche speranza. Ho apprezzato il fatto che Krakauer non abbia espresso giudizi o sentenze sulle scelte di McCandless, e che abbia invitato il lettore a fare altrettanto. Chris ha avuto sufficienti dosi di coraggio e di incoscenza per seguire i propri "richiami", ha sentito forte la necessità di rincorrere la propria "vocazione": i giudizi non servono, le condanne tantomeno. Io credo si debba solo provare a capire e se non ci si riesce...fare silenzio.

    Al libro ho assegnato 4 stelline, al film invece ne avrei date 5. E' uno dei rari casi in cui la potenza evocativa delle immagini cinematografiche non sottrae ma aggiunge.

    dit le 

  • 5

    Questo libro l’ho letto un anno fa.
    Ed è stato oltre che l’incontro con la storia di Chris McCandless la scoperta dello scrittore Jon Krakauer. Krakauer è un giornalista (un po’ particolare… è anche u ...continuer

    Questo libro l’ho letto un anno fa.
    Ed è stato oltre che l’incontro con la storia di Chris McCandless la scoperta dello scrittore Jon Krakauer. Krakauer è un giornalista (un po’ particolare… è anche un alpinista che ha scalato l’Everest nella tristemente nota scalata del 1996, da cui anche un suo famoso e polemicizzato libro “Aria sottile”) e il suo stile si può definire tipicamente giornalistico: inizia il libro con un capitolo che è quasi come con un titolo a caratteri cubitali seguito da brevi didascalie che raccontano subito tutti i dati essenziali della storia. Dopo questo primo capitolo noi conosciamo a grandi linee tutta la storia di Chris e della sua esperienza tragica in Alaska. Questo però non toglie nulla alla voglia di procedere nella lettura per saperne sempre di più e anzi è proprio da questi dati primi esaustivi ma non dettagliati che siamo spinti ad andare avanti perché vogliamo sapere di più sull’animo di Chris, su che cosa l’ha spinto ad intraprendere questa esperienza, vogliamo conoscere le sue ragioni intime e profonde, selvagge e pure. Vogliamo una risposta al perché tutto ciò e vogliamo sapere che cosa cercava veramente Chris in Alaska.
    Personalmente adoro questo stile di Krakauer e quel che ne scaturisce è un ritratto del personaggio che pur evidenziando tutti gli errori compiuti che l’hanno condotto sino alla triste morte (e ne ha compiuti prima di arrivare a quell’autobus e la fortuna l’ha aiutato in diverse e ripetute occasioni!) ne mette in risalto però anche i tratti morali più puri, autentici, quasi monacali sia pur tinti di profonda ingenuità e la sua ricerca della verità.
    Degli errori di Chris glie ne faccio una responsabilità ed una colpa ma grazie a Krakauer oltre a questo viene tramandato anche il profondo, semplice ma lui solo sa quanto vissuto ed interiorizzato messaggio: “La felicità è vera soltanto se condivisa” (scritta trovata all’interno del Magic Bus).
    Da non perdere! Specialmente per gli amanti dell’aria aperta!

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    0

    Non è stato facile leggere questo libro perché sapevo a cosa andavo incontro dal momento che conoscevo a grandi linee la storia e soprattutto il finale, ma ho voluto provarci lo stesso e ne è valsa la ...continuer

    Non è stato facile leggere questo libro perché sapevo a cosa andavo incontro dal momento che conoscevo a grandi linee la storia e soprattutto il finale, ma ho voluto provarci lo stesso e ne è valsa la pena.

    Il racconto di questa avventura conclusasi tragicamente mi è piaciuto molto anche se ovviamente il tutto è molto triste, soprattutto sapendo che si tratta di qualcosa accaduto realmente. Mi è piaciuto il fatto che la storia sia stata raccontata in parte in forma di diario, in parte con dichiarazioni di chi aveva conosciuto Chris e tutto questo ben amalgamato dall’autore nel suo racconto. Nell’insieme ho trovato il libro davvero ben fatto e mai noioso o lungo. Belli anche i passaggi di alcuni libri sottolineati dallo stesso Chris e che erano sul luogo in cui lui è stato poi trovato.

    Sinceramente non ero a conoscenza di tutta la parte che c’è stata prima che Chris arrivasse in Alaska. Io pensavo che lui avesse deciso di affrontare “solo” questa avventura e che poi non ce l’avesse fatta, mentre il suo viaggio è iniziato oltre 2 anni prima, tanto che ha avuto modo di trascorrere vari mesi in più Stati americani.

    Quello che mi è piaciuto di più in tutto il libro è il ricordo che Chris ha lasciato nelle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Tutti ne hanno parlato bene e alcuni gli erano davvero molto affezionati anche se avevano trascorso insieme a lui relativamente poco tempo, ma questo è stato spesso breve ma intenso. Belle anche le lettere e cartoline che Chris, prima di addentrarsi nell’avventura dell’Alaska, ha scritto a chi lo ha particolarmente aiutato durante il suo viaggio. Anche lui ha sempre avuto belle parole per tutti.

    Nel libro si è parlato molto del fatto che Chris molto probabilmente ha sottovalutato quello a cui sarebbe andato incontro intraprendendo il viaggio in Alaska.

    Su questo concordo, quello che più mi stupisce è che lui era un ragazzo molto intelligente, quindi non riesco a capire come mai abbia voluto affrontare quel giro male equipaggiato e con poco cibo. Questo per me resterà un mistero. Magari riguardo il cibo forse lui pensava fosse più semplice procurarselo, ma riguardo l’equipaggiamento? Mah?!

    La parte che forse mi è interessata di meno è quella relativa alla vita dello scrittore, però ho apprezzato il giro che lui, insieme ad altri 2 compagni, ha voluto fare nei luoghi dell’Alaska visitati da Chris.

    Bellissima la parte finale, quando i genitori vanno a visitare l’autobus in cui è morto il figlio.

    dit le 

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