Io sono il tenebroso

Di

Editore: Einaudi

3.9
(2849)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 260 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 8806166638 | Isbn-13: 9788806166632 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Balmelli

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Arrivato alla settecentesima pagina della sua biografia di Bismark, LouisKehlweiler, detto il Tedesco, ex investigatore del ministero degli Internifrancese, si ritrova a indagare sull'ennesimo crimine. Un serial killer uccidebrutalmente donne sole in giro per Parigi e il presunto colpevole non è che unpovero di spirito, confuso e apparentemente inoffensivo. Ma i fatti, a benguardare, non hanno mai una faccia sola. Meglio così: perché dove le cose nonsono semplici come sembrano, tutto sommato, ci si sente a casa. Il romanzogioca a nascondino con il genere poliziesco, i suoi codici, i suoi stereotipie produce, in questo modo, un insospettabile effetto di realtà.
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  • 4

    Uno dei romanzi migliori di Fred Vargas. Della serie degli Evangelisti - i "tre storici allo sbando" che studiano il medioevo, la prima guerra mondiale e la preisotria - e che aiutano Louis, investi ...continua

    Uno dei romanzi migliori di Fred Vargas. Della serie degli Evangelisti - i "tre storici allo sbando" che studiano il medioevo, la prima guerra mondiale e la preisotria - e che aiutano Louis, investigatore solitario, nelle indagini su crimini efferati quanto irrisolvibili. Un mondo di personaggi mai banali, a partire da questa banda di improbabili investigatori che prestano al mondo dell'indagine criminale le loro competenze storiche e i loro metodi di ricerca.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Bella la costruzione della storia, grandiosi i personaggi (ancora il padrino e i tre "Evangelisti"), semplice e lineare il decorso, inaspettata la conclusione. La Vargas riesce sempre ad essere stuzzi ...continua

    Bella la costruzione della storia, grandiosi i personaggi (ancora il padrino e i tre "Evangelisti"), semplice e lineare il decorso, inaspettata la conclusione. La Vargas riesce sempre ad essere stuzzicante e genialmente accattivante. La storia: Arrivato alla settecentesima pagina della sua biografia di Bismark, Louis Kehlweiler, detto il Tedesco, ex investigatore del ministero degli Interni francese, si ritrova a indagare sull'ennesimo crimine. Un serial killer uccide brutalmente donne sole in giro per Parigi e il presunto colpevole non è che un povero di spirito, confuso e apparentemente inoffensivo. Ma i fatti, a ben guardare, non hanno mai una faccia sola. Meglio così: perché dove le cose non sono semplici come sembrano, tutto sommato, ci si sente a casa. Il romanzo gioca a nascondino con il genere poliziesco, i suoi codici, i suoi stereotipi e produce, in questo modo, un insospettabile effetto di realtà.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi mancheranno i miei Evangelisti (recensione valida per tutta la serie)

    Recensione finale, sull'ultimo libro della serie, che in realtà vale un po' per tutti e tre.
    Mi sono avvicinata agli Evangelisti dopo aver letto un libro del commissario Adamsberg e ammetto di essere ...continua

    Recensione finale, sull'ultimo libro della serie, che in realtà vale un po' per tutti e tre.
    Mi sono avvicinata agli Evangelisti dopo aver letto un libro del commissario Adamsberg e ammetto di essere partita con molta cautela e parecchi dubbi, perché avevo adorato il commissario e i suoi comprimari e l'idea di avere ora come protagonisti principali tre studiosi di storia non mi ispirava poi più di tanto. Invece mi sono ricreduta in fretta, perché Marc, Mathias e Lucien (alias San Marco, San Matteo e San Luca) e con loro Vandoosler il Vecchio, padrino di Marc ("Al Vecchio non servirebbe un grosso incoraggiamento per farsi chiamare Dio" cit.) hanno una chimica particolare, e a suon di schermaglie e dialoghi a volte quasi surreali entrano sottopelle nel giro di poco e fanno innamorare.
    A questi si aggiunge Louis/Ludwig Kehlweiler ex poliziotto(?) semi-protagonista del libro precedente a questo, che ritroviamo anche stavolta insieme al suo rospo domestico.
    Tutti i libri della serie, e questo non fa eccezione, sono gialli tutto sommato "semplici": non giocano tanto sul numero di vittime o sullo spargimento di sangue, sono anzi molto poco cruenti e sviluppano la trama più sulle ricerche e sulle varie piste possibili che sul macello splatter che si trova in fin troppi libri del genere giallo o thriller. Anche la soluzione, quando arriva, è semplice e lineare: non ci sono motivazioni complicate (e spesso goffe, siamo sinceri) per assassini complessati e psicopatici, ma tutto è semplice ed evidente.
    La scrittura è ottima: elegante, ma non troppo elaborata, con personaggi e dialoghi che a volte sconfinano nel surreale, ma che risultano piacevoli e curiosi. (Ad esempio, in uno dei libri della serie, uno dei tre Evangelisti incappa in una di quelle macchine inutili a cui si rivolge una domanda, si tira una leva e si ottiene una risposta casuale del tipo: "Perché no?" oppure "A volte vale la pena rischiare" e via dicendo... e lui, dopo averci pensato un po', decide di chiedere come si potrebbe spostare la Terra fuori dal sistema solare quando il Sole esploderà fra cinque miliardi di anni. Per dire.)
    Sono tutti libri autoconclusivi che si possono leggere in fila o singolarmente, in ordine oppure no, senza avere particolari problemi. Va da sè che io consiglio di leggerli tutti e in ordine per godersi di più l'introduzione e l'evolversi dei vari personaggi, ma non è assolutamente necessario farlo.
    Personalmente consiglio la Vargas a tutti, specie a chi, come me, si è decisamente stancato di leggere libri che cercano di avere dei pericolosissimi assassini psicopatici che invece, ad una mente un po' meno impressionabile, risultano più che altro goffi e assurdi. Poi, oh, se cercate spargimenti di sangue e motivazioni complicate che anche a fine libro non risultano chiare, vi conviene guardare da un altra parte, ma altrimenti la Vargas è perfetta.
    Leggete e diffondete, ché non si sa mai che capiti il miracolo e ci arrivi un altro libro sugli Evangelisti.
    (Propaganda becera per i miei loschi fini, sì.)

    ha scritto il 

  • 3

    Il mio primo romanzo di Fred Vargas, motivo per il quale non ho "confidenza" fin da subito con i personaggi. La lettura scorre per la buona caratterizzazione dei protagonisti più che per gli sviluppi ...continua

    Il mio primo romanzo di Fred Vargas, motivo per il quale non ho "confidenza" fin da subito con i personaggi. La lettura scorre per la buona caratterizzazione dei protagonisti più che per gli sviluppi investigativi. Consigliato a chi vuole leggere un buon libro piuttosto che un ottimo thriller.

    ha scritto il 

  • 5

    Non ho davvero più parole per descrivere le opere di Fred Vargas. In particolare questo libro, ultimo atto in senso cronologico della saga dei Tre Evangelisti, ha un ritmo pressante fin dall'inizio. N ...continua

    Non ho davvero più parole per descrivere le opere di Fred Vargas. In particolare questo libro, ultimo atto in senso cronologico della saga dei Tre Evangelisti, ha un ritmo pressante fin dall'inizio. Non lascia scampo al lettore accanito della Vargas. Interessante , meno misterioso degli altri due capitoli precedenti, semplice ma appassionante. Ottima la caratterizzazione di uno dei personaggi principali. Se ci fossero gli Oscar anche per i personaggi dei libri, uno di questi avrebbe vinto di sicuro quello come attore non protagonista. Capirete da soli chi sia il personaggio in questione.
    Il libro scorre via in modo gradevole ed è davvero impossibile staccarsi dalle pagine. Personalmente trovo che sia uno dei migliori libri della Vargas che in questo più che in altri, ha raccontato la storia in modo asciutto e con meno fronzoli, anche se tutte le opere della scrittrice sono più o meno di ottima fattura,questa sembra essere stata quella più intima e diretta.
    Consiglio a tutti questa lettura.

    ha scritto il 

  • 0

    Abbandono o proseguo?

    L'ho cominciato tre gg fa, mi annoia, non mi piace, non mi piace come scrive sta Fred Vargas dal nome non si capisce se è scrittrice donna o uomo, se qualcuno mi può dare un motivo per proseguire nel ...continua

    L'ho cominciato tre gg fa, mi annoia, non mi piace, non mi piace come scrive sta Fred Vargas dal nome non si capisce se è scrittrice donna o uomo, se qualcuno mi può dare un motivo per proseguire nella lettura, oppure se non ne vale la pena se qualche anima gentile mi dice come va a finire perché essendo un noir la curiosità è rimasta. Grazie in anticipo.

    ha scritto il 

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