Io speriamo che me la cavo

Sessanta temi di bambini napoletani

Editore: Mondadori

3.6
(4130)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 154 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Greco

Isbn-10: 8804388668 | Isbn-13: 9788804388661 | Data di pubblicazione: 

Compilatore: Marcello D'Orta

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Umorismo

Ti piace Io speriamo che me la cavo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Colorati, vitalissimi, spesso sgrammaticati e scoppiettanti di humour involontario i temi fatti dai bambini della scuola elementare di Arzano e raccolti dal maestro D'Orta sono ormai diventati un caso letterario e sociologico.Una cronaca che rappresenta meglio di tanti trattati la realtà sconcertantedel nostro paese.
Ordina per
  • 1

    Il classico libro "furbetto" che cavalca l'onda del pietismo e dei luoghi comuni su cui sono tutti d'accordo. Non sto a chiedermi se i temi siano veri oppure inventati di sana pianta dal maestro (anch ...continua

    Il classico libro "furbetto" che cavalca l'onda del pietismo e dei luoghi comuni su cui sono tutti d'accordo. Non sto a chiedermi se i temi siano veri oppure inventati di sana pianta dal maestro (anche se propendo per la 2° opzione)...è proprio l'idea in sè che non mi piace, a prescindere.
    Non mi ha trasmesso nulla.
    Piatto, monotono, rassegnato, banale. E piuttosto noioso.
    Bocciato! (il maestro)

    ha scritto il 

  • 4

    Non solo per ridere, ma per riflettere

    Marcello D’Orta, maestro elementare ad Arzano, comune proletario dell’hinterland di Napoli, raccoglie in questo volumetto sessanta temi dei suoi scolari. Divertenti, irriverenti, sgrammaticati, sponta ...continua

    Marcello D’Orta, maestro elementare ad Arzano, comune proletario dell’hinterland di Napoli, raccoglie in questo volumetto sessanta temi dei suoi scolari. Divertenti, irriverenti, sgrammaticati, spontanei, esprimono il modo di sentire di un’Italia popolare, lontana dai problemi e dagli agi delle grandi città del Nord. Un paese dove le case sono “sgarrupate” e fatiscenti, le strade si allagano quando piove, segnato dalla disoccupazione, ma in cui ancora le famiglie si riuniscono x le feste, tutti si conoscono, i ragazzini a volte lavorano, dove una visita dallo sfasciacarrozze si trasforma in divertimento. I bambini sono disincantati e si arrangiano con qualche furbizia, allo stesso tempo allegri, saggi e rassegnati. Questo libro non è una raccolta delle solite asinate scritte da studenti distratti o poco diligenti, è il ritratto di un’Italia antica eppure ancora attuale. Libro cult degli anni ’90, seguito da un secondo volume dello stesso D’Orta, ha dato inizio a un revival di antologie di “perle” raccolte un po’ in tutti i campi professionali, dalla scuola, alla medicina, all’informatica. Qui però non si ride soltanto, si riflette anche su un’infanzia forse diversa dalla nostra ma interessante e spontanea. Ne è stato tratto un bel film con Paolo Villaggio nei panni del maestro, non in veste comica ma allo stesso tempo divertente e commovente.

    ha scritto il 

  • 4

    dal basso il mondo ha un altra immagine

    Quando uscì questo libro ebbe un grande successo, veicolato dal "Costanzo Show" faceva ridere tutti per la spensieratezza e "l'ignoranza". Oggi fa riflettere se non addirittura piangere. In un mondo i ...continua

    Quando uscì questo libro ebbe un grande successo, veicolato dal "Costanzo Show" faceva ridere tutti per la spensieratezza e "l'ignoranza". Oggi fa riflettere se non addirittura piangere. In un mondo in cui si sa tutto e di più, ove il meridione e il fenomeno mafia sono stati indagati a lungo, i temi di allora sono e restano meglio di tante indagini e censimenti dell'ISTAT.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per