Io ti troverò

Di

Editore: Fazi

4.1
(522)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 800 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8864112022 | Isbn-13: 9788864112022 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Simonetta Levantini , Giuliano Bottali

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
A dieci anni Thomas Bishop viene internato in una clinica psichiatrica dopo aver ucciso la madre che lo seviziava da sempre. Quindici anni dopo, evade dall'istituto e dà inizio a una fuga sanguinaria sul cui cammino sono ancora le donne a cadere. Un omicidio, due, poi saranno decine; Bishop tortura e uccide spostandosi da Las Vegas a Chicago, a New York. Un personaggio infero ma straordinariamente umano, del quale Shane Stevens è cronista implacabile raccontandone nel dettaglio l'infanzia e gli anni di reclusione, le quotidiane strategie di sopravvivenza e la ferocia omicida. Ne emerge un indimenticabile ritratto della follia, di quel concatenarsi di storie, incontri o mancati incontri che conducono un uomo a cedere alla violenza, all'orrore, alla distruzione dell'altro e di sé. E accanto a questa ombra che ferisce a morte le grandi metropoli del continente, emerge il volto oscuro dell'America degli anni Settanta, restituito attraverso il racconto di una caccia all'uomo che coinvolgerà tutti, poliziotti e giudici, politici e giornalisti, beffati dall'astuzia dell'assassino e incatenati, loro malgrado, alla sua testarda, deviata umanità.
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  • 2

    Appena mi sveglio cercherò di fare una recensione...

    La noia mi ha colto già alla dodicesima pagina, poi mi ha assalito brumosa alla ventesima... ho resistito, ma a pagina 753, dopo 43 assalti, mi sono addormentato e ho dormito per tre giorni di fila... ...continua

    La noia mi ha colto già alla dodicesima pagina, poi mi ha assalito brumosa alla ventesima... ho resistito, ma a pagina 753, dopo 43 assalti, mi sono addormentato e ho dormito per tre giorni di fila.... in realtà dormo ancora: è il mio avatar che scrive!

    ha scritto il 

  • 3

    Se lo si legge "semplicemente" come un thriller, è un buon thriller (forse un po' prolisso ma regge decisamente bene), anche considerando che è stato scritto nel 1979. Come in ogni buon thriller, il v ...continua

    Se lo si legge "semplicemente" come un thriller, è un buon thriller (forse un po' prolisso ma regge decisamente bene), anche considerando che è stato scritto nel 1979. Come in ogni buon thriller, il viaggio nella mente del serial killer fa venire la pelle d'oca, la descrizione dell'inferno psicotico è perfetta. Peccato per alcuni personaggi collaterali che, purtroppo, da un certo punto in poi vengono "abbandonati a se stessi" e non sappiamo più che fine fanno. Se invece si va oltre l'apparenza, emerge un capolavoro: questo libro non è solo un thriller, ma un affresco spietato della società statunitense dal dopoguerra agli anni '70. La famiglia, il ruolo della donna (madre, moglie o "accessorio superfluo per serate divertenti"), il Potere e l'arrivismo sono onnipresenti, fornendo uno sfondo magistrale a tutta la narrazione.
    P.s.: nell'edizione in italiano ci sono parecchi refusi; la trama non ne risente, l'occhio sì... peccato.

    ha scritto il 

  • 5

    Il Fascino del Male

    Sono passati quasi due mesi da quando l’ho letto, e l’angoscia, l’inquietudine, la tensione che mi ha trasmesso non se ne sono ancora andate del tutto. E ancora mi chiedo come una mente umana abbia po ...continua

    Sono passati quasi due mesi da quando l’ho letto, e l’angoscia, l’inquietudine, la tensione che mi ha trasmesso non se ne sono ancora andate del tutto. E ancora mi chiedo come una mente umana abbia potuto concepire simile Capolavoro del Male assoluto: il percorso infernale di uno degli assassini più assassini che la letteratura noir conosca, Thomas Bishop, il viaggio che compie lungo i vari Stati dell’America, seminando morte e terrore, e il viaggio che il lettore compie nel lato oscuro della sua mente malata. Infernale e totalmente affascinante. E tutt’attorno c’è l’America degli anni ’60 (e decenni successivi), media, psicologi, criminologi e detective, alle prese col suo primo vero e proprio “serial killer”.
    Nonostante la mole, questo romanzone del macabro di Shane Stevens, non perde mai attrattiva. Imperdibile per gli amanti del noir e del thriller, consigliato a chiunque ami i romanzi in cui all’azione si accompagna una sottile e al contempo profonda analisi psicologica di una mente criminale.
    Pregevole poi il finale, che spinge il lettore a mettere in discussione quelle certezze che aveva raggiunto, interrogandosi sul tema dell'identità.
    Non mi sorprendo che abbia ispirato autori come Stephen King.
    Il Fascino del Male. Quello vero.

    ha scritto il 

  • 5

    Scritto nel 1979 si ritene che questo romanzo abbia dato i natali alla figura del serial killer nell'immaginario del genere Thriller. Questo romanzo scritto magistralmente è una perla di rara bellezza ...continua

    Scritto nel 1979 si ritene che questo romanzo abbia dato i natali alla figura del serial killer nell'immaginario del genere Thriller. Questo romanzo scritto magistralmente è una perla di rara bellezza che si insinua all'interno di una mente malata, delirante e psicotica. Bishop, il protagonista, incarna il male terreno in tutte le sue forme, il lettore è invitato a partecipare alle visioni di pura alienazione di chi ormai ha oltrepassato la soglia che separa l'umanità dalla disumanità senza ritorno. Sconsigliato per chi non ama insidiarsi nel lato oscuro di ognuno di noi.

    ha scritto il 

  • 3

    42,195 km.

    Una maratona.
    800 pagine per un thriller, un impegno di mesi. Motivo per cui non mi sento di consigliarlo.
    Adoro Il signore degli anelli ma, onestamente, non riesco mai a proporlo. Stessa cosa per que ...continua

    Una maratona.
    800 pagine per un thriller, un impegno di mesi. Motivo per cui non mi sento di consigliarlo.
    Adoro Il signore degli anelli ma, onestamente, non riesco mai a proporlo. Stessa cosa per questo thriller atipico.
    Fastidiosa poi la struttura aggiornamenti-in-tre-righe-da-mezza-America. Fa perdere il filo del discorso e, forse problema solo mio, la brevità dell'episodio non mi permette di memorizzarlo.

    La media del libro è altissima, perciò dev'essere bellissimo, dev'essere un capolavoro. Ma i capitoli sono troppo lunghi, la narrazione è troppo lenta, l'autore è prolisso. Tre fattori che per me sono una condanna.

    Lo ricorderò come il 36esimo libro del 2015, col forte rimpianto di "chissà quanti altri libri avrei potuto leggere, in questo mese e mezzo".

    ha scritto il 

  • 3

    Diciamo più 2,75* :D

    *Avevo finito la recensione e il pc si è spento. Puff. Ma porc#@#@#@.. Niente, farò un sunto :D

    Cosa NON mi è piaciuto:
    - La MOLE: Sì, ok, io ho evidenti problemi con i libroni, m ...continua

    Diciamo più 2,75* :D

    *Avevo finito la recensione e il pc si è spento. Puff. Ma porc#@#@#@.. Niente, farò un sunto :D

    Cosa NON mi è piaciuto:
    - La MOLE: Sì, ok, io ho evidenti problemi con i libroni, ma qui si esagera.. Un thriller, in cui tra l'altro l'assassino è noto da subito, di 800 pagine ad una certa annoia.. Gna' posso fa'!
    - Le ripetizioni: dovendo riempire i 1202340954405 volumi che compongono l'opera , l'autore ha pensato bene di avere a che fare con lettori distratti o ritardati.. E quindi mi sono state detto mille volte le stesse cose.. Qualche pagina l'ho bellamente saltata (e non me ne pento! :D), era davvero troppo
    - lo stile: troppo giornalistico e sensazionalistico, non so se rendo l'idea.. Mi è sembrato una grossa presa in giro a volte, con cose estreme ed esagerate, tanto che ad un certo punto mi aspettavo quasi una paperella di gomma gigante pronta a mangiarsi tutta la città di Los Angeles.. Così, just because.
    - lo stile due: Shane Stevens ha la fastidiosa (e decisamente poco gradita) abitudine di intervenire random nel testo con commentini, previsioni e anticipazioni.. MAMMA CHE NERVI CHE MI HA DATO!
    - il miscuglio di personaggi/situazioni: è un romanzo che potremmo definire corale e io ADORO questi romanzi.. Quando però non si esagera e non si butta il lettore nella più totale confusione!! Ho apprezzato l'idea di ricostruire le vite delle persone che volenti o nolenti entrano nella sfera di Thomas Bishop.. Ma alcune parti sono inutili e fanno perdere il senso.. In certe pagine si alternano anche 4 POV diversi!! O.O
    - l'improbabilità di alcune cose. Per esempio, no, vogliamo parlare di come Thomas Bishop, un povero psicopatico cresciuto prima isolato con la madre - più sciroccata di lui - e poi in un ospedale psichiatrico, riesca a mostrarsi socievole e socialmente attraente dopo aver imparato 'come fare' alla TV?. Cioè, ora. La me 14enne teleidiota ha visto mille puntate di serie tv con adolescenti brillanti, festaioli e socievoli.. Però non è che abbia imparato ad essere come loro, dai!!! O.O
    - L'idea che l'autore mi ha trasmesso sull'inferiorità della donna e su "le donne meritano di essere stuprate e uccise perché sono delle svergognate" (NON dice proprio così, ma questo è quanto mi ha trasmesso a volte..)

    Cosa mi è piaciuto:
    - Shane Stevens, nei suoi momenti di non-delirio da "allunghiamo il brodo" ha dato ampiamente prova di grande genialità.. Se si fosse limitato a questa, sarebbe un capolavoro. Per questo ho arrotondato a tre stelline :D
    - Il più pulito ha la rogna. Ogni personaggio è un po' marcio a modo suo: certo, di fronte a Thomas Bishop che uccide e sventra le donne, gli altri sono tutti santi..

    ha scritto il 

  • 1

    Una delusione

    Il vero re del noire per me resta George Pelecanos...questo libro mi ha deluso moltissimo alla luce delle recensioni e di come viene presentato. Narrazione a tratti rapidissima con fiume di informazio ...continua

    Il vero re del noire per me resta George Pelecanos...questo libro mi ha deluso moltissimo alla luce delle recensioni e di come viene presentato. Narrazione a tratti rapidissima con fiume di informazioni sparate in poche pagine e a tratti lenta; salti di narrazione da una storia all'altra in uno stile narrativo che non mi è risultato affatto coinvolgente. Non ho trovato i personaggi interessati, ma un po' tutti uguali e poco caratterizzati, a partire dal detective...

    ha scritto il 

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