It

Di

Editore: Sperling & Kupfer

4.4
(8741)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1248 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Chi tradizionale , Svedese , Russo , Olandese , Turco , Portoghese , Polacco , Croato , Ceco

Isbn-10: 8820007053 | Isbn-13: 9788820007058 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano la famiglia e il proprio lavoro per tornare a combatterlo. E l'incubo ricomincia. Un viaggio illuminante lungo l'oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti misteri dell'infanzia a quelli della maturità.
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  • 5

    It non abita in un tombino ma nella mente di ognuno di noi. (semicit)
    E’ questo il primo pensiero che affiora quando decidi di rileggere It a quasi 30 anni di distanza.
    Rileggere It, libera dalla paur ...continua

    It non abita in un tombino ma nella mente di ognuno di noi. (semicit)
    E’ questo il primo pensiero che affiora quando decidi di rileggere It a quasi 30 anni di distanza.
    Rileggere It, libera dalla paura che in passato mi aveva artigliato, impedendomi di cogliere sfumature che ne sono la vera essenza è una esperienza fulminante.
    Non mi dilungherò sul genio assodato del Re, la sua capacità di anticiparti tutto il romanzo nelle prime dieci pagine senza nulla togliere, anzi, aggiungendo suspance, sulla sua maestria e capacità di trovare parole e immagini oscure, fetide, marce, che ti prendono alla gola e ti trascinano in un contesto da cui vorresti scappare ma sai già che non sarai più capace di farlo.
    Anche di questo è responsabile IT, quel mostro che si nasconde, in parti più o meno grevi in ognuno di noi: sai che ciò che stai per leggere ti devasterà, lascerà su di te segni indelebili, rappresentazioni che daranno forma e ti faranno prendere coscienza dei tuoi demoni interiori eppure resti lì, incapace di interrompere, vai avanti ammaliato e annichilito da te stesso, troppo forte il richiamo di quei palloncini.
    It è la perdita dell’innocenza, quel momento in cui il bambino scopre l’esistenza del male, lo elabora e decide che talvolta è più interessante del bene, It è un libro che ti parla di come si diventi adulti solo se si conserva il bambino che sei stato, It ti parla dei demoni e di come si possa riconoscerli e addomesticarli o negarli e lasciarsene sopraffare, It ti parla dell’amicizia, dell’amore e del sesso, della paura e della vergogna, It è un libro di filosofia e un compendio di psicologia, It è tante cose e molte altre ancora, dipende dal lettore e dal grado di consapevolezza che ha raggiunto.
    It si veste da Pennywise, si traveste da lebbroso, da uccellodrago, assume le sembianze che ognuno attribuisce alle proprie paure e vergogne.

    It è la rappresentazione del male assoluto e King lo fa arrivare sulla terra dallo spazio, da uno spazio tempo alieno, molto tempo prima che l’uomo arrivasse sul pianeta.
    Il male si annida in ognuno di noi, fa parte di noi, è ancestrale. It ha reso l’uomo capace di sopravvivere e di evolversi dal momento in cui è sceso dall’albero e ha cominciato a cacciare.
    Il modo in cui si esprime dipende da come si decida di alimentarlo. Se lo riconosci e lo tieni a stecchetto, può guidare la tua creatività e renderti un uomo libero, se lo neghi e lasci che si nutra delle tue paure e delle tue vergogne assume forme aberranti che finiranno per sopraffarti e annientarti .
    It è il mostro che ti fa provare un brivido di piacere se il tuo migliore amico, che ha lo skatebord che tu vorresti, cade e si fa male: se lo sai riconoscere ti fermi e accetti la tua piccola dose di crudeltà, accorri e lo aiuti e lo consoli, se lo neghi, lo lasci libero e lo alimenti, e lui cresce, diventa più grande di te e sarai sempre più solo.
    Uccidere IT è ciò che si propongono i sette bambini del “club dei perdenti” che lo affrontano trovando il coraggio dentro di sé attraverso il calore di una amicizia senza limiti e condizioni, lo affrontano e vincono una battaglia, giurando a sé stessi, in un patto di sangue che si troveranno ancora se It dovesse tornare a uccidere ancora.
    Si ritroveranno a distanza di 27 anni e combatteranno ancora. E’ più difficile, da adulti e ciò che impareranno, aldilà della vittoria o la sconfitta, è che si può diventare adulti solo se hai ancora quel bambino dentro di te, se hai ancora il desiderio, l’amicizia e l’amore a renderti vulnerabile, fragile ma invincibile.
    Chi avesse la fortuna di non aver ancora letto It, ha l’occasione di un’esperienza meravigliosa e unica, qualsiasi sia la sua età.
    Se, come me, lo rileggete, vi regalerete l’emozione sublime di vivere due volte la prima volta.
    Se fate parte di quegli snob che non leggono King perché: “ è uno scrittore di serie B che scrive horror” non leggetelo. Ve lo meritate.
    “Non si può fare attenzione, quando Sali su uno skateboard”
    IT, di Stephen King

    ha scritto il 

  • 4

    La paura ha la forma che vogliamo darle

    Un mostro multiforme che ama presentarsi nelle sembianze di un clown vive dall’inizio del tempo nelle fogne di Derry nel Maine, e torna ciclicamente x uccidere dei bambini. Nel 1958 ha preso il fratel ...continua

    Un mostro multiforme che ama presentarsi nelle sembianze di un clown vive dall’inizio del tempo nelle fogne di Derry nel Maine, e torna ciclicamente x uccidere dei bambini. Nel 1958 ha preso il fratellino di Bill, George, mentre giocava con una barchetta di carta, e nel 1985 ha straziato un omosessuale preso di mira da un gruppo di teppisti. Molti bambini e adolescenti sono scomparsi, ma Derry è una città particolare, e pochi sembrano preoccuparsene. Un gruppo di ragazzini emarginati e perseguitati dai bulli della scuola, uniti da una salda amicizia, si oppone alle nefandezze del mostro, It, e lo combatte ricacciandolo nell’oscurità. Gli stessi ragazzini, divenuti adulti, ancora si uniscono x contrastare e sconfiggere il Male, anche a prezzo delle loro vite. Ritenuto da molti il capolavoro di King, il libro è un’opera monumentale in cui si fondono due romanzi, sull’infanzia e l’età adulta, e contiene storie capaci di vita autonoma, come l’incontro con il mostro: il gigantesco uccello che tenta di uccidere Mike alla ferriera, il lebbroso di Eddie, il licantropo di Richie e Bill nella casa stregata di Neibolt Street. Perché il mostro è la Paura, che si nasconde in ciascuno di noi e assume le forme che vogliamo darle. King presenta qui il suo tema preferito: il gruppo di predestinati che, unito attraverso l’amicizia in un cerchio magico, combatte il Male per il bene comune. E’ un inno ai valori della società americana: coraggio, solidarietà, amicizia, giustizia. Non mancano però temi sociali: il bullismo, il razzismo, il femminismo, l’omosessualità. La morale, nella lotta del Bene contro il Male fino all’inevitabile trionfo, è scontata ma King sa descrivere in modo coinvolgente eventi banali, che diventano più importanti del fatto saliente. Magistrale la descrizione dell’alluvione di Derry. E’ uno stupendo romanzo sull’infanzia in cui tutti possiamo trovare un pezzetto della nostra: gli amici, l’avventura, i giochi segreti proibiti dai nostri genitori.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho trovato difficoltà ogni volta che dovevo interrompere la lettura perché troppo preso ed addentrato nella storia, il re ha la facoltà di prenderti e catapultarti nelle vicende che racconta dalla pri ...continua

    Ho trovato difficoltà ogni volta che dovevo interrompere la lettura perché troppo preso ed addentrato nella storia, il re ha la facoltà di prenderti e catapultarti nelle vicende che racconta dalla prima all ultima pagina rendendoti uno spettatore curioso

    ha scritto il 

  • 5

    Stephen King

    Il romanzo è mostruoso: parla di cose mostruose; è mostruosamente lungo; il mostro principale, It, è un concentrato di male ancestrale che può prendere tutte le forme che vuole, moltiplicandosi in mil ...continua

    Il romanzo è mostruoso: parla di cose mostruose; è mostruosamente lungo; il mostro principale, It, è un concentrato di male ancestrale che può prendere tutte le forme che vuole, moltiplicandosi in mille diversi mostri; It è un romanzo mostro, nel senso che è lungo 1200 pagine, e infatti racconta una storia epica, come il Signore degli anelli. Non solo un’avventura, ma anche un arabesco di racconti nel racconto: e ogni singola storia è una storia horror, che dà i brividi. Ma, soprattutto, in questo romanzo It, per quanto malefico e ubiquo, non è l’unico mostro.

    I mostri sono anche gli esseri umani. Sono gli orchi violenti che perseguitano gli indifesi, a partire dal padre dell’unica protagonista femminile, Beverly, proseguendo col marito, ancora più violento. C’è Henry Bowers, giovane criminale 14enne che incarna l’intima natura del bullo: traumatizzato di suo, è capace di esercitare una violenza efferata sui protagonisti, vittime elette dei ragazzini prepotenti della cittadina di Derry. Henry Bowers è un personaggio pervasivo quanto il mostro It: è nascosto dietro a ogni angolo, ha preso di mira gli stessi personaggi, e come It è inesorabile, un terminator di cattiveria sempre all’inseguimento; e, in effetti, dentro di lui c’è qualcosa di It, che lo fa diventare sempre più pazzo e cattivo.

    Ma non basta. Dopo 800 pagine nella quali abbiamo conosciuto assai bene le controparti del mostro sovrannaturale come Bowers e i vari orchi adulti, King mette la ciliegina sulla torta introducendo un personaggio ancora più spaventoso: il ragazzino psicopatico Patrick Hockstetter, aspirante killer seriale, già ben instradato dall’età di 5 anni. Il confronto farebbe quasi sbiadire l’immagine mostruosa di Bowers, non fosse per la repentina dipartita dell’altro [non lo considero uno spoiler perché, come molte altre cose, la narrazione l’anticipa al lettore non appena il personaggio di Patrick entra in scena].

    Tutto l’arco narrativo è costellato dagli interludi raccontati dal bibliotecario Mike, che ha composto una storia del male a Derry nel corso dei secoli. Le sue parole ci presentano ancora altri mostri, sempre umani, sempre contaminati da It. Perché It è la città stessa, omofoba, razzista, sempre violenta.

    Il romanzo ha una dimensione fiabesca, di racconto attorno al fuoco, dove avviene l’esorcismo narrativo delle paure ancestrali attraverso il piacere di farci spaventare dalle storie. Questo s’impasta a un momumentale coming of age che rimanda alla letteratura per l’infanzia, ma segue i suoi protagonisti attraverso lo specchio, proponendoli in parallelo sia bambini, sia adulti. È un coming BACK of age, dove le copie adulte dei personaggi sono calate nella stessa situazione di 30 anni prima, perdendo tutti gli upgrade che ha vita ha loro concesso (smettere di balbettare, di portare gli occhiali, di essere dei vincenti). L’orrore dell’essere adulti non è superiore a quello di essere bambini, è solo leggermente diverso. Il mondo è un posto infame, anche ai bambini succedono cose orripilanti e gli innocenti sono abusati.

    King sceglie di raccontare tutta la storia alternando le parti ambientate nel 1958 a quelle nel 1985, evitando di separare la vicenda in due tronconi, con i personaggi bambini prima, adulti poi. Per tutto il romanzo, gioca con le anticipazioni delle cose che accadranno; i fatti sono semplici, e li conosciamo quasi subito. Quello che ci verrà svelato è il come, non il cosa. In questo modo, King si prende la libertà di scrivere un romanzo infinito, deliberatamente senza contare sull’effetto sorpresa, sui trucchi del pageturner. È un vulgar display of power: King è così bravo da riuscire a tenere milioni di lettori attaccati a un libro come questo, senza contare sulla semplice meccanica della trama. È dickensiano nel senso inteso da Nabokov: qualcosa che leggiamo principalmente per il piacere di leggerlo. Nello specifico, per il piacere di farci spaventare; perché più andiamo avanti, più sappiamo che King sta per raccontarci ancora qualcos’altro di sinistro e inquietante, una nuova vicenda terrificante, che farà accapponare la pelle.

    È un caleidoscopio di orrori: quelli kitsch, da cinema anni ’80, colorati, esagerati; quelli di tensione, da thriller psicologico massacrante; quelli da B-Movie d’altri tempi, in bianco e nero, con gli effetti grotteschi; e quelli lovecraftiani, dove il mostruoso diventa mitologico e divino in un cosmo così oscuro da partorire creature tanto potenti e terribili; e dove l’orrore più profondo proviene da una dimensione incomprensibile a noi, che ci farebbe diventare pazzi o ci ucciderebbe alla sola sua visione. Eppure, questo orrore fa parte di tutti noi, in qualche modo ci ha contaminati. Leggerlo in questi romanzi, in fondo, è un po’ come tornare a casa.

    ha scritto il 

  • 0

    IT stephen King

    Lessi soltanto anni fa Dolores Clairbone,se non vado errato,ma non mi piacque.Con il romanzo IT è stato diverso,il finale mi ha lasciato un pò perplesso,ma comunque ne è valsa la pena

    ha scritto il 

  • 5

    Quasi una summa dell'opera di King. Libro monumentale, forse con un finale non all'altezza di quanto seminato prima ma, comunque, uno dei migliori dello scrittore.

    ha scritto il 

  • 4

    Ora che mi sto riavvicinando a King mi sono accorta di non aver mai recensito uno dei suoi libri più famosi, che credo di aver letto ormai circa 10 anni orsono. Occorre rimediare!
    Il romanzo di formaz ...continua

    Ora che mi sto riavvicinando a King mi sono accorta di non aver mai recensito uno dei suoi libri più famosi, che credo di aver letto ormai circa 10 anni orsono. Occorre rimediare!
    Il romanzo di formazione di un gruppo di ragazzini per eccellenza, con una pronunciata vena horror. Imperdibile per chi ha amato il telefilm Stranger Things! Il vecchio film invece non è all'altezza della carta, spero nel prossimo attualmente in realizzazione ^^

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Ho scoperto che quando sono impegnato nella lettura di un romanzo che mi piace veramente vivo l'idea di portarlo a termine in modo contraddittorio: leggo bulimicamente le pagine per arrivare alla conc ...continua

    Ho scoperto che quando sono impegnato nella lettura di un romanzo che mi piace veramente vivo l'idea di portarlo a termine in modo contraddittorio: leggo bulimicamente le pagine per arrivare alla conclusione e, di pari passo, vivo ogni pagina come un'altra preziosa giornata consumata dal condannato a morte che attende la data dell'esecuzione. Finire un romanzo, un bel romanzo, è sempre un'esperienza vagamente luttuosa, ma per It è stata più che altro un'esperienza liberatoria. Questo al netto di una lettura bellissima, un testo scritto molto bene e in grado, se non di terrorizzare, quantomeno di solleticare un insensibile come me al genere letterario horror. King scrive un romanzo in cui la paura si manifesta in tutte le sue maschere: da quelle più sottili, di natura psicologica (bullismo, sesso pre-adolescenziale, genitori violenti...) o metafisica (devo riconoscere che l'immagine del clown che si manifesta a Ben in piedi sul canale ghiacciato con in mano i palloncini sospinti controvento mi ha smosso qualche peletto sulle braccia) ai cliché horror che un certo cinema anni 80' ci ha educati ad accettare passivamente (zombie, insetti, bulbi oculari, ragni, ombre nel buio, arti amputati e, ovviamente, cascate di sangue). L'universo di personaggi, storie, intrecci e paure ricreate nel romanzo è vasto e affascinante, ma anche dispersivo, arricchito da un'intreccio narrativo avvincente e ben architettato. King è una fucina di idee e forse il problema di It è un po' questo: ha la pretesa di inglobare più di quello che si può permettere per quella che è la sostanza della sua storia e di conseguenza si giunge alla fine appesantiti, direi grati di avercela fatta. La qualità della lettura è innegabile ma si è voluto raggiungere l'Olimpo del capolavoro con la quantità, con l'aggiunta di episodi e personaggi, se non addirittura di capitoli, un po' fini a sé stessi, compromettendo il risultato finale.

    ha scritto il 

  • 3

    Potenzialmente bello, eccessivamente lungo

    Sicuramente uno dei libri più "importanti" di King. Personaggi ben costruiti, atmosfera tesa ed inquietante, narrazione scorrevole. I punti - per me - dolenti sono la narrazione e la struttura del lib ...continua

    Sicuramente uno dei libri più "importanti" di King. Personaggi ben costruiti, atmosfera tesa ed inquietante, narrazione scorrevole. I punti - per me - dolenti sono la narrazione e la struttura del libro: 1300 pagine sono sicuramente troppe per la materia di It, che a mio parere non avrebbe chiesto più di cinquecento, seicento pagine al massimo. Non voglio dire che 1300 pagine siano troppe in generale, ma per questo libro, e quindi per questa storia e questa narrazione, probabilmente sì. Narrazione che ritengo prolissa e ricca di "punti morti" (un esempio: le molte pagine dedicate alla coltivazione dei campi di Mike Hanlon) che fanno pensare a un "riempimento" volontario, quasi che l'autore abbia voluto "scrivere tanto per produrre un mattone". Di conseguenza ne risente poi anche la struttura, che è fatta di capitoli secondari che hanno poi riscontro con la trama dei protagonisti solo per una minima parte. Sicuramente piacerà a chi ama leggere molto per molto tempo; ripeto ancora una volta che io - e magari solo io - ho trovato questo libro bello ma noioso, interessante ma sfiancante. Avrei preferito la lunghezza "standard" delle produzioni di King: quattro, cinque, seicento pagine.

    ha scritto il 

  • 1

    C’è chi dice che questo libro è un capolavoro

    C’è chi dice che questo libro è un capolavoro, che parla delle paure di ognuno di noi, che riporta su carta i nostri pensieri più reconditi, traducendoli in una realtà che solo pochi riescono a esplic ...continua

    C’è chi dice che questo libro è un capolavoro, che parla delle paure di ognuno di noi, che riporta su carta i nostri pensieri più reconditi, traducendoli in una realtà che solo pochi riescono a esplicitare…..
    Cavolate.
    Questo libro è una palla!
    Pagine e pagine di racconti che non si concretizzano in niente.
    Non ho visto il film e per tutta la prima parte del libro ho continuato a chiedermi come poteva esisterne una trasposizione cinematografica. Perché, di fatto… a parte l’immagine “mitica” del pagliaccio coi palloncini … c’è poco altro….
    Sarà che ultimamente ho letto pagine e pagine sprecate…sarà che l’horror (ma è davvero horror ?) non è il mio genere…sarà quel che sarà..ma io penso che non possa essere così faticoso leggere un libro…
    Secondo me, chiunque dica che lo ha letto, almeno 300-400 pagine le ha saltate…
    Ne dedurrete che anche io l’ho fatto…. Beh, no….quindi, forse, questa è una contraddizione in termini…. Però resta il fatto che mi sono annoiata a bestia! Dopo le prime 100 pagine, secondo me, tutto perde il suo senso…
    Di King avevo letto solo “La bambina che amava tom Gordon” e lo avevo trovato fantastico. Dopo It, non leggerò mai più niente di suo…scusate ma ho già dato…..
    Che il clown sia con voi!
    1 stella su 5

    ha scritto il 

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