Jane Eyre

Di

Editore: Einaudi (ET; 1508)

4.4
(10895)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 560 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata , Chi tradizionale , Francese , Coreano , Svedese , Catalano , Olandese , Portoghese , Greco , Danese , Ceco , Polacco

Isbn-10: 8806191470 | Isbn-13: 9788806191474 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Carlo Pagetti

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Jane, una povera orfanella che ha trascorso la fanciullezza in un triste asilo di Lowood, dopo anni di stenti e di solitudine, viene assunta come governante in casa Rochester. Il cinico padrone finisce per innamorarsi di lei ma quando si sta per celebrare il matrimonio, una scoperta viene a sconvolgere la vita della fanciulla: la moglie di Rochester, creduta morta, è ancora in vita, prigioniera della pazzia.
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  • 3

    Via il dente, via il dolore: il libro non mi è piaciuto. Ho trovato la protagonista insopportabile (anche se lo concedo, moderna sotto certi aspetti… non positivi, a mio parere), per non parlare di Ro ...continua

    Via il dente, via il dolore: il libro non mi è piaciuto. Ho trovato la protagonista insopportabile (anche se lo concedo, moderna sotto certi aspetti… non positivi, a mio parere), per non parlare di Rochester e del suo comportamento abominevole nei confronti della povera Adèle. Ma forse sono stata “pitzornizzata” dal romanzo La bambinaia francese, che narra la storia di Jane Eyre dal punto di vista di Sophie, la ragazza che si occupa di Adèle.
    Credo che l’unico vero elemento interessante del romanzo sia l’elemento gotico. Io purtroppo già conoscevo la storia, ma se così non fosse stato mi sarei molto inquietata nel leggere le pagine in cui Jane sente risate demoniache e strane presenze. Ripeto, quello per me è l’aspetto meglio riuscito del romanzo.
    Per il resto Jane Eyre è una puritana bigotta, repressa, in nessun modo capace di provare emozioni. Non prova compassione per la piccola Adèle, nonostante il fatto che sia frutto di un peccato del suo “amato” Edward (sembra quasi che la colpa della nascita sia della bambina, non sua). È insofferente verso la signora Fairfax e tratta con sufficienza qualsiasi persona appartenente alla servitù. Ragazzi: arriva ad aggredire verbalmente la vecchia che - a ragione - non voleva accoglierla a Moor House. È indipendente, ma non in modo positivo, propositivo: non vuole dipendere dagli altri perché è orgogliosa. Io non l’ho vista come un’affermazione di sé in quanto donna, perché poi spesso si “lascia agire”.
    L’amore per Rochester… si può parlare di amore? È l’unico uomo che conosce, l’unico che le abbia mai prestato attenzione: non ne è innamorata… prova solo riconoscenza nei suoi confronti. Il tutto perché è brutta (e questa cosa viene costantemente ripetuta nel romanzo, fino alla nausea!).
    No, proprio non sono riuscita ad entrare in sintonia né con la storia né con la protagonista.
    Come sempre sono soddisfatta perché leggere un classico è sempre utile ed interessante… però non è detto che debba piacere.
    Proverò con Emily, mi sembra un po’ più nelle mie corde (si spera).

    ha scritto il 

  • 4

    Lo sapevo da tempo. Da quando ero bambina mia madre mi raccontava la storia di Jane Eyre, una giovanissima governante che si innamora del suo datore di lavoro, Edward Rochester, bello e tenebroso, che ...continua

    Lo sapevo da tempo. Da quando ero bambina mia madre mi raccontava la storia di Jane Eyre, una giovanissima governante che si innamora del suo datore di lavoro, Edward Rochester, bello e tenebroso, che nasconde un terribile segreto nella sua casa nella campagna inglese ed io immaginavo una bella ragazza, dolce e generosa, che incontra il suo principe azzurro e sognavo l’amore eterno. Lo sapevo da quando ho visto per la prima volta il film Jane Eyre, e poi l’ho visto e rivisto decine di volte, fino a conoscerlo a memoria, attratta verso la storia in cui ho capito che Jane tanto bella non era, era una ragazza come tante, e neanche tanto dolce, ma nemmeno Rochester era il principe azzurro che sognavo, era un uomo segnato dalle esperienze, un uomo di mezza età, corpulento, non molto alto, ma con due occhi neri che sprizzavano intelligenza, guizzanti come le fiamme di un focolare. Lo sapevo, dunque, che Jane Eyre è uno dei personaggi femminili della letteratura più affascinanti e moderni che siano mai stati scritti. Leggere il romanzo è stata una conferma. Jane Eyre è una donna moderna, che lavora e si mantiene da sola, è una donna decisa, sa quello che vuole, ha un carattere forte, ha sofferto ed è maturata, è intelligente e sa cavarsela nelle situazioni difficili, è concreta e pratica nell’affrontare quanto le capita; soprattutto Jane è una femmina che desidera un uomo, lo vuole con tutte le sue forze, il suo amore è carnale e concreto come lei, sebbene non sia solo quello ma anche unione di anime e di sentimenti. Jane non è un'eroina classica, sdolcinata e sognatrice, ed è per me il simbolo di come dovrebbe essere una Donna. Per questo ne consiglio la lettura in particolare alle giovani donne. Non è una passeggiata leggerlo, non per la difficoltà quanto per la eccessiva lunghezza, tanto che nella parte in cui Jane scappa da Rochester e trova rifugio presso la casa di St. John River e delle sorelle si sfiora la noia (ed è questo il motivo delle quattro stelle), ma il lettore è premiato dalle pagine appassionate della parte centrale e del finale, da brividi.

    ha scritto il 

  • 5

    Come in tutti i classici le scenografie sono.molto.suggestive. sono descritte dettagliatamente ma l'ho.trovato molto introspettivo. Ho molto apprezzato come la Brontë abbia analizzato la protagonista ...continua

    Come in tutti i classici le scenografie sono.molto.suggestive. sono descritte dettagliatamente ma l'ho.trovato molto introspettivo. Ho molto apprezzato come la Brontë abbia analizzato la protagonista psicologicamente.

    ha scritto il 

  • 5

    4.5

    Un libro meraviglioso.
    Non mi sento all'altezza di scrivere una recensione che lo svisceri in ogni sua parte, quindi non lo farò. Mi limiterò ad affermare la mia felicità nell'aver, finalmente, co ...continua

    4.5

    Un libro meraviglioso.
    Non mi sento all'altezza di scrivere una recensione che lo svisceri in ogni sua parte, quindi non lo farò. Mi limiterò ad affermare la mia felicità nell'aver, finalmente, colmato questa lacuna.

    [...] io sono la vita di mio marito, e lui è la mia. Mai è esistita una donna così vicina al proprio compagno quanto lo sono io, carne della sua carne. Non sono mai stanca della compagnia del mio Edward né lui della mia, come se avessimo un solo cuore che batte nei nostri petti. Per questo, siamo sempre insieme. [...] Parliamo tutto il giorno, e parlarci l'un l'altro è come pensare ad alta voce.

    ha scritto il 

  • 5

    Questa volta niente diabete e un'eroina come si deve

    Non sono una persona romantica. Troppe sdolcinatezze mi fanno venire il diabete. Amo i romanzi ottocenteschi, però spesso cadono in una descrizione dell’amore troppo sdolcinata per i miei gusti: tutto ...continua

    Non sono una persona romantica. Troppe sdolcinatezze mi fanno venire il diabete. Amo i romanzi ottocenteschi, però spesso cadono in una descrizione dell’amore troppo sdolcinata per i miei gusti: tutto questo amore con un solo sguardo, senza neanche conoscersi, questo morirei per lui/lei dopo due giorni…ehm, già, il diabete. E poi l’innamorata è spesso una ragazzina bella, viziata, dolce, un po’ stupidina, una bella statuina e nulla più, un po’ una Cosette, tanto per capirci. Ma non è questo il caso. Finalmente, un amore e una protagonista femminile come si deve! Perché Jane e Edward non hanno il colpo di fulmine, il loro amore non è basato solo sull’attrazione fisica, si parlano davvero e tra di loro c’è feeling. E Jane non è profonda come una carta velina, è testarda, indipendente, passionale, intelligente, forte, emotiva seppure non voglia dimostrarlo. Raramente mi piacciono i personaggi femminili ma Jane è un’eccezione, forse una scrittrice riesce a creare meglio un personaggio femminile di uno scrittore.

    Charlotte Bronte non analizza i recessi più oscuri dell’animo umano come Dostoevskij, non scrive da dio e talvolta ci sono delle ingenuità nella trama da “succede questa cosa perché deve succedere”. Ma ho trovato il libro piacevolissimo, nonostante anni fa avessi già visto il film e quindi conoscessi già gran parte della trama. Tutta la parte centrale in cui Jane è dal signor Rochester, la storia d’amore e le conversazioni pungenti tra i due mi sono piaciuti tantissimo mentre la parte seguente, quella a Moor House, è stata un po’ noiosetta, mancava la magia presente nel resto del libro e Saint John era inquietante.

    Condivido quello che hanno detto gli utenti prima di me, Jane Eyre è un’eroina moderna e questo libro ha dato un importante messaggio di emancipazione femminile:

    “È vano dire che gli esseri umani dovrebbero accontentarsi della quiete; gli uomini hanno bisogno dell’azione, e se non la trovano, la creano[…]Si suppone che le donne siano generalmente molto calme; ma le donne sentono come gli uomini e come loro hanno bisogno di esercitare le loro facoltà, hanno bisogno d’un campo per i loro sforzi. Soffrono esattamente come gli uomini d’essere costrette entro limiti angusti, di condurre un’esistenza troppo monotona e stagnante; e i loro più privilegiati compagni danno prova di ristrettezza di mente quando affermano che le donne dovrebbero accontentarsi di cucinare e far la calza, di suonare il pianoforte o ricamare”.

    ha scritto il 

  • 4

    Inghilterra, 1847, libro del cammino,della crescita e dell'emancipazione di una donna..

    Ho conosciuto prima una Jane bambina, ribelle perchè non amata, poi una Jane piena di
    buoni propositi, intenta a voler riscattare la figura di "cattiva" che le era stata ingiustamente affibbiata e poi ...continua

    Ho conosciuto prima una Jane bambina, ribelle perchè non amata, poi una Jane piena di
    buoni propositi, intenta a voler riscattare la figura di "cattiva" che le era stata ingiustamente affibbiata e poi a mano a mano che andavo avanti una Jane decisa e
    intransigente, una Jane che sapeva cosa voleva, non intenzionata a scendere a compromessi , fedele ai suoi principi.
    Proseguendo nella lettura anche una Jane riconoscente e amorevole per l'aiuto ricevuto e solo alla fine una Jane consapevole, pronta ad amare incondizionatamente il suo uomo..
    Grande donna...
    È mancata la quinta stellina perche a tratti, anche se pochi, ho trovato il libro leggermente noioso ma su un libro di cosi tante pagine credo che ci possa anche stare...
    È un classico che sarebbe un peccato non leggere perchè è scritto benissimo, merita..

    ha scritto il 

  • 5

    È facile che un lettore si scoraggi di fronte all’enorme numero di pagine (690), eppure scorrono così velocemente che ho impiegato poco più di dieci giorni per finirlo. Nonostante risalga al 1847 è sc ...continua

    È facile che un lettore si scoraggi di fronte all’enorme numero di pagine (690), eppure scorrono così velocemente che ho impiegato poco più di dieci giorni per finirlo. Nonostante risalga al 1847 è scritto in un linguaggio quasi moderno(utilizzerei odierno), chiaro, sublime nelle piacevoli descrizioni di paesaggi e realistico mei dialoghi.

    Si tratta di uno di quei libri che non si riduce a raccontare solo una storia, ma si spinge oltre cercando (e riuscendo) a creare un intreccio di vite ed eventi, senza risultare pesante e anzi, aumentando la suspence e impedendo al lettore di staccare gli occhi dalle pagine. Come scrive Valeria Parrella nella presentazione, “Jane Eyre” non è solo una storia d’amore tormentata ma anche un giallo e un dettagliato resoconto di come si viveva nell’Ottocento.
    I personaggi sono l’anima del romanzo, capaci di suscitare emozioni con le loro idee, le loro azioni e la loro vita. Ho amato il fatto che i due protagonisti non siamo fondamentalmente belli fuori, ciò viene ribadito numerose volte, ma spesso e volentieri sono superiori alle affascinanti donne o agli eleganti uomini che frequentano gli ambienti in cui si svolge il romanzo.

    Qualche parola va spesa anche verso i temi affrontati, che, come ho già detto prima, non si riducono solo all’amore: filo conduttore é l’ emancipazione femminile, la resistenza, il perdono, insieme all’ipocrisia, alla ricchezza, alla morte e a Dio.

    Per concludere, vorrei citare una bellissima frase sempre della Parrella:

    "Jane è fragile in una società massacrante: è bambina, e poi è donna, in una società e in una cultura in cui i bambini sono da forgiare più che da accompagnare, e le donne sono ricche oppure serve. Allora la ribellione di Jane, che non può nulla, in cosa consiste? Jane resiste. E resiste a voce così alta che ancora oggi, dopo 169 anni, noi parliamo e rileggiamo Jane Eyre."

    ha scritto il 

  • 4

    Classicone molto bello , letto anni fa.
    Parlo solo dell'oggetto libro :
    Ho preso da poco questa versione dei classici BUR Deluxe ed è veramente ben fatta , rilegata filo rete [ meraviglioso :-) ] ! o ...continua

    Classicone molto bello , letto anni fa.
    Parlo solo dell'oggetto libro :
    Ho preso da poco questa versione dei classici BUR Deluxe ed è veramente ben fatta , rilegata filo rete [ meraviglioso :-) ] ! ottima carta ottima stampa, con illustrazioni . [ Della traduzione non parlo perché questa in specifico non l'ho letta , ma di solito la Rizzoli è un editore serio che le fa bene]
    La Rizzoli a volte fa questi libri rilegati filo-rete ( rilegatura del vero libro, quelli solo incollati sono libri patacca se non sono economici!) davvero ben fatti , veramente brava!

    ha scritto il 

  • 5

    Mi ha piacevolmente colpita trovare in questo romanzo scritto in pieno Ottocento un’eroina sorprendentemente moderna.
    In effetti, l’elemento che più ho apprezzato di tutta l’opera è stata proprio la f ...continua

    Mi ha piacevolmente colpita trovare in questo romanzo scritto in pieno Ottocento un’eroina sorprendentemente moderna.
    In effetti, l’elemento che più ho apprezzato di tutta l’opera è stata proprio la figura di Jane Eyre: direi che, più che apprezzata, l’ho adorata.
    Charlotte Bronte, infatti, ha saputo dotare la sua protagonista di caratteristiche non straordinarie, ma che nell'insieme la rendono assai peculiare, instillando in lei uno spirito apparentemente docile e arrendevole, ma in realtà forte, solido e combattivo, allontanandola dai classici clichés legati alla figura femminile dell’epoca vittoriana.
    Considero Jane come un esempio di donna veramente indipendente, per quanto semplice e umile, oltre che giovane e inesperta: indipendente dal giudizio altrui, seppur consapevole delle proprie doti e dei propri difetti; libera e guidata dal buon senso nelle proprie convinzioni, ma al contempo indomita e coraggiosa, mai disposta a sacrificare la propria realizzazione personale, neanche per l’amore. Ritengo che Jane incarni la vera modernità e la vera emancipazione - ovvero la liberazione da ogni forma di pregiudizio e la piena e matura consapevolezza di sé e del proprio valore come persona - a cui tutte le donne dovrebbero aspirare, ancora e soprattutto oggi.
    Va da sé che abbia apprezzato anche l’impianto narrativo (le cui vicende sono raccontate in prima persona dalla stessa Jane, impianto arricchito da personaggi per nulla scontati, ricchi di sfaccettature) e lo stile, assaporando ogni singola frase. Vi si ritrovano alcuni degli elementi caratterizzanti della letteratura inglese ottocentesca (ad esempio qualche eco gotica, un protagonista maschile ispirato alla figura tormentata dell’eroe romantico, a tratti anche la morale tipica dell’epoca vittoriana), ma sono solo alcuni accenti che nulla tolgono all'originalità e all'ingegno della Bronte.
    Questi ingredienti fanno di “Jane Eyre” un classico scritto da una donna moderna che parla di una donna altrettanto moderna, che vale assolutamente la pena di leggere, perché non mancherà di affascinare con la sua prosa elegante e allo stesso tempo scorrevole, con il suo ritmo incalzante e con i suoi ritratti vividi e acuti.

    ha scritto il 

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