Jezabel

Di

Editore: Mondolibri

3.9
(1936)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 194 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: A000147121 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 5

    La bellezza e il piacere possono essere un'arma a doppio taglio. Lo sa bene Gladys, vittima del desiderio di una bellezza che si vorrebbe imperitura e, al contempo, carnefice in nome di quella stessa ...continua

    La bellezza e il piacere possono essere un'arma a doppio taglio. Lo sa bene Gladys, vittima del desiderio di una bellezza che si vorrebbe imperitura e, al contempo, carnefice in nome di quella stessa bellezza irrimediabilmente declinante.
    La Némirovsky è spietata nel tratteggiare il ritratto di una donna la cui crudeltà, egoismo ed egocentrismo rivelano nelle ultime pagine una "comicità" tragica che ricorda vagamente quell'umorismo/grottesco teorizzato da Pirandello solo pochi anni prima rispetto alla prima edizione di questo romanzo: se l'autrice abbia conosciuto il saggio del nostro conterraneo non è dato sapere (anche se ne dubito), ma sfido chiunque a non trovare un'analogia tra la grottesca Gladys e quella vecchietta, truccata e imbelletta per paura di perdere l'amore del marito più giovane, di cui parla Pirandello...

    ha scritto il 

  • 0

    Io speriamo che me la cavo

    Una volta, tanti e tanti anni fa, una mia collega, parlando di una sua conoscente assai più vecchia di noi che da giovane era stata molto bella, mi raccontava di come ora s'imbellettasse e si vestisse ...continua

    Una volta, tanti e tanti anni fa, una mia collega, parlando di una sua conoscente assai più vecchia di noi che da giovane era stata molto bella, mi raccontava di come ora s'imbellettasse e si vestisse con minigonne stivali e amnenicoli adolescenziali vari, diventando la patetica caricatura di una gioventù che non le apparteneva più. E ricordo che questa mia collega aggiunse, Prego di non diventare da vecchia una pazza ridicola come lei. Rileggendo Jezabel, adesso che anch'io sono vecchietta, mi è tornata in mente quella frase, e alla chiusura del libro l'unico pensiero che sono riuscita a formulare è il seguente: Grazie a Dio io bella non sono stata mai! Se questo sia sufficiente per salvare il romanzo, non saprei. Di certo una preghiera ha sempre un suo ritorno, che ci crediate o no.

    ha scritto il 

  • 4

    L'assassinio di un ventenne ad opera di quella che sembra essere la sua matura amante sessantenne porta alla luce una vicenda che ha dell'inverosimile: la donna ebbe in gioventù una figlia, di cui nas ...continua

    L'assassinio di un ventenne ad opera di quella che sembra essere la sua matura amante sessantenne porta alla luce una vicenda che ha dell'inverosimile: la donna ebbe in gioventù una figlia, di cui nascose sempre l'età per apparire più giovane. Quand'ella rimase incinta del fidanzato, morto al fronte, si assicurò che abortisse. La ragazza portò però a termine la gravidanza, morendo di parto. La nonna si sbarazzò del nipote, sempre per non sembrare vecchia. Non appena il nipote si rifa vivo...

    ha scritto il 

  • 5

    forse uno dei più belli della Nemirovsky

    il romanzo indaga sul animo femminile, sulla paura di invecchiare, sulla paura che questa donna ha di ammettere che sta invecchiando e non poter fare più quelle cose che faceva da ragazza : balli , fe ...continua

    il romanzo indaga sul animo femminile, sulla paura di invecchiare, sulla paura che questa donna ha di ammettere che sta invecchiando e non poter fare più quelle cose che faceva da ragazza : balli , feste , cene e di non essere più desiderabile agli occhi degli uomini ma non perché lei debba essere dipendente dal uomo ma perché è la conferma della sua avvenenza e della sua femminilità. In tutti i romanzi della Nemirovsky la donna non è mai vista come moglie e madre amorevole ma viene sempre vista come una madre snaturata , una moglie infedele e in questo caso una donna che non vuole invecchiare. Il tutto è contornato da drammi famigliare che lasciano il lettore a bocca aperta
    consigliatissimo

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il romanzo si apre in un'aula di tribunale, dove una donna di mezza età, Gladys Eysenach, sta per essere consannata dell'omicidio del suo giovane amante Bernard Martin. La donna appare tranquilla, ha ...continua

    Il romanzo si apre in un'aula di tribunale, dove una donna di mezza età, Gladys Eysenach, sta per essere consannata dell'omicidio del suo giovane amante Bernard Martin. La donna appare tranquilla, ha confessato l'omicidio, ma sembra comunque nascondere qualcosa. E così l'autrice ci fa viaggiare lungo tutta la vita di Gladys, dalla sua giovinezza alla sua vecchiaia, e ci porta a capire quale è il suo segreto: la paura di invecchiare, di vedere sfiorire la sua bellezza e di non essere più corteggiata dagli uomini. Romanzo che ho molto apprezzato: la scrittura è elegante e splendida come la protagonista (che ha reso il dono della bellezza una dannazione) venga dipinta e conosciuta sia attraverso lo sguardo degli altri sia attraverso il racconto della sua storia personale. I personaggi sono tragici ma non cadono nel patetico nonostante tutti (ognuno a proprio modo e per i suoi motivi) si portino dentro - e addosso - il peso della sofferenza; i contenuti sono di un'attualità disarmante: le menzogne, le ossessioni, il terrore di invecchiare, la disperata ed esasperata ricerca dell'eterna giovinezza... Un romanzo con molti spunti di riflessione, perchè Gladys è una Dorian Gray degli anni 30, che ha paura della sua stessa immagine allo specchio, ma è anche una madre snaturata, un essere odioso a mio parere, egoista e difficile da compatire. All'interno della vicenda, è presente una domanda fondamentale, alla base di un conflitto generazionale: a chi spetta davvero la felicità? ai vecchi, a cui manca poco da vivere, o ai giovani, che hanno tutta la loro vita davanti?

    ha scritto il 

  • 4

    Gladys Eysenach è una sorta di Dorian Gray, una donna ossessionata dalla sua bellezza e dal suo voler restare giovane. Non riesce ad amare e vive alla ricerca del piacere, dell’amore degli altri e s ...continua

    Gladys Eysenach è una sorta di Dorian Gray, una donna ossessionata dalla sua bellezza e dal suo voler restare giovane. Non riesce ad amare e vive alla ricerca del piacere, dell’amore degli altri e soprattutto per essere ammirata dagli uomini e annientare le sue rivali più giovani.
    “L'amore?” pensò “Oh, no, il piacere di essere amata... quasi sacrilego..”

    Il suo mondo è fatto di balli e feste e lei deve essere al centro dell’attenzione. Cerca di non considerare il tempo che passa ,anzi è disposta a tutto pur di sembrare ancora bella e giovane e non rivelare la sua età.

    "Lei amava proprio questo, e proprio questo la eccitava: provare costantemente a se stessa il suo dominio sugli uomini."
    Gladys una donna egocentrica e egoista che mette in primo piano se stessa e la sua felicità a discapito anche della stessa figlia che considera sempre quindicenne per non ammettere il passare del tempo. E’ ovviamente sola e a volte triste, ma niente la può cambiare.
    Il libro comincia dalla fine. C’è infatti un capitolo introduttivo: in un’aula di tribunale Gladys Eysenach è accusata di aver ucciso il suo amante ventenne. E’ bella e affascinante ma, man mano il processo procede perde ogni bellezza e appare sempre più vecchia e stanca. Ha fretta di finire e si proclama colpevole come per evitare che si sappia qualcos’altro di lei. La condanna è lieve, attenuata dal movente passionale.
    Qual è la verità? I capitoli seguenti racconteranno la vita di Gladys fino ad arrivare all’epilogo finale. Conosciamo così questa donna con le sue gioie e paure, i suoi egoismi e le sue ambizioni, i suoi rapporti con i cari e gli amici. Già bambina smaliziata, cresce dedicandosi alla frivolezza e al flirt facile con qualsiasi uomo le capiti a tiro e che possa confermare la sua autostima
    Difficile il rapporto con la figlia Marie-Thérèse, che lei sente di amare ma in maniera incostante e
    superficiale. Sua figlia le fa quasi da madre ed è anche troppo saggia e matura. . “Mia povera mammina, non conosci la vita tu…” Marie- Therese si ribella alla madre ma non ha la forza di farlo fino in fondo e ne rimane schiacciata.
    La madre di Irene è onnipresente e appare come un incubo anche in questo romanzo e l’odio della scrittrice traspare tutto nella figura della superficiale e insensibile Gladys e il libro l’occasione per parlare di conflitti insanabili tra madri e figlie. La stessa Gladys avava avuto una madre una madre morfinomane che le aveva dato solitudine e umiliazione.
    Ma la superficialità di Gladys è solo apparente, ma il terrore di invecchiare e quello di rimanere sola hanno il sopravvento tanto da impedirle di cambiare.
    E’ lo stato d’animo di una donna che vede sfiorire i suoi anni e la sua bellezza fino a farne una ossessione e in questo trovo il tema molto attuale.
    A differenza di Dorian che si vede sempre bello e giovane mentre il ritratto invecchia e imbruttisce per lui, Gladys vede allo specchio il suo decadimento fisico.
    Scrittura coinvolgente e raffinata, ma anche dura e sarcastica. Irene Nemirovsky sa entrare nei personaggi e farti vivere le loro sensazioni, le loro ansie.

    ha scritto il 

  • 5

    La meraviglia vera

    Quando mi capita di leggere recensioni che definiscono "Suite Francese" il romanzo più bello della Némirovsky, penso sempre di essere io il problema, semplicemente perché non mi trovo d'accordo. Se av ...continua

    Quando mi capita di leggere recensioni che definiscono "Suite Francese" il romanzo più bello della Némirovsky, penso sempre di essere io il problema, semplicemente perché non mi trovo d'accordo. Se avessi letto "Suite Francese" come mio primo romanzo, ci avrei messo probabilmente un paio d'anni a convincermi a leggerne un altro della stessa autrice. "Suite Francese" è un gran romanzo, senza dubbio; semplicemente non mi ha trasmesso nessuna particolare emozione, né dato spunti di riflessione, né illuminato la mia vita da lettrice.

    E poi, leggi cose come "Jezabel" e ti si apre un mondo.
    Ecco, questa è la Némirovsky di cui non farei mai a meno.

    ha scritto il 

  • 5

    Irene Nemirovsky

    Questo è il secondo romanzo di Irene Nemirovsky che leggo, mi ha stregato!!!!
    L'incipt, ha molto dei romanzi di Simenon, suspense e adrenalina...
    Poi già nel primo capitolo, riscopria ...continua

    Irene Nemirovsky

    Questo è il secondo romanzo di Irene Nemirovsky che leggo, mi ha stregato!!!!
    L'incipt, ha molto dei romanzi di Simenon, suspense e adrenalina...
    Poi già nel primo capitolo, riscopriamo l'Irene di sempre, il suo rapporto di amore e odio, nei confronti della madre.

    Gladys, la protagonista di questo romanzo, è ossessionata dall'età, ha la fobia di invecchiare e non piacere più.
    Cerca attenzione in uomini più giovani, per dimostrare a se stessa è agli altri che alla sua età ancora piace.
    Come tutte le ossessioni, ha risvolto amaro, un finale da 110 e lode!!!!
    Lo straconsiglio

    ha scritto il 

  • 4

    La paura di invecchiare è di questi tempi , avrei pensato ma Gladys è degli anni '50; Probabilmente se fosse vissuta ora avrebbe lo stesso viso gonfio e rifatto che accomuna molte delle attrici, soubr ...continua

    La paura di invecchiare è di questi tempi , avrei pensato ma Gladys è degli anni '50; Probabilmente se fosse vissuta ora avrebbe lo stesso viso gonfio e rifatto che accomuna molte delle attrici, soubrette e prezzemoline varie. Anche io ho paura di invecchiare. A volte mi trovo a guardare le foto di qualche anno fa e noto le differenze, rughe che prima non c'erano e che non ricordo quando le ho viste la prima volta ma che ora sono li prepotentemente. La cosa mi spaventa ma è così. La paura di invecchiare fa fare carte false, come nel caso di Gladys, e le falsifica veramente per togliersi gli anni per poter continuare a dire quell'età che comunque il suo aspetto le consente, per continuare ad essere amata, corteggiata e mantenere il potere che ha sempre avuto sugli uomini e con il quale ha sempre giocato. Ma il suo è andare oltre la paura, il suo terrore è non solo di invecchiare ma anche di essere la vecchia di qui tutti sparlano, ormai andata, che si mette in un angolo, scalzata da più giovani ed avvenenti e da dimenticare. L'apparenza. Essere o non essere. Immenso personaggio tratteggiato con una veridicità autentica ed attuale. Odiosa è vero ma fragilità.

    ha scritto il 

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