Jim entra nel campo di basket

Di

Editore: Frassinelli

4.0
(366)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 220 | Formato: Non rilegato | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8876848312 | Isbn-13: 9788876848315 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
È la vita «on the road» di un ragazzino straordinariamente intelligente, un piccolo campione di basket con il talento per la scrittura. Dai 12 ai 15 anni tiene un diario che è quasi un «manifesto»: la sopravvivenza nella giungla urbana di New York, la precoce e ossessionante presenza della droga, i successi scolastici e sportivi, gli amici e la famiglia filtrati attraverso l'insofferenza e la ribellione che hanno segnato un'intera generazione. Neri, bianchi, tossicodipendenti e vecchi ubriaconi, riempiono queste pagine dall'impatto a volte scioccante.
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  • 3

    Il ghepardo. Jim Carroll

    “Se non fai niente per farti vedere, ma vedere sul serio, uno di quelli che la gente segna a dito, allora non meriti nemmeno di essere visto. […] È un problema di presenza, ma non di quella che ti sba ...continua

    “Se non fai niente per farti vedere, ma vedere sul serio, uno di quelli che la gente segna a dito, allora non meriti nemmeno di essere visto. […] È un problema di presenza, ma non di quella che ti sbatti per farti notare, qui si tratta di presenza subdola, timida (è solo una messinscena, perché si sta sempre allerta). La presenza del ghepardo e non quella dello scimpanzé. Ce l’hanno tutti e due, ma lo scimpanzé deve star lì a far numeri tutto il giorno per farsi notare, mentre il ghepardo, che è un tipo riservato, se ne sta seduto in tutta nonchalance o si muove per un secondo o due nella sua andatura sexy.”

    [p. 92]

    https://correzionedibozze.wordpress.com/2016/08/06/il-ghepardo-jim-carroll/

    ha scritto il 

  • 4

    Jim Carroll è stato uno dei protagonisti della vita culturale newyorkese degli anni '70. Grande amico di Patti Smith, è stato poeta, musicista e autore di questo diario romanzato, che in America è mol ...continua

    Jim Carroll è stato uno dei protagonisti della vita culturale newyorkese degli anni '70. Grande amico di Patti Smith, è stato poeta, musicista e autore di questo diario romanzato, che in America è molto più famoso che da noi, in cui racconta il suo quotidiano tra i 13 e i 16 anni. Un quotidiano fatto all'inizio di basket, piccoli furti, vita scolastica e droghe - soprattutto eroina - e via via sempre più dominato da queste ultime, dalla prostituzione, dal crimine.
    Carroll ha cominciato a usare droghe pesanti a 13 anni e non ha più smesso (lo testimoniano le foto dei suoi ultimi anni di vita). Il suo diario è quindi il duro racconto in prima persona di una caduta, per lo più vissuta in maniera - almeno apparentemente - non problematica, verso la tossicodipendenza, di una vita fatta sempre più di fatta soltanto di eroina, sesso e furti, e da cui il basket a poco a poco sparisce completamente. E' il diario di una quotidianità in cui la vita familiare è totalmente assente e gli altri non sono che comparse, meri compagni di fattanza e di espedienti. Una testimonianza tosta e sopra le righe che ci restituisce una New York difficile e violenta, una storia raccontata con apparente leggerezza ma che di leggero, anche considerata l'età di Carroll all'epoca, ha davvero poco.

    ha scritto il 

  • 5

    Vorrei solo essere puro...

    Letto per la prima volta 20 anni fa esatti.
    Poi l'ho letto e riletto. Bastava anche solo aprirlo ogni tanto e trovarci dentro la Poesia.
    La poesia di un ragazzino di 13 anni con la tasta di uno di 40 ...continua

    Letto per la prima volta 20 anni fa esatti.
    Poi l'ho letto e riletto. Bastava anche solo aprirlo ogni tanto e trovarci dentro la Poesia.
    La poesia di un ragazzino di 13 anni con la tasta di uno di 40 che ti racconta la cronaca di una sua partita di basket e poi, con tutta la semplicità di questo mondo, giri pagina e lo trovi con una siringa piantata nel braccio.
    Ma tu sei ancora nei campi da basket, alla scuola cattolica, sei lì che ti bevi una pepsi con dei bambini. Giri un'altra pagina e ti racconta di come si fa succhiare il cazzo nei cessi da pervertiti per farsi un'altra dose.
    Eppure...
    Eppure non lo definiresti il diario di un tossico (il diario è vero, non ci ho creduto per anni, ma è vero), no... è il diario "di uno con una testa così" (cit.) che ti racconta la poesia della disperazione, tanto che la disperazione nemmeno la senti.

    Questo è uno dei 10 libri della mia vita. Non so nemmeno bene perchè, l'ho sempre adorato, tanto da volerlo condividere con chi è davvero ma davvero importante.
    Forse l'ultimo libro iniziato insieme.
    Addio.

    Un sogno? Ricevere a casa l'introvabile "Jim ha cambiato strada" in un pacco anonimo e immaginare che qualcuno l'abbia trovato per me.
    Dovrei smetterla di sognare, come Jim, e cercare di adattarmi alla realtà.
    Nessuno ha dell'eroina?

    "Che bello legarsi sopra quella vena una calza di seta da donna e bucarsi e guardare il sangue salire nella siringa come un certo giglio nel deserto che ricordo di aver visto una volta nella mia enciclopedia per ragazzi, così rosso... sì, mi sparo gigli nel deserto del braccio.
    Ultimamente è stata dura scrivere. Mi viene tutto in frammenti stupendi, sono come sballi... mi sa che preferirei dormirmi questo sonno per sempre e dimenticare... ma i moscerini non smettono mai di ronzarmi nelle orecchie e il caldo e i sogni..."

    ha scritto il 

  • 0

    Diario di un adolescente dove ciò che colpisce non è tanto il fatto che, tredicenne, fosse già un eroinomane e altro... è la genialità che sprizza sempre e la vena di malinconia che scorre sotto tanta ...continua

    Diario di un adolescente dove ciò che colpisce non è tanto il fatto che, tredicenne, fosse già un eroinomane e altro... è la genialità che sprizza sempre e la vena di malinconia che scorre sotto tanta brutale lucidità.

    ha scritto il 

  • 0

    Quello che non mi uccide mi fa dormire fino alle tre e mezza del giorno dopo

    Ironizzando su una celeberrima frase di Nietzsche, Jim Carroll ci introduce i pochi elementi di cui è fatto il suo mondo (pallacanestro, droghe, poesia, sesso) in una scacchiera dove pare sfidare la m ...continua

    Ironizzando su una celeberrima frase di Nietzsche, Jim Carroll ci introduce i pochi elementi di cui è fatto il suo mondo (pallacanestro, droghe, poesia, sesso) in una scacchiera dove pare sfidare la morte in una lunga partita dentro, ma soprattutto fuori dal campo di basket.
    Autunno ‘63. Nella stagione in cui le foglie scolorite turbinano agli angoli della strada ricoprendo i marciapiedi di New York, comincia un resoconto diaristico che copre un arco temporale di poco meno di tre anni, dove Jim raccoglie le schegge impazzite della sua adolescenza. Il ragazzino è precoce, è sveglio, ha talento, ma aldilà del rettangolo di gioco finisce fuoripista; brucia le tappe e a soli tredici anni intraprende un percorso di eccessi e perdizione, una turbolenta ed inquieta discesa agli inferi. A quell’ età scrive con un talento al di sopra della media, raccontando di sregolatezze, di dipendenze, di marchette. Leggendolo un brivido ti percorre rapidamente la spina dorsale, forse provi disgusto, ribrezzo, oppure empatia per la sua maledizione. Certo è che spesso le parole provocano una fitta alla bocca dello stomaco. La musica è arrivata dopo, negli anni ’80, con l’album d’esordio “Catholic boy” e la triste canzone “People who died”, dedicata agli amici persi in adolescenza. Mi ha molto colpito una foto dell’ultimo Jim Carroll, che immortala un uomo molto più vecchio dei suoi sessant’anni in un volto assottigliato già spento e pieno d’ ombre, con lo sguardo assente. Quegli occhi chiari forse avevano già colto un momento di luce “nel quale tutto sembra chiaro e l’altro lato appare così vicino”. Jim il poeta underground, il promettente cestista, il punk rocker non c’è più, il suo cuore è una palla ruvida che ha smesso di rimbalzare a una distanza siderale dai campetti di basket, ma la sua vita è un nastro che si può riavvolgere attraverso la musica e le parole che ha lasciato in eredità alle future generazioni, in particolare ai giovani, molti dei quali saranno probabilmente inquieti come lui. Che si fotta pure il politically correct.

    Non so se “Ritorno dal nulla” sia un buon film, non lo so perché non l’ho visto e non so se ho voglia di vederlo.

    Estate ’66: “Tra dieci minuti saranno quattro giorni che me ne sto fatto su questo materasso pulcioso qui al Quartier Generale. Ho mangiato solo tre carote e due barrette con frutta e nocciole e gli avambracci mi fanno un male boia con tutte le crosticine di sangue rappreso che ci sono sopra(…). Devo andare a vomitare. Voglio solo essere puro.”

    ha scritto il 

  • 3

    Tredicenne totalmente fuori controllo ma, in quanto personaggio di un libro, divertente

    inizia con https://www.youtube.com/watch?v=pqfiDQ7FmVY e prosegue col reading di Violetta Bellocchio sulle piatt ...continua

    Tredicenne totalmente fuori controllo ma, in quanto personaggio di un libro, divertente

    inizia con https://www.youtube.com/watch?v=pqfiDQ7FmVY e prosegue col reading di Violetta Bellocchio sulle piattole

    ha scritto il 

  • 4

    Inizialmente si resta sbigottiti dal linguaggio crudo e dalla durezza degli episodi narrati e solo dopo, ci si chiede come sia possibile vivere tutto questo a soli tredici anni. Ma questo è Jim Carrol ...continua

    Inizialmente si resta sbigottiti dal linguaggio crudo e dalla durezza degli episodi narrati e solo dopo, ci si chiede come sia possibile vivere tutto questo a soli tredici anni. Ma questo è Jim Carroll e questi sono i suoi diari dall'autunno 1963 all'estate 1966 e tutto quello che è narrato è pura verità. Apoteosi di un artista poliedrico, cestista promettente e poeta di talento e il suo tormentato rapporto con le droghe.

    http://www.librofilia.it/jim-entra-nel-campo-di-basket-jim-carroll-recensione/

    ha scritto il 

  • 4

    Diario di una new york tossica

    "Jim entra nel campo da basket" sono i diari di Jim Carroll dal '63 al '66, nei quali c'è tutta la sua adolescenza, fatta di scuola, di sesso, di basket e, soprattutto, di droga. Fino a qui, però, pot ...continua

    "Jim entra nel campo da basket" sono i diari di Jim Carroll dal '63 al '66, nei quali c'è tutta la sua adolescenza, fatta di scuola, di sesso, di basket e, soprattutto, di droga. Fino a qui, però, potrebbe sembrare un'opera per guardoni del bassofondo. Al contrario, "Jim entra..." è il diario dei pensieri, paura, riflessioni, attraverso i quali emerge la crescita di un ragazzo che, pagina dopo pagina, sceglie la direzione della propria vita. A contorno di tutto ciò, New York degli anni '60, e anche questo aiuta a rendere epica una storia che se fosse raccontata, che so, a Mestre, avrebbe un sapore ben diverso.
    Infine, ciò che più mi ha colpito: la scrittura. Se è vero, come dicono, che questi sono i suoi diari dai 13 ai 16 anni, non posso che chiudere riprendendo le parole di Burroughs, che di Jim Carroll diceva: "uno scrittore nato".

    ha scritto il 

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