Jogador, Um

Por

Editor: Editora 34

4.0
(5906)

Language: Português | Number of Páginas: | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Chi traditional , Spanish , Italian , French , German , Catalan

Isbn-10: 8573263105 | Isbn-13: 9788573263107 | Data de publicação:  | Edition 1

Também disponível como: Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Games , Philosophy

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  • 4

    Incredibile la capacità di Dostoevskij di descrivere così dettagliatemente ed efficacemente il carattere dei personaggi. Egli scrive di arrampicatrici sociali, persone in cerca di un buon matrimonio, ...continuar

    Incredibile la capacità di Dostoevskij di descrivere così dettagliatemente ed efficacemente il carattere dei personaggi. Egli scrive di arrampicatrici sociali, persone in cerca di un buon matrimonio, finti ricchi, giocatori senza scrupoli, etc. Quanto più si legge questo libro tanto più si coglie la profondità dell'animo umano di cui Dostoevskij scrive.

    dito em 

  • 5

    Riletto a distanza di anni, e apprezzato più profondamente. Concordo con chi ha detto non poter esservi grande letteratura senza questo narratore.

    dito em 

  • 3

    "Proprio come se mi fossero ormai così cari quel sogno spaventoso e tutte le impressioni che esso ha lasciato dentro di me, che ho perfino paura di sfiorarlo con qualcosa di nuovo per timore che esso ...continuar

    "Proprio come se mi fossero ormai così cari quel sogno spaventoso e tutte le impressioni che esso ha lasciato dentro di me, che ho perfino paura di sfiorarlo con qualcosa di nuovo per timore che esso si dissolva in fumo. Ma dunque mi è davvero tanto caro tutto questo? Certo che mi è caro, e forse me ne ricorderò ancora tra quarant'anni..."

    Dostoevskij ha un modo di scrivere così avvolgente, da farti interessare alla vicenda anche quando l’argomento non ti ha mai appassionato minimamente.
    Sembra sempre di trovarsi a teatro, con personaggi che interpretano loro stessi portati all’estremo.
    In particolare ho apprezzato il personaggio della nonna; rigida, decisa, senza peli sulla lingua. È al suo arrivo, che la storia prende davvero una piega interessante.
    Finale un po’ buttato lì, che lascia trasparire bene il fatto che questo romanzo sia stato scritto di fretta, per rispettare una scadenza.

    Già, qualche volta l'idea più folle, l'idea apparentemente più assurda ti si fissa e radica in testa così profondamente che alla fine involontariamente l'accetti come qualcosa di effettivamente realizzabile... Non solo, ma se questa idea si fonde con un qualche desiderio forte e appassionato, puoi addirittura finire per accettarla come qualcosa di fatale, di necessario e predestinato, come qualcosa insomma che non può fare a meno di accadere realmente! Può darsi che ci sia di mezzo ancora qualcos'altro, una certa combinazione di presentimenti, uno sforzo straordinario della volontà, una specie d'intossicazione prodotta dalla nostra stessa fantasia, o ancora qualcos'altro che non saprei dire. Ma quella sera (una sera che io non dimenticherò mai più per tutta la mia vita) mi accadeva davvero qualcosa di prodigioso; qualcosa che, sebbene sia perfettamente spiegabile in base all'aritmetica, cionondimeno mi appare prodigioso ancora oggi.

    E adesso di nuovo mi ponevo la domanda: l'amavo o non l'amavo? E di nuovo mi sentivo incapace di rispondervi o, per meglio dire, per la centesima volta di nuovo mi rispondevo che l'odiavo. Sì, mi era odiosa. C'erano degl'istanti (specialmente alla conclusione di tutte le nostre conversazioni) che avrei dato la metà della mia vita per poterla strangolare! Giuro che se mi fosse stata data la possibilità di affondare lentamente un coltello affilato nel suo petto, ebbene io l'avrei fatto con vero godimento. Eppure allo stesso tempo - lo giuro per tutto ciò che c'è di più sacro - se sullo Schlangenberg, su quella vetta alla moda, lei mi avesse davvero detto: «si butti di sotto», ebbene io mi sarei immediatamente buttato, e perfino con piacere. Questo lo sapevo.

    Me ne sto qui, in questa malinconica cittadina […] e invece di riflettere al passo che sto per compiere, vivo ancora sotto l'influenza delle trascorse impressioni, sotto l'influenza di ricordi ancora freschi e di tutto quel recente turbine che allora mi ha afferrato e mi ha fatto girare vorticosamente per poi ributtarmi a riva. A tratti mi sembra di stare ancora girando in quel vortice e mi sembra che da un momento all'altro si scatenerà di nuovo la tempesta e passandomi accanto mi afferrerà con la sua ala, facendomi perdere di nuovo ogni senso della misura e dell'ordine e io ricomincerò a mulinare, mulinare, mulinare...

    Per altre recensioni: http://www.landeincantate.it/author/phedre-banshee/

    dito em 

  • 3

    Romanzo popolare o commedia di costume - testo di gran successo alla sua pubblicazione - mi appare comunque un'opera minore nella produzione di Dostoevskij. Sarà per la sua brevità o per la velocità ...continuar

    Romanzo popolare o commedia di costume - testo di gran successo alla sua pubblicazione - mi appare comunque un'opera minore nella produzione di Dostoevskij. Sarà per la sua brevità o per la velocità con la quale fu scritto, il racconto, specie nell'esordio, presenta momenti di scarso spessore, nei quali l'elemento preponderante è al massimo l'ironia verso i perbenismi e gli infingimenti della borghesia russa.
    In prosieguo però, emerge la genialità dell'autore nel cesellare caratteri e psicologie, specie quella del protagonista che tutto rinnega, perfino l'amore a lungo vagheggiato, per l'ebbrezza del rischio e la pulsione autodistruttiva, che solo il gioco sembra soddisfare.

    dito em 

  • 2

    Ho avuto perplessità sin dall'inizio, la lettura di questo libro non riusciva a coinvolgermi. Ad un certo punto, con l'arrivo della nonna (che si dà alla roulette), ho pensato che la storia stesse fin ...continuar

    Ho avuto perplessità sin dall'inizio, la lettura di questo libro non riusciva a coinvolgermi. Ad un certo punto, con l'arrivo della nonna (che si dà alla roulette), ho pensato che la storia stesse finalmente per "decollare". Invece no, sopraggiungono un'accozzaglia di eventi e scelte narrative che non mi hanno convinto. Da Dostoevskij ci si aspetta molto di più. Deludente.

    dito em 

  • 3

    Cuando uno lee por primera vez a Dostoievski se siente quizá un poco abrumado por su particular e influyente estilo. Personajes complejos y extravagantes, diálogos casi filosóficos, situaciones histri ...continuar

    Cuando uno lee por primera vez a Dostoievski se siente quizá un poco abrumado por su particular e influyente estilo. Personajes complejos y extravagantes, diálogos casi filosóficos, situaciones histriónicas y rocambolescas se juntan para conseguir en el lector una gran impresión, positiva o negativa. A mi esto me pasó hace ya tiempo con El Idiota, obra que me agradó bastante pero que me dejó muy impactado y con mucho respecto hacia Fiodor. Ahora retomo la obra del genio Ruso con el Jugador, una obra mucho más accesible.

    La novela nos mete en las peripecias que sacuden al entorno de un General ruso cuya fortuna a venido a menos, quien espera impacientemente la muerte de su vieja tia, de quien espera heredar una gran suma de dinero. La trama se va complicando poco a poco hasta llegar a un final explosivo del que casi ningún personaje escapa.

    Una obra donde se nos muestra la problemática de la ludopatía, la codicia y los engaños, cuando se aderezan con dósis elevadas de amor, desamor y odio. En lineas generales es muy recomendable para cualquier tipo de léctor puesto que es un libro de lectura fácil (para ser Dostoievski), por momento divertido y con una trama interesante. A destacar especialmente los pérfiles psicológicos de los personajes, quedando perfectamente reflejados en cada momento de la obra.

    El único punto flojo es que quizá la primera parte del libro es un poco más lenta y aburrida, pero la parte final es excepcional. Un libro que gana enteros según avanza la trama.

    dito em 

  • 3

    Senza stare a ricostruire la biografia dell'autore, è purtroppo evidente con la sola lettura che si tratta di un'opera minore.
    Eccessivamente sbrigativo nel creare rapporti tra i personaggi, che risul ...continuar

    Senza stare a ricostruire la biografia dell'autore, è purtroppo evidente con la sola lettura che si tratta di un'opera minore.
    Eccessivamente sbrigativo nel creare rapporti tra i personaggi, che risultano a fine lettura estremamente labili e per niente memorabili, riesce almeno accendere l'interesse in qualche momento isolato: nell'analisi e nella trasmissione delle sensazioni provate durante il gioco e in parte nel rapporto tra il protagonista e Polina (però ben poca cosa rispetto ad altri rapporti in altri suoi romanzi).
    Per quel poco che dura vale comunque la pena di dargli una possibilità.

    dito em 

  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    5

    Il giocatore: c'è sempre qualcosa di insano in tutto ciò che scrive l'autore, non meno in questo libro; tuttavia è proprio questo che mi piace di lui.
    Possibili Spolider:
    Il Giocatore: anche in questa ...continuar

    Il giocatore: c'è sempre qualcosa di insano in tutto ciò che scrive l'autore, non meno in questo libro; tuttavia è proprio questo che mi piace di lui.
    Possibili Spolider:
    Il Giocatore: anche in questa storia ti fa contorcere il cervello, in primo piano un uomo che inizialmente era normale (con cenni di poca sanità mentale ma nonostante tutto sano) che poi perde inesorabilmente la bussola per il gioco. Il tema centrale del romanzo è dunque proprio questo; parla di persone deboli alle prese con i debiti o dal vizio del gioco, che io
    personalmente conosco da lontano ma che leggendo mi ha
    fatto immedesimare nello stato d'animo dei giocatori; con la bravura di sempre l'autore ci catapulta nell'animo dei giocatori e ne mostra le loro sfacciettature di pensiero e di azione, vediamo per esempio il protagonista, che pareva forse quello più assennato, perdere completamente la testa nel gioco tanto da essere disposto a perdere l'amore platonico,un uomo che si butta capofitto nel gioco d'azzardo cercando di giustificare il proprio attaccamento al gioco: giustificazioni che risalgono soprattutto al fatto che il romanzo è un pochino autobiografico e probabilmente l'autore scriveva questo un po' per giustificare se stesso, sebbene non sia, lui, un autore che parla molto di se nei romanzi anzi; eppure leggendo le sue opere qualcosa del suo animo la si coglie sempre. Allora, questa volta il protagonista non è l'uomo che sebbene caduto nel peccato cerca la remissione no! è un uomo che sbaglia, sa di sbagliare ma pensa che può smettere quando vorebbe ma non è così poiché nel baratro del vizio ci è caduto e non lo vuole ammettere.
    Polina, ecco un altro personaggio interessante sebbene sia vista da lontano, (nella vita reale di Dostoevskij, Polina era il nome della sua amante e per lei aveva finito con il buttarsi nel gioco, che caso eh!), una Polina che a mio parere era sí bella e intelligente ma tanto tanto orgogliosa. Esilarante il personaggio delle nonnina, alla sua entrata in scena ti fai un sacco di risate, senz'altro il pepe di questa storia, Dostoevskij l'avrà inserita per donare al romanzo un tono di leggerezza, la nonnina in fin di vita che altro che schiattare, questa sta bella vispa più del generale (personaggio mediocre e insulso)anche l'inglese è un bel personaggio ricorda i protagonisti di altri romanzi di Dostoevskij un po' tonti ma in realtà buoni e savii! Tirando le somme tutti i personaggi alla fine sono interessanti, la sorpresa finale è Blanche, che si rivela una donna buona altro che gran "zoccola"!
    Soltanto Il fatto che l'autore disprezzi tanto i francesi e i polacchi non tanto mi è gradito, non perdeva occasione per sminuirli e ad avercela sempre contro di loro!

    Che dire ancora: seppur breve a me, questo romanzo, é piaciuto ed è stato piacevole conoscere i suoi personaggi.
    Che lo abbia scritto perché costretto o per necessità,
    poco importa, infondo è
    sempre nella turbolenza che l'autore da il meglio di sè! Quando leggo di Dostoevskij io mi trovo sempre come se
    fossi all'interno della storia, discuto con i personaggi, dico loro cosa fare, mi arrabbio o mi rattristo; pertanto quando ti senti parte della storia, quando ti senti in mezzo a loro, per me questo significa essere un bravo scrittore e il senso del
    libro ha svolto uno dei suoi
    compiti principali.
    Dostoevskij è fantastico c'è poco da dire:
    quello Che scrive è psicolabile ma meraviglioso, quando leggi i suoi scritti non sei uno spettatore, con la forza Dostoevskij ti sbatte dentro la storia e te la fa Vivere.

    dito em 

  • 3

    È uno stile un po' pesante per quindicenni come me, ma le parti in cui descrive il comportamento dell'alta società ed il suo amore incondizionato e disperato verso Polina sono attualissime e scovverol ...continuar

    È uno stile un po' pesante per quindicenni come me, ma le parti in cui descrive il comportamento dell'alta società ed il suo amore incondizionato e disperato verso Polina sono attualissime e scovveroli

    dito em 

  • 3

    Quante volte avete letto, riguardo a questo romanzo, che è stato scritto molto in fretta, che l'autore doveva onorare un contratto, che non ha il valore delle opere maggiori?
    Nulla da eccepire. Il rom ...continuar

    Quante volte avete letto, riguardo a questo romanzo, che è stato scritto molto in fretta, che l'autore doveva onorare un contratto, che non ha il valore delle opere maggiori?
    Nulla da eccepire. Il romanzo è stato scritto in modo frettoloso. Tuttavia alcuni personaggi sono eccezionali, a partire dalla nonna che con la sua sola presenza rende l'opera memorabile. Non saprei che altro aggiungere sulle idiosincrasie dell'autore russo, l'antipatia per i francesi e i polacchi che a noi risulta particolarmente unpolitical correct (e che già per questo rende l'opera adorabile).
    Un'opera al di sotto dei grandi romanzi, eppure se "Il giocatore" fosse stato scritto oggi passerebbe per uno dei massimi capolavori degli ultimi anni (alla faccia di De Lillo and company). Sic transit gloria mundi

    dito em 

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