Just Kids

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Publisher: Ecco Press

4.4
(837)

Language: English | Number of Pages: 279 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French , Chi traditional , German

Isbn-10: 006621131X | Isbn-13: 9780066211312 | Publish date: 

Also available as: Paperback , eBook

Category: Art, Architecture & Photography , Biography , Music

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Book Description
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  • 2

    E' il racconto della vita di Patty Smith e del suo legame con Robert Mapplethorpe.
    Seppur ci dia una descrizione accurata della vita degli anni '60 a New York e affronti temi importanti, non mi ha coi ...continue

    E' il racconto della vita di Patty Smith e del suo legame con Robert Mapplethorpe.
    Seppur ci dia una descrizione accurata della vita degli anni '60 a New York e affronti temi importanti, non mi ha coinvolta molto!
    A tratti lo trovo ripetitivo e il contenuto si può riassumere in : "Sesso, droga e rock..."

    said on 

  • 5

    Non racconto di me, racconto di noi

    Acquistando Just Kids in una libreria di Londra a Brick Lane, pensavo che avrei letto la biografia di Patti Smith. E invece il senso di questo splendido libro sta tutto nella frase che Patti usa per d ...continue

    Acquistando Just Kids in una libreria di Londra a Brick Lane, pensavo che avrei letto la biografia di Patti Smith. E invece il senso di questo splendido libro sta tutto nella frase che Patti usa per descrivere la copertina del suo primo disco “Horses” realizzata da Robert Mapplethorpe. Della foto che la ritrae dice: “quando la guardo adesso, non vedo me. Vedo noi”. Dunque raccontare di sé è raccontare di Robert e viceversa.

    Da quando diciassettenni ricchi di sogni ma senza un posto dove andare a dormire si sono incontrati a New York, Robert e Patti sono stati indivisibili: hanno messo in comune tutto, la casa, il letto, l’ispirazione artistica, i soldi che ora uno ora l’altra riuscivano a portare a casa. Ognuno dei due allo stesso tempo artista e musa ispiratrice per l’altro. Eppure ciascuno con la sua fortissima individualità: ordinato, preciso ed esteta delle forme Robert, disordinata, spettinata, un po’ hippie Patti.

    C’è un amore immenso nelle parole con cui la Smith racconta la vita newyorkese di due ragazzini, a cavallo tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 (Horses è del ’75), la New York di Andy Warhol e di Bob Dylan. Ci sono pagine in cui si ha la sensazione di essere lì, al Chelsea Hotel, tra i personaggi che l’hanno reso famoso, circondati dalla musica, il fumo, le discussioni, il disordine, l’eccentricità. E c’è un amore immenso nel narrare i dettagli del percorso artistico e umano di Robert Mapplethorpe, nella descrizione minuziosa delle sue composizioni artistiche, delle visioni e delle contraddizioni che le ispiravano. Contraddizioni profonde tra un’educazione cattolica molto rigida e le pulsioni omosessuali non accettate o accettabili, contraddizioni all’origine delle immagini a forte impronta sessuale che compongono larga parte dell’arte di Mapplethorpe. Contraddizioni che hanno finito per rompere la coppia fisicamente ma non artisticamente e tantomeno sentimentalmente.

    Il patto che Robert e Patti stringono di non lasciarsi mai e di prendersi cura l’uno dell’altro, ricorda molto quello tra Sartre e Simone de Beauvoir. Forse per questo il libro della Smith mi ha ricordato moltissimo i diari della de Beauvoir, specialmente “L’età forte” dove il racconto di sè diventa il racconto di noi.
    Che altro dire, se non ringraziare Patti Smith per aver trovato la voce giusta per raccontarci questa straordinaria avventura artistica e umana che, confesso, mi ha commosso fino alle lacrime.

    said on 

  • 2

    Chiariamo subito una cosa: io non conosco bene Patti Smith. Conosco qualche sua canzone, e non mi dispiacciono, ma rimane un genere di musica che non mi attira. Nella grande famiglia del rock preferis ...continue

    Chiariamo subito una cosa: io non conosco bene Patti Smith. Conosco qualche sua canzone, e non mi dispiacciono, ma rimane un genere di musica che non mi attira. Nella grande famiglia del rock preferisco altro, e se mi si dice la parola poetessa io penso subito a Joni Mitchell (peccato che la sua storia artistica non sia vendibile come quella della Smith...). Ho letto un suo libro, Il tessitore di sogni e non è proprio la mia tazza di tè. Ma con l'autobiografia, pensavo, tutto sarebbe stato diverso, e avrei potuto trovare la spinta per approfondire questa artista, assolutamente degna di nota.
    Sbagliato. Innanzitutto, il ritmo narrativo è lentissimo. Just Kids è tutta una lista di incontri con grandi personalità; sia chiaro, non credo che la Smith lo abbia fatto con l'intento di impressionare il lettore - mi sembra una donna piuttosto umile - ma la noia sopraggiunge in ogni caso. Quando non sono incontri con grandi personalità, sono stucchevoli rimandi a Rimbaud - quelli sì, a mio parere, un po' artefatti.
    Ma sopratutto, ho notato che per essere un'autobiografia...C'è poco Patti Smith. La focalizzazione è quasi esclusivamente su Robert Mapplethorpe. In un determinato punto del tempo sappiamo ogni dettaglio sul suo attuale percorso artistico, ma niente su quello parallelo di Patti. Fa un po' tristezza, inoltre, scoprire che la nostra è diventata una rockstar per caso; la lettura comincia quindi a perdere di senso, perché non si vedono obiettivi, battaglie, ma solo timidi tentativi che casualmente danno i loro frutti. Sospetta inoltre la reticenza dell'autrice nell'affrontare questioni che riguardano solo lei e non Mapplethorpe, come la sua carriera musicale o la sua vita privata. Ma era proprio per questo che io avevo scelto questa autobiografia. Purtroppo non ho avuto quello che cercavo, da qui il voto basso. Ma chi fosse interessato ed appassionato ai due artisti, questo potrebbe essere il libro che fa per lui.

    said on 

  • 3

    La vita com'è

    (Questa non è una recensione, ma solo considerazioni molto personali, non me ne vogliano gli estimatori di Patti Smith)

    E’ più di un mese che continuo a leggere un pezzetto di questo libro per poi mol ...continue

    (Questa non è una recensione, ma solo considerazioni molto personali, non me ne vogliano gli estimatori di Patti Smith)

    E’ più di un mese che continuo a leggere un pezzetto di questo libro per poi mollare e passare ad altro. Me lo sto trascinando ancora. Durante la lettura ero di certo annoiata da quella serie interminabile di micro eventi (forse apparentemente) poco significativi e di nomi sconosciuti - tra l’altro non amo molto le biografie, soprattutto le autobiografie - eppure doveva esserci qualcos’altro che mi infastidiva. A un certo punto penso di aver capito.
    Da questo racconto è evidente che Patti Smith non aveva la più pallida intenzione di diventare ciò che poi è diventata, una rockstar, un’icona addirittura (la sacerdotessa del rock!) - un’artista e una poetessa, anche, ma soprattutto una rockstar, dai.
    E lei voleva essere, sì, un’artista, ma senza nessun progetto o aspettativa in proposito. Senza essere davvero preparata in nulla.
    Ecco, questo mi irritava.
    Ma come? mi dicevo, e io? io invece da giovanissima sognavo proprio di essere una rockstar! e poi, da meno giovane, uno scienziato - e in questo un pochino mi sono anche impegnata... E di tutti gli altri miei sogni, di cui ho pieni cassetti e armadi interi - di quelli tipo quattro stagioni, per intenderci - è meglio che taccio, faccio più bella figura...
    E ora, eccomi qua, che sicuramente non sono una rockstar e nemmeno uno scienziato.
    Poi ho pensato: forse in questo c’è per me un insegnamento.
    Come ha fatto Patti Smith? a diventare rockstar per caso… Ed era davvero una “cazzona”?
    Forsi sì, ma secondo me ha fatto questo: prendeva la vita così come veniva. Era se stessa, era libera e anticonformista non in senso esteriore, ma come vero e proprio modo di essere. Continuo a pensare che non sappia scrivere, ma questo glielo devo riconoscere, e per questo si guadagna una buona fetta di stima da parte mia.

    Forse dovrei fare un po’ più anche io come lei, prendere tutta la vita com’è. Senza stare sempre a rimuginare su quello che poteva essere e non è stato, quello che potrebbe essere e non è, e quello che sarà o non sarà in futuro se non mi dò una mossa e non mi organizzo...
    E come si fa?
    Mah, per ora incrocio le dita e mi bevo un caffè. Però mi vado anche a leggere un altro libro, se permettete...

    said on 

  • 4

    patti girl

    un racconto visionario, insofferente e poetico. un lungo racconto scalzo, ribelle come ce lo si aspetta da lei. più che un'autobiografia questo è il romanzo degli anni più magici della sua vita. e per ...continue

    un racconto visionario, insofferente e poetico. un lungo racconto scalzo, ribelle come ce lo si aspetta da lei. più che un'autobiografia questo è il romanzo degli anni più magici della sua vita. e per tutto il resto c'è wikipedia.

    ci pensavano come Figli della Libertà col compito di preservare, proteggere e rinnovare lo spirito rivoluzionario del rock' n' roll. temevamo che la musica che ci aveva sfamato corresse il pericolo di una carestia spirituale. la sentivamo perdere il senso dei suoi proponimenti, avevamo paura che stesse finendo preda di mani ingrassate, avevamo paura che arrancasse nel pantano della spettacolarizzazione, dell'economia e di un'insulsa complessità tecnologica.

    said on 

  • 5

    credo che patti smith in queste pagine sia sincera: forse a volte tende a romanticizzare quel periodo della sua vita ma sinceramente ad aver vissuto in quella città e in quegli anni sarebbe difficile ...continue

    credo che patti smith in queste pagine sia sincera: forse a volte tende a romanticizzare quel periodo della sua vita ma sinceramente ad aver vissuto in quella città e in quegli anni sarebbe difficile non fare altrettanto.
    e così attraverso gli occhi della smith vediamo il fiorire di due talenti puri, il suo e quello di robert mapplethorpe, vediamo il loro crescere artisticamente insieme, il loro legame sentimentale svilupparsi e complicarsi, il loro incontri con persone incredibili: ne esce fuori una storia quasi da film, che si ferma giusto quando i due protagonisti esplodono (o meglio: assistiamo a qualche momento della storia musicale della smith successiva all'uscita di "horses" fino alla sua fuga da new york col marito fred smith, ma poco ci racconta del mapplethorpe che giganteggia nel mondo della fotografia artistica) per poi riprendere nel triste e doloroso (per lei che scrive, ma anche per noi a leggere) finale.

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  • 4

    L'inizio mi è piaciuto molto, poi forse in certi unti si ripete un po'.
    A volte è bello conoscere personaggi del genere anche dall'interno... Brava Patti!

    said on 

  • 5

    這是Patti與Robert的故事。
    他們在紐約相遇並相愛,在混亂的年輕裡追求藝術。
    那個時空裡有無數人失敗了,他們卻能攀至高峰。
    一個成為搖滾教母,另一位成為開創前衛的攝影師。
    但他們最耀眼的地方,不在成就,而是藝術家的傳奇人生與愛戀。
    Patti寫在書封的這句話,是多少人渴望卻沒有勇氣追求的:我們要一直在一起。
    於是,我們所有人為了這故事目眩神迷。 ...continue

    這是Patti與Robert的故事。
    他們在紐約相遇並相愛,在混亂的年輕裡追求藝術。
    那個時空裡有無數人失敗了,他們卻能攀至高峰。
    一個成為搖滾教母,另一位成為開創前衛的攝影師。
    但他們最耀眼的地方,不在成就,而是藝術家的傳奇人生與愛戀。
    Patti寫在書封的這句話,是多少人渴望卻沒有勇氣追求的:我們要一直在一起。
    於是,我們所有人為了這故事目眩神迷。

    said on 

  • 4

    Note:Soulmate

    1.自傳類書籍很少讓我如此直接明朗地感受到愛。
    2.迷惘 X 搖滾 X 藝術 X 騷動的靈魂 ≒ 青春 + 命運 。
    3.他們分享了彼此人生中最瑰麗的所有燦爛,並在藝術之流創造經典。
    4.不只是孩子。

    said on 

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