Kim

Di

Editore: Gruppo Editorale l'Espresso

3.7
(1241)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 369 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Portoghese , Catalano , Olandese

Isbn-10: A000083013 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Viaggi

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Descrizione del libro
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    Chi si azzarda a dirmi che un libro da ragazzi se la dovrà vedere con me!
    A parte gli scherzi, Kipling ci trascina in un, a volte vorticoso a volte estenuante, viaggio attraverso l’India tra la fine d ...continua

    Chi si azzarda a dirmi che un libro da ragazzi se la dovrà vedere con me!
    A parte gli scherzi, Kipling ci trascina in un, a volte vorticoso a volte estenuante, viaggio attraverso l’India tra la fine dell’800 e l’inizio del 900.
    Il giovane Kim orfano di un sergente e di sua moglie irlandesi, si è adattato benissimo alla vita di strada di tanti coetanei. Le sue amicizie spaziano da semplici personaggi ad importanti mercanti arabi come Mahbub.
    Sullo sfondo l’occupazione inglese ed il conflitto con la Russia per il predominio sulle regioni del nord (Afghanistan in particolare !) detto il Grande Gioco.
    Kim, nonostante sia un Sahib bianco, si affeziona ad un lama tibetano in cerca dell’illuminazione tanto da diventarne il suo inseparabile discepolo. Scoperto dagli inglesi è avviato agli studi sia di base sia topografici e introdotto nel Grande Gioco.
    Kim percorre con il suo lama l’India in lungo ed in largo facendoci conoscere persone, razze, religioni, costumi, tra colori, sapori ed odori della Grande Strada.
    La sua lealtà e le sue capacità lo fanno amare e rispettare dal lama che lo chiama Amico del Mondo dall’amico mussulmano commerciante di cavalli e spia degli inglesi e dal sistema di potere militare britannico.
    L’amico del Mondo è crescerà e diventerà adulto fondendo in un crogiuolo le diverse anime dell’India.
    Nel romanzo, nonostante sia presente la supremazia dei Sahib inglesi, Kipling non dipinge le varie anime dell’India in maniera negativa, né la loro spiritualità né i loro costumi e ci indica un ruolo dell’infanzia tipicamente inglese (es. Dickens) capace di crescere anzitempo e di essere, pur dentro il rigido sistema dell’educazione, capace di indicare stili di vita nuovi e positivi.

    ha scritto il 

  • 2

    Libro per ragazzi?!?

    Mamma che confusione! Molto più faticoso di quanto pensassi, altro che libro per ragazzi. Non mi ha preso per niente, troppe parole indiane o giù di lì, dopo un po' sono andato in tilt.

    ha scritto il 

  • 4

    3 stelline e mezza perchè ho faticato un po' a finire questo bel romanzo di formazione "on the road", pur avendo apprezzato moltissimo lo stile, la caratterizzazione dei personaggi e soprattutto le s ...continua

    3 stelline e mezza perchè ho faticato un po' a finire questo bel romanzo di formazione "on the road", pur avendo apprezzato moltissimo lo stile, la caratterizzazione dei personaggi e soprattutto le stupende descrizioni dell'India, com'era e come, in gran parte, è tuttora. A mio parere, quindi, manca una trama, un susseguirsi di eventi che inviti a girare le pagine, mentre invece il "grande gioco", ovvero il gioco di spie tra Gran Bretagna, India e Russia per la supremazia nell'area, fatto storico e interessantissimo, è solo accennato, o piuttosto dato per scontato, e alquanto confuso.

    ha scritto il 

  • 5

    In viaggio

    “ Non faccio largo agli imperatori:
    ai re so tenere testa.
    Non mi faccio il segno, io, al Triregno:
    un’altra faccenda è questa!
    Non sfiderò le Forze dell’Aria:
    sentinella, fatti a lato!
    Giù il levatoi ...continua

    “ Non faccio largo agli imperatori:
    ai re so tenere testa.
    Non mi faccio il segno, io, al Triregno:
    un’altra faccenda è questa!
    Non sfiderò le Forze dell’Aria:
    sentinella, fatti a lato!
    Giù il levatoio: signor di tutti noi
    è il Sognatore dal sogno inverato!”
    L’assedio delle fate

    Le Cuginate consistevano in riunioni periodiche dai nonni. Figli e nipoti in allegra brigata, interminabili tavolate e partite di pallone. Tra i cugini, ero l’unica femmina contro cinque maschi perciò condannata a stare in porta. Se passava la palla era fatta, mi rincorrevano per vendicarsi e io scappavo sull’albero. Ginocchia sbucciate sempre, minacce, sberleffi reciproci e le mie lamentele alle quali i grandi rispondevano invariabilmente con un :”Arrangiati!!”.
    A volte qualcuno mi lanciava un libro. Alice nel Paese delle meraviglie, il Libro della giungla e Kim li ho letti così. La schiena appoggiata al tronco, le gambe penzoloni, le urla d’incitamento sempre più lontane e gli occhi incollati alle pagine. I ragazzini vanno lasciati in pace, bisogna alimentare spesso il loro spazio sacro, lo spazio delle fantasticazioni. Quel luogo senza tempo immensamente fertile.
    In questo tempo invece sento il bisogno di rileggere per richiamare i ricordi e scriverne per sentirmi ancorata al presente. Mi rendo conto che i libri riletti e commentati qui assumono una piega molto personale e poco critica. Finora non ho scritto di Kim, scrivo quello che sale attraverso le dita: una specie di memoria tattile. Così, rileggere Kim è stato piacere allo stato puro. Ho ritrovato ancora una volta l’amico di tutto il mondo e ho galoppato al suo fianco lungo la polverosa GT Road, deviando per i campi, guadando fiumi e affondando nel fango con i piedi, riposandomi all’ombra di un albero, rincorrendo treni al volo, sgusciando in mezzo alla folla dei mercati,degli eserciti e dei caravanserragli fino a picchi vertiginosi.

    “ Il lama guardò fuori, le mani sul davanzale, con gli occhi luccicanti come gialle opali. Dall’immane abisso innanzi a lui bianchi picchi si stagliavano struggenti alla luce della luna: come il buio interstellare era tutto il resto.” Ci sono pagine che ho riletto più volte, non riuscivo a procedere, rimanevo affascinata dal ritmo della scrittura, dalla mirabile bellezza descrittiva. I colori dell’India sono colori densi, forti, gli odori e i profumi altrettanto.

    Kim precursore di 007 e Kim furbacchione, capace di amore incondizionato e no. Ribelle e temerario al punto giusto, ma anche fragile e spaventato, come non amarlo dal profondo del cuore!!
    Come non cogliere l’espressività e la profondità del suo sguardo, come non esserne catturati, impossibile!!
    Libro per ragazzini? No
    Libro per adulti? No
    Libro per esseri umani? Si.
    La Ruota del Dharma, il Grande Gioco. Clic, clic, clac…i grani del rosario sgranano il Tempo, la GT Road si riavvolge come un rotolo-mandala.
    Mi abbandono nell’erba fresca insieme a Kim nel riposo del cuore e della mente.

    ha scritto il 

  • 2

    Poca avventura

    Abituato alle ambientazione de IL LIBRO DELLA GIUNGLA, mi ero preparato ad un altro romanzo avventuroso.
    L'inizio prometteva bene: un vecchio santone e il suo giovane seguace alla ricerca di una sorge ...continua

    Abituato alle ambientazione de IL LIBRO DELLA GIUNGLA, mi ero preparato ad un altro romanzo avventuroso.
    L'inizio prometteva bene: un vecchio santone e il suo giovane seguace alla ricerca di una sorgente leggendaria.
    In realtà, le vicende dei due personaggi si snodano l'una dall'altra dopo poco, nel libro, e nessuno dei due riesce a portare quel senso di avventura e di selvaggio che mi sarei aspettato dai paesaggi e dai personaggi indiani a cui l'autore ci ha abituati.
    La trama non è poi così scorrevole e neanche eccessivamente corposa e finisce per fare, in alcuni passi, da sfondo alle beghe spionistiche di alcuni personaggi secondari.
    Solo la parte finale sembra riallacciarsi alle buone promesse fatte ad inizio libro.

    Una non modesta delusione, ma un libro buono, dopo tutto, senza essere eccezionale.

    ha scritto il 

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