Låt den rätte komma in

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Förlag: Ordfront förlag AB

3.9
(3055)

Language: Svenska | Number of Pages: 414 | Format: Others | På andra språk: (andra språk) Italian , English , Spanish , German , Finnish , Chi traditional , Chi simplified , French

Isbn-10: 9170371253 | Isbn-13: 9789170371257 | Publish date:  | Edition 1

Jens Magnusson

Även tillgänglig som: Audio CD

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Bokbeskrivning
Naturligtvis finns det inga vampyrer i Blackeberg. Bara en massa vanliga människor som stretar med sina vanliga liv. Eller...? Det är vinter 1981 i folkhemsförorten nordväst om Stockholm. Människorna strömmar på och av tunnelbanan, i källarförråden sniffar tonåringar lim och på kinakrogen hänger det gamla vanliga alkisgänget. Allt medan medierna fylls av sensationella rapporter om en rysk u-båt som gått på grund i Karlskrona. I ett av hyreshusen sitter tolvårige Oskar och läser skräcknoveller. Han drömmer om att bli en hämnare. Att äntligen slippa gå till skolan och förnedras av sina plågoandar. En dag har en pojke mördats på ett chockerande brutalt sätt i närbelägna Vällingby. Precis samtidigt har Oskar fantiserat om att döda mobbaren Jonny och han får ett ögonblick för sig att han har makt att få oerhörda saker att hända. Livet i Blackeberg ska snart förändras, människor dras in i en okänd och ond virvel. Men för Oskars del sker något viktigare. Han möter den första kärleken – en nyinflyttad flicka som heter Eli. Men det är något egendomligt med henne. John Ajvide Lindqvists debutroman
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  • 4

    Da dove partire per carpire i segreti di questo romanzo? Da dove partire per interpretare la sua anima cupa e drammatica, sadica e allo stesso tempo perversa? Sono solo teorie, queste. C'è stato nel 1 ...fortsätt

    Da dove partire per carpire i segreti di questo romanzo? Da dove partire per interpretare la sua anima cupa e drammatica, sadica e allo stesso tempo perversa? Sono solo teorie, queste. C'è stato nel 1952 un inverno insolitamente mite, tranquillo e squisitamente sereno per il fatto di essersi presentato all'improvviso dopo una lunga serie di giorni ventosi e di pioggia. Una di quelle rare mattine che, come un vanitoso eccesso di calore e di luce e di foglie nuove, lo qualifico come il vero inizio, il portale solenne a cui ha origine questa storia. Io e Oskar passeggiammo fra le vecchie mura di una città segreta e sconosciuta, il cui legame aveva sfociato nelle punte di due indici che arrivarono quasi a toccarsi, ma non proprio. Fra noi c'è stato il sapore agro di un segreto sepolto da molti anni. E in questo sapore agre, una storia d'amore dolce e romantica. Un contorno per far risaltare ancora di più la condizione di malessere che ha attanagliato me e lo stesso Oskar. Un punto vuoto che tuttavia ha contenuto il tutto.
    Ero davvero eccitata e curiosa di giungere a Blackber. Non potevo più aspettare e dopotutto i romanzi sembrano l'unico surrogato per vivere altre vite. Come un meccanismo naturale, incastri e composizioni perfetti, che anno anche un loro rito. Una cadenza quanto lenta, quanto impetuosa che, talvolta, fungono da unico mezzo per poter arrivare lontano. Toccare apici di vette insormontabili.
    Basta fare il primo passo nella direzione giusta e il resto viene da sé. O quasi. I romanzi hanno sempre funto come antidoto alla tristezza, e sono tante le cose che sono seguite da quel momento a quando questo mio inspiegabile amore ebbe origine.
    Quando decisi di leggere Lasciami entrare sapevo che, quando avrei cominciato, questa sarebbe stata l'occasione per scrollarmi di dosso il peso della curiosità. Una lacuna letteraria che avrei dovuto colmare da un po'.
    Non avevo nulla da perdere. Dovevo solo raccogliere una certa dose di coraggio, ma, a dire il vero, avevo deciso di leggerlo senza tenere conto ai macabri episodi a cui avrei dovuto assistere e questo mi sembrava una cosa positiva. Un buon punto di partenza. Thriller/horror svedese, uno scrittore di cui avevo sentito parlare molto bene, un disegno oscuro che non permette di vedere o sentire. Tutto quello cui un tempo avrei detto "no", non mi sembrava più così. E leggendo il romanzo di Linqvit, non mi sono più riconosciuta. Mi sono sentita estranea e, allo stesso tempo, intrappolata. Come se una magia avesse atrofizzato i miei pensieri, operasse silenziosa dentro di me. Una parte del mio animo di lettrice che ho scoperto pian piano, e leggendo di Oskar e di Eli ho potuto conoscere la vita di una vita di cui non avevo nemmeno l'esistenza. Una storia cruda, surreale e allo stesso tempo reale, lenta e sincopata, che è una girandola di dettagli, contorni, sfumature, ombre impregnate di malvagità.
    Pezzi di vita di anime che vagano in un deserto di domande che non hanno mai avuto risposta, e con prospettive nebulose per il futuro, che mi hanno incuriosito moltissimo, interessato inaspettatamente, costringendomi a lasciare tutto alle spalle, abbandonando la mia inutilissima vita in una landa deserta in cui non avrei mai più voluto far ritorno.
    Sono stata catapultata in un posto imprecisato della Svizzera; ho seguito scrupolosamente le indagini di un ambizioso poliziotto specializzato nella caccia alle perone scomparse; mi sono mossa silenziosamente come una figura che compare e scompare, senza preavviso - ognuno di loro con una storia da raccontare.
    In attimi di vita che hanno scandito regolarmente la frenesia di questa settimana, nonostante conduca un'esistenza tranquilla, ho vissuto assieme a Oskar e Eli, entro i limiti autoimposti da Linqvit, tante e altrettante vite. Ruoli che mi sono divertita a impersonare e con cui ho voluto fuggire dal baratro dello sconosciuto. Respirando aria che non era più pulita ne lo è mai stata, satura di crimini orribili e inumani.
    Lasciami entrare è un romanzo il cui sapore è agre come un limone, l'aspirazione di fare un nuovo tipo di viaggio, un viaggio in cui la meta non è un luogo fisico da un posto della mente, la zona grigia fra il bene e il male, un harem segreto in cui trovare la pace con se stessi è davvero una bazzecola. E lì, fra oscurità e fantasia, l'ho avvertita intensamente. Medicina per la malvagità che affliggeva i personaggi e forse anche per i diversi mali, fisici o morali, inflitti continuamente in ogni capitolo.
    Diventare imperturbabili e proseguire la lettura dal davanzale del nostro mondo, dunque, è stato estremamente difficile. Eppure, una volta compiuto questo passo, tornare indietro è risultato più facile. Superando con un balzo il mondo di là con quello di qua.
    Costruito mediante un processo su anni di esperienze, timori o allucinazioni, oscuro, insidioso, rischioso come la notte, Lasciami entrare è un romanzo che trasmette una certa inquietudine. In quasi 400 pagine di turbamenti, dove un misero atto di felicità investiva inevitabilmente con qualcosa di spiacevole, c'era un universo che non ho mai esplorato. Ma cui non sono stata in grado di coglierne la bellezza. Con patti di sangue e segreti sussurrati dalla finestra virtuale del nostro mondo, con regole e nozioni del tutto indifferenti a quello cui sono abituata.
    La mia vita si era intrecciata a quella di questi strani personaggi e, col mio blocnotes preferito, sono sprofondata in un luogo oscuro e pericoloso, in cui l'avventura di Oskar non era nemmeno all'inizio.
    Un horror/thriller che non dà tregua, arriva in sordina e poi colpisce, ci rende protagonisti di una storia avvincente che permette di ritagliarci un angolino tutto nostro in una squallida stanza e, pian piano, nel cuore degli algidi protagonisti.
    Nel cuore della notte, con i grilli canterini che vegliavano su di me e la quiete della notte conciliava il mio sonno, ho visto Lasciami entrare come uno di quei posti dove un accanito lettore che non ha fatto l'abitudine a questo tipo di romanzi può essere preso dal panico e aver solo voglia di scappare. Dubitando che questa sia la sua storia; credendo di aver sbagliato secolo o pianeta; pensando di esser caduto nella bocca dell'inferno e non trovare più alcuna via d'uscita.

    sagt den 

  • 4

    Tutti vittime

    Vi sarà capitato di comprare un libro senza saper bene perché, magari scontato a un mercatino della biblioteca, e poi di lasciarlo lì sullo scaffale aspettando di trovare un motivo per leggerlo. Ebben ...fortsätt

    Vi sarà capitato di comprare un libro senza saper bene perché, magari scontato a un mercatino della biblioteca, e poi di lasciarlo lì sullo scaffale aspettando di trovare un motivo per leggerlo. Ebbene io dopo parecchi mesi, se non anni, ho trovato la spinta a farlo in una guida di Stoccolma che consigliava la lettura di questo romanzo. Dovendo partire per la visita di questa splendida città perché non prepararsi alla sua atmosfera con una lettura ad hoc?
    E qui chi ha letto il libro probabilmente avrà cominciato a ridere...
    E chi ha visitato Stoccolma, magari spingendosi anche al di fuori delle strade più battute, avrà compreso l'inutilità del tentativo.
    Insomma, ho letto il libro anche durante il viaggio aereo di andata e ritorno, ma nelle mie lunghe peregrinazioni non ho incontrato niente che mi facesse pensare alle atmosfere del romanzo. E nemmeno un vampiro. Ma quelli, è noto, possono uscire solo dopo il crepuscolo. Vita dura quando il sole tramonta alle 22 e sorge alle 4!!!

    Comunque, parlando del romanzo, se non ci si fa troppo impressionare dalle descrizioni dettagliate delle scene più violente e sanguinose (che, confessa l'autore, sarebbero state molto peggiori -aiuto!!!- se non avesse seguito i consigli della moglie) si può apprezzare sia la scrittura che la storia dei personaggi. Sono tutti vittime in un mondo di emarginati, di bullizzati, in cui è difficile stringere rapporti sia all'interno della famiglia che nella società.
    E quando capita di incontrare qualcuno con cui si può condividere la solitudine, si diventa disposti a tutto pur di non perderlo.

    sagt den 

  • 5

    ****/*****

    Credo di non conoscere nessuno che di fronte a una storia di vampiri non risponda: «Basta vampiri, basta». Io per primo. Lasciami entrare è una delle poche eccezioni.
    Lindqvist dipinge una realtà orri ...fortsätt

    Credo di non conoscere nessuno che di fronte a una storia di vampiri non risponda: «Basta vampiri, basta». Io per primo. Lasciami entrare è una delle poche eccezioni.
    Lindqvist dipinge una realtà orribile, inventa situazioni da far star male fisicamente: le angherie subite da Oskar impallidiscono soltanto in confronto alle parti riservate a Håkan, un pedofilo di cui non ci vengono risparmiati i dettagli più rivoltanti. Eppure il risultato è un libro oserei dire perfettamente riuscito: nonostante la lunghezza e i numerosi personaggi secondari, il cuore della storia è il rapporto tra Oskar e Eli, entrambi emarginati e soli, anche se per ragioni diverse.
    Lasciami entrare è un viaggio disturbante in una Stoccolma da incubo, ma se riesci ad arrivare alla fine ti ritroverai tra le mani la storia toccante di una bellissima amicizia.

    sagt den 

  • 3

    Il postino suona sempre due volte

    ... a differenza dei vampiri, che quando decidono di far visita a qualcuno non hanno uno schema così noiosamente precisino e ripetitivo.
    Possono fare dei lunghi squilli di campanello, come i testimoni ...fortsätt

    ... a differenza dei vampiri, che quando decidono di far visita a qualcuno non hanno uno schema così noiosamente precisino e ripetitivo.
    Possono fare dei lunghi squilli di campanello, come i testimoni di Geova alla domenica mattina, quando stai dormendo come un ghiro in letargo e vogliono spiegarti che la fine del mondo è vicina, oppure un solo squillo breve come fa il portinaio che deve consegnare un pacco appena arrivato.
    Talvolta addirittura bussano educatamente, quasi timorosi di disturbare, come la mia vicina che ha steso il bucato senza mollette sulla terrazza, ma il vento birichino e dispettoso ha fatto volare i suoi mutandoni sulla mia, e vorrebbe riprenderseli … prima che torni a casa suo marito che sennò mi vergogno.
    Altre volte aspettano pazienti che arrivi il predestinato restando infrattati in un angolino buio della strada, o sotto un cavalcavia, o acquattati sul ramo di un albero dentro un parco semideserto, come bestie feroci in attesa della preda.

    Insomma, vanno a seconda delle circostanze, dell’umore del momento, dell’intensità della loro fame. Che spesso non è proprio fame, è più voglia di qualcosa di caldo, liquido, e rosso. Una volta entrati, in casa e nel collo, hanno invece un modus operandi sempre uguale: bucano la giugulare e si fanno una gran ciucciata di sangue.
    La vittima cade a terra e ci resta, morta e vuota come un cornetto senza il ripieno. O anche come gli asparagi bolliti che si mangiano con la salsina di uova sode, olio e aceto: quando li metti in bocca son belli ciccioni, ma poi tiri con i denti e resta solo la buccia esterna, tutta legnosa e filosa.

    Al pensiero che i poveri infelici sono malvisti da tutti, temuti e incompresi, possono andare in giro solo di notte, appena riescono a farsi qualche nuovo amico gli vien subito voglia di assaggiarlo... sento nei loro confronti un gran sentimento di tenerezza.
    Propongo di farli tutti soci onorari dell’AVIS.

    ☆☆☆ che non amano affatto i vampiri.. ma questo è un vampirotto insolito, molto dolce

    sagt den 

  • 4

    splendido esempio di come un insieme di stereotipi narrativi (preadolescente ciccione oggetto di bullismo, vampiro dodicenne sanguinario ma con un cuore, adolescente difficile con padre morto, zombie ...fortsätt

    splendido esempio di come un insieme di stereotipi narrativi (preadolescente ciccione oggetto di bullismo, vampiro dodicenne sanguinario ma con un cuore, adolescente difficile con padre morto, zombie arrapato etc) trattati con la dovuta perizia possano ricombinarsi in un romanzo appassionante, divertente e terrificante il giusto per essere un horror. Alè! felice di averlo letto anche se sulle prime la faccenda vampiresca non mi ispirava per niente (era il classico momento del 'non ho altro in casa').

    sagt den 

  • 5

    Meravilgioso

    Bellissima storia tra due ragazzini appartenenti a mondi profondamente diversi. Un horror per raccontare quanto a volte la "normalità" sia solo qualcosa che accomuna più soggetti

    sagt den 

  • 4

    Ci sono diverse cose disturbanti in questo libro. Il bambino bullizzato dai compagni che per 'gioco' si trasforma in un serial killer e visualizza negli alberi marci che colpisce con il suo coltello r ...fortsätt

    Ci sono diverse cose disturbanti in questo libro. Il bambino bullizzato dai compagni che per 'gioco' si trasforma in un serial killer e visualizza negli alberi marci che colpisce con il suo coltello rubato i bulli che ogni giorno lo seviziano. Il ragazzo più grande che vede e non dice niente. La mamma iperprotettiva che non si rende conto di nulla, rendendo così ancor più patetica la sua apprensione. L'uomo al servizio del vampiro che esita ad uccidere, quando il rapporto con la piccola creatura della notte rasenta la pedofilia. Il mondo si presenta in tutto il suo grottesco, abitato da mostri alla luce del sole. E, paradossalmente, l'unico che nell'immaginario collettivo è il vero e proprio mostro non lo è. La piccola vampira Eli, l'unica che maltratta e uccide perché DEVE vivere. Dopotutto, che bisogno hanno gli altri di commettere atrocità? La loro sopravvivenza, al contrario della sua, non ne dipende.

    sagt den 

  • 0

    Vampiri scandinavi

    Horror puro, ambientazione ben fatta, il dodicenne Oskar conosce Eli che vive da poco nel suo quartiere. I due fanno amicizia e forse qualcosa in più... Ma Eli é un vampiro e deve soddisfare la sua s ...fortsätt

    Horror puro, ambientazione ben fatta, il dodicenne Oskar conosce Eli che vive da poco nel suo quartiere. I due fanno amicizia e forse qualcosa in più... Ma Eli é un vampiro e deve soddisfare la sua sete di sangue. Un libro da leggere per i cultori del genere.

    sagt den 

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