La Fortaleza de la soledad

By

Publisher: Editorial DeBolsillo

4.0
(714)

Language: Español | Number of Pages: 636 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , German , Italian , French

Isbn-10: 8497937821 | Isbn-13: 9788497937825 | Publish date: 

Translator: Cruz Rodriguez Juiz

Also available as: Others

Category: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature , Music

Do you like La Fortaleza de la soledad ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Esta es la historia de un chico negro y uno blanco: Dylan Ebdus y Mingus Rude, vecinos que comparten sus días y defienden su amistad a capa y espada desde un rincón de Nueva York. Esta es la historia de su infancia en Brooklyn, un barrio habitado mayoritariamente por negros y en el que comienza a emerger una nueva clase blanca.Esta es la historia de la América de los años setenta, cuando las decisiones más intrascendentes -–qué música escuchar, qué zona ocu-par en el autobús escolar, en qué bar desayunar--– desataban conflic-tos raciales y políticos. Esta es la historia de América veinte años más tarde, cuando a nadie parecen importarle ya estos asuntos. Esta es la historia del punk o la revolución blanca, del crack o la plaga monstruosa, del nacimiento del graffiti y de la soledad del artista.Y esta es la historia de lo que habría pasado si dos adolescentes obsesionados con superhéroes de cómic hubieran desarrollado poderes similares a los de los personajes de ficción.Esta es la historia que Jonathan Lethem nació para contar. Esta es La Fortaleza de la Soledad.«La Fortaleza de la Soledad ejemplifica, sin necesidad de grandes aspavientos vanguardistas, nuestro paradójico signo de los tiempos.» Qué Leer
Sorting by
  • 5

    ma povero franzen.....

    tutto solo nella stanzetta senza telefono né internet per scrivere il grande romanzo americano, e poi arriva un altro e scrive questo libro.....

    said on 

  • 4

    due parti unite da un intervallo "musicale" danno vita ad un bellissimo affresco della New York anni 70 e dei quartieri neri in particolare.
    due ragazzi,uno bianco e uno di colore,due famiglie solo in ...continue

    due parti unite da un intervallo "musicale" danno vita ad un bellissimo affresco della New York anni 70 e dei quartieri neri in particolare.
    due ragazzi,uno bianco e uno di colore,due famiglie solo in apparenza diverse,due approcci diversi alla ricerca dell'integrazione sociale attraverso la musica o l'arte o la scrittura
    uno solo è invece il destino,uno solo è il fallimento delle aspirazioni personali,uno solo è il disfacimento dei rapporti interpersonali
    romanzo "difficile" ma di grande soddisfazione: la prima parte,la più ostica , è nonostante ciò perfetta fotografia di un'epoca irripetibile ; la seconda più scorrevole a mio gusto invece perde in intensità.

    said on 

  • 1

    Ho finito con grande fatica la prima parte, a parte il fascino della ricostruzione della storia americana e l'interesse autobiografica raramente ho trovato qualcosa di tanto distante da me.
    Forse la m ...continue

    Ho finito con grande fatica la prima parte, a parte il fascino della ricostruzione della storia americana e l'interesse autobiografica raramente ho trovato qualcosa di tanto distante da me.
    Forse la mia esperienza è troppo lontana da questa realtà per riuscire ad esserne smosso in qualche modo, ma mi sembra che anche Lethem proceda faticosamente preannunciando la scrittura e la costruzione dei I giardini dei dissidenti.
    La seconda parte si apre con un piglio più interessante cambiando prospettiva e rientrando nei panni del 40ennepseudointellettualecomplessato dando un po' di aria a una narrazione che in molti sensi rimane pretesto per parlare di altro (dell'america, della musica, dei conflitti raziali, etc) senza andare bene da qualche parte. L'ho trovata una lettura faticosa e poco ispirata.

    said on 

  • 5

    la scrittura è la cosa che mi ha colpito di più di questo libro: ricchissima, densa e con una varietà che non ti aspetti di questi tempi.
    una bella trama, con dei personaggi affascinanti. costruito in ...continue

    la scrittura è la cosa che mi ha colpito di più di questo libro: ricchissima, densa e con una varietà che non ti aspetti di questi tempi.
    una bella trama, con dei personaggi affascinanti. costruito in maniera magistrale e alla fine tutti i pezzi ricompongono il puzzle.
    un libro sulla ricerca di se e il tentativo di risolvere le cose lasciate irrisolte.

    said on 

  • 4

    Le cicatrici dell'infanzia

    Capolavoro di Lethem, questo romanzo appartiene di diritto tra i migliori esempi di Bildungsroman: le vicende del protagonista, cresciuto in un selvaggio quartiere di Brooklyn, affascinano e inquietan ...continue

    Capolavoro di Lethem, questo romanzo appartiene di diritto tra i migliori esempi di Bildungsroman: le vicende del protagonista, cresciuto in un selvaggio quartiere di Brooklyn, affascinano e inquietano, capaci come sono di raccontare i problemi razziali e sociali da una prospettiva nuova.
    La cosa migliore è sicuramente l'anello che Dylan possiede e che dona poteri speciali, quali quelli di un supereroe Marvel, perché restiamo incerti fino all'ultima pagina se si tratta di una immaginazione infantile o di una vera invasione del fantastico in una realtà dura e prosaica.

    said on 

  • 3

    Mi sento triste e inquieta nel non essere capace di apprezzare questo libro. Capisco che è ricco, pieno di riferimenti che la mia ignoranza mi impedisce di cogliere, ma la scrittura di Lethem è trop ...continue

    Mi sento triste e inquieta nel non essere capace di apprezzare questo libro. Capisco che è ricco, pieno di riferimenti che la mia ignoranza mi impedisce di cogliere, ma la scrittura di Lethem è troppo leziosa e ammiccante per coinvolgermi.

    said on 

  • 0

    This is the story of 1970s America, a time when the most simple human decisions - which music to listen to, whether to speak to the kid in the seat next to you, whether to give up your lunch money - a ...continue

    This is the story of 1970s America, a time when the most simple human decisions - which music to listen to, whether to speak to the kid in the seat next to you, whether to give up your lunch money - are laden with potential political, social, and racial disaster. This is the story of 1990s America, when no one cared anymore. This is the story of punk, that easy white rebellion, and crack, that monstrous plague. This is the story of the loneliness of the avant-garde artist and the exuberance of the graffiti artist. This is the story of what would happen if two teenaged boys obsessed with comic-book heroes actually had superpowers: they would screw up their lives. This is the story of joyous afternoons of stickball and dreaded years of schoolyard extortion. This is the story of belonging to a society that doesn't accept you. This is the story of prison and of college, of Brooklyn and Berkeley, of soul and rap, of murder and redemption

    said on 

  • 2

    l'ho abbandonato

    perché onestamente non capivo dove l'autore volesse andare a parare. troppa introspezione in un gruppo di protagonisti nei quali non riuscivo a identificarmi; d'altronde i romanzi di formazione non mi ...continue

    perché onestamente non capivo dove l'autore volesse andare a parare. troppa introspezione in un gruppo di protagonisti nei quali non riuscivo a identificarmi; d'altronde i romanzi di formazione non mi sono mai piaciuti e di certo, sono adatti solo ai giovani/giovanissimi.

    said on 

  • 4

    La fortezza della solitudine

    Decisamente un bel romanzo, ma di una bellezza certamente non convenzionale. La propria visione del mondo e la propria libertà descritte come lo "stato intermedio da cui prima o poi occorrerà riemerge ...continue

    Decisamente un bel romanzo, ma di una bellezza certamente non convenzionale. La propria visione del mondo e la propria libertà descritte come lo "stato intermedio da cui prima o poi occorrerà riemergere, necessariamente trasformati....". Le mode e gli stili di vita degli anni '70 (e degli anni delle contestazioni a venire..), al pari di quella incredibile smania di forgiare un intero quartiere di Brooklyn, assecondando i gusti di nuovi insediati bianchi ed intellettuali, già contengono i prodromi di una futura società la cui forza cooptante modificherà ogni cosa ....Al centro di tutto ciò l'individuo, solo e oppresso dai propri impulsi autistici,la cui forza è costantemente alimentata e accompagnata dalla presenza di colonne sonore ....Si và dal rithm'& blues al rock, dal punk alla disco, dal progressive alla new wave. Le citazioni infinite....Marvin Gaye, Talkin'heads, Devo, Nina Simone, Eno, Lou Read, Ramomes, Otis Redding, e persino Genesis......Il tutto condito dalla solita magia di Lethem e da alcuni temi a lui cari (e già evidenziati in altri racconti...)quali il vuoto interiore causato dall'abbandono (in questo caso la madre)e la perenne ricostruzione di identità astratte (o forse anche fin troppo concrete e solide...)attorno alla personalità degli amici persi nel tempo......

    said on 

  • 5

    La fortezza della solitudine

    Non averlo subito riconosciuto è stata una grave mancanza: leggerlo in ebook, l'attenuante generica. Eppure non riesco a perdonarmelo, specie adesso che ho ricominciato a leggerlo dalle prime pagine s ...continue

    Non averlo subito riconosciuto è stata una grave mancanza: leggerlo in ebook, l'attenuante generica. Eppure non riesco a perdonarmelo, specie adesso che ho ricominciato a leggerlo dalle prime pagine subito dopo averlo concluso. Come ho fatto a non capire subito di che pasta fosse fatto questo grandissimo libro? Ho faticato all'inizio, per almeno un centinaio di pagine non riusciva a catturarmi, la storia. Eppure l'incipit è travolgente, nella sua semplice e calibrata fotografia di una serata qualsiasi passata nelle vie di Brooklyn negli anni 60. Da subito, la bravura mostruosa di Lethem è evidente: niente è superfluo o fuori posto, ogni parola contribuisce alla pennellata esteriore e interiore della scena. Non ricordo il momento in cui il testo ha iniziato soggettivamente a decollare ma da quel momento so solo che non sono più riuscita a scendere, e sto ancora volando, lungo questo affresco newyorkese spiriti giovani molto liberi, abbandonati, border line tra vita e autodistruzione, pura sopravvivenza a volte, disperazione altre, eppure ogni momento, ogni passo giusto o sbagliato rimarrà scolpito per sempre nell'animo dei protagonisti. Lethem è un maestro nella rappresentazione di questo tipo di nostalgico dolore dell'esistenza. Ho ritrovato la mia infanzia, la mia adolescenza, la mia vita in queste pagine: pure se la mia storia è completamente diversa, le sensazioni vissute nelle diverse epoche, la musica, i supereroi, la vividezza del passato, sono gli stessi. Perché le solitudini forse si assomigliano tutte, perché gli eroi forse in fondo siamo proprio noi.
    "la mia infanzia è stato...Bè, l'unico momento della mia vita in cui non sia stato sopraffatto dalla mia infanzia."

    said on 

Sorting by