La Fundació

Per

Editor: Edicions Pleniluni

4.3
(3286)

Language: Català | Number of Pàgines: 238 | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) English , Spanish , Chi traditional , Chi simplified , French , Italian , Japanese , German , Dutch , Portuguese , Czech , Polish , Finnish , Thai , Russian , Romanian

Isbn-10: 8485752244 | Isbn-13: 9788485752249 | Data publicació: 

També disponible com: Paperback

Category: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Descripció del llibre
Primer volum de la célebre série Les Fundacions.Premi Hugo extraordinari 1966 a la millor série de ciéncia-ficció de tots els temps.
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  • 4

    L’UTOPIA DELL’UNIVERSO GUIDATO DALLA SCIENZA

    RILETTO IN E-BOOK (TTS) --- “La Repubblica” (390-360 a.c.) di Platone, tra le altre cose, immagina una città ideale guidata da principi filosofici. In tale opera viene mostrato Socrate che cerca di de ...continua

    RILETTO IN E-BOOK (TTS) --- “La Repubblica” (390-360 a.c.) di Platone, tra le altre cose, immagina una città ideale guidata da principi filosofici. In tale opera viene mostrato Socrate che cerca di definire la giustizia e per farlo immagina la nascita di una società. Prima parla di un piccolo villaggio, abitato da contadini e artigiani, quando il villaggio cresce divenendo una città, con ricchezze e lussi, vi compaiono mercanti, artigiani di beni di lusso, cuochi, allevatori e soldati. Questo per Socrate porta a una degenerazione fisica e morale. Propone quindi la città perfetta in cui ogni cittadino svolge solo il mestiere che decide lo Stato, in particolare, dovranno esserci anche soldati di professione. Immagina quindi una società divisa in tre classi: artigiani, guardiani e governanti. I governanti sono dei filosofi che governano con morigerata saggezza.
    Isaac Asimov, nel delineare la sua visione della storia futura dell’umanità, nel volume “Foundation” (pubblicato nel 1951 - noto in Italia dapprima come “Cronache della Galassia” e poi, quando lo scrittore russo-americano ha unificato i cicli, come “Fondazione” o “Prima Fondazione”), sembra rifarsi in parte all’utopia platonica.
    Innanzitutto, per l’idea che, per contrastare la decadenza dell’Impero di Trantor, che domina l’intera Galassia, il matematico Hari Seldon abbia ideato, mediante la teoria della psicostoria una Fondazione, nella quale, divenuto Primo Ministro, ha riunito un’importante comunità scientifica con il falso obiettivo di scrivere un’Enciclopedia Galattica e con il vero proposito di fornire una guida (formata da uomini di scienza e cultura) per la Galassia, nel momento in cui il potere centrale di Trantor fosse inevitabilmente crollato, come le sue previsioni psicostoriche mostravano chiaramente.
    Nella prima fase, il pianeta periferico Terminus si limita a svolgere il compito di redigere un’Enciclopedia che riunisca tutto il sapere della Galassia (non posso qui non notare come l’idea paia superata ai nostri giorni in cui internet sta rendendo le enciclopedie oggetti desueti).
    Segue quindi una nuova fase in cui la Fondazione afferma il suo potere sulla periferia del potere, travestendo le proprie conoscenze scientifiche e tecnologiche in potere spirituale e religioso, anche se mi pare poco plausibile che un simile passaggio avvenga in appena trent’anni, come immaginato qui.
    Come ne “La Repubblica” di Platone, vediamo quindi l’arrivo dei Mercanti e l’affermarsi del loro potere, in attesa che i filosofi (i “mentalici” della Seconda Fondazione?) prendano il sopravvento come preconizzato da Seldon.

    Sebbene questo sia il volume con cui in origine iniziava il Ciclo della Fondazione, devo dire di aver trovato più omogenei e autonomi persino i due prequel scritti da Asimov nel 1988 (“Preludio alla Fondazione”) e 1993 (“Fondazione Anno Zero”), allo scopo di unire il Ciclo dell’Impero al Ciclo della Fondazione e a quello dei Robot.
    In “Cronache della Galassia”, infatti, la ripartizione della storia in cinque fasi, distanti tra loro vari anni e con personaggi diversi, rende il romanzo, sebbene con una sua consequenzialità, assai più simile a una raccolta di racconti e fa quasi pensare (per quanto sappiamo non sia così) che sia questo il romanzo scritto per collegare “Fondazione Anno Zero” ai successivi!
    Il solo personaggio che ricorre in tutti è Hari Seldon, ma compare qui in carne e ossa solo nel Prologo e poi sarà solo citato o, al massimo, comparirà in qualche proiezione.
    Da notare che “Fondazione Anno Zero” si chiude con l’inventore della psicostoria già morto, mentre “Cronache della Galassia” fa un salto indietro nel tempo e ce lo fa vedere, brevemente, nei suoi ultimi anni di vita.

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  • 4

    I nostri mondi domani

    Anche se non è il mio autore di fantascienza preferito in assoluto, Asimov l’ho sempre apprezzato. E’ stato indiscutibilmente uno dei massimi esponenti di questo particolare genere, certamente il più ...continua

    Anche se non è il mio autore di fantascienza preferito in assoluto, Asimov l’ho sempre apprezzato. E’ stato indiscutibilmente uno dei massimi esponenti di questo particolare genere, certamente il più noto, il più letto, grazie ad uno stile di scrittura semplice ed accattivante, molto godibile e leggero (a volte un po’ troppo).

    Il ciclo della fondazione è composto da questi romanzi:

    • Preludio alla Fondazione (Prelude to Foundation - 1988)
    • Fondazione anno zero (Forward the Foundation - 1992)
    • Fondazione o Cronache della galassia o Prima fondazione (Foundation - 1951)
    • Fondazione e Impero o Il crollo della galassia centrale (Foundation and Empire - 1952)
    • Seconda Fondazione o L'altra faccia della spirale (Second Foundation - 1953)
    • L'orlo della Fondazione (Foundation's Edge - 1982)
    • Fondazione e Terra (Foundation and Earth - 1986)

    L’ordine in cui sono elencati è quello di narrazione, ossia come evolve il racconto, ma non quello con cui sono stai scritti cronologicamente (per ognuno ho indicato la data di prima pubblicazione).

    Il nucleo originale dell’opera è quindi costituito dalla produzione degli anni 50. Poi Asimov è tornato sulla questione negli anni ‘80 ed ha sviluppato nel tempo prima in avanti (l’orlo della fondazione e fondazione e terra) e poi indietro (preludio alla fondazione e fondazione anno zero). Io li ho trovati tutti di buon livello, ma i tre originari, quelli degli anni ‘50 non si battono e sono un classico dei classici della fantascienza.

    Si tratta in sostanza di una sorta di reinterpretazione in chiave fantascientifica e galattica della crisi e del crollo dell’impero romano. Bel plot romanzesco, respiro storico, insight delle logiche politiche e di interesse che sottendono all’agire degli Stati.. Ho scritto "Stati" ma in realtà in Asimov sono pianeti parte di un immenso impero galattico.

    Notevole l’impalcatura sociologica fa da infrastruttura ad un affresco di così ampio respiro, Asimov inventò al riguardo persino una branca della sociologia, la psicostoria, che fece epoca, che fu ed è tutt’oggi oggetto di studi accademici per via di alcune felici intuizioni sulla rilevanza della statistica in politica e nelle questioni di Stato.

    Sono romanzi molto belli ed avvincenti: è da strutture di questo tipo che vent’anni dopo appariranno sulla scena Dune, di Herbert e Guerre stellari di Lucas, per citare i più noti, che hanno nel ciclo della fondazione la loro idea di riferimento prototipale.

    Mi verrebbe da suggerire di leggerli nell’ordine in cui sono stati scritti piuttosto che in quello temporale della storia, in quanto quelli successivi son un po' a contorno dell'idea centrale, ma è questione di gusti.

    Se si è interessati alla caratterizzazione dei personaggi, alla loro psicologia, Asimov non è l’autore giusto. Il suo interesse ed i suoi punti di forza sono altrove: in cosa è verosimile aspettarsi da un punto di vista sociologico e politico su larga scala, basandosi su costrutti immaginati come scientificamente e tecnologicamente possibili se proiettati nel futuro.

    Il tutto scritto con stile scarno, asciutto, semplice eppure coinvolgente e gradevole. Niente raggi fotonici ed alabarde spaziali in Asimov, ma storie di uomini ambientate in quello che potrebbe essere il nostro mondo (o meglio, i nostri mondi) domani.

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  • 3

    Trattato socio-politico

    "La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci". Questa è la frase che m'è rimasta impressa più di tutte e rappresenta il vero leitmotiv del romanzo. Non mi permetto di disquisire su un mostro sacro d ...continua

    "La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci". Questa è la frase che m'è rimasta impressa più di tutte e rappresenta il vero leitmotiv del romanzo. Non mi permetto di disquisire su un mostro sacro della letteratura fantascientifica ed effettivamente i temi sono molto interessanti ma avrei gradito qualche descrizione in più, avrei voluto sognare di più. Le pagine sono piene di dialoghi, sembra più una soap opera, se poi aggiungiamo pure la poca azione potremmo trovarci davanti ad un romanzo noioso. Incredibilmente invece ti scopri a girare le pagine con ingordigia perchè vuoi sapere come superare le crisi Seldon che si presentano ripetutamente a distanza di anni, sempre senza usare la violenza.

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  • 3

    Direi più un 2 e mezzo. Questo è uno dei pochi libri di Asimov che ho trovato alquanto noioso, e lo ammetto a malincuore. Fortuna che ci sono gli altri due capitoli della trilogia a fare da contrappes ...continua

    Direi più un 2 e mezzo. Questo è uno dei pochi libri di Asimov che ho trovato alquanto noioso, e lo ammetto a malincuore. Fortuna che ci sono gli altri due capitoli della trilogia a fare da contrappeso!

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  • 3

    Da non-fan del genere ho avuto parecchie difficoltà ad introdurmi nella storia in sé, considerando che sembra pure essere un outsider del genere (molto parlato, molto rarefatto, poco descrittivo nelle ...continua

    Da non-fan del genere ho avuto parecchie difficoltà ad introdurmi nella storia in sé, considerando che sembra pure essere un outsider del genere (molto parlato, molto rarefatto, poco descrittivo nelle ambientazioni). Molto più semplice lasciarsi trasportare dalle atmosfere, quelle sì costruite benissimo e in grado di tenere viva l'attenzione di qualsiasi lettore. Da leggere ascoltando un disco drone. Oppure roba del genere: https://rateyourmusic.com/release/album/various_artists_f2/symphonies_of_the_planets_1__nasa_voyager_recordings/

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  • 4

    Cronache della galassia

    Tra il 1951 e 1953 Isacc Asimov scrisse Cronache della galassia , Fondazione e Impero e Seconda Fondazione , la trilogia iniziale della fondazione poi scrisse altri due sequel e due prequel . Non bis ...continua

    Tra il 1951 e 1953 Isacc Asimov scrisse Cronache della galassia , Fondazione e Impero e Seconda Fondazione , la trilogia iniziale della fondazione poi scrisse altri due sequel e due prequel . Non bisogna essere un genio della matematica o nella fisica per leggere questi libri che hanno un fascino incredibile spaziando in una scienza chiamata psicostoria in grado di prevedere l'evoluzione della società umana, sia una branca della psicologia che studia, col metodo della psicoanalisi, la vita dei personaggi storici del passato , come diceva Asimov "La psicostoriografia era la quintessenza della sociologia; era la scienza del comportamento umano ridotto ad equazioni matematiche". I protagonisti di questo ciclo non sono alieni mostruosi come nella maggior parte dei romanzi di fantascienza ma l'uomo , il perno fondamentale su cui si basa il romanzo è il disfacimento un impero colossale che ci riporta alla caduta dell'impero romano con l'indebolimento progressivo e la perdita progressiva dei pianeti in periferia a favore di barbari che hanno tecnologie arretrate , cosa che rende ancora piu palese l'accostamento impero romano-barbari....Questo primo libro è ambientato 13mila anni dopo l'inizio della colonizzazione planetaria , la capitale di questo vastissimo impero planetario è una città che ha ha inglobato un intero pianeta per quaranta miliardi di individui 6 volte piu popolato della terra, con una superficie nettamente inferiore a quella della terra circa 4 volte piu piccola quindi una densità 24 volte superiore per miglio quadrato, sovrappopolamento spiegato con l'istallazione del centro urbano per 9/10 nel sottosuolo circa 2 km...La galassia è composta da milioni di mondi e solo gli stati periferici godono di libertà ed indipendenza. Un geniale psicostorico Hari Seldon tramite i suoi studi verrà a conoscenza del fatto che l’Impero dovrà collassare in cinquecento anni. Non c’è via di scampo l’unica cosa possibile, per evitare trentamila anni di oblio, è creare due fondazioni, culle del sapere matematico e psicologico, che dovranno superare diverse crisi per riuscire a dare alla luce un nuovo impero minimizzando a "soli" mille anni il tempo di interregno. Le fondazioni non verranno guidate dalle previsioni del loro ideatore in quanto la conoscenza del piano nel suo insieme ne precluderebbe la riuscita infatti solo durante le crisi Hari Seldon appare in un ologramma ai futuri membri della fondazione.

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  • 5

    È un gran bel libro, estremamente coinvolgente, ma forse per come viene gestita la storia soffre un po'.
    Personaggi un po' più definiti non avrebbero guastato, anche se questo fa riflettere su quanto ...continua

    È un gran bel libro, estremamente coinvolgente, ma forse per come viene gestita la storia soffre un po'.
    Personaggi un po' più definiti non avrebbero guastato, anche se questo fa riflettere su quanto sia piccolo e inutile un individuo in un Piano di mille anni.

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