La Nuit du carrefour

By

Editeur: Pocket

3.8
(530)

Language: Français | Number of pages: 184 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Italian , English , Spanish

Isbn-10: 2266033271 | Isbn-13: 9782266033275 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Aimez-vous La Nuit du carrefour ?
Devenez membre de aNobii, voyez si vos amis l'ont lu et découvrez des livres du mème genre!

Inscrivez-vous gratuitement
Description du livre
Sorting by
  • 4

    Sebbene non lontano da Parigi, il crocevia del titolo è un non luogo sperso nella pianura, fra campi coltivati e scialbi paesini senza personalità. Insomma, uno di quei postacci prediletti da Simenon ...continuer

    Sebbene non lontano da Parigi, il crocevia del titolo è un non luogo sperso nella pianura, fra campi coltivati e scialbi paesini senza personalità. Insomma, uno di quei postacci prediletti da Simenon per ambientarci le sue storie di umanità avida e degradata, quella che in questo romanzo si spartisce le tre abitazioni che si fronteggiano sull’incrocio: l’autorimessa condotta da un sanguigno ex pugile, la villetta piccolo borghese di un commesso viaggiatore e la vecchia e grande casa, segnata da una storia dai tratti orrorifici riguardo alle tre vedove originali proprietarie, dove ora abita un’algida e misteriosa coppia di fratelli provenienti dalla Danimarca. La morte di un commerciante di preziosi belga, trovato nel garage degli ultimi ma sulla macchina nuova dell’agente di commercio, costringe Maigret al trasferimento in compagnia del fido Lucas (peraltro confinato come al solito in compiti di basa manovalanza) per un’indagine che si rivela subito complicata, ostacolata com’è dal muro di finzioni messe in atto da tutti gli attori sulla scena: quelle più intricatamente complicate fanno capo a Else, la donna danese che già dal suo primo apparire non si può fare altro che etichettare come femme fatale. E’ tale l’abilità dello scrittore nel descrivere l’atmosfera e i personaggi allo scopo di evocare un clima di vera oppressione che il lettore quasi si augura che l’impasse possa durare nel tempo: quando la vicenda comincia ad accelerare verso la conclusione, l’effetto svanisce per colpa di un procedere che si fa di grana più grossa. Ci si trova davanti a un riciclaggio internazionale, sparatorie continue, tentati avvelenamenti e lotte corpo a corpo in un pozzo: un accumulo che stride con le pagine precedenti, aggravato da un paio di svolte regalate da errori degli indagati che paiono francamente inconcepibili in gente che ha architettato con sì tanta cura tutto il resto. Il finale è più noir che giallo, malgrado la classica (e lunga) spiegazione del commissario alla presenza di tutti gli indiziati: la rivelazione del colpevole è meno importante del destino dei singoli che vengono sino al termine osservati con uno sguardo che unisce ironia e pena. Nonostante le sue forzature, il settimo romanzo con al centro Maigret sa così coinvolgere in maniera sottilmente disturbante mentre Simenon si muove con sicurezza su alcuni dei suoi terreni preferiti.

    dit le 

  • 4

    Maigret è il mio commissario preferito.

    La storia si legge velocemente, il libro scorre in un attimo e tutto è splendidamente spiegato alla fine dal buon Maigret... L'unica nota dolente è, a mio avviso, la figura dell'italiano (forse un po' ...continuer

    La storia si legge velocemente, il libro scorre in un attimo e tutto è splendidamente spiegato alla fine dal buon Maigret... L'unica nota dolente è, a mio avviso, la figura dell'italiano (forse un po' troppo stereotipata) rozzo e aggressivo.
    Anche se mi è piaciuto questo racconto, devo ammettere di averne preferiti altri.

    dit le 

  • 4

    Un Maigret anomalo. Non mi ero mai imbattuta in una sparatoria finora, non ricordo di aver mai letto del commissario con in mano una pistola e che la usi pure. Questa è la prima eccezione. Poi c’è in ...continuer

    Un Maigret anomalo. Non mi ero mai imbattuta in una sparatoria finora, non ricordo di aver mai letto del commissario con in mano una pistola e che la usi pure. Questa è la prima eccezione. Poi c’è in questo breve romanzo anche un pizzico di horror, che pure non è tipico dei Maigret. Per dire, il titolo del libro, Il crocevia delle tre vedove, deriva da tre vedove, madre e due figlie, che avevano abitato una casa aristocratica, una specie di vecchio maniero, in totale solitudine e vi erano state trovate morte misteriosamente, tutte e tre. Ed è proprio in questa casa, vicinissima a Parigi ma in pratica isolata nella campagna, che accadono strani fatti: macchine scambiate, un morto nel garage dentro la macchina appena comprata di un insulso assicuratore di provincia che abita nella casa all’altro angolo del crocevia.
    Se c’è un difetto in questo Maigret è forse che Simenon ha messo troppa carne al fuoco: sparatorie, inseguimenti, troppi personaggi coinvolti senza che la solita magistrale opera di approfondimento psicologico del commissario venga compiuta. Tuttavia ci sono due personaggi intriganti, alla Simenon: i due abitanti della casa delle tre vedove, lui è uno strambo gentiluomo danese che Maigret sottopone a ben 17 ore di interrogatorio senza che faccia una piega, tranquillo e freddo come se fosse stato a prendere un tè con un qualche reale; lei, sedicente sorella, Else, una bellissima bionda ad un primo sguardo dall’aspetto ingenuo quasi infantile, che riceve in seguito il commissario Maigret languidamente distesa sul divano lasciando apparire tra le pieghe della sottoveste il biancore del seno, una femme fatale che inevitabilmente si rivelerà nel finale quel che spesso il puttaniere Simenon (lasciatamela passare)”vede” nelle belle donne.
    In conclusione direi un Maigret che costituisce una eccezione nella vastissima produzione simenoniana, una piacevolissima eccezione.

    dit le 

  • 3

    Come al solito il crimine viene svelato senza dare al lettore la possibilità di scoprirlo da solo. Divertente come tutti i personaggi trovino lìrrefrenabile desiderio di confidarsi con Maigret. :) ...continuer

    Come al solito il crimine viene svelato senza dare al lettore la possibilità di scoprirlo da solo. Divertente come tutti i personaggi trovino lìrrefrenabile desiderio di confidarsi con Maigret. :)

    dit le 

  • 4

    Un'avventura ricca di colpi di scena con un Maigret più uomo d'azione, con qualche punta di violenza e sensualità. Meno compassato del Maigret più conosciuto.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    4

    Già il titolo gli meriterebbe le 5 stelle, ma il contenuto non delude.

    Con due meravigliosi personaggi, uno maschile e uno femminile, e mi riferisco naturalmente alla pseudo dark lady danese Else e al ...continuer

    Già il titolo gli meriterebbe le 5 stelle, ma il contenuto non delude.

    Con due meravigliosi personaggi, uno maschile e uno femminile, e mi riferisco naturalmente alla pseudo dark lady danese Else e al di lei preteso fratello Carl.

    dit le 

  • 4

    Apparentemente slegata e disomogenea la trama si dipana seguendo fili che porteranno a un unico bandolo.
    Ottimi lo spaccato della campagna francese e la contrapposizione fra altissima nobiltà, dal sa ...continuer

    Apparentemente slegata e disomogenea la trama si dipana seguendo fili che porteranno a un unico bandolo.
    Ottimi lo spaccato della campagna francese e la contrapposizione fra altissima nobiltà, dal sangue blu tarato e la teppaglia asservita a una totale incapacità di riscatto. Media fra le due aree la sordidezza piccolo borghese.
    Amaro l'inizio, amaro il finale. Un Simenon d'annata, anche nella rappresentazione del femminino: becero quando retto, immorale se maliardo.

    dit le