La Porta

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4.2
(2324)

Language: Español | Number of Pages: 271 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , French , Hungarian

Isbn-10: 8478711791 | Isbn-13: 9788478711796 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

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    La storia di Magda ed Emerenc. La scrittrice e la sua portinaia. La storia di un rapporto umano distrutto da troppo amore, da sensi di colpa e incomprensioni. Due donne entrate casualmente una nella v ...continue

    La storia di Magda ed Emerenc. La scrittrice e la sua portinaia. La storia di un rapporto umano distrutto da troppo amore, da sensi di colpa e incomprensioni. Due donne entrate casualmente una nella vita dell'altra fino a diventarne le colonne portanti, il punto fisso, la stella polare di ciascuna. Una storia sublime che indaga i più reconditi aspetti dell'animo umano che si rivela, nonostante innumerevoli sforzi, sempre troppo fragile e incapace di cogliere nella sua pienezza i profondi significati dei gesti e delle parole delle due donne. "Impedire a qualcuno di soffrire è il migliore regalo che si possa fare"..questo dice Emerenc a Magda. Una storia struggente che insegna a prendersi cura dei rapporti con le persone che amiamo, a non fermarsi in superficie, ma a cercare sempre l'autentico significato dietro ogni più banale o scontato gesto. Magda coglieva sempre in ritardo di quanta bontà e amore e dedizione assoluta fossero intrisi i gesti di Emerenc. Un libro da leggere tutto d'un fiato e che ti rimane addosso per un bel po.

    said on 

  • 4

    Con “La porta” Magda Szabò ci permette di incontrare e conoscere Emerenc, la donna che per oltre vent’anni ha aiutato la scrittrice Magda nelle faccende domestiche. Il rapporto che si instaura tra le ...continue

    Con “La porta” Magda Szabò ci permette di incontrare e conoscere Emerenc, la donna che per oltre vent’anni ha aiutato la scrittrice Magda nelle faccende domestiche. Il rapporto che si instaura tra le due è burrascoso e complesso (come tendono ad essere tutte le relazioni umane), fatto di litigi, incomprensioni, rimorsi e dolori, ma anche di un amore profondo.
    Il libro è un omaggio a Emerenc, colei che rifiutava qualsiasi regalo e parola di lode, e al profondo sentimento che ha legato queste due donne anche se, in realtà, sono ben tre le storie d’amore che ci vengono raccontate: Emerenc e Magda, Magda ed Emerenc, e Viola ed Emerenc.
    Le prime due sono storie che nascono in momenti diversi e che raggiungono un punto di equilibrio per profondità di sentimenti solo quando è troppo tardi:

    “Ma lei non aveva bisogno di me, per lo meno, credevo che non ne avesse. Un giorno - lei era morta ormai da tanto, e della sua casa d'un tempo non era rimasta più traccia -, la moglie dell'artigiano tuttofare, vedendo che avevo in mano un mazzo di fiori raccolti in giardino, mi si buttò con le braccia al collo, sapeva che mi stavo recando al cimitero. - Voi eravate la luce dei suoi occhi, la sua figlia, - disse la moglie dell'artigiano, - domandatelo a chiunque nel quartiere, vi chiamava proprio così, «la figlia». Di chi credete parlasse fino alla nausea, quella poveretta, quando si sedeva a riposarsi? Di voi. Ma voi vedevate una cosa sola, vedevate soltanto che vi aveva rubato il cane, e non vi siete mai accorta che per lei voi eravate diventata Viola”.

    L’ultima storia, invece, nasce tra un cane (Viola) e una donna ed è una storia pura e semplice, priva di dubbi e richieste. Questa è la storia d’amore che ho preferito, a tratti incomprensibile per la totalizzante devozione di cui è fatta.

    Prosa magnifica, incipit e finale indimenticabili nella loro apparente simmetria.

    said on 

  • 1

    La porta

    Terribile storia, morbosa e impossibile, una sorta di delirio dove non c'è mai un momento che possa avere un senso, tutto così squallido.. lo sconsiglio

    said on 

  • 3

    Come forse troppo spesso mi accade, tendo a sacralizzare i libri prima ancora di leggerli e di farmi quindi un'aspettativa che è ben diversa dall'originale. Intendiamoci, libro scritto divinamente, nu ...continue

    Come forse troppo spesso mi accade, tendo a sacralizzare i libri prima ancora di leggerli e di farmi quindi un'aspettativa che è ben diversa dall'originale. Intendiamoci, libro scritto divinamente, nulla da dire a riguardo. Tuttavia, sento che manca qualcosa. Il libro presenta, a mio avviso, dei continui alti e bassi che ne faticano la lettura. Una storia affascinante di amore e odio, certo, eppure mi è sembrata un po' forzata. Insomma, promosso più per lo stile che per la storia in sé.

    said on 

  • 5

    Mi ha decisamente sconvolta. Non tanto per la trama in se o per l'eccellente scrittura dell'autrice ungherese, quanto per la potenza con cui il romanzo cresce dentro di te. L'ho terminato domenica pom ...continue

    Mi ha decisamente sconvolta. Non tanto per la trama in se o per l'eccellente scrittura dell'autrice ungherese, quanto per la potenza con cui il romanzo cresce dentro di te. L'ho terminato domenica pomeriggio e ogni giorno che passa ci penso e un po' mi manca (soprattutto Emerenc). Mi ha lasciato un grande vuoto.
    E' la storia di un rapporto di amore e odio fra due donne: Emerenc, una vecchia domestica impertinente e la sua datrice di lavoro, una scrittrice ungherese, sposata ma senza figli.
    Emerenc è concreta e pratica e non comprende il lavoro dei suoi “padroni” perché per lei cultura e arte sono sinonimi di falsità e inganno, chi non sa usare la scopa non conosce veramente il significato della vita. Fra le due donne si instaura un rapporto via via più profondo, complice anche la presenza di Viola, un piccolo trovatello, che permette di varcare un po' quella "porta", quel confine che nessuno mai riesce ad oltrepassare, che è il passato di Emerenc.
    Inizia con un contratto di lavoro, finirà con un'amicizia straziante da cui entrambe vorranno scappare, ma di cui non potranno fare a meno.

    said on 

  • 5

    "Ogni legame sentimentale rappresenta una potenziale aggressione, da quante più persone ci lasciamo avvicinare tanto più numerosi sono i canali attraverso cui il pericolo può colpirci.”

    Emerenc è una vecchia domestica impertinente, insolente e dispotica che entra di prepotenza nella vita di una coppia di scrittori ungheresi.
    Il rapporto che si instaura tra la vecchia e la scrittrice ...continue

    Emerenc è una vecchia domestica impertinente, insolente e dispotica che entra di prepotenza nella vita di una coppia di scrittori ungheresi.
    Il rapporto che si instaura tra la vecchia e la scrittrice è fin da subito di amore e odio. Col trascorrere del tempo il legame tra le due donne, pur restando conflittuale, si consolida, diventa un attaccamento “frutto di fattori indefinibili e di infinite concessioni reciproche”.
    Emerenc è concreta e pratica e non comprende il lavoro dei suoi “padroni” perché per lei cultura e arte sono sinonimi di falsità e inganno, chi non sa usare la scopa non conosce veramente il significato della vita. Ma credo siano proprio queste sue caratteristiche a far sì che tra le due donne si instauri un rapporto così speciale: la vecchia si trasforma pian piano nella coscienza della giovane donna, è quella che le impedisce di perdere il contatto con le cose concrete, pur sollevandola dalle mille incombenze quotidiane permettendole di diventare una grande e famosa scrittrice.
    E poi c'è quella porta che nessuno può varcare dietro la quale tutti immaginano siano custoditi chissà quali segreti. Invece quella stanza rappresenta semplicemente il suo mondo intimo e solitario, simile a quello che tutti noi gelosamente teniamo distante da occhi indiscreti e inacapaci di comprenderlo. Solo a pochissime persone permettiamo di accedere perché lì dentro ci sono le nostre debolezze, le nostre inconfessabili paure.
    Qualcuno qui su anobii ha scritto che Emerenc o si ama o si odia. Beh, io l'ho amata molto e anche se, una volta chiuso il libro, ne ho sentito immediatamente la mancanza, le sue parole e la sua ruvida saggezza mi faranno compagnia per molto tempo.

    “Dio, di solito, non ci ascolta quando chiediamo, ma se temiamo qualcosa ce lo scaraventa puntualmente addosso.”

    said on 

  • 4

    È passato qualche giorno da quando ho terminato la lettura de La Porta e ancora sono presenti in me sentimenti contrastanti suscitati da questo romanzo. In modo particolare continuo a chiedermi se la ...continue

    È passato qualche giorno da quando ho terminato la lettura de La Porta e ancora sono presenti in me sentimenti contrastanti suscitati da questo romanzo. In modo particolare continuo a chiedermi se la porta della casa di Emerenc, una delle protagoniste, debba considerarsi un ostacolo o un rimedio, se la stessa inossidabile Emerenc debba considerarsi una sorta di instancabile valchiria votata al lavoro e alla mutua assistenza ai suoi simili o una specie di automa incapace di rapportarsi con i sentimenti più intensi e profondi dell'essere umano? Questi miei, personalissimi interrogativi, sono destinati a rimanere insoluti perché forse non esiste risposta, o quanto meno non esiste una risposta univoca. La porta può essere un riparo dalle 'intemperie' della vita ma può essere un ostacolo che confina inesorabilmente una parte di se stessi.
    L'energia profusa nel lavoro può essere una valvola di sfogo rispetto a delusioni e dolori che arrivano al centro di noi, dolori così profondi che il semplice e delicato posarsi della neve può risultare insopportabile.
    La porta di Magda Szabò, pensavo, sbagliando, fosse una lettura dai connotati prettamente femminili: mi sbagliavo.
    È una lettura che offre molteplici spunti di riflessione in modo particolare: "Oggi, però, ho capito una cosa, che allora ancora ignoravo: una passione non si può esprimere pacatamente, disciplinatamente, morigeratamente, e nessuno può definirne la forma al posto di un altro"...invece spesso si edificano tramezzi e si piazzano porte per arginare passioni che andrebbero lasciate libere.

    said on 

  • 2

    Difficile immedesimarsi in un storia improbabile, con una protagonista impossibile e vari personaggi di contorno parecchio insipidi. Naturalmente scritto benissimo, ma questa semmai è una aggravante. ...continue

    Difficile immedesimarsi in un storia improbabile, con una protagonista impossibile e vari personaggi di contorno parecchio insipidi. Naturalmente scritto benissimo, ma questa semmai è una aggravante.

    said on 

  • 4

    La quinta stellina manca per due motivi:
    - discorsi di Emerenc troppo complessi per come ci viene mostrata dalla protagonista
    - l'idea del ruolo dello scrittore come assolutamente elitario e profeti ...continue

    La quinta stellina manca per due motivi:
    - discorsi di Emerenc troppo complessi per come ci viene mostrata dalla protagonista
    - l'idea del ruolo dello scrittore come assolutamente elitario e profetico.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    4 stelline e mezza

    Due donne, Magda e Emerenc, che più diverse non potrebbero essere.
    Due mondi che si incontrano, che si conoscono ma che poi inevitabilmente si scontreranno. Due realtà diverse, due interpretazioni del ...continue

    Due donne, Magda e Emerenc, che più diverse non potrebbero essere.
    Due mondi che si incontrano, che si conoscono ma che poi inevitabilmente si scontreranno. Due realtà diverse, due interpretazioni della vita, ma soprattutto due
    passati totalmente diversi.
    Questa donna ha atteggiamenti che all'inizio possono sembrare rudi e duri, ma che solo piano piano ci rivelerà il suo grande amore per gli altri e il suo altruismo..
    Grande lavoratrice, silenziosa, instancabile, umile, riservata, intransigente, fiera..
    Non voglio raccontare la trama, ma soffermarmi e fare qualche riflessione sulla vita di Emerenc.
    Ho appena finito il libro e mi ha lasciato addosso una tristezza, tristezza lieve che mi ha accompagnato quasi per tutto il libro.
    Mi sono chiesta cosa ha dovuto passare questa donna per richiudersi cosi in se stessa e annullarsi? All'inizio del libro viene raccontato cosa Emerenc, da ragazzina, abbia
    dovuto vedere, poi ci viene descritto cosa subisce quando anni dopo torna a casa
    dal padre, con una figlia illegittima, non voluta da tutti..
    Questa donna si è ritrovata da sola e per "non morire dentro" ha fatto una sola cosa, si è annullata, ha messo su una corazza, ha innalzato un muro, in questo caso "una porta" tra lei e il resto del mondo.
    Dietro quella "porta" c'era il suo nido, dove si sentiva protetta e se stessa, e ha fatto in modo o per lo meno ha cercato in tutti i modi di salvaguardare non facendo mai
    entrare nessuno, per non dover soffrire mai più nella sua vita....
    Poi ha conosciuto Magda e quella porta......
    Emerenc prima si detesta e poi si ama.
    Questo è quello che ho letto io, tra le righe di questo libro diverso, insolito ma stupendo..

    said on 

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