La Sonata a Kreutzer

di Leone Tolstoi

Di

Editore: Fratelli Treves (Collezione Biblioteca amena ; 327)

3.9
(3340)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Francese , Turco , Catalano , Portoghese , Russo , Giapponese , Chi semplificata

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
ipo di documento Testo a stampa
Autore Tolstoj, Lev Nikolaevic
Titolo La Sonata a Kreutzer / di Leone Tolstoi
Pubblicazione Milano : Fratelli Treves editori, 1910
Descrizione fisica 251 p. ; 19 cm.
Collezione Biblioteca amena ; 327
Nomi
· Tolstoj, Lev Nikolaevic
Paese di pubblicazione ITALIA
Lingua di pubblicazione ITALIANO
Codice del documento IT\ICCU\IEI\0086500
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Tra ideale e passione

    Sulle note dell'omonima opera di Beethoven, si è un po' portati a ripensare a quanto ha scritto il vecchio T. in merito alla sua personale esperienza e su alcune tematiche calate nella Russia del temp ...continua

    Sulle note dell'omonima opera di Beethoven, si è un po' portati a ripensare a quanto ha scritto il vecchio T. in merito alla sua personale esperienza e su alcune tematiche calate nella Russia del tempo (il rapporto uomo-donna, il matrimonio, la visione dell'amore, ..). Queste pagine dalla travagliata storia compositiva ed editoriale sono ineccepibili: Tolstoj offre un'analisi psicologica dei personaggi ben strutturata e delineata. Quell'anonimo signore anziano che racconta sul treno la propria storia potrebbe essere chiunque, forse una proiezione dello scrittore stesso. Nonostante sia apparentemente una narrazione semplice, che si sente tuttora ai ns giorni, ciò che pienamente caratterizza questo romanzo breve è, a mio avviso, il rimorso e sottilmente anche l'orrore per il gesto sconsiderato compiuto da quell'ignoto signore, un omicidio di cui il movente è ben chiaro al lettore. Le passioni non possono nascondere la volontarietà del gesto, perchè inescusabile, indipendentemente dal fatto che il tradimento della moglie sia avvenuto o meno.

    Doveroso l'ascolto della Sonata per pianoforte e violino in la maggiore n. 9, op. 47, comunemente nota come Sonata a Kreutzer.

    ha scritto il 

  • 2

    E' blasfemia dire che la Sonata a Kreutzer è un romanzetto insulso e inutile? Può darsi, ma chi se ne frega. Anche calato nell'epoca, risente troppo del palese intento didascalico moralistico che spog ...continua

    E' blasfemia dire che la Sonata a Kreutzer è un romanzetto insulso e inutile? Può darsi, ma chi se ne frega. Anche calato nell'epoca, risente troppo del palese intento didascalico moralistico che spoglia di ogni componente artistica l'opera di un T. forse un po' annebbiato dall'età avanzata.

    ha scritto il 

  • 4

    Sarà la terza o quarta volta che rileggo questo capolavoro, ma il mio giudizio non è cambiato: o si screma il giudizio letterario dalle tesi qui esposte, o si rischia di buttare il libro dalla finestr ...continua

    Sarà la terza o quarta volta che rileggo questo capolavoro, ma il mio giudizio non è cambiato: o si screma il giudizio letterario dalle tesi qui esposte, o si rischia di buttare il libro dalla finestra (e, ad avercelo davanti -il grande, immenso Lev-, prenderlo a schiaffi).
    Questa volta tuttavia sono stata sostenuta dalla bella prefazione di Gianlorenzo Pacini.

    E' noto che la moglie di Tolstoj, Sof'ja, fu costretta a rilevare che la Sonata era stata scritta "con cattiveria" e gli oppose un suo libro (Amore colpevole) in cui, alla storia di un giovane uomo che accoltella la moglie a causa di una gelosia morbosa, rispose con la storia della giovane Anna uccisa -sia pure involontariamente, ma sempre per gelosia- dal marito.

    L'amico Maksim Gor'kij (a cui Tolstoj stesso aveva confidato che l'umanità è sì colpita da terremoti, epidemie, malattie, ma "in tutti i tempi la tragedia più dolorosa è stata e sarà la tragedia della camera da letto") scrisse: "Non mi sono mai piaciuti i suoi giudizi sulle donne... vi si sentiva qualcosa di artefatto, di insincero e allo stesso tempo di troppo personale. Era come se una volta l'avessero offeso ed egli non fosse riuscito né a dimenticare né a perdonare".

    Ma più di ogni altro fu Nietzsche a svelare le contraddizioni profonde del pensiero di questo ultimo Tolstoj (che, detto per inciso, definiva Nietzsche "pazzo nel senso letterale della parola"!). Egli affermò che "il prete-asceta è una contraddizione vivente", dominato dal fastidio della vita e dal desiderio della fine. Ma tale fastidio è originato dalla sua insoddisfazione per la vita "così com'è", con tutte le sue miserie e limitazioni; e il desiderio della fine è in realtà il desiderio "di essere in un altro modo".
    Egli diventa così l'espressione vivente di una "volontà di potenza" spasmodicamente tesa verso l'assoluto, e cioè verso il nulla, giacché nulla di questo mondo può soddisfare la sua sete.

    Cosa penso io? Penso che anche Tolstoj, ad un certo momento della sua esistenza, sia "impazzito". Proprio come Nietzsche.

    ha scritto il 

  • 4

    All'inizio, questo romanzo mi ha fatto provare un forte sentimento di rabbia e angoscia a causa delle teorie e della considerazione di Pozdnyšev sul matrimonio, sull'amore e sulla donna. Nonostante ci ...continua

    All'inizio, questo romanzo mi ha fatto provare un forte sentimento di rabbia e angoscia a causa delle teorie e della considerazione di Pozdnyšev sul matrimonio, sull'amore e sulla donna. Nonostante ciò, questa lettura mi ha completamente rapita. Racconta il nascere e il crescere di un disturbo paranoide, la delirante riflessione di un marito vecchio stampo tradito e, dunque, umiliato. Mi ha ricordato lo stile di Dostoevskij, mi ha ricordato Raskol'nikov, per l'esaltazione dei moti dell'animo umano, per la profonda introspezione, per quel legame che collega l'interiorità di un individuo alle azioni che compie e per l'analisi delle relative conseguenze. Inutile aggiungere altro, Tolstoj non delude mai.

    ha scritto il 

  • 2

    Lettura inutile

    Mi domandavo come mai da anni restava intonso nella mia libreria questo breve romanzo di Tolstoj, ora che l'ho letto l'ho capito. Insulso racconto di un autore ormai vecchio che vuole sancire anche a ...continua

    Mi domandavo come mai da anni restava intonso nella mia libreria questo breve romanzo di Tolstoj, ora che l'ho letto l'ho capito. Insulso racconto di un autore ormai vecchio che vuole sancire anche a livello letterario la sincerità della sua conversione al cattolicesimo. Della sua nuova religione sembra che l'autore russo abbia recepito esclusivamente la sessuofobia, visto che per lui l'amore carnale porta l'uomo alla perdizione anche nell'ambito del matrimonio, come spiega dettagliatamente, qualora fossero restati dei dubbi dalla lettura del breve romanzo, nella postfazione. Sembra incredibile che si parli dello stesso autore di Anna Karenina, è proprio vero che la religione è un oppio che annebbia i cervelli, anche quelli più raffinati ed educati.

    ha scritto il 

  • 4

    Bravissomo Tolstoj come sempre, anche se ho notato come se gli ideali "rivoluzionari" che hanno avvolto i sentimenti umani (dal 1789 in poi soprattutto) non sono di casa. Tutto troppo "freddo". ...continua

    Bravissomo Tolstoj come sempre, anche se ho notato come se gli ideali "rivoluzionari" che hanno avvolto i sentimenti umani (dal 1789 in poi soprattutto) non sono di casa. Tutto troppo "freddo".

    ha scritto il 

  • 3

    Come una relazione che volge al termine....

    Non è colpa sua, è colpa mia....
    Forse non con tutti posso fare lo stesso ragionamento. Sono solita a leggere (parlo dei grandi scrittori) prima i romanzi meno famosi, per poi buttarmi sui grandi clas ...continua

    Non è colpa sua, è colpa mia....
    Forse non con tutti posso fare lo stesso ragionamento. Sono solita a leggere (parlo dei grandi scrittori) prima i romanzi meno famosi, per poi buttarmi sui grandi classici...Con Tolstoj non va...
    Apprezzo immensamente la sua scrittura, anche la storia era carina...ma....non lo so...
    Non voglio spingermi oltre!!
    Lui è un grande scrittore, io sono una piccola lettrice ahahah
    Ripeto, la colpa è tutta mia...lui è perfetto!!

    ha scritto il 

  • 2

    Mediocre trattatello morale in forma romanzata

    Deludente opera di un (convertito) Tolstoj che mette in scena una squallida storia coniugale per poter affermare a gran voce le proprie idee su sessualità e rapporti uomo-donna in genere. Della tesi s ...continua

    Deludente opera di un (convertito) Tolstoj che mette in scena una squallida storia coniugale per poter affermare a gran voce le proprie idee su sessualità e rapporti uomo-donna in genere. Della tesi sostenuta dall'autore non lasciano perplessi solo le conclusioni, quanto piuttosto, soprattutto (almeno per quanto mi riguarda), l'assenza pressoché totale di argomentazione, tanto più evidente nella postilla finale. Non ho avversione per i presunti "moralisti", tanto meno ne ho per chi invita alla "continenza"; tuttavia, occorre ben argomentare e il riferimento a credenze fideistiche non soddisfa tale requisito.
    Concludendo, il romanzo in sé non desta alcuno spunto di riflessione degno di nota. Era già sorpassato e fuori tempo quando è stato scritto. Figuriamoci oggi.

    ha scritto il 

  • 2

    Artisticidio

    È noto che Tolstoij dovette ultimare l’ottava stesura della Sonata a Kreutzer per considerarsi pienamente soddisfatto. Perché una gestazione tanto travagliata per un romanzetto tanto semplice?
    Pubblic ...continua

    È noto che Tolstoij dovette ultimare l’ottava stesura della Sonata a Kreutzer per considerarsi pienamente soddisfatto. Perché una gestazione tanto travagliata per un romanzetto tanto semplice?
    Pubblicato nel 1891 a distanza di ben 14 anni dall’ultimo romanzo (Anna Karenina), mi ha lasciato di stucco: sono scritti da due persone completamente diverse.

    Posso soltanto provare ad immaginare cosa sia accaduto nel corso degli anni bui che lo hanno portato alla famosa conversione. Una devastante lotta interiore all’ultimo sangue in cui, infine, il moralista ha avuto la meglio sull’artista, trionfante in quest’opera aspra e sinistra debitrice della propria sopravvivenza dall’Oblio che le sarebbe spettato all’egida della celeberrima penna fregiata della gloria passata.
    Che sia stato lo stesso scrittore di Anna Karenina a scrivere questa predica malevola e velenosa non me ne capacito. Quell’autore pieno di comprensione, sensibilità e umana simpatia che con levità riesce a vestire i panni dei personaggi femminili quanto di quelli maschili assolvendoli più che condannandoli per le loro deprecabili nonché umanissime condotte. Se in lui vi sia del biasimo non ci è dato saperlo poiché il suo giudizio è tanto efficientemente messo a tacere(per Tolstoij pre-conversione solo dio può giudicare) da rendere Anna Karenina il romanzo realista per eccellenza, formalmente perfetto.

    Adesso ho capito perché si traccia una così netta distinzione tra i Tolstoij precedente e successivo alla conversione. Il primo guarda alla vita con occhi colmi di meraviglia trovando nella natura, nella vita semplice, negli affetti familiari e nei piaceri offerti da un’esistenza intrinsecamente ostile la scintilla che alimenta l’estro artistico; il secondo, nell’appressarsi della vecchiaia, trema nel misurare la distanza sempre più corta tra lui e la Morte, teme per il destino della propria anima e cerca rifugio nei vangeli i cui dogmi crede di dover promuovere pedissequamente, finanche a contraddire e ripudiare gli ideali dell'ammirevole uomo che è per voltargli le spalle. Il terrore della morte e il Cristianesimo lo hanno corrotto.

    Quanto sarebbe interessante poter leggere le primissime stesure di questo romanzo. Cosa avremmo trovato?
    I palpiti e gli spendori dell’artista che vibra al tocco della penna, forse. Ed ecco ad una prima rilettura farsi largo il Tolstoij bigotto, puntare il dito sulle frivolezze dello stile e sulla fiacchezza della polemica. E così per altre sette volte, il bigotto pugnala volta dopo volta l’artista fino ad annientarlo.
    Che a parlare per bocca dell’uxirocida sia lo stesso Tolstoij non ci tiene a nasconderlo, anzi è forse per attenuare questo suo eccessivo coinvolgimento che interpone un inutile quanto pretestuoso io narrante che in breve si fa evanescente ascoltatore quasi del tutto incapace di partecipare, interagire, contrapporsi in una qualsiasi maniera al monologhista libero di inveire, come il peggiore e più frustrato dei preti in lotta contro la propria natura, contro l’intero genere femminile, tentatrici malevole e fameliche che imbrigliano uomini “maialeschi” in matrimoni tenuti insieme esclusivamente dal nettare diabolico del sesso da cui scaturiscono i mali della società. Il sesso prima considerato come atto naturale a cui abbandonarsi senza rimpianti, viene demonizzato, gli alti e i bassi del matrimonio (sappiamo tutti quanto sia difficile e ammuffita come istituzione) dipendono esclusivamente da quanto e con quale frequenza se ne fa, rilevando sistematicamente soltanto i lati negativi, ignorando tutta una serie infinita di contingenze denuncianti un semplicismo ipocrita e indegno di lui.
    Ci si deve sorbire frasi imbarazzanti e irritanti come “Perché mai viene proibito il gioco d’azzardo e invece viene permesso alle donne di portare abiti da prostituta che eccitano scopertamente la sensualità? Eppure quegli abiti sono mille volte più pericolosi del gioco d’azzardo!”, e si deve attendere soltanto le ultime 20 pagine per trovare qualcosa di piacevole nell’avvampare della gelosia del protagonista. E quando alla fine egli si dichiara pentito suona sbrigativo e insincero, uno sforzo debole di blandire l’aggressività precedente.

    Persino esteticamente l’opera risulta insulsa. Nemmeno l’ombra della naturale propensione passata alla ricerca del bello, dello splendido stile conserva soltanto la fluidità; ma immagino che dopo la conversione qualsiasi indoratura della prosa sia vista come frivolezza voluttuosa da sopprime a favore della predica.
    La postilla conferma la deviazione, un’omelia tediosa che ho abbandonato dopo alcune pagine.

    Confido nella futura lettura di Guerra e Pace per ritrovare l’autore straordinario che mi ha incantato con Anna Karenina.

    ha scritto il 

  • 4

    好久沒有閱讀托爾斯泰的著作,他的著作總是讓人有著深入的思考,辦單對人性的描寫,更是有著深層的信仰反思,而這次閱讀的書籍,在副標題中就寫著「探討婚姻與情慾的最高傑作」,書籍節錄了托翁的兩個作品,分別為「克洛采奏鳴曲」和「魔鬼」,呈現出一種肉慾之下,所面對的婚姻價值,是否真的能擺脫情慾的衝動,而真正進入一個清潔的關係呢?這樣的議題談論的是一種貞潔關係,但當時下眼光把開放性關性描述成為一種健康的行為之後 ...continua

    好久沒有閱讀托爾斯泰的著作,他的著作總是讓人有著深入的思考,辦單對人性的描寫,更是有著深層的信仰反思,而這次閱讀的書籍,在副標題中就寫著「探討婚姻與情慾的最高傑作」,書籍節錄了托翁的兩個作品,分別為「克洛采奏鳴曲」和「魔鬼」,呈現出一種肉慾之下,所面對的婚姻價值,是否真的能擺脫情慾的衝動,而真正進入一個清潔的關係呢?這樣的議題談論的是一種貞潔關係,但當時下眼光把開放性關性描述成為一種健康的行為之後,卻輕看了行為之後的影響,而社會的思想,只是會走向放縱情慾,而情慾之後的反省在托翁的這兩邊作品坦露無遺。

    ha scritto il 

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