La badessa di Castro

Di

Editore: Gente

3.4
(206)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 90 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000021074 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 2

    Sarebbe stata la gioia (e lo è stata, per chi lo lesse effettivamente) di tutti i vecchi repubblicani mazziniani: il clero ipocrita, avido, lussurioso, simoniaco, falso, spergiuro, menzognero e quant' ...continua

    Sarebbe stata la gioia (e lo è stata, per chi lo lesse effettivamente) di tutti i vecchi repubblicani mazziniani: il clero ipocrita, avido, lussurioso, simoniaco, falso, spergiuro, menzognero e quant'altro... Chi più ne ha, più ne metta. Stendhal è un grande narratore, anche quando accumula una montagna di stereotipi. A proposito, il nobile e brigante nominato nelle prime pagine, Alfonso Piccolomini, non è duca di Monte Mariano, ma di Monte Marciano (comune nelle Marche in provincia di Ancona), impiccato a Firenze il 16 marzo 1591.

    ha scritto il 

  • 4

    Più che la storia, che comunque mi è piaciuta, hanno potuto le descrizioni del paesaggio romano, magnifiche. Durante la lettura del primo capitolo avrei dato tutto per essere sul Monte Cavo

    ha scritto il 

  • 4

    Passione e morte secondo Stendhal

    Poco più di cento pagine godibilissime, ancor più se si viaggia nelle terre laziali o se si visitano le rovine della mitica, distrutta città di Castro. Racconto, che Stendhal dice di trarre da due man ...continua

    Poco più di cento pagine godibilissime, ancor più se si viaggia nelle terre laziali o se si visitano le rovine della mitica, distrutta città di Castro. Racconto, che Stendhal dice di trarre da due manoscritti , di un amore impossibile tra un "brigante" e la bella Elena, nella contesa tra gli Orsini e i Colonna alla fine del '500.

    ha scritto il 

  • 4

    Più che l'avvincente e tormentata storia d'amore che racconta, credo che di questo libro ricorderò soprattutto le numerose descrizioni della campagna romana. L'immagine di un'Italia rinascimentale che ...continua

    Più che l'avvincente e tormentata storia d'amore che racconta, credo che di questo libro ricorderò soprattutto le numerose descrizioni della campagna romana. L'immagine di un'Italia rinascimentale che Stendhal amava molto, nel cui complicato ordinamento - principi, briganti ed ecclesiastici corrotti - vedeva una forma di anarchia comunque più onesta ed onorevole del sistema di valori che regolava allora la Francia. In Italia, diceva Stendhal, era ancora possibile che i poeti fossero ammirati più dei capitani dell'esercito con le loro lunghe collezioni di morti. Stendhal era affascinato dall'Italia in un modo che probabilmente lo rendeva un po' miope: ma dobbiamo essergli grati per questo, perché la sua ammirazione per quelle terre così tormentate lo ha indubbiamente aiutato a scrivere questa storia - ci sono i due amanti, certo, ma ancora più vivo di loro è il mondo in cui si muovono: alberi, boschi, foreste; colline, castelli, pianure limitate dal mare: l'amore di Stendhal per tutto questo ha reso la sua narrazione appassionata e niente affatto stucchevole, un piccolo capolavoro di romanticismo.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia d'amore contrastato tra una nobile e un brigante, ambientata nel '500 in Italia.
    Un romanzo breve che a me è sembrato troppo breve...per coinvolgermi completamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Stendhal, basandosi presumibilmente su manoscritti relativi all'epoca, riscrive da par suo la storia d'amore, tormentata e passionale, tra Elena di Campireali, nobildonna destinata a divenire suora, e ...continua

    Stendhal, basandosi presumibilmente su manoscritti relativi all'epoca, riscrive da par suo la storia d'amore, tormentata e passionale, tra Elena di Campireali, nobildonna destinata a divenire suora, e Giulio Branciforti, brigante.
    Più che la storia d'amore in sè, l'abilità di Stendhal è quella di restare sullo sfondo ma non in maniera innocua. Leggendo le sue pagine, la sua presenza appare lontana, distaccata, ma all'improvviso basta una frase, secca, ironica e tagliente, per farci sentire che lui è lì, sta osservando la scena, gli animi in preda alle passioni, e pare quasi di vederlo, con l'amaro sorriso di chi "sa".
    Opera certamente minore rispetto a "Il rosso e il nero" e alla "Certosa di Parma", eppure una lettura gradevole e ricca di spunti.

    ha scritto il 

  • 4

    Inizio un po' difficile, come hanno rimarcato anche altri lettori. Poi però il racconto ti avviluppa nelle sue tenebrose spire. Interessanti le descrizioni paesaggistiche: pare proprio di avere davant ...continua

    Inizio un po' difficile, come hanno rimarcato anche altri lettori. Poi però il racconto ti avviluppa nelle sue tenebrose spire. Interessanti le descrizioni paesaggistiche: pare proprio di avere davanti un quadro del primo ottocento, e viene voglia di farsi un bel giro dalle parti del Lago di Albano.

    ha scritto il 

  • 3

    L' Abbesse de Castro (1839)

    Nel leggere il primo capitolo mi sono addormentata due volte, poi la storia inizia a scorrere e a farsi interessante: ci ho trovato echi shakespeariani e manzoniani, una storia d'amore contrastato e p ...continua

    Nel leggere il primo capitolo mi sono addormentata due volte, poi la storia inizia a scorrere e a farsi interessante: ci ho trovato echi shakespeariani e manzoniani, una storia d'amore contrastato e platonico e un finale tragico molto adatto.
    Letto per vedere quanto dell'orribile fiction -il falco e la colomba- fosse frutto della mente degli sceneggiatori (il 70%), il mio giudizio finale è che libro batte decisamente fiction, anche grazie al pregio della concisione

    ha scritto il