La bambinaia francese

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Contemporanea)

4.1
(1350)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 496 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804535059 | Isbn-13: 9788804535058 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Adolescenti

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Descrizione del libro
La storia di Sophie Gravillon comincia nella Parigi colta, spietata e rivoluzionaria di primo Ottocento e rischia di concludersi all'Ospedale di mendicità quando a otto anni rimane orfana. Interviene però una famosa stella dell'Opera, Céline, che finge di assumerla come bambinaia della figlia Adele. A casa sua Sophie conoscerà Toussaint, un ragazzino proveniente dalle Antille, e insieme a lui avrà il privilegio di essere istruita dal padrino di Céline, un vecchio marchese dalle idee illuministe. Alla morte del marchese seguiranno una serie di avventure fra Francia e Inghilterra. Un romanzo storico denso di riferimenti alla cultura del tempo. Età di lettura: da 12 anni.
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  • 1

    Mi sa che alla Pitzorno la Jane Eyre e il suo Rochester stavano un po' sulle bolas =/

    Della Pitzorno avevo letto da bambina soltanto "Ascolta il mio cuore". E mi era piaciuto un sacco. Solo che era nelle vacanze della quinta elementare e diciamo che i miei gusti sono maturati un pochet ...continua

    Della Pitzorno avevo letto da bambina soltanto "Ascolta il mio cuore". E mi era piaciuto un sacco. Solo che era nelle vacanze della quinta elementare e diciamo che i miei gusti sono maturati un pochetto.
    Sono venuta a sapere da qualche anno dell'esistenza di questo libro e, visto la mia insana ossessione per Jane Eyre, mi sono detta che alla prima occasione buona non me lo sarei fatta scappare. E così è stato. Nella mia libreria dell'usato preferita ho trovato ad un prezzaccio e in ottime condizioni una copia con copertina rigida. Me la sono portata a casa come un tesoro per scoprire poco dopo che avevo avuto solo ciò per cui avevo pagato. Praticamente un libro da ombrellone e nulla più (con tutto il rispetto per gli ombrelloni!).
    La trama epistolare decisamente non dona allo svolgersi della vicenda e l'autrice non è riuscita a gestirla con sapienza. La voce dello scrivente pare sempre la stessa (a parte gli strafalcioni di Adéle). Distrugge Mr Rochester e tutte le sue caratteristiche irresistibili da byronic hero che ci piacciono tanto. Jane Eyre diventa una stupida protestante bigotta che predica bene e razzola male facendosi incantare dal primo uomo che incontra. E tutto per che cosa? Giusto per sprecare un sacco di carta inutilmente e tediare chi legge. E poi tutta questa nenia dei francesi uber alles ha davvero stancato! Non vedevo l'ora di finirlo solo per sapere dove il tutto andava a parare. E va a parare malissimo.
    Unico pregio è che cita tanti romanzi e scrittori ma dubito che ai ragazzini d'oggi basti così poco per essere invogliati alla lettura dei classici.
    Decisamente bocciato.

    ha scritto il 

  • 4

    “Così mi rassegno a spiare anch’io il disgelo dalla finestra e a contare i giorni che ci separano dalla fine dell’inverno”.

    Sophie Gravillon è una bambina che vive con la madre gravemente malata in un povero quartiere di Parigi.
    Un giorno bussa alla porta di Cecile Varens, una famosa ballerina sposata a un ricco uomo che o ...continua

    Sophie Gravillon è una bambina che vive con la madre gravemente malata in un povero quartiere di Parigi.
    Un giorno bussa alla porta di Cecile Varens, una famosa ballerina sposata a un ricco uomo che oltre a trascurarla sembra nascondere un grave segreto.
    Tra la bambina e la donna nasce una profonda amicizia che si protrarrà nel tempo e che le porterà a vivere tante avventure e ad affrontare tanti misteri tra Francia e Inghilterra.
    Bianca Pitzorno con evidente coraggio scrive una sorta di spin-off(o meglio ancora una rivisitazione) del celebre e bellissimo “Jane Eyre” di Charlotte Bronte.
    Il risultato è un ottimo libro da sapore retrò, che riporta alle atmosfere dei grandi romanzi ottocenteschi(non c’è solo la Bronte, ma anche Dickens, la Austen, la Alcott e Victor Hugo) che, seppur carente nella parte finale, può contare su personaggi ben caratterizzati e quel pizzico di melodramma che tanto andava di modo nel secolo scorso.
    Un esperimento coraggioso ma perfettamente riuscito. Ho letto soltanto questo romanzo, ma mi sento di affermare fin da adesso che per me la Pitzorno è la migliore scrittrice di cui il nostro paese può farsi vanto.
    p.s. si sconsiglia vivamente la lettura a tutte le fan di William Rochester, potreste rimanerne profondamente deluse.

    ha scritto il 

  • 4

    Devo ringraziare mia figlia che mi ha consigliato questo libro. Il suo compito delle vacanze è diventato una lettura coinvolgente e appassionante e non solo per lei. Una bellissima lettura quindi non ...continua

    Devo ringraziare mia figlia che mi ha consigliato questo libro. Il suo compito delle vacanze è diventato una lettura coinvolgente e appassionante e non solo per lei. Una bellissima lettura quindi non solo per ragazzi ma anche per adulti.

    ha scritto il 

  • 3

    Una bella storia,forse un po'troppo "epistolare" per i miei gusti, ma che trovo ben scritta e con un pizzico di mistero che non guasta. E' un romanzo "affollato" di tanti personaggi, uomini, donne, ba ...continua

    Una bella storia,forse un po'troppo "epistolare" per i miei gusti, ma che trovo ben scritta e con un pizzico di mistero che non guasta. E' un romanzo "affollato" di tanti personaggi, uomini, donne, bambini, di diversa estrazione sociale ma tutti accomunati da un'unica prerogativa: quella di rivendicare i propri diritti e la propria emancipazione. Durante la lettura ho percepito tanta affinita' con Dickens e la Austen ma la particolarita' predominante e' l'aver rivisitato il celebre romanzo Jane Eyre con maestria. Consiglio di leggere prima il romanzo della Bronte se si vuole affrontare questo libro piu' che altro per avere maggiore chiarezza e dimestichezza con i nomi.

    ha scritto il 

  • 4

    «È la vita umana con le sue incertezze, i suoi timori, le sue speranze, le sue false allegrie, e quando gira la sorte, quando un buon vento soffia contro la poppa, oh, allora come lo si accoglie, come ...continua

    «È la vita umana con le sue incertezze, i suoi timori, le sue speranze, le sue false allegrie, e quando gira la sorte, quando un buon vento soffia contro la poppa, oh, allora come lo si accoglie, come lo si saluta, come gli si fa festa [...]»

    Pubblicato dalla Mondadori nel 2004, "La Bambinaia Francese", opera della scrittrice, saggista, ideatrice di programmi pedagogici (vi dice niente "L'Albero Azzurro"?), italiana Bianca Pitzorno, è conosciuta dai più come uno spin - off del capolavoro Vittoriano "Jane Eyre".
    Il romanzo, al contrario, è si un omaggio (come ci dice la stessa Bianca), alla scrittrice inglese Charlotte Brontë, ma nasconde una profonda critica, rivolta soprattutto alla descrizione negativa e immeritata dei personaggi femminili minori: Adèle, la ballerina Céline Varens, la bambinaia Sophie e la folle rinchiusa nella dimora di Thornfield Hall, Bertha.
    Ma soprattutto al mondo e alla cultura francese in generale.
    Siamo nella Parigi del 1832, la piccola Sophie, una bambina di soli nove anni, arriva per una consegna in Boulevard des Capucines, davanti alla porta della famosissima e affascinante étoile dell'Opera Céline Varens.
    È l'inizio di una dolcissima amicizia che le legherà per tutto il corso della narrazione, imbattendosi nei più svariati personaggi: l'intrepido ragazzino di colore Toussí, lo strambo Cittadino Marchese, il misterioso Mr.Rochester e la severa istitutrice Jane Eyre.
    Utilizzando diversi e numerosi riferimenti alla letteratura francese Ottocentesca (Hugo, Balzac, Rousseau, Voltaire) e inglese dell'epoca (Mary Wollstonecraft, Jane Austen), conditi da excursus storici che vanno dal dibattito sull'istruzione pubblica, al Suffragio Universale, ai super citati valori della Rivoluzione Francese, la Pitzorno costruisce un personale punto di vista del "mostro sacro" Vittoriano dove avranno la meglio le sue eroine defraudate di gloria e dove a uscirne con le ossa rotte saranno proprio i tanti amati Rochester e Jane Eyre.
    Purtroppo per avvalorare tale tesi (lei che accusa la Brontë di incongruenze), cade lei stessa in mille imbarazzanti sviste.
    La Rivoluzione Francese simbolo di "Libertà, Uguaglianza e Fraternità"?
    Sappiamo benissimo che non è stato tutto questo atto eroico come lo voglio far passare i libri di scuola e il Periodo del Terrore, che seguì, ne è una dimostrazione.
    Bambini che vengono a trovare la reclusa Bertha? Sembra davvero una forzatura.
    Mr. Rochester intento ad usare la frusta? Va bene criticare, ma stravolgere il personaggio sembra eccessivo.
    Eppure quanta dolcezza nella storia, quanto è esilarante la scuola di Cittadino Marchese in cui bambini e bambine, poveri e ricchi, studiano insieme scambiando e condividendo ognuno il proprio sapere.
    Questo è un romanzo che deve essere letto ad alta voce.
    A noi stessi o tutti riuniti sul divano davanti alla Tv (rigorosamente spenta!), ma soprattutto ai figli, perché parla di valori forse un poco estinti oggi: l'amicizia, l'uguaglianza, l'indipendenza dello spirito, la forza dell'intelletto, l'amore per i bambini.

    *Deliziosa l'edizione della Mondadori che ha confezionato stupendamente il romanzo.
    Ogni lettera che si sussegue è "scritta" in maniera differente: dall'elegante scrittura di Sophie e Toussí, a quella infantile e tondeggiante della piccola Adèle.

    ha scritto il 

  • 5

    Bello, avvincente, come solo le storie e i romanzi raccontati da Bianca Pitzorno sanno essere. Non è solo una storia per bambini, anzi anche ai grandi può piacere. Dispiace arrivare alla fine.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Perchè noi siamo francesi...gnè gnè!

    Dunque...
    Cosa dire?
    Tre stelline...arrotondate,mal rabberciate, estratte a fatica solo perchè a Bianca Pitzorno voglio bene, perchè è come una di famiglia ( è stata tra le prime autrici a farmi scopr ...continua

    Dunque...
    Cosa dire?
    Tre stelline...arrotondate,mal rabberciate, estratte a fatica solo perchè a Bianca Pitzorno voglio bene, perchè è come una di famiglia ( è stata tra le prime autrici a farmi scoprire il piacere della lettura).
    Però Bianca! Anche tu! ç__ç Che idea a scrivere questo pastiche-pseudo feulleiton!
    Cosa ha di male questo libro?
    Molti hanno parlato di un libro che reinterpreta in maniera critica un classicone intoccabile quale Jane Eyre di Charlotte Brontë, di mirabile esercizio di scrittura, di storia adulta ( leggibile sia dai bambini che da chi proprio bimbo non è più).
    Per me non è stato affatto così! Innanzitutto non mi trovo d'accordo con l'ultimo punto, quello che vede questo libro come una storia matura: sinceramente il tono della narrazione (sempre in bilico tra tono ingenuo e saccente), i continui rimandi letterari e le citazioni colte ( HUGO su tutti! Se mettiamo insieme le pagine in cui si parla di Hugo e delle sue opere vien fuori un altro romanzo...e badate che io amo Hugo ma in questo contesto non ho capito a che servisse tirarlo fuori ogni due per tre!) mi hanno impedito di inquadrare il romanzo e lo stile della Pitzorno (a questo giro l'ho considerato nè carne nè pesce).
    Idem per la protagonista: irritante è dire poco! Da povera ingenuotta diventa un genio, astutissima e calcolatrice ( ma solo per il bene di Adèle, eh! Badate! ù_ù). Boh! Una voce narrante più incisiva non sarebbe stata male visto soprattutto che doveva "competere" con figure antagoniste quali Rochester e Jane Eyre. Ho virgolettato "competere" per un motivo preciso e con intento ironico: colpo di scena! Non c'è affatto bisogno di una figura carismatica che possa tener testa ai protagonisti del capolavoro della Brontë poichè in questo romanzo i nostri eroi vengono completamente snaturati,appiattiti, maciullati! Rochester diventa il malvagio, bieco, approfittatore: un bastardo mosso solo dagli istinti più bassi, sempre in cerca di povere fanciulle da sedurre e da ingannare.
    Miglior sorte non tocca certo a Jane: bruttina, acida, fredda, altezzosa e giudicante, incapace di provare affetto e di voler bene alla povera piccola dolcissima Adèle che, in contrasto, è un angelo sceso in terra.
    Ah! Ecco la cosa che mi ha fatto più ridere e incavolare insieme xD I francesi! In questo libro i personaggi francesi sono fantastici, perfetti, intelligentissimi, acutissimi, bellissimi...tutti gli -issimi positivi che riuscite ad immaginare xD Bambini poverissimi di sette anni dissertano di botanica e biologia che nemmeno Piero Angela, ragazze quattordicenni un po' Lady Oscar un po' Wonder Woman, che lottano per i diritti delle donne ma vestite da uomo chè è più cool!(?)
    Alla vigilia dell'uscita del libro Bianca Pitzorno dichiarò di aver voluto attuare una sorta di riscatto dei personaggi che in "Jane Eyre" erano visti come negativi e fatti oggetto di scherno e di discriminazione.
    Ho capito Bianca...ma qui mi esageri!
    Cèline Varens ( la ballerina con cui Rochester ebbe, forse, Adèle) qui diventa una santa! E proseguendo con la storia evolve in martire dal capo coronato di spine ò_ò con effetti davvero grotteschi! Ma anche la sua personalità...deus! Di un melenso inesprimibile...davvero. E non vado avanti perchè scriverei un'enciclopedia.
    Il finale è sbrigativo ed imbarazzante ^^' Un lieto fine finto come gli elogi della rivoluzione e le spiegazioni didascaliche nelle quali la cara Sophie si impelaga non appena ne ha l'occasione. Vi lascio il piacere della scoperta...
    I pregi?
    Come i feulleton da cui attinge a piene mani, il punto di forza del libro è l'intreccio che suscita nel lettore la curiosità di sapere cosa succederà alla fine. Più che la curiosità però, essendo questa una side-story di un romanzo ben noto, ciò che spinge il lettore a proseguire nella lettura è la voglia di leggere una scena conosciuta dal punto di vista di un altro personaggio.
    E questo è tutto gente! Avvisatemi se qualcuno decide di scrivere un romanzo in difesa dei diritti di Blanche Ingram! :D

    ha scritto il 

  • 5

    Premetto che sono una lettrice accanita di Bianca pitzorno fin dai miei 7-8 anni. Mi piaceva leggere e con "Ascolta il mio cuore", "Diana,cupido e il commendatore" sono stati il colpo di grazia... Pot ...continua

    Premetto che sono una lettrice accanita di Bianca pitzorno fin dai miei 7-8 anni. Mi piaceva leggere e con "Ascolta il mio cuore", "Diana,cupido e il commendatore" sono stati il colpo di grazia... Potevo non mangiare ma dovevo leggere, q dovevo sapere come va a finire .. Ed è tutt'ora così con i suoi libri. E anche questo meraviglioso ... Non vedevo l'ora di leggere cosa succede. Storie avvincenti personaggi che ti stanno simpatici da subito e ti entrano così dentro che poi ti dispiace quando il libro finisce. Adorabile. Una bella storia, con i dettagli storici e richiami ad autori, libri e letteratura .. Un invito ad imparare anche nn nella maniera convenzionale, ad essere curiosi e leggere; ad imparare le lingue e girare il mondo. Brava Ancora una volta Bianca Pitzorno.La adoro! ;)

    ha scritto il 

  • 3

    Oscillando tra 2 e stelle propendo per la seconda scelta solo per la simpatia verso l'autrice e i suoi bei libri per bambini. Questo mi ha solo incurisito per l'intricarsi delle vicende con Jane Eyre ...continua

    Oscillando tra 2 e stelle propendo per la seconda scelta solo per la simpatia verso l'autrice e i suoi bei libri per bambini. Questo mi ha solo incurisito per l'intricarsi delle vicende con Jane Eyre e altri protagonisti dell'omonimo romanzo: per il resto troppo prolisso e con parti inutili.

    ha scritto il 

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