La banda dei brocchi

Di

Editore: Feltrinelli (I narratori)

4.0
(5660)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 381 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Finlandese , Ceco , Spagnolo

Isbn-10: 8807016044 | Isbn-13: 9788807016042 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Roberto Serrai

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Trotter, Harding, Anderton e Chase: sembra il nome di un prestigioso studio legale; in realtà si tratta di un quartetto di giovani amici, che frequenta un liceo elitario di Birmingham, quel tipo di scuola che preleva giovani intelligenti dal loro background ordinario e li fa atterrare in una classe sociale diversa da quella dei loro genitori. I ragazzi sono destinati a carriere importanti, mentre i genitori rimangono impantanati nel loro mondo di matrimoni sciovinisti, scontri sindacali, guerre di classe e di razza e ignoranza culturale. Siamo negli anni Settanta, anni in cui si susseguono sconvolgimenti sociali, lotte politiche, attentati dell'Ira. Su questo mare in tempesta cercano di destreggiarsi, con alterne fortune, i quattro ragazzi.
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  • 3

    Troppe porte aperte

    Il libro narra le vicende di quattro amici del liceo nell’Inghilterra degli anni ‘70. Le vicende liceali dei primi amori e dello studio si intrecciano con le storie degli adulti, tra attentati dell’IR ...continua

    Il libro narra le vicende di quattro amici del liceo nell’Inghilterra degli anni ‘70. Le vicende liceali dei primi amori e dello studio si intrecciano con le storie degli adulti, tra attentati dell’IRA, sofferte vicende sindacali e altrettanto sofferti amori proibiti.
    Il libro è scritto bene, si legge senza troppe difficoltà, ma… ma manca qualcosa, forse un po’ di humor in più non sarebbe guastato (una stellina in meno). La seconda stellina in meno è perché lascia aperte troppe storie: il libro è il primo di una serie, e i serial mi danno un certo fastidio.

    ha scritto il 

  • 5

    l'Inghilterra degli anni Settanta

    Alcuni giovani amici, che frequentano la stessa scuola, attraversano, pieni di grandi speranze, gli anni Settanta. Amore, musica, cultura, studio, amicizia, e soprattutto speranze: la vita. Ma negli a ...continua

    Alcuni giovani amici, che frequentano la stessa scuola, attraversano, pieni di grandi speranze, gli anni Settanta. Amore, musica, cultura, studio, amicizia, e soprattutto speranze: la vita. Ma negli anni Ottanta, quando gli amici affrontano il futuro, ciascuno per proprio conto, al governo sale la Tatcher, e tutti i sogni degli anni Settanta si infrangono contro la logica del potere. Arrivano i durissimi anni Ottanta, per i quali si deve rimandare alla Famiglia Winshaw. Il libro è molto bello. Non c'è un racconto unico. Le vicende sono tante e si intrecciano fra loro. Ma il modo di raccontare è formidabile e fa sentire e vivere il lettore in quelle realtà ricche di speranze.

    ha scritto il 

  • 3

    La banda dei brocchi

    Il mio primo libro di Jonathan Coe, il primo ma non ultimo. Ammetto che l'ho iniziato in maniera prevenuta perché ho letto alcuni commenti non molto soddisfatti, poi mi sono ricreduta e ritengo che s ...continua

    Il mio primo libro di Jonathan Coe, il primo ma non ultimo. Ammetto che l'ho iniziato in maniera prevenuta perché ho letto alcuni commenti non molto soddisfatti, poi mi sono ricreduta e ritengo che sia una lettura piacevole con un tocco di divertimento grazie alle goliardiche imprese di Harding. Leggerò anche il seguito perché sono curiosa di conoscere l'evoluzione dei personaggi nell'età adulta.

    ha scritto il 

  • 3

    Esercizio di stile

    Sembra un libro di David Lodge (ma senza la vena umoristica): molto più interessato allo stile di scrittura che ai contenuti.
    Anzi, bisognerebbe parlare di *stili* di scrittura: come in un esercizio l ...continua

    Sembra un libro di David Lodge (ma senza la vena umoristica): molto più interessato allo stile di scrittura che ai contenuti.
    Anzi, bisognerebbe parlare di *stili* di scrittura: come in un esercizio letterario, lo scrittore s'impegna a scrivere ogni capitolo in maniera diversa. E così abbiamo il capitolo incentrato sui dialoghi, quello epistolare, quello giornalistico, l'intervista, ecc..., fino ad arrivare all'immancabile flusso di coscienza (in effetti il monologo interiore risulta forse la parte meglio riuscita).
    I contenuti non sono entusiasmanti: le vicende dei ragazzi risultano di se per se abbastanza noiose. Solo il quadro ben riuscito di una società e, soprattutto, di un'epoca, possono destare un certo melanconico interesse per chi gli ha vissuti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Volevo che questo libro mi piacesse. Gli elementi c'erano tutti. L'Inghilterra degli anni '70, la musica, le amicizie nelle scuole private d'èlite, gli amori tragici. Eppure, per quanto la prosa di C ...continua

    Volevo che questo libro mi piacesse. Gli elementi c'erano tutti. L'Inghilterra degli anni '70, la musica, le amicizie nelle scuole private d'èlite, gli amori tragici. Eppure, per quanto la prosa di Coe sia piacevole e ci siano parecchi spunti che ti fanno desiderare di saperne di più, non decolla mai. E' l'affresco di tante piccole belle storie, che però non diventano mai una storia intera.
    Il problema è che si arriva alla fine con la sensazione che il romanzo non vada da nessuna parte. Le situazioni interessanti ci sono, ma si passa appresso prima che vengano veramente vissute. E' come guardare un film dal punto di vista delle comparse, con le cose veramente importanti che succedono fuori scena. Non ha neppure un vero finale, solo un riferimento alle intenzioni dell'autore di pubblicare un seguito ambientato negli anni '90.
    Molti personaggi sono appena tratteggiati. Harding esiste a margine, non si sa niente di lui tranne il contenuto delle sue buffonate ed un accenno alla sua famiglia. Miriam rimane scomparsa, di Doug si sa solo che ha avuto un'esperienza mistica londinese e che ha sviluppato una verve polemica, Claire svanisce in Italia a un certo punto della storia, una certa Emily viene appena menzionata in un paio di scene ma rimane sostanzialmente una sconosciuta. Poi abbiamo Benjamin, l'unico personaggio nella cui testa siamo rimasti abbastanza da conoscerlo davvero. Sappiamo che in futuro sarà il "povero zio Ben" di qualcuno, ma alla chiusura del libro lo lasciamo innamorato e felice, forse imbevuto di illusioni romantiche, senza sapere altro se non che qualcosa sta per andare terribilmente storto. Cosa, non è dato saperlo.
    Le prime 150 pagine mi hanno tenuta incollata, poi ho gradatamente perso slancio tra un articolo de La Bacheca e l'altro. Forse avendo in mano l'altra metà - Il Circolo Chiuso - finirò per apprezzare di più anche questa, ma per ora mi sembra irragionevolmente mutilata.

    ha scritto il 

  • 2

    deludente

    Parte con tutte le carte in regola per essere un ottimo amico con cui trascorrere qualche giorno/settimana. in effetti il soggetto poteva essere molto accattivante ma ne esce una storia stentata con a ...continua

    Parte con tutte le carte in regola per essere un ottimo amico con cui trascorrere qualche giorno/settimana. in effetti il soggetto poteva essere molto accattivante ma ne esce una storia stentata con alti e bassi anche un po' slegata e poi la fine...che rimanda ad un successivo libro! Trovo che sia anche una trovata commerciale di bassa lega. Mi dispiace ma dopo essermi entusiasmata con "la pioggia prima che cada" non ho ritrovato più quella magia.

    ha scritto il 

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