La battaglia

Di

Editore: Bompiani (Tascabili Bestseller, 518)

3.9
(262)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 314 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Olandese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8845245284 | Isbn-13: 9788845245282 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Traduttore: Eugenio Montale

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Nel 1933 il presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosvelt, si trovò a dover fronteggiare una crisi disastrosa, conseguenza diretta del crollo del 1929. Furono anni difficili e occuparsi di letteratura implicò un impegno sociale fino a quel momento sconosciuto. A questa nuova generazione apparteneva Steinbeck, che in questo romanzo narra la storia di uno sciopero di braccianti, del suo fallimento e di uomini che trasformano la propria disperazione in lotta per il riconoscimento dei propri diritti fondamentali. Pubblicato nel 1936 e tradotto in Italia da Eugenio Montale nel 1940, il romanzo riassume lo spirito di un'epoca, un'opera in cui viene presentata un'immagine atroce, scandalosa ma anche poetica del New Deal americano.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

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    Notevole rappresentazione psicologica dello sciopero dei raccoglitori di mele in una valle della California.
    Umiliati e sfruttati da una proprietà terriera che controlla tutto, dalla polizia ai giorna ...continua

    Notevole rappresentazione psicologica dello sciopero dei raccoglitori di mele in una valle della California.
    Umiliati e sfruttati da una proprietà terriera che controlla tutto, dalla polizia ai giornali, dalle istituzioni ai trasporti, i raccoglitori, che vivono con le loro famiglie in condizioni miserabili, s’infiammano dopo che due “rossi” fanno scoccare la scintilla della consapevolezza dello sfruttamento.
    Il romanzo si svolge tra il tentativo di coinvolgere proprietari meno brutali, la vita nel campo degli scioperanti, il contrasto alle attività di crumiraggio e l’impossibilità di far nascere una coscienza di classe diffusa senza l’intervento del “partito”. Il partito è contemporaneamente invocato e rifiutato come corpo estraneo alle miserie degli ultimi.
    Il risultato sarà la sconfitta dei raccoglitori e la morte di alcuni protagonisti a causa della loro generosità e idealismo.
    Siamo nel pieno della crisi americana degli anni 30, c’è sullo sfondo la nascita di un sindacalismo e di una politica che guarda alle grandi correnti di pensiero operaie rivoluzionarie (non ultima la Russia Sovietica) che s’infrange con la durezza del capitalismo americano. È l’epoca delle politiche definite “socialiste” di Roosevelt che tanto fecero per far intervenire lo stato nell’economia pubblica senza però riuscire a cambiare la condizione degli ultimi.
    Oltre alla storia c’è il lirismo di Steinbeck, attento ai rapporti umani, prima che di quelli politici, dalla simpatia nel momento dei successi della protesta all’ira che si scatena con la fame e con il freddo verso dirigenti e causa. All’epoca incontrò una serie di resistenze da parte dell’establishment e finì a lungo nell’oblio.

    ha scritto il 

  • 3

    Una battaglia di traduzione

    Questo libro è molto diverso da tutti i libri di Steinbeck che ho letto, si sente una sorta di distacco nel raccontare gli eventi quasi se li avesse guardati da fuori a differenza di tutti gli altri s ...continua

    Questo libro è molto diverso da tutti i libri di Steinbeck che ho letto, si sente una sorta di distacco nel raccontare gli eventi quasi se li avesse guardati da fuori a differenza di tutti gli altri suoi libri in cui si percepisce la presenza dello scrittore. E' sicuramente un fatto ancora attuale in modi e tempi diversi ma con la stessa ricerca di riscatto. Steinbeck parla di una pagina della storia americana di cui non sentiamo molto raccontare e riesce a trasmetterci, anche se era di idee totalmente diverse da quelle dei protagonisti, una forza e un desiderio di libertà e giustizia che viene chiesto, presteso e che tutti dovrebbero avere.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Annottava, infine. Le luci apparvero nella strada e l’insegna al neon del ristorante d’angolo pullulò qua e là spandendo nell’aria i suoi netti riflessi di fuoco.....

    http://www.incipitmania.com/incip ...continua

    Annottava, infine. Le luci apparvero nella strada e l’insegna al neon del ristorante d’angolo pullulò qua e là spandendo nell’aria i suoi netti riflessi di fuoco.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/b/la-battaglia-john-steinbeck/

    ha scritto il 

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    A dire il vero ho iniziato questo libro in italiano, ma poi l'ho letto praticamente tutto in inglese, perché a rischio di peccare di lesa maestà ho trovato la traduzione di Montale illeggibile, del tu ...continua

    A dire il vero ho iniziato questo libro in italiano, ma poi l'ho letto praticamente tutto in inglese, perché a rischio di peccare di lesa maestà ho trovato la traduzione di Montale illeggibile, del tutto fuori registro, insopportabilmente antiquata. Veramente mi indigna che un autore del calibro di Steinbeck, che può piacere o non piacere ma è pur sempre un premio Nobel di altissima levatura, continui a circolare in italiano in traduzioni obsolete, spesso imprecise, spesso pesantemente tagliate. Pur ricordando, come già detto per Furore, che tradurre Steinbeck negli anni quaranta fu un'opera meritoria, non si può non insistere nell'invocare uno svecchiamento generale.

    ha scritto il 

  • 2

    Genesi e cronaca di uno sciopero nell'America in piena paranoia da "rossi" e sprazzi di lotte sindacali. Argomento interessante da un punto di vista storico ma il romanzo non prende.... monotono, pesa ...continua

    Genesi e cronaca di uno sciopero nell'America in piena paranoia da "rossi" e sprazzi di lotte sindacali. Argomento interessante da un punto di vista storico ma il romanzo non prende.... monotono, pesante e sopratutto afflitto da una traduzione vetusta improponibile al lettore attuale. Qualche pagina eccellente (è sempre Steinbeck...) quando la voce è quella del dottore, l'unico personaggio del libro che susciti un po' di empatia ma per il resto non sono riuscita ad apprezzarlo.

    ha scritto il 

  • 1

    Questo commento è una protesta.

    Contro le scandalose traduzioni delle opere di Steinbeck propinateci da Bompiani. E quindi la (singola) stella non è a Steinbeck, ma alla casa editrice.
    La traduzione de "La Battaglia" è particolarmen ...continua

    Contro le scandalose traduzioni delle opere di Steinbeck propinateci da Bompiani. E quindi la (singola) stella non è a Steinbeck, ma alla casa editrice.
    La traduzione de "La Battaglia" è particolarmente sciatta e fastidiosa, piena di errori, fastidiosi arcaismi, complessivamente vetusta e tale da pregiudicare lettura e giudizio sul libro.

    Dice: "leggi in lingua originale".
    "Magara", come direbbe il grande Carletto Mazzone. Forse, in un'altra vita.

    Intanto, la domanda sorge spontanea. Cioè: perchè grandi poeti (Montale, Vittorini) non hanno continuato in vita a fare ciò in cui riuscivano meglio e si sono viceversa accaniti sul povero Steinbeck come neanche i poliziotti del LAPD con Rodney King?
    Qualcuno ha mai visto "orti" da quaranta ettari dove crescono alberi di mele? O una persona rispondere "riscaldata" (come le minestre)? O iscriversi ad un Unione (non sportiva, beninteso)?

    Montale, ma mi faccia il piacere...

    ha scritto il 

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    Quando inizi a leggere un libro di un grande autore, te ne accorgi dalla prima pagina. Uno scrittore con la S maiuscola, ti tira dentro il romanzo e ti coinvolge immediatamente. Così è stato con La ba ...continua

    Quando inizi a leggere un libro di un grande autore, te ne accorgi dalla prima pagina. Uno scrittore con la S maiuscola, ti tira dentro il romanzo e ti coinvolge immediatamente. Così è stato con La battaglia di Steinbeck. Dopo poche righe, ero già rapito e preso dalla storia di Jim e di tanti simili a lui, che nell’America del ’33, lottavano per il lavoro, il salario e la dignità. Le stesse cose per cui ci si batte oggi, in definitiva.
    Le prime organizzazioni di lavoratori, gli “agitatori” di professione, la fame, il disagio vengono descritti con un linguaggio schietto e diretto. Non si può restare acritici di fronte a tali argomenti. La vicenda narrata è un sciopero tra i raccoglitori di mele in una valle americana. Il motivo è sempre da ricercare nel pagamento ridicolo che i padroni decidono di corrispondere ai braccianti.
    Jim è un sognatore e Mac il suo mentore, che lo introdurrà nel duro e controverso mondo dello sciopero, dei picchetti e dei pestaggi. Dei pasti saltati e della continua ricerca di aiuti e collaborazioni. Mac e Jim sono quelli che i padroni definiscono “agitatori”, possono essere disprezzati da una e dall’altra parte della barricata, si muovono sempre sul filo, il loro non è un mestiere facile. Si può sempre incontrare una pallottola o, al meglio,un sonoro pestaggio. Ma non si può dire che i due non mettano passione e cuore in questa attività. Alla fine Jim, supererà il maestro. La sua freddezza e la sua mancanza di affetti terreni fanno si che lui diventi un leader.
    Steinbeck, tra l’altro, mette sotto i riflettori, anche il cinismo e il pragmatismo di certi personaggi, che sono si, generosi e altruisti, ma che non esitano a usare ogni mezzo lecito e meno lecito per la causa. Siamo tutti attori di un disegno molto più grande di noi. Lo sciopero presente fallirà di sicuro, i prossimi forse andranno meglio, ma tra chissà quanto tempo, non è dato saperlo, raggiungeremo la vittoria. Il finale amaro del libro lascia molti spunti per pensare, l’argomento, in effetti, non si è mai chiuso.
    Bellissimo libro di Steinbeck, il quale si eleva di una spanna, e forse più, su tutti gli altri scrittori americani, con pochissimi altri a fargli compagnia.

    ha scritto il