La bella estate

Di

Editore: Einaudi

3.9
(2477)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 110 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8806149032 | Isbn-13: 9788806149031 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Cofanetto

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Scritto nel 1940, questo racconto, ora riproposto da solo, venne pubblicatosolo nel 1949, nel volume dal titolo omonimo che comprendeva "Il diavolo sullecolline" e "Tra donne sole". E' la storia di Ginia e, più in generale, dellascoperta della vita da parte di un'adolescente. Dall'ambiente operaio al qualeappartiene, Ginia entra in contatto con alcuni esponenti di una bohèmepseudo-artistica e intellettuale: studenti, eccentrici perdigiorno e pittoridilettanti, che si incontrano nei caffè e abitano nelle soffitte. La ragazzasi innamora di Guido, un pittore di origine contadina e, dopo aver vinto leresistenze interiori e i rimorsi residui, si lascia alla fine sedurre. E'l'inizio della sua dolorosa maturazione come donna.
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  • 5

    Uno sguardo calmo, preciso che non fa sconti ad indagare la vita di anni in cui si connota la società italiana nell'immediato dopoguerra. Tre storie per tre gruppi di persone che si orientano nei rapp ...continua

    Uno sguardo calmo, preciso che non fa sconti ad indagare la vita di anni in cui si connota la società italiana nell'immediato dopoguerra. Tre storie per tre gruppi di persone che si orientano nei rapporti, in un senso di inconcludenza, spietata oggettività, fatica del mestiere di vivere. Un'estate diafana o il suo ricordo legato agli accadimenti e agli incontri. Un libro bellissimo e una narrazione calma, un italiano accogliente, preciso e colloquiale che parla come chi e cosa vuol descrivere.

    ha scritto il 

  • 4

    Vincitore del Premio Strega 1950, anno della sua morte, Pavese li definì tre romanzi brevi ma, con tutto il dovuto rispetto, ritengo che siano tre racconti lunghi. Fuffa? non proprio. In queste tre st ...continua

    Vincitore del Premio Strega 1950, anno della sua morte, Pavese li definì tre romanzi brevi ma, con tutto il dovuto rispetto, ritengo che siano tre racconti lunghi. Fuffa? non proprio. In queste tre storie la tensione è molto forte, quella tipica dei racconti novecenteschi, e rappresentano meravigliosamente bene quello che lui stesso scrisse di voler raffigurare, un "clima morale", un clima morale, il clima dell'immediato dopo guerra e di qualche anno precedente al "boom" economico degli anni sessanta. Faccio sempre fatica ad accettare alcune espressioni tipicamente piemontesi utilizzate da questo autore ma, nel complesso, è indubbiamente un autore di riferimento.

    ha scritto il 

  • 5

    La bella estate, nel complesso, è il racconto di una condizione continua di insoddisfazione, di ricerca della felicità, del male di vivere, di quel disagio che lo stesso autore non sarebbe riuscito a ...continua

    La bella estate, nel complesso, è il racconto di una condizione continua di insoddisfazione, di ricerca della felicità, del male di vivere, di quel disagio che lo stesso autore non sarebbe riuscito a ricomporre e che lo avrebbe portato al suicidio il 27 agosto 1950. I tre racconti hanno ciascuno dei pregi che mi rendono difficile dire quale sia il migliore: La bella estate è quello con la vicenda più accattivante e il modo in cui Pavese tratteggia i vizi e il modo di lavorare degli artisti è molto particolare, Il diavolo sulle colline contiene le descrizioni natuali più ammalianti, mentre Tra donne sole è la storia più originale, con il personaggio più complesso e più accurato nell'analisi psicologica.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2016/08/la-bella-estate-pavese.html

    ha scritto il 

  • 3

    Questo breve romanzo mi ha suscitato fastidio, forse perchè mi appartiene, perchè rimanda all'estate che ha segnato il passaggio, svelando le illusioni che l'estate porta con se' e mortificando l'inno ...continua

    Questo breve romanzo mi ha suscitato fastidio, forse perchè mi appartiene, perchè rimanda all'estate che ha segnato il passaggio, svelando le illusioni che l'estate porta con se' e mortificando l'innocenza adolescenziale di chi non sa ancora come funziona il mondo.

    ha scritto il 

  • 5

    TRILOGIA

    La bella estate è il titolo di una raccolta di romanzi brevi di Cesare Pavese pubblicata nel 1949. Essa è composta da tre testi: il romanzo che dà il titolo alla silloge, originariamente intitolato da ...continua

    La bella estate è il titolo di una raccolta di romanzi brevi di Cesare Pavese pubblicata nel 1949. Essa è composta da tre testi: il romanzo che dà il titolo alla silloge, originariamente intitolato da Pavese La tenda, viene scritto nel 1940 e rimane inedito fino alla sua comparsa nella raccolta insieme a Il diavolo sulle colline, composto nel 1948, e Tra donne sole, risalente invece al 1949. Grazie a questi tre racconti Pavese si aggiudica il Premio Strega nel 1950. I tre romanzi brevi, seppur compiuti in se stessi, sono accomunati dalla tematica del passaggio traumatico dall’età adolescenziale a quella adulta, che porta inevitabilmente i protagonisti alla delusione e alla frustrazione. L’ambientazione scelta per questo trittico è prevalentemente urbana, a differenza di altre opere di questo periodo come Paesi tuoi, Il carcere o La casa in collina.
    La Bella Estate
    La protagonista del racconto dal titolo La bella estate è infatti Ginia, una sartina torinese di sedici anni, che vive col fratello Severino, operaio. La giovane è allegra e spensierata, e vive le sue giornate nell’attesa di un futuro che si immagina roseo e felice, e che l’autore sintetizza appunto con l’idea della “bella estate”. La situazione comincia però a cambiare quando la giovane fa la conoscenza di Amelia, una ragazza più grande di lei che lavora come modella per un circolo di pittori e che trascina Ginia nell’ambiente bohémien della città. Qui l’ingenua e inesperta sartina s’innamora di Guido, uno dei pittori, e tramite l’intervento di Amelia diventa la sua amante. All’inizio della vicenda erotico-amorosa la ragazza è felice e convinta di aver trovato l’amore e “la bella estate” tanto attesa, ma ben presto si rende conto che in realtà Guido è poco interessato alla sua compagnia, e si diverte molto di più a trascorrere il suo tempo con gli altri artisti, in particolare con Rodrigues, un tempo amante di Amelia, ora malata di sifilide. Ginia, nonostante soffra moltissimo per l’indifferenza che avverte da parte del giovane, continua a concederglisi sessualmente, nonostante questo comportamento accresca la sua frustrazione e il suo senso di profonda solitudine. Un giorno Guido propone alla ragazza di posare nuda per i suoi dipinti, senza avvertirla che da dietro una tenda la sta osservando anche Rodrigues. Ad un certo punto questi fa capolino nella stanza dal suo nascondiglio, e Ginia, umiliata e piena di vergogna, scappa immediatamente, riuscendo però a sentire Guido che la definisce, rivolto all’amico e ad Amelia, “una scema”. La “bella estate” che popolava i sogni di Ginia si conclude repentinamente. La giovane, pur delusa e addolorata, si riappacifica con Amelia, vedendo in lei una guida per il mondo reale, ormai svuotato delle sue illusioni giovanili.

    Il Diavolo sulle Colline
    Il diavolo sulle colline è un’altra storia di giovani: tre amici (il protagonista, l’intellettuale Pieretto e il camapgnolo Oreste) sono soliti trascorrere il loro tempo libero passeggiando per le campagne. Qui un giorno trovano il ricco Poli - il “diavolo” del titolo - svenuto e sotto l’effetto di stupefacenti. Il giovane entra presto nel gruppo, conquistando l’attenzione di tutti per i suoi modi sprezzanti, per l’uso di droghe e per i suoi costumi anticonformistici. I giovani sono però coinvolti in un fatto di sangue: Poli è ferito da un colpo di pistola esploso da Rosalba, sua ex amante che non si rassegna alla fine della loro relazione. I tre ragazzi si separano momentaneamente da Poli, riassaporando il piacere della vita in campagna. Quando però scoprono che Poli si trova alla sua tenuta del Greppo in compagnia della moglie Gabriella, vanno a fargli visita. Oreste è particolarmente attratto da Gabriella; tuttavia quando nel corso di una festa notturna Poli ha un malore e dev’essere portato a Milano per curarsi, i tre amici vengono riaccompagnati alla stazione e tornano nel mondo familiare delle colline.

    Tra Donne Sole
    Tra donne sole focalizza invece un universo femminile: la protagonista Clelia, proveniente dalla classe operaia di Torino, si trasferisce a Roma riesce, a costo di impegno e di notevoli sacrifici, ad affermarsi nel mondo della moda. Tornata a Torino per aprire un negozio ed inseritasi nel mondo della borghesia cittadina, Clelia realizza che i suoi sogni adolescenziali erano in realtà solo vane illusioni: la società borghese è cinica e priva di valori morali. Clelia ne ha la prova durante il suo soggiorno in un albergo, dove una giovane, Rosetta, ha appena tentato il suicidio. Conosciute le amiche di Rosetta, Clelia, che si interroga sui motivi del gesto estremo della ragazza, scopre che queste ultime si interessano all’amica solo come argomento di conversazione per ingannare il tempo, ma che non si curano minimamente delle cause profonde che l’hanno spinta a provare a togliersi la vita. Clelia, nella Torino della sua infanzia, capisce di aver inseguito il successo e la realizzazione professionale, rinunciando però ai sentimenti e all’amore (Clelia stessa interrompe una fugace relazione con un operaio, vedendovi un limite alla sua indipendenza). La protagonista si rende conto della vacuità e della superficialità del mondo in cui vive, ma sa di essere abbastanza forte per resistere al tormento interiore; così non è per Rosetta che, nella conclusione del romanzo, ritenta il suicidio, questa volta con successo.

    Il tema comune che attraversa La bella estate, Il diavolo sulle colline e Tra donne sole è quello della maturazione di un personaggio giovane, cui spesso si associa la disillusione e la crisi individuale; in questo senso, i tre testi possono essere letti come “romanzi di formazione” (in tedesco, Bildungsroman). Le figure al centro della narrazione sono spesso quelle di “sconfitti”, cui la vita sembra inizialmente promettere qualcosa (la “bella estate” di Ginia, la trasgressione di Poli, il successo lavorativo di Clelia) per poi invece presentare il conto della sconfitta, spesso con risvolti drammatici. Sullo sfondo, c’è la classica contrapposizione tra città e campagna, che si carica di significati simbolici; i tre testi de La bella estate, rispetto al resto della produzione di Pavese, si caratterizzano proprio per una maggiore presenza dell’ambientazione in città. Per i protagonisti dei tre romanzi brevi, l’accesso al mondo adulto spesso implica l’abbandono delle certezze del microcosmo rurale e la scoperta delle contraddizioni e delle ipocrisie della vita urbana.

    (C) Oilproject

    ha scritto il 

  • 4

    Vorrei spendere qualche parola per "La bella estate" di Cesare Pavese. Lo stesso autore ha definito questo romanzo "la storia di una verginità che si difende". In poco più di centocinquanta pagine, ci ...continua

    Vorrei spendere qualche parola per "La bella estate" di Cesare Pavese. Lo stesso autore ha definito questo romanzo "la storia di una verginità che si difende". In poco più di centocinquanta pagine, ci viene raccontata l'inevitabile perdita dell'innocenza di Ginia, una giovane ed ingenua ragazza che, trascinata dalla sua amica Amelia, entra a far parte dell'ambiente sregolato e disinibito della bohème artistica torinese. Farà in tal modo la conoscenza di Guido, un giovane pittore dal quale, tra resistenze e rimorsi, si lascerà sedurre.
    Un romanzo essenziale, breve e senza fronzoli, ma nel complesso molto godibile. La Torino dipinta da Pavese è una città grigia e torrida, in cui l'amore e la passione bruciano rapidamente come un fiammifero.
    La bella estate è il primo di tre brevi romanzi che, raccolti nell'omonimo libro, valsero all'autore il Premio Strega nel 1950.

    Se vi va passate a trovarmi sulla mia pagina Facebook, "La piccola biblioteca dei libri dimenticati", vi lascio il link: https://www.facebook.com/piccolabiblioteca

    ha scritto il 

  • 5

    La bella estate (1949)

    Pubblicata nel 1949, “La bella estate” è una raccolta di tre romanzi brevi composti in momenti diversi da Pavese: La bella estate scritta nel 1940, Il diavolo sulle colline che risale al 1948 e infin ...continua

    Pubblicata nel 1949, “La bella estate” è una raccolta di tre romanzi brevi composti in momenti diversi da Pavese: La bella estate scritta nel 1940, Il diavolo sulle colline che risale al 1948 e infine Tre donne sole del 1949 (ispirerà nel 1955 il film Le amiche di Michelangelo Antonioni).

    I tre romanzi sono del tutto autonomi l’uno dall’altro, i temi sono invece ricorrenti, in particolare il delicato momento di passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Mi piacciono quelle brigate di giovani di città, che camminano a piedi, solitari, e quel loro senso di non appartenenza; mi piacciono quelle donne risolute e un po' maschili,; e mi piace quel Piemonte che fa molto provincia americana, che si tratti di Torino o della campagna estiva, resa con immagini di febbricitante bellezza. Per i giovani nottambuli e le donne autosufficienti di Pavese, vivere è imparare come si soffre. Accettare la vita, l'atteggiamento verso la vita, il dir di si a tante cose.

    Il diavolo sulle colline e Tre donne sole, insieme a La casa in collina (da “Prima che il gallo canti”, 1948), sono le opere di Pavese che preferisco.

    ha scritto il 

  • 4

    I luoghi dei vizi e delle malinconie.

    Nella prefazione dell'edizione Mondadori Classici Moderni si può leggere che Pavese era uno scrittore scomodo nel suo secolo perchè aveva una personalità tutta particolare e complessa e i critici non ...continua

    Nella prefazione dell'edizione Mondadori Classici Moderni si può leggere che Pavese era uno scrittore scomodo nel suo secolo perchè aveva una personalità tutta particolare e complessa e i critici non hanno potuto recensirlo a dovere su tutti i temi delle sue opere.
    Cesare Pavese ha abbracciato la sua malinconia e la sua tristezza ed è tutt'ora la caratteristica essenziale e vitale che costituisce questo scrittore e, ovviamente, tutti i suoi scritti.

    Questi tre romanzi brevi hanno tre temi che li accomunano: la società di quei tempi divisa fra diverse ambientazioni quali la città e la campagna, la malinconia della morte, dell'umiliazione, della malattia, i vizi del vivere con o senza la risorsa più importante quale è il denaro, il vivere il più intensamente possibile senza neanche potersi addormentare nella bella stagione che è l'estate tutta da vivere al di fuori di mura e, a volte, anche di sè stessi.
    I racconti sono posti in ordine cronologico: La bella estate scritto nel 1940, Il diavolo sulle colline scritto nel 1948, Tra donne sole scritto nel 1949.
    Da questa traccia possiamo notare un'evoluzione anche sulla carta: la protagonista de La bella estate, Ginia, è una sedicenne che vede tutto ma non capisce cosa le sta succedendo e vive tutto così come viene, senza spiegazioni e delle conclusioni dure della vita dovrà accorgersene proprio in quei momenti che crede unici, e lo saranno, ma non per le speranze che possiede.
    I protagonisti de Il diavolo sulle colline sono dei ragazzi universitari, intelligenti ma si abbandonano a ciò che gli succede attorno. Presi dalla smania della loro età e dell'estate, si fanno trascinare in campagna da una coppia di "viziosi": Poli, cocainomane e la sua affascinante moglie Gabriella. Nell'aria che si può respirare in questo romanzo breve, c'è sempre qualcosa che ci fa rimanere all'erta e ci suggerisce che di lì a qualche pagina accadrà qualcosa e Pavese rimanda, rimanda fino all'ultima pagina.
    Clelia, invece, protagonista del racconto Tra donne sole, è una donna matura, dedita completamente al suo lavoro. Lei ha già assaporato l'amaro amore, sa già cosa vuol dire passare dal non possedere nulla nella sua povertà al riuscire a possedere qualche soldo per potersi pagare le calze di seta che tanto ha sempre guardato su altre donne diverse da lei.
    E' il racconto più maturo e quello più vicino a Pavese stesso, dove il sentore del suicidio è proprio lì sotto agl'occhi del lettore.

    Cesare Pavese è uno dei miei scrittori preferiti; dev'essere apprezzato anche se molti potrebbero chiedersi se nei suoi romanzi non si fa che parlare di società, differenze fra campagna e città e soprattutto malinconia di vivere.
    Ogni sua parola è sempre un colpo al cuore, in ogni parola sai che lì dentro c'è la vita di uno scrittore affermato e, ancora, non compreso del tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Tre lunghi racconti permeati di malinconia, di una certa indolente tristezza, di giovani che o sono poveri e anelano ad affermarsi o sono ricchi e sprecano la vita nei vizi. Il tutto descritto nello s ...continua

    Tre lunghi racconti permeati di malinconia, di una certa indolente tristezza, di giovani che o sono poveri e anelano ad affermarsi o sono ricchi e sprecano la vita nei vizi. Il tutto descritto nello sbocconcellato modo di scrivere di Pavese, a cui devi fare un po' l'abitudine. Non so, è un bel libro, ma ti lascia addosso un po' di sconforto.

    ha scritto il 

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