La bisbetica domata

Di

Editore: Newton & Compton

4.0
(1124)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 100 | Formato: Altri

Isbn-10: 8881835584 | Isbn-13: 9788881835584 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Francesco Franconeri

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Paperback , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
E' tra le più rappresentate commedie shakespeariane. Delle sue due trameintrecciate, la principale racconta la vicenda di Caterina, l'insolente figliamaggiore di un signore padovano scelta come sposa da Pietruccio, giovaneveronese allettato dalla sua ricca dote. Per domarne il carattere ribelle,Pietruccio la costringerà a privazioni e umiliazioni di ogni genere fino afarne la più docile e innamorata delle mogli. Alla trama fa da cornice unainvenzione squisitamente teatrale: quella del calderaio ubriaco Sly, al qualeun nobile signore fa credere, per una sera, di essere un ricco riverito daiservi.
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  • 3

    Lo ammetto: di Shakespeare preferisco di gran lunga le tragedie. Non che le sue commedie mi dispiacciano del tutto ma ne "La bisbetica domata" manca proprio quella verve che ne dovrebbe caratterizzare ...continua

    Lo ammetto: di Shakespeare preferisco di gran lunga le tragedie. Non che le sue commedie mi dispiacciano del tutto ma ne "La bisbetica domata" manca proprio quella verve che ne dovrebbe caratterizzare il genere.
    Ambientata in Italia, precisamente in una Padova erroneamente collocata in terre lombarde, è un caso unico e curioso nella produzione shakespeariana: si tratta infatti di una commedia nella commedia.
    L'antefatto: un ricco signore assieme ai suoi servitori trova, fuori dall'osteria, un uomo completamente ubriaco. I fumi dell'alcool lo hanno ridotto in uno stato di sonno che ben ve lo raccomando, tanto che il signore pensa di fargli uno scherzo trasportandolo a casa propria per farlo risvegliare nel proprio letto, ivi facendolo risvegliar quindi vestito di tutto punto, servito e riverito, e convincendolo d'esser stato in una specie di coma delirante per diversi anni (... ehm. Uno scherzone proprio. Si vede che all'epoca il senso dell'umorismo era differente...).
    Per allietarne il "ritorno alla vita normale", viene chiamata una compagnia teatrale che rappresenterà per lui una commedia. Quella, appunto, della Bisbetica domata.
    Inizia qui la storia vera e propria, quella di due sorelle - Caterina e Bianca - figlie di un ricco signore di Padova il quale ha deciso di non voler maritare la minore (Bianca) prima della sorella. Cosa che pare ben difficile e crudele dal momento che Caterina ha un vero e proprio caratteraccio. Non sa cosa siano nè la modestia nè la gentilezza. Ad ogni parola, ad ogni gesto più o meno benevolo, essa sa rispondere solo con mala creanza e vituperio. Eppure sarebbe un così buon partito!
    Tuttavia qualcuno intenzionato a prenderla in moglie - seppur più per la dote che per altro - ci sarebbe: Petruccio, uomo di buon nome e dalla grande scaltrezza.
    In questo modo anche Bianca - che è in realtà corteggiatissima da più d'un pretendente - potrà aver modo di riscattarsi e pensare al futuro di sposa tanto agognato.
    Comincia qui la parte più ingarbugliata della vicenda: per assicurasi le grazie di Bianca e del di lei padre, i suoi pretendenti iniziano a scambiarsi di ruolo e travestimento in una girandola che, dopo un po', lascia interdetto e confuso il lettore.
    Vi è inoltre una seconda pecca - oltre a questo stato confusionario - che lascia con un senso di incompletezza chi, come me, è avvezzo alla caratterizzazione dei personaggi shakesperiani. Laddove sarebbe stato interessante leggere battibecchi e scontri tra Petruccio e la bisbetica Caterina, troviamo invece solo descrizioni e commenti di terze persone in merito al modo in cui il marito stia occupandosi della "rieducazione" della moglie. Ma come? Con quel caratteraccio Caterina non s'è dunque ribellata il giorno del matrimonio, così come ha fatto invece nel momento in cui lo sposo ne ha chiesto la mano di fronte al padre? Non ha forse combattuto con le unghie e con i denti protestando all'arrivo di uno sposo vestito di stracci giunto in ritardo a caval d'un asino vecchio, malato e pieno di pustole? Corbezzoli! Qui c'è qualcosa che non quadra sior William, me lo consenta... Qui manca qualcosa che non fa regger ben in piedi la commedia!
    Tre stelline perchè l'idea di fondo non è male e perchè darne due a Shakespeare sarebbe un sacrilegio. Però mi spiace, non ci siamo. Ha davvero rischiato di finire, per un pelo, ad esser recensito nel mio blog come #librobrutto. Mi aspetto, ora, una valanga di critiche per questa mia affermazione!

    ha scritto il 

  • 3

    Niente da fare, non riesco più a entrare in sintonia con Shakespeare ultimamente! Ero molto curiosa di leggere questa commedia dopo averne a lungo sentito parlare, e mi aspettavo lo stesso divertiment ...continua

    Niente da fare, non riesco più a entrare in sintonia con Shakespeare ultimamente! Ero molto curiosa di leggere questa commedia dopo averne a lungo sentito parlare, e mi aspettavo lo stesso divertimento, intelligenza e arguzia di Molto rumore per nulla...ma in realtà, per quanto la vicenda sia piacevole da leggere, non ha i particolari guizzi di genio che caratterizzano il Bardo in altre sue opere. E sinceramente il messaggio maschilista che trasmette non le aggiunge certo fascino! xD

    ha scritto il 

  • 3

    "Laddove due fuochi divampati si scontrano,consumano l'oggetto che alimenta la rispettiva furia"

    Prologo: un uomo, il Lenza , giace ubriaco in un’osteria. Di passaggio si trova un ricco signore che vedendolo decide di fargli uno scherzo e lo porta a casa sua vestendolo di tutto punto e convincend ...continua

    Prologo: un uomo, il Lenza , giace ubriaco in un’osteria. Di passaggio si trova un ricco signore che vedendolo decide di fargli uno scherzo e lo porta a casa sua vestendolo di tutto punto e convincendolo che per 15 anni lui si è creduto un poveraccio ma in realtà è un nobile molto benestante. Per convincerlo e allietarlo in modo tale che non si ammali nuovamente di quel che male che gli offuscava la mente tanto da non sapere più chi fosse lo fa assistere a una commedia: La bisbetica Domata.
    Battista ha due figlie: Bianca, la minore docile e bella e Caterina, la maggiore dal carattere burbero e duro.
    Bianca ha un sacco di pretendenti ma il padre decide che fino a che la figlia maggiore non avrà trovato marito nemmeno Bianca si potrà sposare.
    Da qui iniziano una serie di travestimenti, inganni e scambi di persona per corteggiare Bianca:Lucenzio si finge Cambio, un maestro per poterle stare accanto,Ortensio si finge Licio e Tranio, servitore di Lucenzio finge di essere il suo padrone.
    Nel frattempo Petruccio, decide di corteggiare Caterina,non interessato tanto al suo caratteraccio quanto alla sua eredità. Il matrimonio tra i due avviene e Petruccio inizia a trattar male la moglie, la priva di cibo e sonno, tanto da riuscire ad addomesticarla e sottometterla.
    Nel frattempo Bianca e Lucenzio si innamorano e decidono di sposarsi, l’altro pretendente di Bianca, rimasto senza fanciulla decide di sposare una vedova.
    Le tre coppie si trovano a cena e i mariti parlano della devozione delle loro mogli ma nessuno crede che Caterina, la bisbetica, sia devota e rispettosa del suo uomo, viene fatta così una scommessa.
    Ed è Caterina l’unica tra le donne a presentarsi e a vincere la scommessa. Proprio lei, quella con il carattere più duro ed ingestibile, risulta essere la più domata e devota.

    Infine il Lenza viene rivestito dei suoi abiti e riportato dov’era. Quando si sveglia pensa di aver sognato. Uno sguattero gli dice di tornare a casa se non vuole che la moglie si arrabbi e lui risponde che grazie al “sogno” che ha appena fatto ora sa come domare una donna.
    Questo in breve il sunto della commedia .L’ho trovata carina e godibile anche se mi aspettavo più interventi divertenti di Caterina che in realtà non assume un ruolo così principale come credevo o comunque non vi sono dei dialoghi esilaranti che la riguardano.
    Non sapevo che la commedia fosse ambientata a Padova, la mia città e questo ovviamete mi ha fatto piacere.
    Che dire… mi ha fatto venire voglia di andare a vederla a teatro… cerco i biglietti e si va.

    ha scritto il 

  • 4

    «Chi ha la testa che gira pensa che giri il mondo.»*

    Di imprecisa datazione (probabilmente 1594), "The Taming of the Shrew" è una commedia metateatrale.
    "Una commedia nella commedia" dove la vicenda d ...continua

    «Chi ha la testa che gira pensa che giri il mondo.»*

    Di imprecisa datazione (probabilmente 1594), "The Taming of the Shrew" è una commedia metateatrale.
    "Una commedia nella commedia" dove la vicenda del calderaio ubriaco Christopher Sly, s'intreccia con quella della protagonista principale dell'opera, la "Bisbetica" e vivace Kate Minola che rifuggendo il matrimonio e tutti i pretendenti alla sua mano, strapazza il padre e "l'angelica" sorella Bianca.
    Almeno finché non entra in scena un gentiluomo venuto da Verona, Petruccio, burbero, eccentrico ma dal fare simpatico, che organizza immediatamente il matrimonio con Katherina.

    «Io sono quello che è nato per domarti Kate.»

    Ed è proprio in questo momento tra comici battibecchi, farse e situazioni esagerate, che avviene il cambiamento: Kate comprende (attraverso le piccole "crudeltà" del marito), che Petruccio la sta trattando come un tempo lei faceva disperare chi aveva intorno a sé.
    Nell'Atto V, nel famoso monologo finale che tanto ha fatto discutere e continuerà a farlo lettori e critici, la protagonista enuncia orgogliosa quanto una donna debba piegarsi ai voleri del marito, a dedicarsi all'obbedienza.
    Dobbiamo ricordarci che Kate è di per sé un personaggio straordinario per l'epoca: è intelligente, ribelle e determinata a non piegarsi al volere del padre e di una sorella che nonostante le apparenze si rivelerà tutt'altro che amabile.
    Petruccio non ha eliminato il suo spirito focoso e non sappiamo se il suo monologo varrà anche in privato.
    Sappiamo solo che caparbiamente tiene il gioco al marito con una complicità disarmante.
    E se non è una prova di forza questa...altro che opera maschilista!

    *Pessima la cura e la traduzione di Guido Bulla per la Newton Compton, trasformando il nome del personaggio e abbreviandolo con il ridicolo "Rina", si perdono tanti giochi di parole di Shakespeare (come accade nell'Atto II quando Petruccio paragona Kate ad una gatta selvatica - "Kate", "Cat" riesce a far intendere il significato, non certamente "Rina".
    Si poteva optare per un ben più giusto "Cate".

    ha scritto il 

  • 2

    Che delusione! Sly che sparisce (ma perché ce l'ha messo?), la bisbetica poco bisbetica e del corteggiamento che immaginavo ricco di battibecchi neanche l'ombra; vogliamo parlare di una marea di perso ...continua

    Che delusione! Sly che sparisce (ma perché ce l'ha messo?), la bisbetica poco bisbetica e del corteggiamento che immaginavo ricco di battibecchi neanche l'ombra; vogliamo parlare di una marea di personaggi inutili?di quella gattamorta di bianca?!
    Che tristezza

    ha scritto il 

  • 2

    Perché ha avuto tanto successo?

    Considerato che non risulta una commedia originale di Shakespeare ci stanno anche due stelline. La storia non ha ricchi colpi di scena ed è un po' scontata, il cambio "d'abito" dei protagonisti sebben ...continua

    Considerato che non risulta una commedia originale di Shakespeare ci stanno anche due stelline. La storia non ha ricchi colpi di scena ed è un po' scontata, il cambio "d'abito" dei protagonisti sebbene utile alla trama non ha niente di originale come pure la comparsa di Vincentio, 'vero' padre di Lucentio. Suppongo che il successo della commedia si debbaquindi ai teatranti che di volt ain volta l'anno rappresentata. Interessante in inglese, mentre in italiano forse si perdono troppi doppi sensi e giochi di parole.

    ha scritto il 

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