La broma infinita

By

Publisher: Debolsillo

4.5
(2085)

Language: Español | Number of Pages: 1213 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , German

Isbn-10: 8499892477 | Isbn-13: 9788499892474 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

Do you like La broma infinita ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 4

    Geniale, iper colto, politicamente scorretto, ironico, disgustoso, visionario ma profetico, divertente (ho riso da sola in più punti, si veda per esempio l'"epica" battaglia di Eschaton), molto (e tro ...continue

    Geniale, iper colto, politicamente scorretto, ironico, disgustoso, visionario ma profetico, divertente (ho riso da sola in più punti, si veda per esempio l'"epica" battaglia di Eschaton), molto (e troppo) si può dire di quest'opera titanica.
    Qualcuno ha detto che non è un romanzo, che David Foster Wallace non è un romanziere ma uno scrittore... Ma ci sono dei personaggi estremamente ben delineati, c'è una trama, anche se costruita in modo del tutto originale (e non vale saltare le note, perché sono parte integrante del testo), è un romanzo a tutti gli effetti e gli do quattro stelline perché io dopo 1280 pagine + 200 di note (e ne avrei ben lette un altro centinaio pur di averlo), un finale me lo meritavo, ecco. Questo per me è un romanzo incompiuto.
    Ci sono stati episodi che ho trovato disturbante leggere. Invece quest'uomo non solo è riuscito a pensare certe cose, ma ha dato loro una forma precisa e coerente e le ha messe per iscritto. L'ho trovato un po' inquietante.

    said on 

  • 2

    Ho cominciato a leggere Infinite Jest circa cinque anni fa, arrivando in qualche modo intorno a pagina 280, prima di abbandonarlo. Di tanto in tanto lo riprendo, cercando di fare un altro salto in ava ...continue

    Ho cominciato a leggere Infinite Jest circa cinque anni fa, arrivando in qualche modo intorno a pagina 280, prima di abbandonarlo. Di tanto in tanto lo riprendo, cercando di fare un altro salto in avanti, ma senza successo. Il problema non è la mole, ma il fatto che non ci trovo niente che ripaghi la difficoltà della scrittura. I periodi e gli elenchi lunghissimi; le trame che si intrecciano e gli slittamenti temporali; sembra tutto fatto apposta per irritare e frustrare il lettore, e più spesso che no una gratuita esibizione di bravura.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    un libro così inutile da essere geniale, ma è uno Scherzo

    Cimentarmi con letture di 1200 pagine è una cosa eccezionale per me e il fatto che ci abbia messo 5 mesi...va bè, ma è un mio problema di insostenibile lentezza. Ma per Wallace faccio questo ed altro. ...continue

    Cimentarmi con letture di 1200 pagine è una cosa eccezionale per me e il fatto che ci abbia messo 5 mesi...va bè, ma è un mio problema di insostenibile lentezza. Ma per Wallace faccio questo ed altro. Assolutamente un libro fantastico, astuto, stilisticamente unico, amo la colloquialità del suo modo di raccontare e certe uscite come """Mario seduto ad un tavolo con le gambe ritorte (il tavolo)""" mi hanno dato una gioia immensa per quanto sono semplici e anti-informali. Wallace fa tutto l'opposto della letteratura che cerca raffinatezza e, invece, mette l'oralità quotidiana in un racconto ed è - io l'ho trovato - fantastico.
    Però è un romanzo sconclusionato. Wallace per essere Wallace deve essere anticonvenzionale, e quindi finisce un libro che a mio parere non è finito! mancherebbero almeno 200 pagine...ma è Wallace.....e lascia tutto aperto. Lascia al lettore decidere la conclusione dell vicenda. Wallace è raramente esplicito, per quanto riguarda rivelare i dettagli di quello che ho definito dopo 1000 pagine essere un romanzo giallo - oddio ho letto un giallo! - li butta lì casualmente, tra le virgole di una frase, come dei dettagli trascurabili che dopo decine di pagine scopri di dover tornare a rileggere perchè si trattavano di una chiavi fondamentali. Wallace è stronzo! sembra stia sempre a raccontare inutilità, e poi si realizza che sotto sotto....è un po' genio....davvero, a volte è così inutile che mi viene da dire GENIO! solo per aver reso discorsi senza senso letteratura e per averceli fatti leggere.
    Cult-book. In questi cinque mesi ho vissuto dentro al libro. Romanzo unico e totalizzante.
    Libro preferito.

    Aggiornamento: con il senno di poi (due giorni dopo averlo finito) mi viene solo da lanciare maledizioni: è proprio un romanzo incompleto, lasciato a META'! per le prime 1000 pagine ne vale davvero la pena di soffrire e continuare a leggere, invece nelle ultime 200, che in proporzione nei normali romanzi corrispondono ai capitoli conclusivi e quindi in cui si tirano le somme, qui nulla viene concluso o chiarificato. Wallace l'ha proprio troncato. che cosa succede poi all'Esibizione per la raccolta Fondi con gli Afr? cosa succede in mezzo tra l'Astinenza di Hal e la vicenda nell'Anno di Glad con cui si apre il libro? Joelle e Gately? La cartuccia Master?
    E' tutto uno scherzo, maledetto DFW, Infinite Jest-film è l'intrattenimento perfetto del romanzo e Infinite Jest-libro è l'intrattenimento perfetto di noi lettori che per 1200 pagine lo amiamo e poi...finisce....così....e ne vogliamo ancora.....

    said on 

  • 3

    Poi uno dice che gli scricchiolano i denti...

    Sono distante, finalmente?, un tozzo di settimane e un bicchiere di nuove pagine (altre di altri autori) da quando ho terminato di leggere questa opera.
    La posso guardare, nuda, per come appare nei ri ...continue

    Sono distante, finalmente?, un tozzo di settimane e un bicchiere di nuove pagine (altre di altri autori) da quando ho terminato di leggere questa opera.
    La posso guardare, nuda, per come appare nei ricordi e nei pensieri che il tempo ha contribuito a ripulire.
    Come quando la carogna di un animale morto sul ciglio della strada viene divorata pezzo pezzo finché non resta, alla fine, solo uno smagliante stupido osso.
    Dico quindi che sono convinto vi sono con l’Ulisse di Joyce attinenze un po’ diagonali, forse insondabili, forse, addirittura, inesistenti. Il fatto è che più della trama, più dei personaggi, più dell’intimo alterco che ho vissuto tra i miei “pazienta” ( terminerà il periodo, non so dove né come, ma so che terminerà. Lo so perché ho barato. Ho letto le ultime parole dell’ultima pagina: dopo di loro c’è scritto FINE) e i miei struggenti inviti: “feconda” ( vi sono idee pure che si inerpicano tra le pagine e si depositano nella grinta, tra i peli neri delle sopracciglia), più di tutto questo dicevo ruggisce tra le pagine una pioggia di pensieri. Banalmente il “flusso di coscienza” che accompagnava la giornata affatto complicata dei personaggi partoriti J. Joyce in quel di Dublino. Perciò nulla è trama e nulla è veramente vero, perché tutto è filtrato dagli occhi, dal tatto dalle inquadrature dagli spigoli e dalle ombre. Punti di vista. Nulla di più. Sentire è umano, come errare a quanto pare, e nulla è comprensibile in questa storia se non che l’errore è negli occhi di chi osserva non nelle mani di chi lo commette. Saremo per 1000 pagine e dintorni ospiti di bulbi oculari e falangi, di sogni e imprecazioni di viaggi tossici ed essenze ectoplasmiche e sarà un po’ come vivere la quotidiana vita che viviamo vivendo: ci mancherà sempre un pezzo. Aneleremo (invano) il libretto di istruzioni. E solo quando, e solo SE, ci arrenderemo FORSE ne verremo fuori con le nostre gambe. Sarà come aver viaggiato per centinaia di pagine ad occhi chiusi credendo di essere a bordo di un trattore per poi, aprendo gli occhi a tradimento, renderci conto che siamo a bordo di una scialuppa al centro esatto di una piscina(a forma di racchetta da tennis?). Non ci avevo capito nulla perché non c’era poi questo granché da capire. Bisognava sentire, nel senso di provare, di toccare con i sensi. Arrendersi al non senso.
    E poi mi sono dovuto contraddire. Perché giunto alla parola FINE scritta grande l’ho trovata piantata beffardamente al centro di un periodo che sembrava non essere finito proprio per niente. Roso da interrogativi e seviziato dal mio amor proprio ho PRETESO di arrivarci. Ho cominciato a guardarmi intorno a leggere, a domandare. E mi sono reso conto che c’è tutto un sottobosco di avventurieri da strapazzo che il senso nel libro lo hanno cercato e alcuni pensano anche di averlo trovato (per esempio http://archivio-dfw.tumblr.com/post/40524708276/la-storia-di-aaron-swartz-e-di-infinite-jest).
    E allora mi si apre una nuova porticina. Avete letto Player One di E. Cline ?
    Vi si narra di un autore enormemente ricco, un visionario, un genio, un folle. Alla sua morte non lascia eredi ma una mappa che condurrà all’eredità. La mappa è un libro in cui tra i punti e le virgole, se hai studiato la lezione in maniera ossessiva, troverai le indicazioni indispensabili per cominciare il cammino.
    Ecco per molti l’interpretazione del libro è questa: studiare i flashback e rimetterli in ordine cronologico. Leggere tuuuuuuuuutttteeeee le note (ce ne sono a centinaia e molte fanno veramente innervosire) imparare a memoria i luoghi e le date, i nomi e i cognomi. Infine giunti alle porte incantate di Ptnor sfidare il drago Zkor mettersi a testa in giù e declamare al contrario la lista dei 10 motivi per cui è bene non iniziare mai a leggere Infinite Jest e finalmente….
    Onestamente non lo so cosa ho letto. Vi ho dato due titoli perché ho cercato dentro di me le coordinate. Non ce ne sono nel libro. O per lo meno io non ne ho trovate. L’autore era perfettamente cosciente di quale fosse lo scopo del libro, nel link c’è riportato un brano di una sua intervista in cui lo dice molto chiaramente. Solo che se qualcuno, ad esempio io, lega le vicende biografiche di Foster Wallace (un genio troppo avanti che a un certo punto si suicida) all’interpretazione dell’opera un dubbio viene: dove finisce la genialità e comincia la follia? C’è un punto preciso? O forse è tutto intriso di una contaminazione unica e inscindibile di queste due condizioni dell’anima?
    Non ho risposte, a questo punto non ne voglio. Non riesco ad appassionarmi a queste ossessioni. La verità è che non ho sciolto neanche un piccolo dubbio in questi giorni che sono passati dopo che ho finito di leggere il libro. Accetto la sconfitta intellettuale e vado avanti. Condivido con chi vorrà leggerle queste mie sensazioni. Che valgano da malcelato avvertimento per chi non si è ancora avventurato.
    Ma che siano anche parole di affetto per l’opera e l’autore. La debolezza umana, l’errore, il senso sbilenco e squinternato. Ce n’è bisogno. Di tanto in tanto. Con moderazione. In fondo, per usare versi chiari e cristallini (ehm) “niente è come sembra … perché niente è reale”. O giù di lì.

    said on 

  • 5

    Ho aspettato una settimana prima di tradurre in parole qualche pensiero, ma sono arrivata alla conclusione che non sia possibile recensire un libro come Infinite Jest. Si tratta di un’opera monumental ...continue

    Ho aspettato una settimana prima di tradurre in parole qualche pensiero, ma sono arrivata alla conclusione che non sia possibile recensire un libro come Infinite Jest. Si tratta di un’opera monumentale, in cui tutto è perfettamente spiegato al lettore (grazie all’ausilio delle oltre 300 note al testo), il quale non può fare altro che lasciarsi andare ed immergersi nel fantastico mondo creato da quel genio di David Foster Wallace.
    La prima cosa che balza all’occhio leggendo Infinite Jest è la capacità di DFW di intessere una trama che riesce ad essere perfettamente coerente dalla prima all’ultima parola, senza incappare in alcun vizio logico. Per quanto mi riguarda questo ha da subito calamitato la mia attenzione, coinvolgendomi in maniera inusuale sin dalle prime pagine.
    Ma poi, di cosa parla questo romanzo? Fulcro della storia è una cartuccia contenente l’ultimo film del regista James Incandenza - padre di due dei protagonisti - il cui contenuto si dice annulli la volontà di chiunque lo guardi fino a renderlo totalmente dipendente dal film stesso, al punto che alcune organizzazioni vogliono impossessarsene per utilizzarlo come arma di distruzione di massa.
    Ma Infinite Jest parla anche di dipendenza: dipendenza del Quebec dall’Onan (supernazione composta da Stati Uniti, Messico e Canada unificati), dipendenza dall’alcol, dalle droghe, dalla TV, dal successo. La dipendenza più grande però è quella del lettore stesso, poiché una volta padroneggiati la suddivisione in piani temporali e lo scorrere del tempo (n.d.r.: una delle particolarità del libro sono gli anni sponsorizzati, vale a dire che non sono indicati mediante numeri, ma - così come nella Roma antica prendevano il nome dei consoli - con il nome di prodotti commerciali. Per intenderci, la maggior parte della storia si svolge nell’APAD, ossia nell’Anno del Pannolone per Adulti Depend), le relazioni tra i personaggi e l’evolversi della storia è impossibile anche solo pensare di fare altro.
    Arrivati ad un certo punto si ha la sensazione che l’Infinite Jest (lo Scherzo Infinito), il film che miete vittime nel corso della storia costringendo chi inizia a guardarlo a morire di inedia pur di non interromperne la visione, sia quasi il libro stesso.
    Giunta all’ultima pagina ho dolorosamente avvertito un grandissimo senso di vuoto; non mi era mai capitato di finire un libro e avvertire il bisogno quasi fisiologico di rileggerne le prime cinquanta pagine e passare un intero pomeriggio tra articoli e recensioni su internet per paura di aver perso qualcosa, di non aver colto tutti i messaggi che David Foster Wallace ha voluto trasmettere.
    In sintesi? Un libro straordinario, non ci sono altre parole per descriverlo.
    Se vi va passate a trovarmi sulla mia pagina Facebook, "La piccola biblioteca dei libri dimenticati" :)

    said on 

  • 4

    IN SOSPESO

    Il romanzo è interessante, colto, drammatico e divertente. Però è anche un fiume d'inchiostro ... in piena. Ho provato di tutto per contenerne l'inondazione ma poi, alla lunga, è esondato. E io, per m ...continue

    Il romanzo è interessante, colto, drammatico e divertente. Però è anche un fiume d'inchiostro ... in piena. Ho provato di tutto per contenerne l'inondazione ma poi, alla lunga, è esondato. E io, per mettermi in salvo, sono salito sul tetto a guardarlo scorrere.
    Sulla scheda sta scritto che è in lettura: è una mezza verità. Probabilmente l'ho abbandonato ma non ho il coraggio di dirlo, anche perché mi sento di attribuirgli 4 stelle.
    Ma che ragione c'era di farlo così logorroico?

    said on 

  • 0

    Abbandono.

    Prima pausa a pagina 75. Ahi, ahi. Prolisso il ragazzo.

    Mi dispiace un sacco abbandonare i libri. Ma questo è pesante, prolisso, non arriva al dunque. Note su note inutili, pazzesche e assurde.
    Solo ...continue

    Prima pausa a pagina 75. Ahi, ahi. Prolisso il ragazzo.

    Mi dispiace un sacco abbandonare i libri. Ma questo è pesante, prolisso, non arriva al dunque. Note su note inutili, pazzesche e assurde.
    Solo per stomaci pesanti.

    said on 

  • 2

    Scherzo infinito

    Non è un libro. È uno scherzo. Un elenco di farmaci e loro effetti. Una telecronaca tennistica. Un insieme di note che non esplicano ma allungano ancora di più la narrazione.
    Continui a leggere ipnoti ...continue

    Non è un libro. È uno scherzo. Un elenco di farmaci e loro effetti. Una telecronaca tennistica. Un insieme di note che non esplicano ma allungano ancora di più la narrazione.
    Continui a leggere ipnotizzato come le vittime dell'intrattenimento mortale, convinto che prima o poi succeda qualcosa e un filo comune riunisca tutti questi folli personaggi. Ma non succede mai.
    Leggi all'infinito e arrivi infondo, se c'arrivi, senza capire che è finito, perché è finito, come è finito.
    Geniale in certe trovate, ma sinceramente non lo consiglio a nessuno.

    said on 

Sorting by
Sorting by
Sorting by
Sorting by