La bruttina stagionata

Di

Editore: Bompiani

3.2
(952)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 260 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8845250075 | Isbn-13: 9788845250071 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Rosa

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Descrizione del libro
Marilina Labruna vive in una Milano livida, popolata di donne solitarie e difurbi che approfittano dei bisogni d'amore. Perciò lei, quarantenne non bruttama, peggio, bruttina, deve trovare un modo diverso di trionfare. Da questoromanzo sono stati tratti un monologo teatrale (interpretato da GabriellaFranchini con la regia di Franca Valeri, adattamento di Ira Rubini) e un film(interpretato da Carla Signoris, sceneggiatura e regia di Anna Di Francisca).
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  • 5

    Finalmente libere dal senso di colpa?

    Nel 1992 Covito propone una nuova figura femminile, libera da sensi di colpa e da dipendenza economica ed emotiva dagli uomini. Mi chiedo se oggi, 24 anni dopo, questo modello di donna sia diventata r ...continua

    Nel 1992 Covito propone una nuova figura femminile, libera da sensi di colpa e da dipendenza economica ed emotiva dagli uomini. Mi chiedo se oggi, 24 anni dopo, questo modello di donna sia diventata reale in Italia. Forse, in parte, nel Centro Nord più benestante. Sicuramente non al Sud, e non tra le numerosissime immigrate straniere. Liberarsi dal retaggio cristiano-cattolico o musulmano pare difficile, ed il senso di colpa impera ancora (quasi) incontrastato.
    Personalmente il libro mi è piaciuto moltissimo, lo stile disinvolto e scorrevole, l’ironia sempre presente.
    Da leggere e da regalare!

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo subito fuori stagione.

    Ah, com’è chiacchierina la lingua lavoratissima in ogni sua manfrina e scollatura della Covito in “La bruttina stagionata”! Però duepalle dopo nemmeno venti pagine la sua Marilina poco Monroe e poco M ...continua

    Ah, com’è chiacchierina la lingua lavoratissima in ogni sua manfrina e scollatura della Covito in “La bruttina stagionata”! Però duepalle dopo nemmeno venti pagine la sua Marilina poco Monroe e poco Manson e il suo processo di emancipazione da quarantenne single, e dopo nemmeno due settimane che l’ho letto non me ne resta che il rumorino di sottofondo, cioè la trama: la ghost writer di tesine per giovani danarosi, con la mamma petulante che s’è fatta una fattucchiera per amica, si prende una cottarella per il suo ultimo cliente che le fa il favore di lusingarla un po’, perciò decide di mollare il suo attuale amante a pagamento, giovane pure lui però proletario e perciò in cerca di una mamma con cui accasarsi, e com’è come non è tutta la sua evoluzione si snoda tra un vibratore e un arabo con cazzo vero da discogay con la passione per le tarchiatelle, e la morale mi va più che bene: persino a Milano la depressione di vivere te l’allontanano le scopate sbarazzine, però dov’è la novità? La Covito cavalca un falso stereotipo: il problema della bruttina è che non gode? Ma se le bruttine vanno via come il pane per chi vorrebbe averci tra i denti le bellone le quali solitamente restano a bocca asciutta proprio perché le bruttine si fanno un dovere di fare la bocca buona a chi appena la apre nella direzione! L’angoscia delle bruttine, casomai, è di non sentirsi desiderate come credono si sentano desiderate le bellone, ma pure le bellone: una vita da bellona e basta è di merda come quella che una bruttina crede sia la sua: basterebbe fare e pensare a altro, e magari scoccherebbe pure la letteratura tra un problema di ormoni e l’altro, invece si resta alla fissa da rivista per teenager in vista della terza età: gli piaccio/non gli piaccio/lo arrapo/non lo arrapo/mi scopa perché mi ama o mi ama e se mi scopa è perché così si usa tra un uomo e una donna? Uno non è mai sicuro che il suo sangue non se ne sia andato in acqua se non s’accerta di far sangue a qualcun altro, e evviva ci è arrivata pure Marilina, però la Covito affastella e cesella e cita cripticamente e è colta ma non lo fa pesare e misura perbenino questo e quello, però non ottiene nessun peso specifico, cerca di riciclare lo stereotipo letterario della donnina sfigata con lo stereotipo letterario dell’omosessuale un po’ tragico un po’ comico. La sua sembra la versione per la riscossa che si racconta una zitellona senza più speranza: quella in cui può dire che, siccome si è pagata un uomo, ne ha spompinato un altro e se ne è fatti altri due in una volta sola, decidendolo LEI e non loro di avere un orgasmo o anche dieci, ha vissuto anche lei, come tutti. E allora? Allora la parte più bella del libro è la descrizione di un uomo che si è tuffato e si è messo a nuotare: “In breve non fu più che un punto chiaro al largo, una testa mozzata su un vassoio.”

    ha scritto il 

  • 5

    Bruttine stagionate si nasce

    Marta, come hai potuto dubitare, anche solo un istante, che mi sarebbe piaciuto?
    Non sono d'accordo con le recensioni che sostengono che l'ambientazione sia sorpassata e vintage (si parla di floppy di ...continua

    Marta, come hai potuto dubitare, anche solo un istante, che mi sarebbe piaciuto?
    Non sono d'accordo con le recensioni che sostengono che l'ambientazione sia sorpassata e vintage (si parla di floppy disc e di lire, e allora?! Jane Austin parla di corsetti di stecche di balena ma nessuno va a recriminarle ciò). Anzi, se proprio proprio direi che è la postfazione di Ada Neiger ad essere un filo fuori moda nel suo tentativo di difendere da presunte accuse di erotismo becero le poche scene di sesso che hanno un ruolo fondamentale nella economia del personaggio Marilina.

    "Ma guarda te che equilibrismi devono fare le donne per sentirsi in diritto di manifestare una psiche spiritosa". (P. 240).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Una fanfiction fuori "stagione" massima

    Come mi è capitato qualche altra volta nella mia carriera di lettrice, ho preso e iniziato leggere questo libro incuriosita dal fatto che l'appellativo "bruttina stagionata" l'avevo già sentito da qua ...continua

    Come mi è capitato qualche altra volta nella mia carriera di lettrice, ho preso e iniziato leggere questo libro incuriosita dal fatto che l'appellativo "bruttina stagionata" l'avevo già sentito da qualche parte e immagazzinato nel mio cervello.
    Benché lo stile di scrittura dell'autrice sia accattivante e ironico come declamato in ogni dove, ho provato nel libro per tutti una sorta di paternalistica pietà; per tutti tranne per l'odiosa "fantascientifica" protagonista, la quale a mio avviso è la solita proiezione delle faccende adolescenziali irrisolte di chi scrive e che, partita come un'inetta sciapa con potenzialità, magicamente e senza un perché attendibile, per un misto di suo acquisito cinismo e colpi di scena credibili come quelli di Incantesimo (la serie tv), si scopre desiderata da tutti quelli che lei aveva rincorso o agognato, diventa (si sente?) iperfiga e sostanzialmente si sente nel diritto di umiliare e usare tutti.
    Mi ha fatto ribrezzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Toda una sorpresa

    La suerte de la fea es una novela lúcida y encantadora. Crítica mordaz, aunque diluida, del papel de la belleza en nuestra sociedad y, en especial, en las relaciones humanas.

    La fuerza de la novela e ...continua

    La suerte de la fea es una novela lúcida y encantadora. Crítica mordaz, aunque diluida, del papel de la belleza en nuestra sociedad y, en especial, en las relaciones humanas.

    La fuerza de la novela está en la protagonista, Marilina. Una mujer poco agraciada, que acepta el papel no solo impuesto por los demás, si no por ella misma. Así, y a pesar de ser una mujer inteligente y capaz, se siente fracasada en todos los aspectos, relegada a ser un objeto que los hombres utilizan cuando les viene en gana.

    Es entonces, cuando la autora con su maravillosa pluma, describe con una sensualidad y erotismo delicados, la transformación en el carácter de nuestra protagonista, hasta tal punto que a la mitad del libro olvidamos que nuestra "fea" lo es y, pensamos que es toda una conquistadora e indudablemente bella.

    La principal característica que Carmen Covito ha conseguido plasmar en el libro es la verosimilitud. Tanto la historia, como la protagonista o, incluso el mismo final, pueden resultar decepcionantes a ratos, pero son indudablemente muy reales y, en ciertos momentos emotivos o simplemente crueles.

    En síntesis, estamos ante un libro muy bien hecho y mejor escrito, con una protagonista con la que muchas personas se identificarán y que además de corto es muy interesante y entretenido. ¿A qué esperáis?

    ha scritto il 

  • 3

    Ok, diciamo questo: la Covito scrive bene e diverte, il suo virtuosismo è una boccata d'aria, vino fresco frizzante in un caldo tramonto, ma da donna: la sua protagonista è veramente credibile?
    Io dic ...continua

    Ok, diciamo questo: la Covito scrive bene e diverte, il suo virtuosismo è una boccata d'aria, vino fresco frizzante in un caldo tramonto, ma da donna: la sua protagonista è veramente credibile?
    Io dico di no. Decisamente.

    ha scritto il 

  • 4

    un ritratto carico di ironia e simpatia

    riposava da anni nella mia libreria e trovandomi a corto di cose da leggere l'ho iniziato...e meno male che l'ho fatto ! Ho poi scoperto su wilkipedia che giustamente è un romanzo di grande successo , ...continua

    riposava da anni nella mia libreria e trovandomi a corto di cose da leggere l'ho iniziato...e meno male che l'ho fatto ! Ho poi scoperto su wilkipedia che giustamente è un romanzo di grande successo ,che ha vinto molti premi e ne hanno tratto uno spettacolo teatrale diretto da franca valeri e un film con Carla Signoris (la bravissima moglie di Crozza)...
    finito a maggio 2014

    ha scritto il 

  • 5

    Prima di decidere se comprarlo o no, avevo consultato diverse recensioni e/o commenti "free" in internet riguardo questo libro, per essere sicura che ciò che tanto osannavano i siti di vendita libri n ...continua

    Prima di decidere se comprarlo o no, avevo consultato diverse recensioni e/o commenti "free" in internet riguardo questo libro, per essere sicura che ciò che tanto osannavano i siti di vendita libri non fosse in realtà una fregatura (ovvio che, dovendo vendere un prodotto, il venditore te lo descriverà sempre come stupendo).
    I siti specializzati dicevano "Premio Bancarella '93, rivelazione dell'anno etc etc." mentre nei forum la gente sciolta scriveva "storia sciatta, Bridget Jones look alike, bah, mah, non ha senso, questa protagonista non ha una dignità, le donne vere non si comportano così, imbarazzante, irrealistico.. "

    Non so perché mi sono convinta a comprarlo ugualmente, ed ho fatto bene!

    Prima di tutto,dove la vediate Bridget Jones qua dentro ancora non l'ho capito.

    Ma arriviamo alla mia recensione vera e propria:P
    Ecco:
    Io credo che un uomo ( e anche le donne carine e belle) difficilmente possano capire di cosa parla realmente questo racconto.
    Perché non sanno, perché non hanno avuto modo di provare sulla propria esperienza di vita, cosa significhi avere un'immagine estetica non conforme ai canoni del giorno d'oggi.
    E di conseguenza non hanno potuto provare cosa significhi ottenere delle attenzioni da parte degli altri, attenzioni positive di qualunque genere, sia sessuali che intellettuali, dopo essere stati abituati per tutta la vita a non averne.

    E non trovo neanche che la storia sia surreale, anzi, semmai all'avanguardia (era il 1993).
    Uscite in strada e poi ditemi se tutte le passeggiatrici sono modelle, andate su youporn e poi ditemi se tutti i video hanno come protagoniste tettone biondone, andate nelle chat erotiche e poi ditemi se tutte le camgirl sono ventenni ben messe oppure se molto di loro sono, appunto, "stagionate".
    E poi pensate che se tutte queste donne STANNO LÌ di conseguenza significa che ci sono UOMINI che le vogliono e le CERCANO LÌ dove stanno.
    E magari pensate anche a quante donne oggi vivono l'essere single in pace, e non come una disgrazia, e a quante volutamente non si sposano né hanno figli.

    Se dopo questi spunti di riflessione pensate ancora che sia un racconto surreale beh, lasciatevelo dire senza offesa, o non vi applicate sui media, oppure siete evidentemente nati belli.

    ha scritto il 

  • 2

    LA BRUTTINA STAGIONATA

    Laureata in filosofia, critica letteraria, sceneggiatrice di fumetti e traduttrice cara ad Aldo Busi, la campana Carmen Covito pubblica per Bompiani nel 1992 questo suo romanzo che vince Il Premio Rap ...continua

    Laureata in filosofia, critica letteraria, sceneggiatrice di fumetti e traduttrice cara ad Aldo Busi, la campana Carmen Covito pubblica per Bompiani nel 1992 questo suo romanzo che vince Il Premio Rapallo-Carige Opera Prima nello stesso anno e il Premio Bancarella nell’anno successivo.
    E’ la storia di Marilina Labruna, non bella ma nemmeno brutta, single attempata, che vive in solitudine e si mantiene scrivendo tesi per conto terzi, in genere per studenti poco volenterosi provenienti da famiglie benestanti. Una “bruttina stagionata” insomma, espressione che grazie a questo libro è diventata di uso corrente.
    Marilina che non è certo una “Marylin Monroe”, non rispondendo ai canoni di bellezza femminile imposti dalla società e dall’immaginario agognato dalla popolazione maschile, soffre della sua mancata avvenenza, addossando le colpe al padre di origine meridionale (la storia si svolge a Milano) che non le avrebbe regalato un corredo genetico adeguato alle sue aspirazioni di conquista.
    Marilina è ancora ignara delle sue doti di intelligenza, di intuizione e di rara ironia schiacciata da un passato familiare in cui si è sentita poco amata, poco accettata,invisibile, inconsistente.
    Il libro, a cui si può sicuramente dare la connotazione di libro di formazione, prende in esame l’evoluzione della personalità di questa donna, apparentemente scialba e “inutilizzata”, che persegue un suo progetto di vita, lontano dai modelli di inserimento sociale femminile come il matrimonio seguito dalla maternità,alla ricerca di un equilibrio interiore che le possa far vivere bene le sue scelte. Solo liberando i suoi impulsi da ogni tentennamento potrà riappropriarsi della sua personalità imbrigliata in un corpo che deve imparare ad accogliere e ad accettare per riconoscere la totalità del suo essere.
    Così facendo, Marilina diventa finalmente visibile e seduttiva e sostituisce alla fragilità una sensualità che richiede di essere soddisfatta dissociandosi dagli schemi convenzionali.
    Ed è per questo che, negli anni in cui il libro è stato scritto, conquista la simpatia di molte lettrici che in questa “eroina” si immedesimano e che hanno voglia di rapportarsi diversamente con se stesse e con il mondo maschile.
    Letto dopo tanti anni dalla sua uscita, il libro perde sicuramente di freschezza pur conservando un alto grado di ironia, ma la storia, l’ambientazione e i personaggi implicati nella vicenda non mi hanno coinvolto e ho trovato la strada intrapresa dalla protagonista, quasi tutta a sfondo sessuale, assai patetica, fatta di riscatti fasulli, di ribellioni dal sapore grottesco, di scenari scadenti e noiosi, di poca capacità di estrarre una creatività vivace e un’inventiva dignitosa per riaffermare il proprio esistere e il proprio essere donna, incanalata in una scia di solitudine che sembra non potrà mai, nonostante gli espedienti da lei messi in atto, estinguersi.

    ha scritto il 

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