La caduta

Di

Editore: Bompiani (Tascabili Bompiani 190 e I grandi tascabili 299)

4.1
(928)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 93 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Greco , Olandese , Turco , Polacco , Catalano , Portoghese , Galego

Isbn-10: 8845206874 | Isbn-13: 9788845206870 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Sergio Morando

Disponibile anche come: Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Ed. I tascabili 190 dal 1989 al 1990 (100 pg.)
Ed. I grandi tascabili dal 1994 al 1997 (93 pg.)
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  • 4

    Per essere felici non ci si deve occupare troppo del prossimo

    La caduta è un romanzo scritto da Camus nel 1956, quattro anni prima della sua morte. E' il monologo, quasi la confessione, di un avvocato che una sera in un bar racconta ad uno sconosciuto la sua vit ...continua

    La caduta è un romanzo scritto da Camus nel 1956, quattro anni prima della sua morte. E' il monologo, quasi la confessione, di un avvocato che una sera in un bar racconta ad uno sconosciuto la sua vita.

    Una vita segnata da due fatti, entrambi accaduti di notte: la caduta nella Senna di una donna che lui non ha nemmeno tentato di aiutare e una misteriosa risata sentita ma non identificata.

    Camus usa l'avvocato, definito mentitore di professione, per descrivere i suoi pensieri.

    “È molto difficile districare il vero dal falso in ciò che racconto. Un mio conoscente divideva gli esseri in tre categorie: chi preferisce non aver nulla da nascondere piuttosto che essere costretto a mentire, chi preferisce mentire piuttosto che non aver nulla da nascondere, e quelli a cui piacciono al tempo stesso la menzogna e il segreto”.

    A poco a poco comprendiamo che la risata eccheggiata sulla Senna è una risata interna, una risata che ha il significato terribile del rimorso. Una risata che dentro di lui ride di lui, ride della sua viltà, della sua mancanza di coraggio, del suo incessante fingere.

    Sembra che Camus ci voglia dire che l’uomo finge sempre, sia con gli altri che con sé stesso, perché si sente sempre innocente e puro. Si inventa mille modi per mostrarsi superiore alla realtà che lo circonda. Ma c'è sempre un particolare, un fatto, che in ogni esistenza è pronto a dimostrarci il contrario.
    Nel caso dell'avvocato questo fatto è la viltà, che lo coglie all’improvviso e gli impedisce di aiutare la donna.
    Ma anche la gentilezza che il protagonista dimostra nei confronti del prossimo non è altro che egoismo e vanità, non è altro che il desiderio di essere adulato per il bene che si elargisce. La vera sincerità e la vera bontà sono rarissime e troppo spesso inquinate dal nostro io più profondo che ci riporta verso la finzione.
    La vita non è altro che una recita; ciò che si fa lo si fa per il pubblico, per l’applauso finale, non per vero altruismo.

    Estremamente pessimistica la visione di Camus. Alla fine l'avvocato cambia lavoro e diventa giudice: può giudicare, ora, perché sa dentro di sé che gli uomini sono tutti colpevoli.

    La felicità è raggiungibile? La felicità, o meglio la momentanea riduzione dall’angoscia, la possiamo ottenere imparando a gestire, accettare e sfruttare la nostra duplicità, ossia imparando ad amare noi stessi servendosi senza troppi rimpianti degli altri.

    Un libro molto breve, ma complesso, amaro, pessimista, ambiguo, a tratti affascinante, a tratti poetico, a tratti noioso.
    Difficile cogliere tutti i dettagli alla prima lettura; arrivato alla fine l'ho riletto quasi integralmente.

    ha scritto il 

  • 5

    Moi bo

    Moi bo libro, para pensar, visualizar, entender. Un libro que hai que ler con máis idade que a que tiñas nol instituto dando Filosofía.
    Un protagonista realizando reflexións, sobre o espíritu de excla ...continua

    Moi bo libro, para pensar, visualizar, entender. Un libro que hai que ler con máis idade que a que tiñas nol instituto dando Filosofía.
    Un protagonista realizando reflexións, sobre o espíritu de exclavitude, o amor, o EU...
    Non esperes unha cousa sinxela, pero vale moito.

    ha scritto il 

  • 4

    Di Albert Camus avevo letto da ragazza, alle superiore, Lo Straniero in francese, L'Etranger, ma non mi ricordo nulla solo che era complicato. Adesso che le cose complicate mi piacciono molto di più m ...continua

    Di Albert Camus avevo letto da ragazza, alle superiore, Lo Straniero in francese, L'Etranger, ma non mi ricordo nulla solo che era complicato. Adesso che le cose complicate mi piacciono molto di più mi sono avvicinata a La Caduta di Camus, lettura con cui voglio prepararmi all'incontro con Amsterdam.
    Pensavo ci fossero più descrizioni della città, non è così ma non importa. È un racconto logorroico che mi è piaciuto tantissimo! Il protagonista investe con un fiume di parole il suo interlocutore raccontandogli la sua vita che inizialmente pareva felice ma che così non è. E si prodiga nel descrivere i suoi pensieri e il suo modo di sopravvivere a questa vita.
    Camus è cinico in questo racconto, quello che io sono in questo periodo, forse per questo mi sono appassionata alle sue parole, tanto di dedicare quasi un intero pomeriggio alla lettura de La Caduta. Devo ammettere che dalla prima metà non riuscivo a staccarmi, mentre la seconda parte diventa un po' delirante ed eccessiva. Comunque credo che non passerà troppo tempo prima che rilegga Lo straniero o che affronti per la prima volta La Peste.

    Ecco alcuni esempi del cinismo di cui parlavo, ma anche delle tesi del protagonista, mi resta solo da obiettare che sono convinta che una persona che ama veramente se stesso non teme il giudizio altrui e soprattutto non ha paura di condividere la propria felicità, credo che siano pochi coloro che amano veramente se stessi, perché nessuno ce lo ha insegnato e perché troppo spesso questo amore viene confuso con l'egoismo e non si riesce a fare una corretta differenziazione tra le due cose:

    ha scritto il 

  • 2

    non più vani oggetti, pulito e lucido... lessi una citazione di questo libro sulla pagina di un tipo che poi fece come la ragazza della storia, e anche peggio: dallo stato di agitazione a quello di pr ...continua

    non più vani oggetti, pulito e lucido... lessi una citazione di questo libro sulla pagina di un tipo che poi fece come la ragazza della storia, e anche peggio: dallo stato di agitazione a quello di precipitazione... non fu certo questo libro mediocre a deciderlo... sono passati tanti anni, ancora mi dispiace per uno sconosciuto e se verso di lui non sono colpevole dipende solo dalla mia inettitudine. in italiano, per altro, il tono sembrava piú elevato. non riusciró mai a raccontare quella storia.

    ha scritto il 

  • 3

    Al suo terzo romanzo Camus mi convince. Pur essendo un romanzo sociale che cerca di veicolare un certo messaggio e di criticare aspramente la società, tuttavia qui l'arte da romanziere non più alle pr ...continua

    Al suo terzo romanzo Camus mi convince. Pur essendo un romanzo sociale che cerca di veicolare un certo messaggio e di criticare aspramente la società, tuttavia qui l'arte da romanziere non più alle prime armi permette allo scrittore di non essere pedante. Scritto come un lungo monologo, affascina, affabula (talvolta, duole dirlo, un pò annoia) e fa arrivare in fondo con una curiosità particolare.

    ha scritto il 

  • 3

    Da leggere due volte

    E’ difficile valutare questo romanzo breve di Camus. Da una parte è un racconto affascinante, il protagonista e voce narrante è un affabulatore e il sottile velo di mistero di cui ammanta la sua stori ...continua

    E’ difficile valutare questo romanzo breve di Camus. Da una parte è un racconto affascinante, il protagonista e voce narrante è un affabulatore e il sottile velo di mistero di cui ammanta la sua storia tiene attaccati fino alla fine; dall’altra ci sono parti complesse in cui fa le sue riflessioni filosofico-religiose e alcuni degli episodi che riporta sono un po’ spiazzanti, si fa fatica a collocarli e a tratti sono un po’ noiosi.
    Anche il finale è ambiguo e aperto a più interpretazioni possibili. Credo che meriterebbe una rilettura per capirlo fino in fondo.

    ha scritto il 

  • 3

    Monologo a tratti noioso, ma ci sono perle meravigliose! Una è questa:

    "Per esempio sa perché l'hanno crocifisso? ... assieme ai motivi che ci hanno spiegato molto bene per duemila anni, ce n'era uno, ...continua

    Monologo a tratti noioso, ma ci sono perle meravigliose! Una è questa:

    "Per esempio sa perché l'hanno crocifisso? ... assieme ai motivi che ci hanno spiegato molto bene per duemila anni, ce n'era uno, grande, per quella orribile agonia, e non so perché lo nascondano con tanta cura. La vera ragione è che lui sapeva di non essere completamente innocente. Se non portava il peso della colpa di cui l'accusavano, ne aveva altre, anche se non sapeva quali. Ma le ignorava proprio? In fin dei conti, egli aveva informazioni di prima mano, aveva dovuto sentir parlare di un certo massacro degli innocenti. I bambini di giudea massacrati mentre i suoi genitori lo portavano al sicuro, perché erano morti, se non per causa sua? Non l'aveva voluto lui, certo. Quei soldati insanguinati e quei bambini squarciati in due gli facevano orrore. Ma egli non era uomo da poterli dimenticare, ne sono sicuro. E la tristezza che s'indovina in tutti i suoi atti, non era l'inguaribile malinconia di colui che di notte sentiva la voce di Rachele gemere sui suoi piccoli e rifiutare conforto? Il lamento saliva nella notte, Rachele chiamava i suoi figli morti per lui e lui era vivo."

    ha scritto il 

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