La carta e il territorio

Di

Editore: Bompiani (Tascabili)

3.9
(833)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 415 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Olandese , Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale

Isbn-10: 8845268365 | Isbn-13: 9788845268366 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Fabrizio Ascari

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Se Jed Martin, il protagonista di questo romanzo, vi dovesse raccontare la sua storia, probabilmente vi parlerebbe della rottura della caldaia avvenuta un certo 15 dicembre. Oppure di suo padre, architetto noto e stimato, con cui era solito trascorrere solo la vigilia di Natale. Ricorderebbe certamente Olga, una russa carina incontrata all’inizio della sua carriera, durante una mostra delle sue fotografie delle carte stradali della Michelin. Tutto questo avveniva prima che arrivasse il successo mondiale con la serie delle opere dedicate ai “mestieri”, ritratti di personalità di diversi ambienti (fra cui lo stesso Houellebecq), colte nell’esercizio della loro professione. Dovrebbe dire anche come ha aiutato il commissario Jacelin a chiarire un’atroce storia criminale che ha sconvolto la polizia. Sul finire della sua vita, Jed Martin arriverà a una certa serenità ed emetterà solo dei mormorii. L’arte, il denaro, l’amore, il rapporto col padre, la morte, il lavoro sono solo alcuni dei temi di questo “romanzo totale”, in cui Michel Houellebecq, con la consueta implacabilità, ritrae la condizione umana.
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  • 2

    Diciamo che per i primi due terzi è il più classico degli Houellebecq. Un artista vagamente sociopatico, con gravi problemi di comunicazione con il padre, incontra una donna bellissima, ricca e profes ...continua

    Diciamo che per i primi due terzi è il più classico degli Houellebecq. Un artista vagamente sociopatico, con gravi problemi di comunicazione con il padre, incontra una donna bellissima, ricca e professionalmente arrivata che si innamora perdutamente di lui malgrado il suo aspetto dimesso, la scarsa vena produttiva e l'apparente freddezza. C'è pure il classico dei classici houellebecquiani, del funerale con visita alla casa del parente defunto.

    Portano qualche cambiamento i numerosi personaggi veri che appaiono nel racconto, tra i quali l'autore medesimo, ed il successo professionale che sorride al protagonista.

    Il terzo terzo invece cambia radicalmente registro e di punto in bianco diventa una scimmiottatura dello stile di Corman McCarthy, con tanto di poliziotto sull'orlo della pensione disgustato dalla vita.

    Tutto qua? Tutto qua. Lo salvano tirandolo per i capelli la scrittura sempre fluida e interessante (ah, non mancano le divagazioni in stile Lonely Planet, anch'esse un classico dell'immaginario di Michelino nostro) e qualche spunto di riflessione qui e lì.

    Concludendo: magari qualcuno che si trovasse a esordire con questo titolo nella scoperta della produzione di Houellebecq troverà due stelline un po' severe ma in assoluto, credetemi, sono generose, parecchio generose per un romanzo, credetemi anche qua, tutto sommato trascurabile.

    ha scritto il 

  • 2

    avrebbe evitato fino alla fine quell'argomento, come tutti gli altri ( p.34 )
    non si lamentava della propria sorte e non ne immaginava un'altra ( p.39 )
    si rese conto che era la prima volta che assist ...continua

    avrebbe evitato fino alla fine quell'argomento, come tutti gli altri ( p.34 )
    non si lamentava della propria sorte e non ne immaginava un'altra ( p.39 )
    si rese conto che era la prima volta che assisteva a un funerale serio, all'antica, un funerale che non cercava di eludere la realtà del decesso ( p.43 )
    che cosa definisce un uomo? qual'è la prima domanda che si pone a un uomo, quando ci si vuole informare della sua condizione? in alcune società, gli si chiede dapprima se sia sposato, se abbia dei figli; nelle nostre società, ci si interroga in primo luogo sulla sua professione. è il suo posto nel processo di produzione, e non il suo status di riproduttore, a definire innanzitutto l'uomo occidentale ( p.131 )
    puzzava un po', ma meno di un cadavere; poteva andare anche peggio, dopotutto ( p.137 )
    ci sono stati momenti interessanti, ma sempre difficili, sempre strappati al limite delle mie forze, non mi è apparso mai nulla come un dono e adesso ne ho proprio abbastanza, vorrei solo che tutto finisse senza sofferenze eccessive ( p.217 )
    l'intervento della chiesa era in fondo assai più legittimo nel caso di un funerale che in quello della nascita o di un matrimonio. in un funerale essa era perfettamente nel suo elemento, aveva qualcosa da dire sulla morte – sull'amore si poteva avere qualche dubbio ( p.270 )
    nulla era cambiato. del resto, nulla aveva alcuna ragione di cambiare ( p.302 )
    sveniva cadendo lentamente, con grazia, come un fiore reciso ( p.326 )

    ha scritto il 

  • 3

    Libro ridimensionato, per ambizione narrativa e respiro, rispetto ai precedenti di Houellebecq. Sembra la fine, coerente, di una parabola narrativa di ricerca sulla realtà e sul senso delle cose. Dopo ...continua

    Libro ridimensionato, per ambizione narrativa e respiro, rispetto ai precedenti di Houellebecq. Sembra la fine, coerente, di una parabola narrativa di ricerca sulla realtà e sul senso delle cose. Dopo aver esplorato, sperimentato, analizzato, ecco che l'autore ci rilascia questo libello semplice, dalla storia stranamente (per la sua produzione) molto lineare, dal taglio realistico-sociale, senza eccessi. Perfino le sue considerazioni sulla società, sulla vita, sulla filosofia sociale, qui trovano uno spazio ridotto. E' un libro silenzioso, un sussurro come quelli a cui si riduce nelle ultime pagine il suo protagonista. La scrittura stessa è posata, direi anzi ri-posata, più composta rispetto alla prduzione precedente. L'interessante divertissement letterario, fra l'ironico e il macabro, che è l'elemento più divertente e originale del libro, dal ricco sapore meta-narrativo, va pure letto in questa direzione: come se fosse una conclusione, ironica e dissacratoria, di un percorso autoriale direi unico nel suo genere. Decontestualizzato, è il libro che può annoiare e che va a raccontare poco: da leggere DOPO almeno un paio di romanzi precedenti.

    ha scritto il 

  • 1

    Decollo abortito

    Era partito bene sulla pista, accensione , motori caldi, aumento di velocità poi , prima di staccarsi in volo ha rallentato, poi un tentativo di colpo di scena, ma non mi fidavo più.
    Non mi alzo in vo ...continua

    Era partito bene sulla pista, accensione , motori caldi, aumento di velocità poi , prima di staccarsi in volo ha rallentato, poi un tentativo di colpo di scena, ma non mi fidavo più.
    Non mi alzo in volo con un libro così. Deludente, stanco, noioso. Peccato, l'autore è bravo ma stavolta non decolla.

    ha scritto il 

  • 4

    Agli houellebecquiani puri questo romanzo potrebbe non piacere, vi potrebbero vedere lo spegnersi della vis dissacratoria del loro EroeAutore. A chi invece (e io sono fra questi) si è innervosito per ...continua

    Agli houellebecquiani puri questo romanzo potrebbe non piacere, vi potrebbero vedere lo spegnersi della vis dissacratoria del loro EroeAutore. A chi invece (e io sono fra questi) si è innervosito per certo suo insistente e forzato cinismo, il libro appare come una prova di conquistata maturità.
    La storia è  improbabile, piuttosto sfilacciata e incoerente, come lo sono sempre le storie di H, ma la scrittura è limpida ed efficace, meno urlata del solito, intessuta di riflessioni sulla vita e sul mondo, stavolta piane e sagge.
    H,  che vorrebbe essere cinico , qui sembra rassegnarsi al suo non esserlo affatto; viene a patti con il suo aspetto umano e ci offre , ad esempio, una grande figura di padre fragile e invecchiato ma mai domato; e ancora, non resiste al narcisismo e si fa personaggio chiave della storia, descrivendosi con molti difetti  ma poi indugiando (e come dargli torto?) su quanto ha di più caro, cioè lo stile e il metodo della sua scrittura.
    Un libro che non passerà alla storia ma che si fa leggere con piacere e suscita curiosità.
    Interessanti i riferimenti ad alcune correnti architettoniche  e artistiche del XX secolo; inaspettate, ma molto giuste, le riflessioni intorno alle marche d'auto (ebbene sì, nel libro si legge anche di Audi, Mercedes, Toyota).

    ha scritto il 

  • 5

    "La carta e il territorio". Glaciale.

    Realtà o idea di realtà? Carta o territorio? Non importa, perché quando comprendiamo che l’eternità non esiste e che il senso è andato perduto, rimpiccioliamo e resta una sola cosa che possiamo fare: ...continua

    Realtà o idea di realtà? Carta o territorio? Non importa, perché quando comprendiamo che l’eternità non esiste e che il senso è andato perduto, rimpiccioliamo e resta una sola cosa che possiamo fare: rappresentare il mondo e la vita, continuare a tracciare carte dal territorio. Bellissimo e consigliatissimo.
    La recensione continua sul canale youtube LaprospettivadellaRana a questo link:
    https://www.youtube.com/watch?v=n7GsfWq9bts

    ha scritto il 

  • 5

    書摘

    這麼突然,您知道嗎?就這樣突然消失了。就連最不起眼的動物要絕種消失,也要花個幾千年甚至幾百萬年,生產的商品卻可以在幾天內從地球上消失,練第二次的機會都沒有,只能無力地忍受那些產銷負責人不負責任、法西斯的強制手段,這些負責人自然比任何人都知道消費者要的是什麼,自以為抓住消費者等待新產品的心理,事實上只是把消費者的生命拋擲在不停改變的路線中,疲憊、絕望、無止盡的漂泊 - p123

    歐勒佳的聲音一 ...continua

    書摘

    這麼突然,您知道嗎?就這樣突然消失了。就連最不起眼的動物要絕種消失,也要花個幾千年甚至幾百萬年,生產的商品卻可以在幾天內從地球上消失,練第二次的機會都沒有,只能無力地忍受那些產銷負責人不負責任、法西斯的強制手段,這些負責人自然比任何人都知道消費者要的是什麼,自以為抓住消費者等待新產品的心理,事實上只是把消費者的生命拋擲在不停改變的路線中,疲憊、絕望、無止盡的漂泊 - p123

    歐勒佳的聲音一點也沒變,人的聲音從不會變,就跟眼神一樣。老化囊括身體的整體癱垮,只有聲音和眼神頑強不屈地見證一個人不變的個性、願望和欲求,縮有建構一個人個性的這些東西。- 163

    嘿,一點都沒錯:生命已經結束,對一切都失望。所有年輕時期望的都沒有實現,生命裡有些時候是有點意思,但都太辛苦了,都是在我力量的極限,沒有任何東西是天上掉下來的,現在我受夠了,只希望這一切結束,不會有太多病痛、殘障、無法自主的情況出現而已。- p183

    他一直把性看作一種積極的力量,一種藉由彼此歡娛的純真管道提升人類和諧凝聚的方法:現在他看到的卻是越來越常發生的互鬥,為了主宰,剷除敵對而殘酷爭鬥,隨性氾濫的交媾純粹只為了讓基因達到最大量的繁衍。他在性裡看見所有衝突、殺戮、痛苦的起源,讓他相信,性似乎越來越明顯是有害的。警察生涯印證了他這個觀點:人犯罪不是為了錢,就是為了性,好像整個人類的想像力都無法超出這兩樣,至少在犯罪範圍裡是如此.........人類犯罪動機實在貧乏得讓人生厭。 p208

    把骨灰撒在暴風眼裡,是某種人種上的褻瀆。人是一個意識,一個獨一無二的意識,屬於個人、無法取代的,所以好歹需要一個墓地一塊墓碑一行字,至少在往後幾個世紀能見證他曾經存在的某個東西。p218

    因為不可抗拒的力量,他和韋勒貝克的關係終止了。聚集在四周他一個也不認識的人群裡,所有人似乎都明瞭這個確切性。回想到這一刻,他突然明瞭了,完全確定他父親將會堅定不移地執行死亡計畫,他遲早會接到院長電話,事情就會這樣結束,沒有結論也沒有解釋,最後一句話永遠不會說出口,只會留下一點惋惜、一點無奈。-p234

    痛楚和死亡的商業價值已經超過歡娛和性。 p249

    在他前面幾公尺處一個新進的年輕組員昏倒了,緩緩優雅地倒在地上,像一朵被摘下的花。p260

    他說:「不必在沒有任何解釋的地方尋求解釋,」他當時並沒有意識到,自己引用的其實是維根斯坦《邏輯哲學論》的結尾:「在無法說明的時候,我選擇靜默。」-p264

    像聖書中描述的賢慧女人一樣:「青銅般的雙腳、肢體如耶路撒冷神殿的神柱一般堅固。」p269

    ha scritto il 

  • 4

    Per fortuna i miei diversi e tenacissimi pregiudizi letterari che mi salvano da letture perditempo [vedi ad esempio: no italiani viventi con storie lacrimevoli e scontate, in particolar modo di donne ...continua

    Per fortuna i miei diversi e tenacissimi pregiudizi letterari che mi salvano da letture perditempo [vedi ad esempio: no italiani viventi con storie lacrimevoli e scontate, in particolar modo di donne – cfr Ferrante (questo è quasi inscalfibile) che se la batte con: no italiani viventi con storie risibili che vanno a capo ogni 140 caratteri, cfr Baricco; affiancato da no europei morti che piuttosto che darsi al sesso (solitario o scambievole) scrivevano tomi di millemila pagine incomprensibili, cfr. un europeo fine 800/inizio 900 a caso (e non parlo di Joyce, e neanche di Proust, entrambi godibili – pur se ho qualche dubbio sulle loro pratiche sessuali, nel senso che insomma, sembrano molto solitarie); per finire con: no poeti, a prescindere.] in questo caso sono stati selettivamente disattivati (erano stati attivati dalla lettura di quella vomitata che è Le Particelle Elementari e messi sotto osservazione da Soumission).
    Notevolissimo romanzo in cui, al di là di ogni riflessione sulla compiutezza dei temi c'è il piacere della lettura. H. sa tenere una storia e portarla in porto senza escamotage o salti narrativi inspiegabili*, e non è roba da poco. Sembra che oggi ai narratori si chieda sempre una riflessione dotta, approfondita, multilevel e multitasking su tutto, ontologica e scatologica, ma per quanto mi riguarda le prime due cose sono la storia e lo stile (tipo sceneggiatura e fotografia). Poi c'è il messaggio (quello che Salznuck diceva "manda un telegramma"). Storia e stile qui ci sono (la traduzione ammazza, ho letto Soumission in francese e fila tutto in modo meno sciatto)

    Anche quando usa se stesso come carne da macello (scelta un po' psicotica ma c'è un romantico accostamento a Pollock- romantico nel senso che asseconda l'umano desiderio di essere ritratti al nostro meglio e di fare parte di un capolavoro –certo, avesse scelto un Fontana avrebbe semplificato la vita al povero killer) , la scelta ha un percorso logico, funzionale alla storia. [commenti più dotti del mio spiegano perché e percome questo rappresenta la visione del mondo, etc. sono tutti qui sotto]

    Jed, il neutro protagonista del libro (quasi una radicale presa di posizione nei confronti della vita: lasciatemi scrivere in pace, sembra dire H., anche se suona un po' come "Mamma, Ciccio mi tocca. Toccami Ciccio"), tanto neutro non è poiché si fa tramite di una visione salvifica dell'arte: "il mondo è un po' più mediocre senza un artista".

    Ecco. Tutto qua. (Tornando ai pregiudizi, il mondo è un po' più senza alberi con tanti artisti mediocri. Abbiate pietà della foresta amazzonica, se non ne avete di noi poveri lettori).

    *per dire, ho appena finito l'ultimo giallo della Cornwell – il consueto bestseller che tiene inchiodati – e la cara Patricia sa imbastire una storia, parecchio sfilacciata, ma non riesce a portarla da nessuna parte. Lo scarto narrativo di H. (doppio carpiato) ha un senso logico, si innesta nel racconto e apre nuovi scenari, elegantemente richiusi. Nella Cornwell non ci sono mai scarti narrativi, il salto è affidato alle azioni di qualche psicopatico di passaggio (più i famigliari psico di cui si circonda).

    ha scritto il 

  • 4

    "Michel Houellebecq è lo scrittore maledetto di cui c'era bisogno al volgere del XXI secolo, perché mancava: mancava in Europa un narratore capace di unire il cinismo alla credibilità, la spietatezza ...continua

    "Michel Houellebecq è lo scrittore maledetto di cui c'era bisogno al volgere del XXI secolo, perché mancava: mancava in Europa un narratore capace di unire il cinismo alla credibilità, la spietatezza delle opinioni più dure alla brillantezza di una scrittura accessibile a tutti. Ce n'era bisogno per legittimare i pensieri più cupi e distruttivi di un paio di generazioni rimaste sole davanti alla loro cattiva coscienza, a cui Houellebecq ha dato voce." (Carlo Mazza Galanti) In questo romanzo abbiamo il piacere di incontrarlo tra i personaggi, e di assistere - con dispiacere - alla sua morte e al "giallo" che ne segue. Il protagonista del romanzo è però Jed Martin, un artista - fotografo e pittore - dalla strabiliante abilità nel far soldi, ma dalla vita personale sfortunata. Per ora il romanzo di Houellebecq che mi ha più divertito.

    ha scritto il 

  • 3

    Cerca l’intruso

    dici va bene d’accordo su tutto…ma la cravatta dov’è? Cioè io sono d’accordo con le recensioni da cinque stelle. Epperò mica tanto con le cinque stelle.
    Poi adesso che I fiati hanno già fatto il lor ...continua

    dici va bene d’accordo su tutto…ma la cravatta dov’è? Cioè io sono d’accordo con le recensioni da cinque stelle. Epperò mica tanto con le cinque stelle.
    Poi adesso che I fiati hanno già fatto il loro gioco , eh. È tardi perfino per Sottomissione che cellò, ma ancora non l’ho letto. Perciò figurarsi la carta e il territorio. Il pleistocene. Insomma anche il sassofono va via in gol e lascia fare e da un giorno all'altro sei lì a parlare con i limoni. Però due parole, perché no? Poi soprattutto dato che non sono le mie.
    In linea teorica sostengo la supremazia della letteratura sulla musica leggera. Certo sarebbe bello che la canzonetta dicesse assente per male incurabile, epperò a volte per esprimere concetti di immediata comprensione e di pubblico dominio, per rendere il sentire più popolare, più semplicemente e universalmente sentito, per rappresentare modi dell’anima democratici quali la disperazione, il disincanto, la solitudine, in questi casi fa più un ritornello che quaranta pagine di romanzo.
    Insomma. Insomma ragazzi come si fa a vivere in questo mondo così, in questa modernità disumana. Illuminismo e pastiglie al mattino a digiuno che io mentre una vita rincorre ma a stento una Sisal. che io.. Perché se è vero che è roba di anni di amore per niente, di roba metallica . Che poi la gente. Pure la gente a ben vedere. Sono tutte persone. Per dire, non siamo mai stati amici, no no lascia stare, tu sei uno di quelli che se gli chiedono mille lire, dicono mi raccomando non se le beva. cosa te ne frega a te se me le bevo o no, oscar della bontà.. Meglio soli…che c’entra? neanche poi dire meglio o peggio. È così. Qualcuno doveva stare stare vicino al mare vederlo venire e andare andare e venire vederlo schiumare. Anzi guarda, Mario, forse l'unica cosa di buono che hai fatto è non avere voluto figli e capirò quando mi dirai che è proprio roba da imbecilli vomitare proprio in mezzo alla strada, e quando ti dirò che è per fatica di capirti che mi vien da vomitare, qui giù in strada, e quando arriverà la sera e penserai che la mattina dopo non potrebbe più arrivare.
    Mentre si vede la sterpaglia muoversi sussultare, quando la pioggia picchia più forte, chissà se le fa male, chissà se le fa male.
    Però, sai cosa stavo pensando, Mirko? Io sono triste, tristissimo, però sono teatrale, vitale. Tu sei triste... triste squallido

    ha scritto il 

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